{"id":142874,"date":"2025-10-02T05:31:15","date_gmt":"2025-10-02T05:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142874\/"},"modified":"2025-10-02T05:31:15","modified_gmt":"2025-10-02T05:31:15","slug":"la-sla-potrebbe-essere-una-malattia-autoimmune-una-scoperta-che-cambia-prospettiva-nelle-cure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/142874\/","title":{"rendered":"La SLA potrebbe essere una malattia autoimmune: una scoperta che cambia prospettiva nelle cure"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Ruggiero Corcella<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Uno studio pubblicato su Nature, condotto dai ricercatori del La Jolla Institute for Immunology (Alessandro Sette) e dal Columbia University Irving Medical Center (David Sulzer), dimostra per la prima volta che nei pazienti con SLA le cellule immunitarie normalmente deputate a difendere l\u2019organismo attaccano una proteina presente nei neuroni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/sclerosi-laterale-amiotrofica-sla\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sclerosi laterale amiotrofica (SLA)<\/a>\u00a0\u00e8 una malattia rara, la sua causa \u00e8 sconosciuta e in circa il 5-10% dei casi la malattia \u00e8 ereditaria. Non esiste ancora una cura per prevenire o bloccare questa patologia devastante: in media met\u00e0 dei pazienti muore entro 14\u201318 mesi dalla diagnosi, di solito per <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/insufficienza-respiratoria\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">insufficienza respiratoria.<\/a>\u00a0Un nuovo studio (Autoimmune response to C9orf72 protein in amyotrophic lateral sclerosis) pubblicato su<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41586-025-09588-6\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> Nature<\/a> e condotto da ricercatori del<b> <a href=\"https:\/\/www.lji.org\/labs\/sette-lab\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">La Jolla Institute for Immunology (LJI) <\/a><\/b>e del <b>Columbia University Irving Medical Center <\/b>apre per\u00f2 una strada inattesa: la SLA potrebbe essere, almeno in parte, una malattia autoimmune.<\/p>\n<p>    Le cellule T che attaccano i neuroni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il team guidato da<b> Alessandro Sette (LJI) <\/b>e <b>David Sulzer (Columbia)<\/b> ha dimostrato che i pazienti con SLA producono grandi quantit\u00e0\u00a0 di<b>\u00a0linfociti T CD4+<\/b> \u2014 cellule immunitarie normalmente deputate a difendere l\u2019organismo \u2014 attaccano erroneamente <b>la proteina \u00abC9orf72\u00bb, <\/b>presente nei neuroni.\u00a0Questo tipo di \u00abauto-attacco\u00bb \u00e8 la caratteristica distintiva delle malattie autoimmuni.<br \/>\u00abQuesto <b>\u00e8 il primo studio a dimostrare chiaramente<\/b> <b>che nelle persone con SLA esiste una reazione autoimmune<\/b> diretta contro proteine specifiche associate alla malattia\u00bb, afferma Alessandro Sette.\u00a0 \u00abInoltre, mostra che la risposta \u00e8 sfumata: <b>esistono diversi tipi di risposte, alcune pi\u00f9 pro-infiammatorie e altre anti-infiammatorie<\/b>. E questi diversi pattern sono correlati a differenti esiti clinici della malattia\u00bb, dice al Corriere.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sulzer aggiunge: \u00abQuesto ci aiuta a capire perch\u00e9 la malattia progredisce cos\u00ec rapidamente e ci indica una possibile direzione terapeutica\u00bb.\u00a0<b>\u00abLe cellule T prendono di mira la proteina C9orf72, gi\u00e0 nota per le sue mutazioni genetiche associate alla SLA. La scoperta suggerisce che anche i pazienti senza queste mutazioni possano avere un\u2019attivazione autoimmune contro questa proteina?<\/b>\u00abS\u00ec, mostriamo chiaramente che i pazienti senza quella specifica mutazione hanno un\u2019attivazione autoimmune contro la proteina &#8211; dice Sette &#8211; . Le persone con la mutazione presentano livelli ancora pi\u00f9 alti. Rilevante rispetto alla domanda precedente, stiamo anche studiando individui che hanno la mutazione ma non (ancora) la malattia, oppure familiari di pazienti. Mostrano anch\u2019essi reattivit\u00e0? Questo potrebbe predire un futuro esordio della malattia?\u00bb.<\/p>\n<p>    Due gruppi di pazienti, due destini diversi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sebbene la SLA di solito progredisca rapidamente, <b>circa il 10% dei pazienti sopravvive per dieci anni o pi\u00f9.<\/b> Il giocatore di baseball <b>Lou Gehrig<\/b>\u00a0(l&#8217;altro nome della SLA \u00e8, appunto, malattia di Lou Gehrig mor\u00ec solo due anni dopo la diagnosi, mentre <b>il fisico Stephen Hawking<\/b>\u00a0visse per 55 anni con la malattia. Gli scienziati non sanno cosa determini questa variabilit\u00e0. Sono stati collegati <b>alcuni fattori genetici e ambientali a differenti \u00absottotipi\u00bb di SLA<\/b>, ma non esiste una spiegazione generale che giustifichi i diversi tempi di sopravvivenza nella maggioranza dei pazienti.<\/p>\n<p>    I risultati dello studio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo studio ha mostrato che <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/sistema-immunitario\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il sistema immunitario<\/a> pu\u00f2 spiegare almeno in parte queste differenze. Analizzando le risposte dei linfociti T nei pazienti con SLA, i ricercatori hanno identificato due gruppi distinti.<br \/>Il primo gruppo aveva tempi di sopravvivenza pi\u00f9 brevi. Le loro cellule T CD4+ infiammatorie rilasciavano rapidamente mediatori infiammatori quando riconoscevano la proteina C9orf72.\u00a0Il secondo gruppo presentava anch\u2019esso cellule T CD4+ infiammatorie, ma in numero pi\u00f9 elevato anche cellule T CD4+ anti-infiammatorie. Questo gruppo aveva proiezioni di sopravvivenza significativamente pi\u00f9 lunghe.<b>\u00a0<\/b><br \/><b>I ricercatori non si aspettavano di osservare lo stesso meccanismo nei pazienti con SLA<\/b>. Il nuovo studio suggerisce quindi che queste cellule T CD4+ possano ridurre le risposte autoimmuni dannose e rallentare la progressione della malattia. \u00abQuesta risposta protettiva \u00e8 pi\u00f9 forte proprio nei pazienti che vivono pi\u00f9 a lungo\u00bb, spiega <b>Emil Johansson, <\/b>visiting scientist nel laboratorio di Sette.\u00a0<br \/><b>La scoperta potrebbe\u00a0 portare a test clinici predittivi utili gi\u00e0 nelle prime fasi della diagnosi?<\/b>\u00a0\u00abQuesta \u00e8 sicuramente una possibilit\u00e0 interessante &#8211; risponde Sette &#8211; ; il test utilizzato per rilevare le cellule T \u00e8 piuttosto complesso, ma se venisse semplificato potrebbe essere utilizzato per supportare la diagnosi e persino fornire indicazioni predittive sulla progressione della malattia\u00bb.<\/p>\n<p>    Nuove prospettive terapeutiche<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019obiettivo ora \u00e8 trasformare queste scoperte in cure. Secondo<b> Tanner Michaelis<\/b>,\u00a0 tecnico di ricerca all\u2019LJI e primo autore dello studio, in futuro sar\u00e0 possibile sviluppare <b>terapie in grado di rafforzare le cellule T protettive e limitare quelle dannose<\/b>: \u00abOra che conosciamo il bersaglio di queste cellule immunitarie, possiamo immaginare trattamenti pi\u00f9 efficaci per la SLA\u00bb, afferma.<b>\u00a0Che tipo di approcci immunoterapici immaginate e con quali tempistiche?\u00a0<\/b>\u00abCi sono diversi approcci che potrebbero essere considerati &#8211; risponde Sette &#8211; . Si pu\u00f2 ipotizzare, ad esempio, di isolare o ingegnerizzare cellule T anti-infiammatorie e reinfonderle nei pazienti. I test clinici richiederebbero comunque diversi anni dal momento in cui i trial avrebbero inizio\u00bb.<\/p>\n<p>    Un approccio valido anche per Parkinson, Huntington e Alzheimer?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sette aggiunge che l\u2019approccio potrebbe valere anche per altre patologie neurodegenerative, come<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/morbo-di-parkinson\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Parkinson<\/a>, Huntington e Alzheimer, dove il ruolo del sistema immunitario emerge con sempre maggiore evidenza.<br \/>In effetti, questa ricerca \u00e8 solo l\u2019ultima scoperta nel crescente campo della neuroimmunologia. Risultati recenti del laboratorio di Sette hanno gi\u00e0 mostrato collegamenti tra autoimmunit\u00e0 e malattia di Parkinson, anch\u2019essa caratterizzata dalla morte dei neuroni. \u00abAbbiamo ormai prove chiare del coinvolgimento delle cellule immunitarie in diverse malattie neurodegenerative\u00bb, spiega Sette. \u00ab<b>Sta emergendo come una regola, pi\u00f9 che come un\u2019eccezione<\/b>\u00bb.\u00abNel morbo di Parkinson -aggiunge Sette &#8211; ci sono dati interessanti: le persone trattate con farmaci anti-TNF (per altre patologie, come il morbo di Crohn o la malattia infiammatoria intestinale) presentano un\u2019incidenza molto pi\u00f9 bassa della malattia, il che suggerisce che spegnere l\u2019infiammazione possa prevenire la progressione o l\u2019insorgenza della malattia\u00bb.\u00a0<br \/><b>Considerando che oggi la prognosi media \u00e8 di 14\u201318 mesi dopo la diagnosi, quanto realisticamente queste nuove conoscenze potrebbero influenzare qualit\u00e0 e durata della vita dei pazienti SLA nel prossimo futuro?<\/b>\u00a0\u00abPurtroppo, nel prossimo futuro non vedo alcun impatto realistico per i pazienti SLA, dato il tempo necessario a sviluppare e testare interventi clinici. Tuttavia, penso valga la pena considerare l\u2019immunomodulazione come un nuovo approccio terapeutico per la SLA\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-01T18:24:23+02:00\">1 ottobre 2025 ( modifica il 1 ottobre 2025 | 18:24)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Ruggiero Corcella Uno studio pubblicato su Nature, condotto dai ricercatori del La Jolla Institute for Immunology (Alessandro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":142875,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[868,1237,2535,839,2998,29778,4925,23553,32149,90070,48491,80332,90071,90072,23000,7850,7851,90073,5206,90074,90075,2339,84839,12418,90076,90077,90078,90079,3635,1279,90080,90081,2391,13093,239,90066,47944,1537,90,89,90068,370,55085,2954,10225,90067,48285,12654,4233,240,22475,20126,2128,90069],"class_list":{"0":"post-142874","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-afferma","9":"tag-aggiunge","10":"tag-alessandro","11":"tag-almeno","12":"tag-alzheimer","13":"tag-anch","14":"tag-approccio","15":"tag-attaccano","16":"tag-autoimmune","17":"tag-autoimmuni","18":"tag-cellule","19":"tag-cellule-immunitarie","20":"tag-cellule-immunitarie-normalmente","21":"tag-cellule-infiammatorie","22":"tag-center","23":"tag-columbia","24":"tag-columbia-university","25":"tag-columbia-university-irving","26":"tag-condotto","27":"tag-condotto-ricercatori","28":"tag-condotto-ricercatori-jolla","29":"tag-cure","30":"tag-dannose","31":"tag-david","32":"tag-david-sulzer","33":"tag-deputate","34":"tag-deputate-difendere","35":"tag-deputate-difendere-organismo","36":"tag-diagnosi","37":"tag-difendere","38":"tag-difendere-organismo","39":"tag-difendere-organismo-attaccano","40":"tag-diversi","41":"tag-esiste","42":"tag-health","43":"tag-immunitarie","44":"tag-infiammatorie","45":"tag-it","46":"tag-italia","47":"tag-italy","48":"tag-lji","49":"tag-malattia","50":"tag-neuroni","51":"tag-parkinson","52":"tag-pazienti","53":"tag-pazienti-sla","54":"tag-proteina","55":"tag-rapidamente","56":"tag-ricercatori","57":"tag-salute","58":"tag-sla","59":"tag-sopravvivenza","60":"tag-studio","61":"tag-sulzer"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=142874"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/142874\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/142875"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=142874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=142874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=142874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}