{"id":143034,"date":"2025-10-02T07:17:15","date_gmt":"2025-10-02T07:17:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/143034\/"},"modified":"2025-10-02T07:17:15","modified_gmt":"2025-10-02T07:17:15","slug":"da-pynchon-a-pt-anderson-una-battaglia-dopo-laltra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/143034\/","title":{"rendered":"Da Pynchon a PT Anderson: Una battaglia dopo l&#8217;altra"},"content":{"rendered":"<p>Diversamente che in <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/oltre-un-confine-dove-nessuno\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Vizio di forma, il film trasposto nel 2014<\/a> dall\u2019omonimo romanzo di Thomas Pynchon del 2009, in Una battaglia dopo l\u2019altra Paul Thomas Anderson ha voluto sin dal titolo tradire apertamente lo scrittore newyorkese. E mentre l\u00ec la sceneggiatura si era mantenuta pressoch\u00e9 fedele al testo (con la riproposizione anche del parlato e l\u2019affidamento del narrato a una voce fuori campo: una Sortil\u00e8ge secondaria in Pynchon e primaria in Anderson), qui si costituisce invece, per mano di Anderson, in antinomia: una contraddizione entro lo stesso sistema postmoderno al quale appartengono sia Pynchon che Anderson, il primo da maestro e il secondo come discepolo.<\/p>\n<p>Pynchon ha comunque accettato il disinvolto adattamento del suo Vineland (uscito nel 1990), almeno stando alle parole di PTA \u2013 l\u2019acronimo del regista voluto per distinguersi dagli altri Anderson \u2013 che molti anni fa disse, mettendo mano al copione, di \u201caverne rubato le parti che gli piacevano di pi\u00f9 con la benedizione di Pynchon, ovviamente\u201d. Ma visto lo stravolgimento che ne ha fatto, del tutto legittimo quanto discutibile, viene in taglio quanto, proprio in Vineland, Pynchon dice di una causa di divorzio simile \u201ca uno di quei film sparatutto che si vedono i ragazzini al drive-in\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"fc9c37c7-3201-401b-a8be-6b53119ce276\" height=\"580\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/fig 1_60.jpg\" width=\"537\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nThomas Pynchon a New York in una rarissima fotografia (1997\/98).<\/p>\n<p>Messo cos\u00ec, Una battaglia dopo l\u2019altra (titolo che sottende gi\u00e0 l\u2019etichetta di film d\u2019azione) \u00e8 tutt\u2019altro che l\u2019anabasi delle migliori generazioni Usa dalle frontiere delle illusioni e delle ideologie libertarie e rivoluzionarie, quale la critica lo ha consacrato in un coro unanime e sperticato di osanna, candidandolo pure a fare incetta di Oscar come \u201cfilm del decennio\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il film abbonda di scontri a fuoco, esplosioni, incendi, devastazioni, inseguimenti, armi spianate, autovetture ridotte a cartocci, morti ammazzati, scene insomma tipicamente \u201cmozzafiato\u201d, secondo il pi\u00f9 classico, vieto ed esausto canone dell\u2019\u201camericanata\u201d: a godimento appunto dei \u201cragazzini\u201d ai quali certamente \u00e8 dedicata la battuta del sensei Carlos (personaggio sudamericano per il solo fatto che Benicio del Toro \u00e8 tale, quando il sensei, maestro, di Pynchon \u00e8 Inoshiro Sensei, giapponese anzichen\u00f2): \u201cLa libert\u00e0 \u00e8 non avere paura, come il grande Tom Cruise\u201d. Non proprio da farne un\u2019epigrafe.<\/p>\n<p>Certamente di paura non ne ha avuta Anderson girando la scena finale del rocambolesco inseguimento d\u2019auto in una interstatale ai confini dell\u2019Arizona fatta di profonde cunette e di alti dossi, ottima per tenere il fiato sospeso, ma pari dopotutto a una trovata nella quale la presenza del regista appare cos\u00ec ricercata e insistita da distrarre l\u2019attenzione dalla concitata battaglia mortale on the road, l\u2019ultima della serie, per spostarla sull\u2019abilit\u00e0 degli operatori di ripresa e tale da rendersi alla fine conto di essere davvero al cinema. N\u00e9 timore alcuno ha avuto il regista accostando temerariamente sequenze (rigorosamente camera in mano e long take) nelle quali si parla di selfie, wifi, facebook ad altre dove le telefonate sono possibili ancora con i telefoni a gettoni.<\/p>\n<p>Come in gran parte dei film americani di genere, occorre sospendere la credulit\u00e0 e farsi appunto ragazzini di drive-in per entrare in frenetico alla vista di erezioni esibite e addirittura a comando, di una sedicenne che guida e spara come se non avesse mai fatto altro, o a sentire di un club \u201cPionieri del Natale\u201d, di una congrega femminile chiamata \u201cSorelle del prode castoro\u201d, di un circolo di suprematisti devoti a San Nicola, di un colonnello che di nome fa Lockjaw, \u201cmascella serrata\u201d, cos\u00ec da permettere a un troppo elettrizzato Sean Penn di fare il misirizzi articolando a ogni momento la faccia in una smorfia che dovrebbe dare un carattere.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"5b379935-8f8c-4c1b-a018-fa981cc9324c\" height=\"487\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/fig. 2_8.jpg\" width=\"752\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nPaul Thomas Anderson.<\/p>\n<p>Nella sostanza il film poggia sul piano instabile di un Lockjaw ingaggiato dalla misteriosa associazione di estemporanei fascisti e razzisti perch\u00e9 dia la caccia non a qualcuno in particolare ma indiscriminatamente a immigrati, spacciatori e farabutti all\u2019ingrosso, missione alla quale il colonnello si vanta peraltro di essere gi\u00e0 unicamente dedito. In cambio avr\u00e0 un posto dentro l\u2019organizzazione. Per realizzare il suo sogno, Lockjaw deve per\u00f2 eliminare una figlia meticcia avuta con la nera che lo ha violentato e che, per qualche motivo, \u00e8 diventata una sua agente in segreto, salvo poi ucciderla. Altrimenti si scorda di diventare\u2026 pioniere del Natale.<\/p>\n<p>Allora il padre anagrafico della ragazzina, Leonardo Di Caprio (troppo ostentato nel recitare in levare), per qualche altro motivo nel mirino del colonnello che evidentemente pensa di dovere eliminare per soprammercato anche lui, fa tre cose: si ricorda di essere stato un terrorista fino a sedici anni prima (cio\u00e8 suppergi\u00f9 agli inizi del nostro secolo gi\u00e0 inoltrato, quando gli anni di piombo sono per\u00f2 tramontati da un bel pezzo), si dimentica di essere un tossico e un alcolizzato e, riscoprendosi nel pieno di tutte le energie di un uomo in salute, diventa un eroe lanciato alla ricerca della figlia da salvare. L\u2019esito \u00e8 uno stanco dej\u00e0 vu di film come Taken con Liam Neeson, Commando con Arnold Schwarzenegger, Ransom con Mel Gibson, L\u2019ultima svolta con Bruce Wills e di decine di altri girati sullo stesso tema del padre guerriero in cerca della figlia in mano ai cattivi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"bb3a8efb-90d1-494b-8ddb-b3a39a245a25\" height=\"439\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/fig. 3_7.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nLeonardo Di Caprio.<\/p>\n<p>Ma allora cosa ha inteso fare Anderson? Sospeso tra David Lynch e Ken Loach, ha cercato di fare incrociare lo sguardo visionario e lisergico del primo, rivolto alle dissociazioni personali, ai disadattamenti familiari e alle distorsioni egolatriche, con quello realista del secondo puntato sui guasti sociali, gli scontri istituzionali, i conflitti di classe, implementando l\u2019accrocco di lacerti presi dal Thomas Pynchon pi\u00f9 anguillare e meno amalgamabile perch\u00e9 anch\u2019egli cercatore accanito del rapporto osmotico ma incendiario tra sfera interiore ed esteriore. Risultato, un ibrido che si propone nel genere del political action drama (dove Vizio di forma \u00e8 stato una analogica detective story), ma che si attesta invero al grado di specifico action movie al quale \u00e8 richiesto lo spettacolo e non la speculazione.<\/p>\n<p>Guardando a Pynchon, undici anni dopo Vizio di forma, PTA ha voluto riprendere il tema del declino della cultura hippie e underground legata ai valori degli anni Sessanta e Settanta, dell\u2019immaginazione al potere e della libert\u00e0 attraverso l\u2019alienazione delle droghe, concependo un rigurgito di istanze veterorivoluzionarie in un contesto che \u00e8 quello attuale, casualmente finito per coincidere con il tempo di Trump, che molto richiama quello pynchoniano di Reagan.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9 ha prelevato da Pynchon sangue dal sistema arterioso e non da quello venoso, ignorando cos\u00ec la linfa vitale che irrora in profondit\u00e0 Vineland, da molti considerato oggi romanzo superiore a L\u2019arcobaleno della gravit\u00e0, visto tradizionalmente come il suo capolavoro. Se \u00e8 cos\u00ec, le dinamiche che muovono il film integrano una semplificazione e una riduzione al banale delle complesse linee di senso che intramano il ben pi\u00f9 ricco e articolato romanzo, fatto di ghirigori e volute estenuanti da seguire ma seducenti come suggestivi sentieri da scoprire. Pynchon \u00e8 uno scrittore ogni romanzo del quale si ha cento volte voglia di abbandonare ma, se letto fino al termine, si ha cento volte voglia di rileggere. Affronta s\u00ec in Vineland (immaginaria citt\u00e0 a ridosso della contea di Humboldt, nel North California, dove PTA \u00e8 andato a girare) la caduta degli ideali che infiammarono gli anni della contestazione, segnando la decadenza del sogno americano nella specie del cambiamento vagheggiato dalle minoranze, ma non arma la mano di alcun sovversivo e, a differenza di Anderson, indica \u2013 o meglio addita \u2013 le cause del regresso, che \u00e8 sociale e non politico, puntando il dito sugli effetti meno evidenti e ancora pi\u00f9 privati del \u201creflusso reaganiano\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"bd7f31e2-5f85-4ae5-967b-55f49b139f04\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/fig. 4_2.jpg\" width=\"780\" height=\"1201\" alt=\"k\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>Gli eroi di Pynchon sono ex musicisti e non ex terroristi come per PTA, hippies fattoni che vivono il presente paranoico e irrelato riconducendosi al loro passato d\u2019oro pavesato di eroina ma soprattutto di sogni. Un personaggio, Hector Zu\u00f1iga, grande assente nel film, detective Fbi della Narco, si rivolge a Zoyd per parlare a tutti gli hippies rinfacciando una verit\u00e0 che richiama il verbo degli Usa del 1984, l\u2019anno di ambientazione, lo stesso della seconda elezione di Reagan e del consolidamento del Grande Fratello orwelliano: \u201cTutti voi siete dei bambini dentro, vivete le vostre vite nel passato, negli anni Sessanta. Aspettate ancora quella magica resa dei conti\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec. Frenesi Gates, l\u2019improbabile ed evanescente Perfidia Beverly Hills del film, dice a Darryl Louise, forse la Deandra di PTA: \u201cCome abbiamo fatto a perdere contatto con la realt\u00e0 fino a questo punto?\u201d. Il punto di non ritorno \u00e8 segnato dal sopravvento della Tele (\u201cTube\u201d in Pynchon: la valvola catodica) che soffoca tutti gli ideali, sotterra un\u2019intera civilt\u00e0 ed estranea dalla realt\u00e0. Per Pynchon la nuova droga che oscura le menti, appiattisce la ragione, riduce allo stesso stato di ogni vecchio stupefacente e uccide, \u00e8 la televisione.<\/p>\n<p>Dice tutto Isaiah Due Quattro (figura assente in PTA come decine di altre) a Zoyd Wheeler, il Bob o Pat del film: \u201cIl vero problema con quelli della tua generazione \u00e8 che voi credevate davvero nella vostra Rivoluzione, vi siete giocati la vita\u2026 ma certo non avevate capito molto della Tele. Quando la Tele vi ha presi \u00e8 tutto finito in un attimo, tutta quell\u2019America alternativa, proprio come gli indiani, l\u2019avete venduta ai vostri veri nemici\u201d.<\/p>\n<p>Con efficace immagine, Pynchon parla degli Stati Uniti chiedendosi se \u201csi trovassero in un crepuscolo prefascista o se le tenebre fossero gi\u00e0 calate a sorpresa diversi anni prima, e la luce che credevano di vedere provenisse soltanto da milioni di Tele che trasmettevano tutte le stesse ombre tinte di colori brillanti\u201d. Nel romanzo i Thanatoidi, sconosciuti a PTA, formano proprio la generazione votata volontariamente alla morte perch\u00e9 dedita a stare sempre di fronte alla Tele a vedere sit-com. Il piccolo Justin, figlio di Frenesi, dice alla mamma che non deve avere paura di Brock Vond (il procuratore federale, inquietante e carismatico nel quale si riconosce il clownesco Lockjaw) perch\u00e9 hanno visto la televisione insieme, cio\u00e8 si sono affratellati, come avrebbero fatto un tempo due tossici con la stessa canna.<\/p>\n<p>Brock Vond opera nel ruolo di repressore, per conto del potere costituito, della controcultura hippie e progetta di realizzare un film documentario che serva a educare le coscienze sui pericoli della droga e le minacce di rivolta popolare. Perdutamente innamorato di Frenesi, la conquista e ne fa una sua informatrice. Frenesi non \u00e8 l\u2019esaltata Perfidia Beverly Hills di Anderson, ninfomane e terrorista, ma una mite filmmaker che insieme con il collettivo \u201c24fps\u201d (24 fotogrammi al secondo) gira scene e momenti della vita hippie per documentarli. Nel romanzo non muore affatto, anzi alla fine ritorna e abbraccia la sua Prairie, la Willa di PTA, che nessuno insegue o vuole eliminare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"dcb6c12b-bda8-433d-a16a-520bc4994a4d\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/fig 5_4.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nSean Penn.<\/p>\n<p>E quello che costituisce il finale del film \u2013 il tentativo di Lockjaw di uccidere Willa-Prairie \u2013 rimane invece vago nel libro. Brock Vond ha il tempo di dire, in circostanze pynchoniane, cio\u00e8 calato da un elicottero in volo sulla testa di Prairie addormentata nel bosco, di essere suo padre, ma in quel momento viene risucchiato in cielo perch\u00e9 Reagan ha appena sospeso il programma di rieducazione popolare di cui il procuratore \u00e8 a capo, per modo che della paternit\u00e0 non si sapr\u00e0 pi\u00f9 niente. Tipico di Pynchon che ama ogni tipo di sospensione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui il film manca \u2013 per deliberata scelta, s\u2019intende \u2013 sono proprio le circostanze pynchoniane, sicch\u00e9 pu\u00f2 parlarsi di opera liberamente tratta da Vineland e altrettanto liberamente sviluppata. Il fantomatico e improbabile club dei \u201cPionieri del Natale\u201d \u00e8 nel romanzo un clan mafioso di origine italiana, il cui rampollo, Ralph Wajvone junior, vuole fare il comico e ama raccontare barzellette sugli italiani, tema d\u2019elezione questo in Pynchon, che arriva a mettere Cesare Lombroso al servizio di Brock Vond perch\u00e9 dalla conformazione dei crani capisca chi sono i soggetti pericolosi e perci\u00f2 da rieducare come \u201cmisoneisti\u201d, odiatori del nuovo, quali sono gli hippies passatisti. Ralph junior incarna la nuova mafia californiana, disincantata e distaccata, ed \u00e8 diverso dal padre, Ralph Wajvone senior, portatore di interessi che collimano con i disegni di Brock Vond, attraverso il quale il boss collude con il potere governativo.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9 un precetto pynchoniano, quasi una legge, avrebbe dovuto offrire ad Anderson il destro cinematografico per coniugare potere, minoranze e lotte di riscatto: \u201cQuando il potere corrompe, tiene un diario dei suoi progressi, scritto nel pi\u00f9 sensibile dispositivo di archiviazione: il volto umano\u201d.<\/p>\n<p>Anderson, che avrebbe avuto materiale abbondante per lavorare su questa materia cos\u00ec intrigante, ha pensato piuttosto a un film realista nella forma risultato per\u00f2 vuoto nel contenuto diegetico, privo com\u2019\u00e8 di quelle fughe nel surreale, delle derive nell\u2019enigmatico e delle incursioni nel simbolico (adottate invece in Vizio di forma, dove si rincorrono corrente karmica, Fratellanza ariana, Pantere nere, oscure associazioni come \u201cGolden Fang\u201d, personaggi d\u2019immaginazione) che costituiscono la sua cifra ma prima ancora quella di Pynchon. E ha dunque tralasciato tutte le trame metaforiche, le refluenze oniriche, gli effetti paranormali che fanno di Vineland un romanzo irripetibile anche per il suo autore.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"41a40430-223b-4b9d-9d65-9ada324dfbe6\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/fig 6_2.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nChase Infiniti.<\/p>\n<p>Nel film non c\u2019\u00e8 traccia non solo dei Thanatoidi, gli eredi degli hippies, ma nemmeno del \u201cRitiro delle ninjette\u201d dove Sorella Rochelle, usando la macchina Puncutron, riporta in vita Takeshi Fumimota, il giapponese che Darryl Louise (introdotta ai segreti delle pi\u00f9 sofisticate arti marziali da Inoshiro Sensei) ha destinato alla morte entro un anno applicando la \u201cpalma vibrante\u201d, cio\u00e8 toccandolo facendo sesso. Non c\u2019\u00e8 l\u2019orrorifico mostro che a Tokio distrugge il laboratorio di Takeshi. Non c\u2019\u00e8 la Kasumi, la Nebbia, che a Darryl Louise permette di rendersi invisibile e liberare Frenesi dalla \u201cRiserva dei servizi di sicurezza nazionali\u201d. Non ci sono nemmeno i dialoghi e gli incontri tra vivi e morti, come quando Prairie parla con Ween Atman, l\u2019ideologo, fatto uccidere dalla madre Frenesi. E manca del tutto lo straniamento, non solo di tempi, luoghi e personaggi, ma anche di atmosfere, stati d\u2019animo e credenze, che formano la sostanza prima del costrutto labirintico, cerebrale e molte volte cervellotico di Pynchon.<\/p>\n<p>Una battaglia dopo l\u2019altra reifica il romanzo e ne fa un fumettone, ma va valutato a prescindere da Pynchon. Si ha allora un buon film di intrattenimento, tuttavia gravato di significati epistemologici che appaiono pi\u00f9 suggeriti che pronunciati. Da cercare con molta buona disposizione, come ha fatto tutta la critica. Richiamare Vineland, da Anderson innanzitutto, anche solo come fonte ispiratrice, vale un confronto dal quale il film esce decisamente a pezzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Diversamente che in Vizio di forma, il film trasposto nel 2014 dall\u2019omonimo romanzo di Thomas Pynchon del 2009,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":143035,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-143034","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/143034","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=143034"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/143034\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/143035"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=143034"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=143034"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=143034"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}