{"id":143278,"date":"2025-10-02T10:01:11","date_gmt":"2025-10-02T10:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/143278\/"},"modified":"2025-10-02T10:01:11","modified_gmt":"2025-10-02T10:01:11","slug":"ecco-il-libro-che-svela-i-tormenti-delluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/143278\/","title":{"rendered":"ecco il libro che svela i tormenti dell&#8217;uomo"},"content":{"rendered":"<p>I motori 12 cilindri tacciono, non sono programmati test per le monoposto rosse sul circuito di casa. La pista di Fiorano \u00e8 immersa nella quiete, ma il silenzio all\u2019improvviso viene rotto da spari. Tre sequenze di colpi ripetute. Di chi sta maneggiando un\u2019arma con una certa disinvoltura. Malvolentieri. Molto malvolentieri. Nessuno lo ha mai raccontato, ma un angolino del circuito era stato trasformato in una sorta di poligono di tiro.\u00a0<\/p>\n<p>Tre persone si allenavano con la rivoltella e nel trio c\u2019era anche Enzo Ferrari. Un Drake ormai anziano ma dotato di una mira infallibile, allenata gi\u00e0 in giovent\u00f9 con il Flobert, il fucile ad aria compressa, che, dopo una lunga insistenza, il padre gli aveva regalato. \u00a0<\/p>\n<p>Insieme all\u2019Ingegnere c\u2019erano Dino Tagliazucchi, il fido autista del Commendatore per quasi vent\u2019anni, e la guardia del corpo Valdemaro Valentini, un ex brigadiere della Stradale di Modena. Un&#8230; equipaggio che seguiva Re Enzo in ogni movimento, prim\u2019ancora che gli fosse stata affidata una scorta, la \u201ccoda\u201d come l\u2019aveva sapientemente definita. Sulla Fiat132 preparata (era capace di toccare i 240 km\/h) fra i sedili davanti c\u2019era anche un fucila mitragliatore. E ogni giorno dovevano percorrere strade diverse, rompendo l\u2019abitudinariet\u00e0 di itinerari che per anni la vettura avrebbe potuto ripetere ormai da&#8230; sola.\u00a0<br \/>Roba da commando, mentre Ferrari avrebbe preferito occuparsi solo di automobili e di corse e non di armi.<\/p>\n<p>   <img decoding=\"async\" draggable=\"false\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/enzo-ferrari-made-his-customar-1.jpg\" alt=\"Enzo Ferrari \" width=\"1200\" height=\"800\" loading=\"lazy\"\/> <\/p>\n<p class=\"title\">Enzo Ferrari<\/p>\n<p class=\"photographer\">Foto di: David Phipps<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il quadro inedito, sconvolgente, che emerge dal libro di Andrea Cordovani \u201cIl Mito da rapire \u2013 Enzo Ferrari e l\u2019ombra dei sequestri\u201d edito da Minerva. Il direttore di Autosprint da autentico \u201ccecchino\u201d dell\u2019informazione \u00e8 andato a ricostruire un lato oscuro dell\u2019esistenza del sovrano di Maranello.\u00a0<br \/>Al di l\u00e0 della rigorosa ricerca storica che traccia un fenomeno molto diffuso negli Anni 70 sui rapimenti di persone, partendo dal \u201cclan del marsigliesi\u201d, emerge un Enzo Ferrari nel mirino dei criminali. \u00a0<\/p>\n<p>Le immagini per lo pi\u00f9 ancora in bianco nero della presentazione della 312 T2 a Fiorano testimoniavano uno dei momenti di maggiore soddisfazione per il Drake: era sabato\u00a025 ottobre del 1975. Niki Lauda aveva vinto il mondiale e Mauro Forghieri aveva adattato la straordinaria arma del Cavallino ai nuovi regolamenti nella convinzione che l\u2019austriaco avrebbe potuto costruire un bis che solo il terribile rogo del Nurburgring e il nubifragio del Fuji avevano fatto svanire quello che non era un sogno.\u00a0<\/p>\n<p>Proprio in quel giorno la Polizia aveva sventato il rapimento di Ferrari mentre si stava facendo la barba nel negozio di fiducia, tappa obbligatoria di ogni giorno (tranne il luned\u00ec, ma il servizio lo riceveva a casa). Si stava preparando a puntino per un evento a cui teneva tantissimo, quasi come a una vittoria. \u00a0<\/p>\n<p>E quel giorno in qualche modo \u00e8 cambiata la traiettoria della sua esistenza: le indagini, infatti, avevano confermato che la banda apparteneva al \u201cclan dei marsigliesi\u201d. Quello di Ferrari poteva diventare il sequestro del secolo e, per fortuna, non si \u00e8 materializzato grazie alla Polizia. Ma la malavita ha toccato molto da vicino il Drake con la scomparsa dell\u2019ingegnere Giancarlo Bussi, il motorista che ha contribuito con Forghieri alla nascita del 12 cilindri piatto, rapito e ucciso in Sardegna dove era in ferie. E poi ha patito il tentativo di trafugare la salma del figlio Dino dal cimitero di San Cataldo. \u00a0<\/p>\n<p>Cordovani ci fa vivere la facciata del mito che si gode i successi in Formula 1, ma racconta anche le inquietudini dell\u2019uomo Enzo, con i tormenti di chi era diventato un obiettivo sensibile nell\u2019Italia degli anni di piombo.<\/p>\n<p>Le testimonianze in prima persona di chi ha vissuto gomito a gomito con il Drake rendono molto ricco il racconto che si avviluppa a mandata doppia con le corse, le vittorie e le cocenti sconfitte. Ma l\u2019affresco che emerge dalle 224 pagine \u00e8 il ritratto inedito di un uomo che non \u00e8 diventato Mito per caso. E lo era gi\u00e0 in vita.\u00a0<\/p>\n<p>Da leggere perch\u00e9 vale molto pi\u00f9 dei 18 euro che costa&#8230;<\/p>\n<p>Leggi anche:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I motori 12 cilindri tacciono, non sono programmati test per le monoposto rosse sul circuito di casa. 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