{"id":144856,"date":"2025-10-03T03:30:11","date_gmt":"2025-10-03T03:30:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/144856\/"},"modified":"2025-10-03T03:30:11","modified_gmt":"2025-10-03T03:30:11","slug":"fame-assenza-di-vaccini-sanita-in-macerie-tutti-i-rischi-sanitari-delle-guerre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/144856\/","title":{"rendered":"Fame, assenza di vaccini, sanit\u00e0 in macerie: tutti i rischi sanitari delle guerre"},"content":{"rendered":"<p>Nulla \u00e8 pi\u00f9 patologico della guerra. A Gaza, in Ucraina, come in tanti altri luoghi del pianeta devastati dai combattimenti, si affaccia il quarto dei cavalieri di un\u2019apocalisse voluta dai signori delle armi: la pestilenza. Talmente \u00e8 straziante il disastro, che per definirlo potrebbe non bastare pi\u00f9 il termine sindemia, cio\u00e8 l\u2019interazione tra due o pi\u00f9 malattie, che si accompagna a devastazioni ambientali, sociali ed economiche.<\/p>\n<p>Francesco Maria Galassi \u00e8 medico e paleopatologo, studia la storia e l\u2019evoluzione delle malattie in resti scheletrici, mummie e fonti storiche. Professore associato di antropologia fisica presso l\u2019Universit\u00e0 di \u0141\u00f3d\u017a (Polonia) e Adjunct Associate Professor presso la School of Biomedicine dell\u2019Universit\u00e0 di Adelaide (Australia), Galassi \u00e8 stato inserito dalla rivista americana Forbes nel 2017 nella lista dei 30 scienziati under 30 pi\u00f9 influenti in Europa. Autore di circa 300 pubblicazioni scientifiche e vari libri, a 36 anni \u00e8 inoltre un divulgatore scientifico.<\/p>\n<p><strong>Professor Galassi, in Ucraina ed a Gaza sono soprattutto i bambini a morire di fame e a contrarre malattie. Quali patologie si stanno diffondendo e quali epidemie potrebbero verificarsi?<\/strong><\/p>\n<p>In Ucraina la discontinuit\u00e0 delle vaccinazioni e le difficolt\u00e0 di accesso ai servizi sanitari hanno ridotto le coperture contro morbillo, poliomielite e difterite, mentre i rifugi sovraffollati favoriscono epidemie di infezioni respiratorie e gastroenteriti. Secondo l\u2019Oms, a gennaio 2025 si contavano oltre 2mila attacchi contro strutture e personale sanitario, con centinaia di vittime e feriti tra gli operatori medici. La copertura vaccinale \u00e8 in parte stabile, ma rimane insufficiente: solo tra l\u201982% e l\u201986% dei bambini ha ricevuto i principali vaccini (polio, difterite, pertosse, morbillo, tetano), ancora distante dall\u2019obiettivo del 95% necessario per l\u2019immunit\u00e0 di gregge. Nel 2024 la copertura vaccinale contro il morbillo in Ucraina \u00e8 rimasta insufficiente: il 91,4% dei bambini vaccinati a un anno e l\u201983,4% a sei anni. Questa vulnerabilit\u00e0 ha favorito, nel 2025, gi\u00e0 nove focolai. L\u2019ultima grande epidemia in Ucraina, nel 2017-2019, caus\u00f2 100mila casi e 41 morti. Questi dati evidenziano un rischio elevato di nuove epidemie in un contesto gi\u00e0 gravemente compromesso da attacchi e limitazioni nell\u2019accesso ai servizi sanitari. Relativamente al conflitto mediorientale \u2013 ma senza dimenticare altri teatri di guerra meno interessanti mediaticamente quali l\u2019Africa -, le carestie rappresentano una crisi umanitaria urgente e le conseguenze per i bambini sono particolarmente drammatiche, con malnutrizione acuta e rischio di mortalit\u00e0 elevata. La complessit\u00e0 di questi scenari richiede risposte rapide e ad alto livello di coordinamento umanitario e politico, giacch\u00e9 solo un approccio globale pu\u00f2 porre un argine efficace a tale quadro emergenziale. Nondimeno, lo spettro di una nuova guerra mondiale aleggia sulla nostra civilt\u00e0 e gli appelli alla ragionevolezza appaiono cadere nel vuoto. Allo stato attuale, non si pu\u00f2 escludere a priori una conflagrazione bellica generale.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i precedenti pi\u00f9 significativi di epidemie e pandemie avvenute nelle guerre che in passato sono esplose tra nord Africa, Asia Occidentale ed Europa orientale?<\/strong><\/p>\n<p>La storia mostra come le guerre abbiano pi\u00f9 volte innescato epidemie e pandemie. Gi\u00e0 la peste di Atene (430 a.C.), scoppiata durante la guerra del Peloponneso, devast\u00f2 la citt\u00e0 approfittando di sovraffollamento e scarsit\u00e0 igieniche. Nelle campagne orientali di Roma imperiale e tardo-imperiale emersero la Peste Antonina (II sec. d.C., secondo alcuni studi attribuibile al vaiolo \u2013 ma per la qual diagnosi manca l\u2019evidenza molecolare \u2013 diffusa dai legionari di ritorno dall\u2019Asia) e la peste di Cipriano (III sec. d.C.), che dilag\u00f2 nel Mediterraneo. Nel VI secolo, la cosiddetta peste giustinianea, causata dal batterio Yersinia pestis, part\u00ec dall\u2019Egitto e si propag\u00f2 in tutto l\u2019Impero bizantino. Studi recenti hanno dimostrato che non si tratt\u00f2 di un singolo episodio: la malattia, alimentata da cambiamenti climatici e traffici commerciali, continu\u00f2 a ricomparire per oltre due secoli, erodendo a pi\u00f9 riprese la demografia e la forza economica bizantina. In epoca medievale, le crociate e le guerre tra Medio Oriente ed Europa contribuirono a diffondere lebbra, tifo petecchiale e soprattutto la peste nera del XIV secolo, originata dall\u2019Asia e transitata attraverso rotte militari e commerciali. In et\u00e0 moderna, le guerre ottomano-europee e quelle napoleoniche furono spesso accompagnate da epidemie di colera, tifo e dissenteria, che causarono pi\u00f9 vittime delle battaglie stesse.<\/p>\n<p><strong>Un suo recente lavoro pubblicato su rivista scientifica (Journal of Preventive Medicine and Hygiene) ipotizza che la febbre dengue potesse gi\u00e0 esistere nell\u2019antico Egitto. La scorsa estate, in diverse regioni italiane, \u00e8 comparso lo spettro della West Nile. Quali lezioni sono state apprese dalla ultima pandemia di Covid e come potremmo prepararci alle prossime e a numerose malattie come quelle estive portate dalle zanzare?<\/strong><\/p>\n<p>Durante l\u2019estate appena passata, in Italia l\u2019attenzione si \u00e8 spostata sulla West Nile, un arbovirus trasmesso da zanzare, con casi autoctoni sempre pi\u00f9 numerosi e gravi. Questi scenari mostrano che le malattie infettive non appartengono solo al passato, ma sono un rischio costante. Dalla pandemia di Covid-19 abbiamo imparato almeno tre lezioni cruciali: l\u2019importanza della sorveglianza epidemiologica globale, la necessit\u00e0 di coordinamento tra istituzioni scientifiche e politiche e il valore di una comunicazione chiara per contrastare disinformazione e paure. A complicare il quadro si aggiunge il cambiamento climatico, che favorisce la proliferazione e l\u2019espansione geografica delle zanzare vettori come Culex pipiens e Aedes albopictus. Per affrontare future emergenze \u2013 dalle pandemie influenzali ai virus trasmessi da vettori come dengue, chikungunya e West Nile \u2013 servono investimenti in ricerca, reti di monitoraggio entomologico e sistemi sanitari resilienti. Solo cos\u00ec possiamo trasformare la memoria della pandemia in uno strumento di prevenzione efficace.<\/p>\n<p><strong>Larghi settori della societ\u00e0 hanno abbracciato tesi cospirazioniste. Medici e infermieri subiscono aggressioni giornaliere. Come possono riaffermarsi razionalit\u00e0 e conoscenza storico-medica nell\u2019epoca trumpiana?<\/strong><\/p>\n<p>Andr\u00f2 in controtendenza, ma reputo un errore storico e culturale l\u2019affibbiare etichette politiche all\u2019antivaccinismo e pi\u00f9 in generale all\u2019odio per la scienza. Sebbene in un determinato momento storico possa sembrare trovare, temporaneamente, pi\u00f9 confortevole albergo presso una parte politica piuttosto che presso un\u2019altra, le sue diramazioni nella societ\u00e0 sono in realt\u00e0 molto pi\u00f9 estese e tentacolari. Un tempo mera frazione ideologica, questo raggruppamento \u00e8 diventato pi\u00f9 forte negli ultimi anni: esercita pressioni mediatiche fortissime su ampi settori della societ\u00e0 e delle istituzioni e ha sviluppato una retorica \u2013 per quanto fallace nei contenuti \u2013 suadente in chi ormai rifiuta l\u2019evidenza scientifica e si fa dominare dalla rabbia. Se questa ira \u2013 probabilmente cagionata, non lo nego, da errori di comunicazione a pi\u00f9 livelli in epoca pandemica \u2013 non verr\u00e0 contenuta e se le persone che brancolano nel buio scientifico non saranno allontanate dagli elementi pi\u00f9 radicalizzati e ricondotte alla ragionevolezza, non \u00e8 possibile escludere una deriva violenta di siffatto movimento. Se la situazione persister\u00e0 in questi termini, l\u2019antivaccinismo potr\u00e0 senz\u2019altro ambire a diventare una forza politica autonoma, senza pi\u00f9 necessitare di organismi partitici che lo ospitino, animato dall\u2019unico desiderio di sacrificare la prevenzione della salute umana sull\u2019altare del proprio culto della menzogna e della superstizione. Urge da un lato issare in alto il vessillo scientifico, dall\u2019altro ricostruire un rapporto fiduciario con le persone che, purtroppo errando, spesso diffidano della scienza.<\/p>\n<p><strong>Si registrano anche nelle periferie dell\u2019Occidente casi di malattie diarroiche, infezioni respiratorie, scabbia e pidocchi, varicella, morbillo, meningite, epatite virale acuta, diarrea sanguinolenta. \u00c8 una conseguenza del calo delle vaccinazioni o in generale il problema \u00e8 causato anche dai tagli alla spesa sanitaria?<\/strong><\/p>\n<p>Il calo delle vaccinazioni ha favorito il ritorno di patologie prevenibili, in particolare morbillo e varicella, che necessitano di alte coperture per garantire l\u2019immunit\u00e0 di gregge. La contrazione della spesa sanitaria e la riduzione dei servizi di base in alcune aree, poi, hanno aggravato le condizioni igieniche e limitato l\u2019accesso a cure tempestive. A ci\u00f2 si aggiungano fattori sociali e storici: migrazioni massive, sovraffollamento, precariet\u00e0 abitativa e difficolt\u00e0 socioeconomiche che creano ambienti favorevoli alla diffusione di infezioni cutanee e gastrointestinali. Non va dimenticato il ritorno della tubercolosi, resa oggi ancora pi\u00f9 minacciosa dalla crescente antibiotico-resistenza. Ceppi multiresistenti compromettono l\u2019efficacia delle terapie tradizionali, trasformando una malattia curabile in una sfida clinica e di salute pubblica globale. Il grande medico tedesco Rudolf Virchow (1821-1902) considerava la medicina una scienza sociale (eine sociale Wissenschaft) e una scienza per l\u2019umanit\u00e0 (die Wissenschaft vom Menschen). La lezione \u00e8 dunque chiara: solo politiche di prevenzione integrate, con investimenti adeguati alla sfida e una contestuale rivoluzione culturale, possono contenere questi fenomeni patologici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nulla \u00e8 pi\u00f9 patologico della guerra. 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