{"id":144929,"date":"2025-10-03T04:21:16","date_gmt":"2025-10-03T04:21:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/144929\/"},"modified":"2025-10-03T04:21:16","modified_gmt":"2025-10-03T04:21:16","slug":"marocco-in-rivolta-la-generazione-z-guida-le-piu-grandi-proteste-degli-ultimi-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/144929\/","title":{"rendered":"Marocco in rivolta: la \u201cGenerazione Z\u201d guida le pi\u00f9 grandi proteste degli ultimi anni"},"content":{"rendered":"<p>\n  Di&amp;nbsp<b>Euronews<\/b>\n<\/p>\n<p>\n         Pubblicato il<br \/>\n            02\/10\/2025 &#8211; 8:47 CEST\n            <\/p>\n<p>          <img decoding=\"async\" class=\"c-ad__placeholder__logo\" src=\"https:\/\/static.euronews.com\/website\/images\/logos\/logo-euronews-stacked-outlined-72x72-grey-9.svg\" width=\"72\" height=\"72\" alt=\"\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\n          PUBBLICIT\u00c0<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni il <a href=\"https:\/\/it.euronews.com\/tag\/marocco\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Marocco <\/a>\u00e8 attraversato da una ondata di proteste antigovernative che ha assunto proporzioni senza precedenti negli ultimi anni. Guidate in gran parte da giovani della cosiddetta \u201cgenerazione Z\u201d, queste mobilitazioni \u2014 nate per chiedere riforme radicali nei comparti della sanit\u00e0 pubblica e dell\u2019istruzione \u2014 si sono estese in tutto il Paese, trasformandosi anche in scontri con le forze dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Le origini e il protagonismo della giovent\u00f9<\/p>\n<p>Le manifestazioni, iniziate il 27 settembre 2025, nascono da un malessere profondo fra i giovani marocchini, stanchi dell\u2019<strong>inefficienza del sistema sanitario e scolastico<\/strong>, dall\u2019elevato tasso di disoccupazione giovanile e da sentimenti di marginalizzazione sociale.<\/p>\n<p>Il movimento, privo di leader formali, \u00e8 stato organizzato principalmente attraverso piattaforme digitali come TikTok, Instagram e Discord, da collettivi giovanili. Gli slogan che circolano nei cortei denunciano l\u2019ipocrisia percepita dello Stato: <strong>\u201cGli stadi ci sono, ma dove sono gli ospedali?\u201d<\/strong> \u00e8 uno dei pi\u00f9 ripetuti.<\/p>\n<p>L\u2019episodio scatenante \u00e8 stato il ferimento di un giovane a Oujda da parte di un veicolo della polizia, immortalato in video virali che hanno alimentato la rabbia. A ci\u00f2 si \u00e8 aggiunta la notizia della morte di otto donne durante il parto in un ospedale pubblico di Agadir, diventata simbolo della drammatica condizione della sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Le proteste si espandono e degenerano<\/p>\n<p>Nonostante la mancanza di permessi ufficiali, le manifestazioni si sono diffuse anche in aree periferiche e citt\u00e0 dell\u2019interno, come Oujda e Inzegane, fino a coinvolgere Sal\u00e9, Marrakech, Casablanca e altre localit\u00e0. In molte di queste, <strong>gli scontri con la polizia sono degenerati: lanci di pietre, assalti a banche e incendi di veicoli.<\/strong><\/p>\n<p>Lo Stato ha risposto con un dispiegamento massiccio delle forze dell\u2019ordine. Secondo il Ministero dell\u2019Interno, sono 409 le persone arrestate finora. Almeno 193 sono state gi\u00e0 processate con l\u2019accusa di vandalismo e sommosse. I feriti ammontano a 263 tra le forze dell\u2019ordine e 23 tra i civili. Segnalati anche danni materiali ingenti: 142 veicoli della polizia e 20 auto private distrutte o incendiate.<\/p>\n<p>Nella notte del quinto giorno, nella localit\u00e0 di Leqliaa, vicino ad Agadir, le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco durante un <strong>tentativo di assalto a una stazione di polizia<\/strong>, causando la morte di due manifestanti. Le autorit\u00e0 hanno giustificato l\u2019uso delle armi come legittima difesa.<\/p>\n<p>Le richieste e la risposta del potere<\/p>\n<p>I manifestanti avanzano rivendicazioni chiare e forti: riforme reali e urgenti nei sistemi sanitario ed educativo; trasparenza e lotta alla corruzione; riduzione delle spese stratosferiche in infrastrutture sportive; maggiore partecipazione giovanile nelle decisioni politiche.<\/p>\n<p>In particolare, viene <strong>contestato lo stanziamento di miliardi di dirham per i preparativi della Coppa del Mondo 2030<\/strong>, mentre molte regioni del Paese continuano a soffrire carenze infrastrutturali e servizi di base inadeguati.<\/p>\n<p>Il governo ha dichiarato di \u201cascoltare e comprendere\u201d le esigenze sociali, ma allo stesso tempo ha sottolineato che le manifestazioni non autorizzate devono essere trattate con fermezza. Le autorit\u00e0 negano che i fondi per il Mondiale abbiano compromesso altri settori, sostenendo che le criticit\u00e0 della sanit\u00e0 derivino da problemi accumulati negli anni.<\/p>\n<p>Organizzazioni per i diritti umani, invece, denunciano l\u2019uso eccessivo della forza, arresti arbitrari e chiedono la liberazione dei detenuti non coinvolti in atti violenti.<\/p>\n<p>Il contesto storico e le sfide future<\/p>\n<p>Queste proteste ricordano altri momenti di tensione sociale in Marocco, come il movimento del Rif del 2016-2017, nato anch\u2019esso da richieste di giustizia sociale e contro la marginalizzazione.<\/p>\n<p>Molti analisti ritengono che l\u2019attuale mobilitazione rappresenti una delle pi\u00f9 significative degli ultimi anni. La disillusione giovanile e le diseguaglianze persistenti fanno pensare che la protesta possa continuare e ampliarsi, ma <strong>la repressione dello Stato rischia di irrigidire ulteriormente il quadro politico.<\/strong><\/p>\n<p>Per ora, il Marocco vive un momento di forte instabilit\u00e0: le piazze sono il teatro di uno scontro tra una generazione che pretende cambiamento e un potere che cerca di restare saldo senza cedere. La posta in gioco non riguarda solo il miglioramento dei servizi pubblici, ma la tenuta stessa dell\u2019autorit\u00e0 statale in un regno dove il consenso non \u00e8 pi\u00f9 scontato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di&amp;nbspEuronews Pubblicato il 02\/10\/2025 &#8211; 8:47 CEST PUBBLICIT\u00c0 Negli ultimi giorni il Marocco \u00e8 attraversato da una ondata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":144930,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14041,14,164,165,7157,166,7,15,531,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-144929","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-attentato","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-marocco","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-polizia","17":"tag-ultime-notizie","18":"tag-ultime-notizie-di-mondo","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotiziedimondo","21":"tag-world","22":"tag-world-news","23":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=144929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/144929\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/144930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=144929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=144929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=144929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}