{"id":145087,"date":"2025-10-03T06:15:13","date_gmt":"2025-10-03T06:15:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145087\/"},"modified":"2025-10-03T06:15:13","modified_gmt":"2025-10-03T06:15:13","slug":"promettente-nuova-terapia-contro-il-tumore-al-seno-avanzato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145087\/","title":{"rendered":"Promettente nuova terapia contro il tumore al seno avanzato"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi anni, il ricorso agli inibitori di CDK4\/6 in associazione alla terapia endocrina ha migliorato la sopravvivenza delle pazienti con tumore al seno positivo per i recettori per gli estrogeni (ER+) ed HER2-negativo localmente avanzato o metastatico. Tuttavia, diverse donne sviluppano resistenza e la malattia torna a progredire, soprattutto nelle portatrici di mutazioni ESR1, presenti in fino 4 pazienti su 10 in questa situazione. In questi casi, come evidenzia lo studio di fase III evERA, il nuovo farmaco giredestrant, associato a evorlimus, potrebbe rappresentare una valida opzione terapeutica, con il vantaggio della somministrazione orale di entrambi i farmaci.<\/p>\n<p><strong>Lo studio evERA e il farmaco innovativo<\/strong><\/p>\n<p>Nel nuovo studio \u00e8 stata valutata l\u2019efficacia della combinazione\u00a0giredestrant\u00a0pi\u00f9 everolimus, confrontandola con la terapia endocrina standard pi\u00f9 everolimus, in pazienti con malattia localmente avanzata o metastatica gi\u00e0 trattate con CDK4\/6 e terapia endocrina.<br \/>I risultati sono promettenti: la combinazione con giredestrant ha rallentato in modo significativo la progressione della malattia, anche nelle pazienti con la mutazione ESR1, considerate pi\u00f9 difficili da trattare. Inoltre, sebbene i dati sulla sopravvivenza globale non siano ancora maturi, \u00e8 evidente un trend positivo.<\/p>\n<p>Giredestrant \u00e8 un farmaco che appartiene alla classe dei SERD (Selective Estrogen Receptor Degrader) cio\u00e8 i degradatori selettivi del recettore degli estrogeni. Si tratta di una molecola di nuova generazione, somministrabile per bocca, sviluppata con l\u2019obiettivo di superare i limiti delle terapie endocrine tradizionali, come il tamoxifene. Diversamnete da quest\u2019ultime, giredestrant permette non solo di bloccare i recettori per gli estrogeni, ma anche di ridurne in modo significativo le quantit\u00e0, consentendo una soppressione pi\u00f9 potente e duratura. Inoltre \u00e8 efficace anche in presenza di mutazioni ESR1, una delle cause principali di resistenza ai trattamenti endocrini tradizionali.<\/p>\n<p><strong>Le implicazioni<\/strong><\/p>\n<p>Per ora solo un SERD orale (elacestrant) \u00e8 stato approvato per il carcinoma mammario avanzato ER-positivo\/HER2-negativo con mutazione ESR1 dopo terapia endocrina. Ma, accanto a giredestrant, sono in fase di studio altre molecole simili (come imlunestrant, camizestrant e altri), a testimoniare il grande interesse in queste terapie che potrebbero diventare nuovi standard di cura.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di colpire in modo combinato vie di segnalazione complementari, come quella estrogenica (con giredestrant) e quella di mTOR (con eveorlimus), appare particolarmente promettente. In questo senso lo studio evERA d\u00e0 un segnale forte, evidenziando come strategie terapeutiche basate su regimi orali, efficaci e ben tollerati, potrebbero ridefinire la gestione clinica del tumore al seno ER-positivo, soprattutto nelle pazienti che hanno esaurito altre linee di terapia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Negli ultimi anni, il ricorso agli inibitori di CDK4\/6 in associazione alla terapia endocrina ha migliorato la sopravvivenza&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":145088,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1947,1940,1941],"class_list":{"0":"post-145087","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-tumore-al-seno","17":"tag-womens-health","18":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/145087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=145087"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/145087\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/145088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=145087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=145087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=145087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}