{"id":145141,"date":"2025-10-03T06:54:20","date_gmt":"2025-10-03T06:54:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145141\/"},"modified":"2025-10-03T06:54:20","modified_gmt":"2025-10-03T06:54:20","slug":"la-maledizione-di-israele-un-libro-di-niram-ferretti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145141\/","title":{"rendered":"La maledizione di Israele. Un libro di Niram Ferretti"},"content":{"rendered":"<p>Liberarsi degli ebrei, un\u2019antica vocazione che ora ha uno stato da abbattere. La fine dell&#8217;ebreo in quanto ebreo \u00e8 un mito trainante della storia mondiale\u00a0<\/p>\n<p>Il testo che anticipiamo qui a fiancoe \u00e8 la prefazione di Giuliano Ferrara a Maledetto Israele! La crociata contro lo stato ebraico, di Niram Ferretti (Liberilibri Editrice, 128 pp., 15 euro). Il volume sar\u00e0 da domani in libreria.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il libro di <strong>Niram Ferretti <\/strong>non \u00e8 nella media delle opinioni correnti sulla guerra di <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/tag\/gaza\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gaza<\/a> e sul suo significato. Piuttosto \u00e8 una pietra di inciampo fondata su un paradosso scandaloso. Gli ebrei si sono riuniti e si difendono, per questo possono essere infine spazzati via, dal fiume al mare. <strong>La maledizione di Israele \u00e8 che il mondo ha sempre avuto la vocazione a liberarsi in qualche modo degli ebrei, della questione ebraica cosiddetta, e ora pu\u00f2 pensare di farlo abbattendo non un\u2019antica stirpe o una particolare religione del libro o una formidabile comunit\u00e0 di costumi e cultura ma una nazione, uno stato, una classe dirigente, il rinascimento di una lingua, una prassi umana dei sopravvissuti, l\u2019unit\u00e0 di un rifugio, di un mai pi\u00f9, che nasce come conquista internazionalmente legittimata.<\/strong> E cresce come autodifesa da un rifiuto etnico e religioso, radicalmente nichilista, che infine richiede la propria legittimazione come questione palestinese, come resistenza popolare e nazionale.\u00a0 Anche chi non fu sionista considerava il sionismo una benedizione, alla luce dell\u2019antisemitismo del Novecento, culmine di una lunga storia e suo compimento. Il paradosso \u00e8 che con la guerra di Gaza, cio\u00e8 con la risposta al fuoco sterminatore del 7 ottobre, il sionismo diventa apartheid, razzismo, colonialismo, nazismo. Intorno al messianesimo e alla santificazione rituale biblica fu ingaggiata una feroce battaglia di liquidazione e annientamento che procede dalla Roma imperiale, passa per il cristianesimo patristico, per la riforma protestante, per l\u2019assimilazionismo illuministico, e sfocia nella Shoah, nello sterminio degli ebrei d\u2019Europa in nome del razzismo biologico. <strong>La fine dell\u2019ebreo in quanto ebreo, e solo in quanto ebreo, \u00e8 un mito trainante della storia mondiale.<\/strong><\/p>\n<p>La diaspora, garanzia di continuit\u00e0 e di speranza, \u00e8 sempre stata sottoposta all\u2019ipoteca della eliminazione genocidaria. Ma quando dai pogrom, dalla maledizione rituale, dal ghetto e dall\u2019assimilazione, si \u00e8 passati al progetto compiuto e tecnicamente attrezzato, dunque all\u2019idea e alla pratica della soluzione finale, ha preso corpo il contromito nazionale ebraico detto sionismo, con l\u2019esodo e la \u00a0fondazione di una comunit\u00e0 di lingua, di fraternit\u00e0, di solidariet\u00e0, di luce umana e di salvezza e saldezza terrena. Questa comunit\u00e0 \u00e8 basata sulla forza e l\u2019intelligenza, sul dialogo teologico conciliare e giovanpaolino, sulla democrazia e la modernit\u00e0 plurale, su tutti i valori del fu occidente che oggi l\u2019occidente reale tende a rinnegare nell\u2019immagine redentiva di una Palestina che non esiste altro che nell\u2019ideologia antisionista. Mai come oggi gli ebrei hanno paradossalmente capito che, tentando di salvarsi e vivere liberi e forti, un paese tra gli altri indipendente e impenetrabile all\u2019odio dei vicini, hanno moltiplicato le occasioni di perdersi. Ecco perch\u00e9 non hanno alternative esistenziali all\u2019eliminazione, allo sradicamento del nemico.<\/p>\n<p><strong>Ferretti adopera una formula felicemente coniata dal rabbino Di Segni della comunit\u00e0 ebraica romana, la \u201cregressione teologica\u201d<\/strong>. Una parte del mondo evoluto e della stessa gerarchia cattolica ha ceduto allo stereotipo della nazificazione dei sopravvissuti di Auschwitz e della loro discendenza sionista. Comizianti generici e funzionari infedeli a ogni codice di umanit\u00e0, riscrittori tendenziosi della storiografia e negazionisti di varia tempra e credibilit\u00e0 contano e non contano, e trovano comunque in questo pamphlet il loro castigo intellettuale e umano. Ma in una faccenda particolare e universale fondata sulla fede biblica, sull\u2019ipotesi del giudeocristianesimo, e in un mondo pervaso dallo spaccio dell\u2019islamismo fanatico dei Fratelli Musulmani e della profezia sciita come confine della nuova \u201clinea del colore\u201d che divide colonizzati e colonizzatori, la teologia diventa tutto. Quello che colpisce Israele, e il palestinismo \u00e8 solo il vettore pi\u00f9 facile, \u00e8 un vero odio teologico. Solo cos\u00ec si spiega anche la trasformazione della nazione israeliana, del sistema politico, della cultura delle sue classi dirigenti, con la scomparsa di molti elementi di laicit\u00e0 socialista e progressiva che furono componente essenziale del primo sionismo. F<strong>erretti registra e classifica in modo ineccepibile la logica della menzogna che motiva la dannazione di Israele, l\u2019inversione della colpa, e altri ideologismi della maledizione politica.<\/strong> Ma il suo libro punta giustamente sulla radice di odio che fa di un paese maledetto dai benpensanti lo strumento di un rifiuto di Dio, quanto di pi\u00f9 occidentale si possa oggi concepire.\u00a0<\/p>\n<ul class=\"about-author\">\n<li>\n<p>            <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/img-prod.ilfoglio.it\/2020\/09\/09\/090546251-d730402b-25fc-46be-bdce-d2405bfc6688.jpg\" class=\"lazy\" bad-src=\"\/assets\/2020\/images\/placeholder_verticale.jpg\"\/><\/p>\n<\/li>\n<li class=\"author-data\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/autori\/giuliano-ferrara\/\" class=\"name\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giuliano Ferrara<\/a><br \/>\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/autori\/giuliano-ferrara\/\" class=\"position\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fondatore<\/a>\n\t\t<\/li>\n<li>\n<p>&#8220;Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del \u201952 da genitori iscritti al partito comunista dal \u201942, partigiani combattenti senza orgogli luciferini n\u00e9 retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Liberarsi degli ebrei, un\u2019antica vocazione che ora ha uno stato da abbattere. 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