{"id":145473,"date":"2025-10-03T10:38:09","date_gmt":"2025-10-03T10:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145473\/"},"modified":"2025-10-03T10:38:09","modified_gmt":"2025-10-03T10:38:09","slug":"batterie-due-aziende-si-dividono-il-mercato-per-la-ricarica-green-della-sicilia-vince-eni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145473\/","title":{"rendered":"Batterie, due aziende si dividono il mercato: per la &#8220;ricarica green&#8221; della Sicilia vince Eni"},"content":{"rendered":"<p>Doveva essere una \u201c<strong>Battery Valley<\/strong>\u201d con la benedizione di <strong>Terna<\/strong>, gestore della rete elettrica italiana. Invece il <a href=\"https:\/\/www.lasicilia.it\/news\/catania\/2622940\/battery-valley-per-ricaricare-litalia-a-catania-un-progetto-da-tre-miliardi-chi-c-e-dietro-il-mega-investimento.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">progetto da tre miliardi alla zona industriale di Catania, attaccato ai <strong>Mercati agroalimentari<\/strong><\/a>, non ha vinto l\u2019<strong>asta Macse<\/strong>, cio\u00e8 il meccanismo tramite il quale venivano aggiudicati i sistemi di stoccaggio dell\u2019energia pulita. Per la Sicilia, che secondo Terna ha una necessit\u00e0 di accumulo di elettricit\u00e0 da fonti rinnovabili di 500 Megawatt\/ora l\u2019anno, hanno vinto due operatori distinti che si divideranno equamente il mercato: <strong>Eni Plenitude Storage Italy e Scara Energia<\/strong>.<\/p>\n<p>Il 30 settembre si \u00e8 svolta la prima asta nazionale per le \u201cbatterie\u201d che dovranno mettere da parte l\u2019energia green affinch\u00e9 non vada persa. Una gara gigantesca, perch\u00e9 c\u2019erano sul <strong>tavolo 10 Gigawatt di capacit\u00e0 in tutt\u2019Italia<\/strong>, divisi in quattro macroaree: <strong>Centro Sud, Sud e Calabria, Sardegna, e Sicilia<\/strong>.<\/p>\n<p>Funziona cos\u00ec: l\u2019operatore mette a disposizione le sue batterie per 15 anni e garantisce che l\u2019elettricit\u00e0 ci sia sempre, per tutti coloro che volessero distribuirla; in cambio ottengono un premio fisso calcolato per Megawatt ora per anno. A decidere a quanto ammonta il fisso \u00e8 l\u2019Arera, l\u2019Autorit\u00e0 di regolazione dell\u2019energia. L\u2019importo stabilito era di <strong>37mila euro per Megawatt ora\/anno<\/strong>. Da l\u00ec, l\u2019asta al ribasso.<\/p>\n<p>In Sicilia, l\u2019offerta pi\u00f9 alta accolta da Terna \u00e8 di <strong>18.816 euro per Megawatt ora l\u2019anno<\/strong>. Cio\u00e8 meno della met\u00e0 del premio proposto da Arera, ma comunque la pi\u00f9 alta fra quelle vincenti negli altri lotti nazionali. Non \u00e8 ancora noto chi l\u2019abbia formulata, se Eni Plenitude o Scara Energia, cos\u00ec come non \u00e8 chiaro quale sia la localizzazione dei Bess (Battery energy storage system) da costruire entro il 2028, quand\u2019\u00e8 prevista l\u2019entrata in funzione del sistema.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di Eni, che conferma la passione per la Sicilia, l\u2019altra azienda vincitrice, Scara Energia, nell\u2019Isola non si \u00e8 granch\u00e9 conosciuta. Il suo nome compare tra gli atti amministrativi del <strong>Comune di Priolo Gargallo<\/strong>, nel Siracusano, cui ha presentato ad agosto 2023 la richiesta per la<strong> Pas (Procedura abilitativa semplificata)<\/strong> per la \u00abrealizzazione di un impianto Bess con potenza di immissione pari a 128 Megawatt\u00bb, in contrada Biggemi. La Pas, di per s\u00e9, essendo una procedura che si svolge in seno ai municipi, \u00e8 in teoria pi\u00f9 rapida delle altre. Quella in questione, per\u00f2, ha avuto una gestazione lunga: concessa il <strong>6<\/strong> <strong>maggio 2025<\/strong>, l\u2019iter \u00e8 cominciato ufficialmente il 7 giugno 2024, quando \u00e8 stata indetta la conferenza dei servizi. Che, per\u00f2, \u00e8 stata sospesa poco dopo e riaperta a febbraio 2025. Servono ancora alcuni mesi per arrivare, a maggio di quest\u2019anno, al via libera.<\/p>\n<p>Condizionato, per\u00f2, all\u2019avverarsi di una serie di condizioni. Tra cui la dimostrazione, da fare arrivare all\u2019<strong>Irsap<\/strong>, \u00abdi avere titolo e relativi requisiti di \u201cgrande industria\u201d al fine dell\u2019assegnazione delle aree\u00bb. Perch\u00e9, scrive sempre l\u2019<strong>Istituto regionale per lo sviluppo delle attivit\u00e0 produttive<\/strong>, \u00e8 quella la condizione per assegnare alla societ\u00e0 \u00abl\u2019area per la realizzazione dell\u2019impianto Bess\u00bb. In mancanza di questo requisito, puntualizza il Comune di Priolo, \u00abl\u2019impianto non potr\u00e0 essere\u00bb creato. Il 27 luglio la societ\u00e0 <strong>Bess Italia Priolo<\/strong> (stessa sede di Scara Energia, a <strong>Milano<\/strong>, ma diverso rappresentante legale) chiede il vincolo di pubblica utilit\u00e0 per espropriare parte dei terreni che serviranno al futuro impianto di batterie. Per il quale, peraltro, sarebbe stata richiesta a luglio 2014 anche un\u2019autorizzazione alla Regione.<\/p>\n<p>Sia Scara Energia sia Bess Italia Priolo sono parte dello stesso gruppo internazionale: \u00e8 <strong>NatPower<\/strong>, operatore indipendente dell\u2019energia specializzato sulle fonti rinnovabili, col cuore in Lussemburgo e ramificazioni, oltre che in Italia, anche in Gran Bretagna, negli Usa e in Kazakistan. Dall\u2019azienda non arrivano conferme sul fatto che il progetto presentato all\u2019asta Macse sia, in effetti, quello di Priolo. Anche perch\u00e9 nel Siracusano, stando alle <strong>procedure di autorizzazione \u201ctracciabili\u201d<\/strong>, la capacit\u00e0 \u00e8 di soli 130 Megawatt. Nel bando Terna, invece, Scara Energia se n\u2019\u00e8 aggiudicata 250, quasi il doppio.<\/p>\n<p>Le regole della gara parlano chiaro: chi \u00e8 individuato come vincitore, ha due giorni per confermare l\u2019interesse e le capacit\u00e0 dichiarate. Altrimenti perde tutto e l\u2019elenco scorre. Serve, quindi, ancora qualche ora per comprendere se Eni Plenitude NatPower saranno la \u201cricarica\u201d dell\u2019Isola.<\/p>\n<p>Allo stato attuale sembra tagliato fuori il <strong>maxi-progetto da tre miliardi di Absolute Energy<\/strong> (rivelato nei dettagli dal nostro giornale), immaginato alla zona industriale di Catania con i galloni del pi\u00f9 grande del mondo occidentale. Trenta ettari di impianto, circa il doppio di terreni presi in gestione dal Maas etneo e 700 posti di lavoro stimati. Tutto con un\u2019autorizzazione statale dalla <strong>Zes Unica<\/strong>. \u201cIndigesta\u201dl al\u2019assessorato all\u2019Energia.<\/p>\n<p>Secondo quanto appreso da La Sicilia, la Regione starebbe preparando un ricorso al Tar per affermare la sua competenza esclusiva sull\u2019impianto. Perci\u00f2 avrebbe chiesto il conforto dell\u2019Avvocatura, piuttosto cauto sul tema. Ma \u00e8 gi\u00e0 pronto un professionista di grido, per combattere a colpi di carte bollate gli \u201cinvasori\u201d dell\u2019energia. Anche se adesso, forse, non ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Doveva essere una \u201cBattery Valley\u201d con la benedizione di Terna, gestore della rete elettrica italiana. 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