{"id":145557,"date":"2025-10-03T11:36:08","date_gmt":"2025-10-03T11:36:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145557\/"},"modified":"2025-10-03T11:36:08","modified_gmt":"2025-10-03T11:36:08","slug":"prevention-task-vaccinazioni-tra-diritti-e-doveri-il-ruolo-della-comunicazione-per-creare-fiducia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145557\/","title":{"rendered":"Prevention Task. Vaccinazioni tra diritti e doveri, il ruolo della comunicazione per creare fiducia"},"content":{"rendered":"<p>La prevenzione primaria rappresenta il primo presidio per la tutela della salute pubblica e per la sostenibilit\u00e0 del sistema sanitario. Ma in un contesto di risorse limitate e crescente domanda di servizi, la prevenzione si conferma anche una leva cruciale per l\u2019efficienza e la sostenibilit\u00e0 del sistema salute. Tra le strategie pi\u00f9 prevenzione pi\u00f9 efficaci un posto d\u2019onore spetta sicuramente ai vaccini, che negli anni hanno permesso di eradicare molte terribili malattie ma anche di ridurre drasticamente la diffusione di infezioni gravi, salvando vite e riducendo il ricorso alle cure ospedaliere e farmacologiche. Eppure qualcosa si \u00e8 inceppato. Perch\u00e9 negli ultimi anni, la crescente disinformazione o l\u2019idea che non ci sia pi\u00f9 pericolo sta compromettendo i risultati raggiunti grazie ai vaccini. Come invertire la rotta? Come rendere la prevenzione sempre pi\u00f9 protagonista nel nostro Paese?<\/p>\n<p>Di tutto questo si \u00e8 parlato in occasione della prima puntata di Prevention Task, il nuovo progetto editoriale di Homnya dedicato alla prevenzione primaria, promosso con il contributo non condizionante di Pfizer.<\/p>\n<p>Ospiti del talk, condotto da <strong>Corrado de Rossi Re<\/strong> (Direttore responsabile di Sanit\u00e0 Informazione), sono stati <strong>Francesco Saverio Mennini,<\/strong> Capo Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute; <strong>Anna Teresa Palamara<\/strong>, Direttore Malattie Infettive dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 (Iss); <strong>Fabrizio d\u2019Alba<\/strong>, Presidente Federsanit\u00e0 Anci e Direttore Generale del Policlinico Umberto I di Roma; <strong>Pier Luigi Lopalco<\/strong>, Professore Ordinario di Igiene all\u2019Universit\u00e0 del Salento ed ex assessore alla Salute della Regione Puglia<strong>; Francesco Macr\u00ec<\/strong>, segretario nazionale della Federazione italiana delle Societ\u00e0 medico-scientifiche (Fism); <strong>Ugo<\/strong> <strong>Trama<\/strong>, Vicepresidente Societ\u00e0 Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici (Sifo) e Responsabile Politiche del Farmaco della Regione Campania; e<strong> Ketty Vaccaro<\/strong>, Responsabile Area Welfare e Salute del CENSIS.<\/p>\n<p>Le premesse sono evidenti: quella in cui viviamo \u00e8 un\u2019epoca segnata da uno straordinario progresso in termini di ricerca scientifica e i benefici delle vaccinazioni sono dimostrati da anni da un numero enorme di studi scientifici anche recenti. Eppure basta poco per creare allarmismo sui vaccini e il preoccupante calo della copertura vaccinale lascia pensare che tra i non vaccinati ci sia anche chi non ha nulla contro i vaccini, per\u00f2 evidentemente non percezione l\u2019utilit\u00e0 (almeno per se stesso).<\/p>\n<p>\u201cIl modo in cui si comunica, in sanit\u00e0, conta molto. Non \u00e8 un caso se oggi l\u2019Oms definisce la comunicazione un vero e proprio intervento di sanit\u00e0 pubblica\u201d, ha esordito <strong>Anna Teresa Palamara<\/strong>. \u201cOvviamente non sempre la comunicazione avviene in modo corretto o efficace. L\u2019esperienza del Covid ce lo ha insegnato: non basta dire cose giuste, conta ci\u00f2 che le persone percepiscono e se quello che comprendono \u00e8 distante dalla verit\u00e0 scientifica, significa che il messaggio \u00e8 stato veicolato male e bisogna trovare nuove parole e strategie\u201d<\/p>\n<p>Il Direttore del dipartimento Malattie Infettive dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 ha per\u00f2 posto l\u2019accento anche su un altro aspetto: \u201cLa scienza \u00e8 basata sull\u2019evidenza ma questa evidenza non \u00e8 necessariamente qualcosa di statico e definitivo. La scienza evolve e spesso d\u00e0 luogo ad nuove evidenze che possono anche modificare quella originaria. Bisogna riuscire a far capire alle persone che \u00e8 normale e non significa che si scienziati si stiano contraddicendo, ma solo che ne sanno un po\u2019 di pi\u00f9, che la conoscenze si sono evolute e questo \u00e8 un bene\u201d.<\/p>\n<p>In definitiva, per Palamara, la parola d\u2019ordine \u00e8 \u201cimparare a collaborare, a discutere, a capire anche le obiezioni\u201d. Per far questo occorrono dei professionisti e una collaborazione stretta e continua tra chi si occupa di scienza e chi si occupa comunicazione e sa come rendere le informazioni scientifiche fruibili da un grande pubblico. Ed \u00e8 quello che l\u2019Iss \u00e8 impegnato a fare: \u201cL\u2019Istituto \u00e8 attivo sul territorio dal 1934, ha una lunga storia a fianco della sanit\u00e0 pubblica, una storia che mette insieme ricerca (quindi capacit\u00e0 di trovare anche soluzioni innovative) e sanit\u00e0 pubblica (quindi capacit\u00e0 di attuare queste soluzioni innovative). \u00c8 un\u2019istituzione che si pone a fianco delle istituzioni, delle Regioni e dei professionisti, per diffondere salute attraverso una collaborazione che gi\u00e0 esiste e che abbiamo il dovere di preservare\u201d.<\/p>\n<p>Ma quali sono le informazioni che vanno comunicate? Anzitutto quelle riguardanti i benefici per la salute derivanti da seguire le indicazioni scientifiche, come nel caso delle vaccinazioni, il cui scopo \u00e8 evitare alle persone di ammalarsi. I benefici, tuttavia, non finiscono qui. Perch\u00e9 la prevenzione, come ha illustrato <strong>Francesco Saverio Mennini,<\/strong> \u201c\u00e8 anche una leva economica e sociale. Questo aspetto \u00e8 stato e resta importante anche per coinvolgere le Regioni e spingerle ad ampliare e potenziare le loro politiche di prevenzione. Molti studi hanno dimostrato quanto per la comunit\u00e0 \u2013 e per chi l\u2019amministra \u2013 sia vantaggioso migliorare i tassi di adesione a programmi di prevenzione e a programmi di vaccinazione, perch\u00e9 significa meno malattie, meno costi sociali e sanitari\u201d.<\/p>\n<p>Il capo Dipartimento della programmazione del ministero della Salute ha citato l\u2019esempio del Covid: \u201cUno studio ha dimostrato come avere raggiunto la copertura vaccinale ad agosto 2021, anzich\u00e9 a dicembre 2021, abbia permesso al nostro Paese di risparmiare pi\u00f9 di 200 miliardi in termini di PIL tra il 2021 e il 2022 in proiezione. Oltre a questo, c\u2019\u00e8 stata una forte contrazione dei ricoveri e dell\u2019utilizzo di farmaci, tecnologie, cure visite e quanto necessario in caso di malattia, oltre a una riduzione del rischio di mancata produttivit\u00e0 legata, ad esempio, ad assenze per malattia\u201d.<\/p>\n<p>Mennini ha quindi fatto sapere che il ministero della Salute, insieme al Mef, stanno lavorando per garantire un uso appropriato delle risorse in prevenzione. Anzitutto attraverso un lavoro di verifica e monitoraggio sull\u2019utilizzo che le Regioni fanno dei fondi riservati a questa area, \u201cperch\u00e9 sappiamo bene che non tutte le Regioni dedicato alla prevenzione, come previsto, il 5% del fondo sanitario a loro disposizione\u201d. E poi prefiggendosi l\u2019obiettivo di \u201cincrementare gradualmente la quota percentuale di fondo sanitario da destinare alla prevenzione in ogni Regione fino a raggiungere il 7%. Parliamo di qualche miliardo di euro, quindi vanno considerati i vincoli di finanza pubblica \u2013 ha avvisato Mennini -, ma il Mef ha espresso la propria disponibilit\u00e0 a iniziare questo percorso\u201d. Accanto a questo, \u201csempre in accordo con il MEF e con l\u2019Europa, siamo lavorando per fare in modo che una parte della spesa corrente per la prevenzione non sia pi\u00f9 considerata tale ma investimento. Questo ci permetterebbe di liberare delle risorse, di averne maggiori risorse non collegate al debito pubblico e, di conseguenza, di incrementare gli investimenti in prevenzione\u201d.<\/p>\n<p>Una buona notizia. Ma le risorse investite vanno ben usate e per <strong>Fabrizio d\u2019Alba<\/strong> il presupposto per vincere questa sfida \u00e8 che il sistema sia \u201cnel suo insieme convinto che alimentare la cultura della prevenzione nella collettivit\u00e0 sia una priorit\u00e0 e che dunque lo sia rendere i cittadini consapevoli e informati. Solo uniti, si vince\u201d.<\/p>\n<p>Una volta preso atto di questa convinzione, ci vuole organizzazione e strutture, ma per il presidente di Fedesanit\u00e0 Anci \u201csoprattutto attenzione e metodo. Dobbiamo rendere i cittadini confidenti, il che significa fare in modo che abbiano fiducia in ci\u00f2 che il Ssn gli propone. Per fare questo, dobbiamo raccontare. Parlare degli esiti positivi delle vaccinazioni e delle campagne di prevenzione, far comprendere ai cittadini quali sono i loro diritti ma \u2013 attenzione \u2013 anche quali sono i loro doveri. Questo vuol dire renderlo consapevole che il nostro pu\u00f2 essere un Paese pi\u00f9 sano e pi\u00f9 sostenibile se c\u2019\u00e8 un cittadino responsabile\u201d.<\/p>\n<p>In che modo, per\u00f2, vanno veicolate queste informazioni? E dove? Non solo nei presidi ospedalieri, ha sottolineato il presidente di Federsanit\u00e0 Anci. \u201cOltre il 60% del nostro Paese consiste in aree interne. Non possiamo pensare che la cultura della prevenzione per la collettivit\u00e0 nasca nei pres\u00ecdi ospedalieri, perch\u00e9 la sanit\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 proiettata verso una medicina e un\u2019assistenza di prossimit\u00e0, che si articola e si sviluppa in modalit\u00e0 diverse e che \u00e8 l\u00ec, sul territorio, pi\u00f9 vicina al cittadino di qualsiasi presidio. Mi riferisco agli studi dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, alle farmacie ma anche alle strutture previste dal DM 77, Case e Ospedali di Comunit\u00e0, dove lavorano diversi operatori esercitano le proprie competenze. Si tratta di un modello di prossimit\u00e0 ma anche di integrazione. Di luoghi in cui lavorano professionisti che hanno le competenze per alimentare la cultura della prevenzione, un compito al quale devono sottrarsi ma a cui non devono sottrarsi neanche le istituzioni locali\u201d.<\/p>\n<p>Attenzione, per\u00f2, a non pensare che tutto sia risolto con il cittadino informato sui benefici della prevenzione. Perch\u00e9, ha spiegato <strong>Ketty Vaccaro,<\/strong> da uno studio del Censis emerge come a un atteggiamento tendenzialmente pi\u00f9 positivo del passato nei confronti delle vaccinazioni, non sempre corrisponda l\u2019effettiva adesione alla vaccinazione stessa. \u201cQuesto \u00e8 il nodo che dobbiamo affrontare. Capire cosa non permette ai cittadini di compiere il passo finale, che \u00e8 quello di sottoporsi alla somministrazione del vaccino o allo screening\u201d. Dall\u2019osservatorio del Censis \u00e8 emerso come una parte degli ostacoli, sui vaccini, sia da riscontrare in una sorta di stanchezza nei confronti della pandemia, che si \u00e8 in qualche modo traslata sulla vaccinazione in generale. \u201cUna sorta di meccanismo psicologico in base al quale la vaccinazione \u00e8 roba da emergenza, quindi non pi\u00f9 necessaria ora\u201d. C\u2019\u00e8 poi, ha spiegato Vaccaro, \u201cuna percezione del rischio sottostimata, come se si pensasse che la vaccinazione non ci riguarda perch\u00e9 non il rischio da cui ci salva non \u00e8 un nostro rischio. Si sottovaluta cos\u00ec non solo l\u2019impatto sulla propria salute, ma anche il ruolo della prevenzione come strumento di sanit\u00e0 pubblica\u201d.<\/p>\n<p>Fondamentale \u00e8, per Vaccaro, \u201cchiamare in causa gli interlocutori principali su questi temi, che sono i professionisti sanitari, perch\u00e9 dalle nostre indagini emerge chiaramente come, se \u00e8 vero che le persone cercano risposte sul web o chiedono consigli in giro, \u00e8 altrettanto vero che nel momento di decidere cercano il professionista sanitario, il medico, la competenza\u201d.<\/p>\n<p>Anche per<strong> Pier Luigi Lopalco <\/strong>occorre distinguere la crescente alfabetizzazione sanitaria di base con la comprensione profonda di queste informazioni, che poi \u00e8 funzionale ad un cambiamento del comportamento. \u201cQuesto passaggio \u00e8 pi\u00f9 complesso perch\u00e9 entrano in gioco in diversi fattori. Anzitutto la fiducia nelle istituzioni che propongono la prevenzione. Il cittadino deve vedere che qualunque cosa accada, qualunque sia il vento politico o il colore del Governo, l\u2019istituzione sanitaria parla sempre e solo una lingua, che \u00e8 quella della verit\u00e0 scientifica. Purtroppo questo, con il Covid, \u00e8 venuto meno e ha minato la fiducia del cittadino nei confronti dell\u2019istituzione sanitaria\u201d, ha detto l\u2019esperto, gi\u00e0 assessore alla salute della Regione Puglia in epoca Covid. Per Lopalco le istituzioni devono per\u00f2 fare uno sforzo in pi\u00f9 anche per essere credibili, investendo sulle campagne vaccinali, \u201crendendo evidente al cittadino che le istituzioni per prime credono nella prevenzione, al punto da investirci cos\u00ec tante risorse. Perch\u00e9 una campagna vaccinale costa tanto, ma ha un ritorno nel tempo che, come gi\u00e0 spiegato, va \u00a0anche oltre la salute\u201d.<\/p>\n<p>Lopalco ha sottolineato come quello della prevenzione sia un tema da affrontare in logica One Health. \u201cDel resto, tutti i pi\u00f9 recenti problemi infettivi sono il risultato di un\u2019alterazione dell\u2019equilibrio fra salute animale, salute ambientale e salute umana. Avere un approccio di prospettiva globale \u00e8 importantissimo, lo abbiamo anche questo visto con il Covid, anche per le vaccinazioni, ma anche pi\u00f9 recentemente con l\u2019arbovirosi. Questa estate ci si \u00e8 molto concentrati sulle zanzare e su quelle malattie un po\u2019 esotiche, che speriamo non diventino mai endemiche in Italia ma, a questo scopo, non basta la sanit\u00e0, occorre fare disinfestazioni, sorveglianza, interventi ambientali e mettere in campo competenze che non sono uniche del mondo della salute umana\u201d.<\/p>\n<p>Sulla fiducia e la credibilit\u00e0 si \u00e8 inserito l\u2019intervento di<strong> Francesco Macr\u00ec<\/strong>, che ha citato l\u2019effetto Hawthorne e l\u2019effetto Rosenthal o di Pigmalione. \u201cIl primo consiste nel vantaggio che si ottiene nel momento il cui il medico ha, nei confronti del paziente un atteggiamento di accoglienza, un atteggiamento empatico. Un atteggiamento che alimenta la fiducia del paziente\u201d. L\u2019effetto Rosenthal o di Pigmalione consiste, invece, nel modo in cui le aspettative del medico influenzano il comportamento del paziente portando questo ultimo, anche inconsciamente, a seguire un percorso per arrivare a soddisfare quelle aspettative. \u201cIl paziente si sente chiamato in causa e risponde in modo collaborativo e impegnativo\u201d.<\/p>\n<p>Questi due metodi, \u201cnessuno dei quali farmacologico, spiegano quanto sia importante il rapporto medico-paziente nel produrre l\u2019efficacia di una strategia terapeutica oppure, in questo caso di una strategia vaccinale\u201d, ha osservato Macr\u00ec, che ha per\u00f2 messo in guardia dai cambiamenti dei nostri tempi: \u201cl\u2019avvento della telemedicina rischia di modificare in modo sostanziale il rapporto medico-paziente. \u00c8 un aspetto su cui \u00e8 necessario aprire un approfondimento confronto, allo scopo di trovare le strategie necessarie per annullare questa distanza\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il lavoro da fare \u00e8 evidentemente molto, ma sicuramente importante. La parola d\u2019ordine resta collaborazione e fiducia. \u201cLa fiducia \u2013 ha detto <strong>Ugo Trama <\/strong>\u2013 la fai crescere creando un sistema quanto pi\u00f9 fruibile per i cittadini, specialmente quando parliamo di vaccinazione. Questo significa creare anche momenti sinergici tra tutti gli operatori sanitari che poi sono concretamente impegnati ad offrire una prestazione sanitaria cos\u00ec importante come la vaccinazione\u201d. Perch\u00e9 \u201cil rapporto fiduciario dei cittadini \u2013 ha sottolineato il responsabile Politiche del Farmaco della Regione Campania \u2013 nasce anche se fortifichi e saldi il rapporto fiduciario tra Regione e operatori sanitari e tra gli operatori sanitari stessi. La fiducia deve essere reciproca e riguardare tutti. Senza dimenticare che ogni tipologia di cittadino ha un operatore sanitario specifico di riferimento, che pu\u00f2 essere il pediatra o il medico di famiglia\u201d.<\/p>\n<p>Trama ha poi sottolineato come, \u201cquando parliamo di vaccinazione, parliamo di erogare una prestazione sanitaria a un soggetto sano. \u00c8 evidente che in una situazione del genere tanto pi\u00f9 va fatta un\u2019importante operazione di comunicazione corretta, scientifica e credibile perch\u00e9 il cittadino possa comprendere il valore di quel che gli viene offerto e accettarlo anche se allo stato attuale non ne avrebbe alcun bisogno per migliorare la sua salute\u201d.<\/p>\n<p>La prevenzione, come detto, \u00e8 un investimento, i cui benefici a volte sono riscontrabili nell\u2019immediato e altre volte nel lungo periodo, ma ci sono. Nel caso delle vaccinazioni, per Trama, \u201cgli esiti della campagna possono essere esaminati gi\u00e0 nel breve periodo. Analizzare i dati consentir\u00e0 anche di strutturare la tipologia di gara e l\u2019offerta vaccinale pi\u00f9 adatta campo per l\u2019anno successivo. Io credo sia anche giusto comunicare ai cittadini anche le informazioni inerenti le reazioni avverse ai vaccini, sia perch\u00e9 la trasparenza alimenta la fiducia ma anche perch\u00e9 pure sulle reazioni avverse si diffondono spesso notizie che non hanno alcun riscontro e valore scientifico\u201d. Diventa dunque importante fornire agli operatori sanitari tutte le informazioni scientifiche perch\u00e9 possano rispondere, in modo corretto e trasparente, ai dubbi dei cittadini.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La prevenzione primaria rappresenta il primo presidio per la tutela della salute pubblica e per la sostenibilit\u00e0 del&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":145558,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[239,1537,90,89,240,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-145557","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute","13":"tag-vaccine","14":"tag-vaccines","15":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/145557","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=145557"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/145557\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/145558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=145557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=145557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=145557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}