{"id":145723,"date":"2025-10-03T13:26:11","date_gmt":"2025-10-03T13:26:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145723\/"},"modified":"2025-10-03T13:26:11","modified_gmt":"2025-10-03T13:26:11","slug":"sanita-digitale-italiana-tutta-la-verita-presente-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/145723\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0 digitale italiana, tutta la verit\u00e0: presente e futuro"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 giunto il momento di fare un bilancio sul grande cantiere <a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/infrastrutture\/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-la-grande-scommessa-per-dare-un-futuro-allitalia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">PNRR<\/a> che a partire dal 2022 \u00e8 stato\u00a0attivato per la trasformazione digitale della <strong>sanit\u00e0<\/strong> e in particolare per il <a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sanita\/fascicolo-sanitario-elettronico-cose-e-a-che-punto-e-la-guida\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">fascicolo sanitario elettronico (FSE)<\/a>\u00a0e per il suo \u201cmotore dati\u201d che si chiama <a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sanita\/ecosistema-dati-sanitari-e-fse-rivoluzione-digitale-per-i-medici-italiani\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ecosistema dati sanitari (EDS).<\/a><\/p>\n<p>La crisi della Sanit\u00e0 italiana<\/p>\n<p>Partiamo da un assunto, che \u00e8 la base di questo questo operare nel digitale.<\/p>\n<p><strong>La sanit\u00e0 italiana \u00e8 in crisi per diverse ragioni<\/strong>, alcune antiche, altre legate al trend dell\u2019evoluzione economica-tecnologica del settore e alle aspettative di vita e di salute dei cittadini, particolarmente nel dopo-Covid. La trasformazione digitale della sanit\u00e0 \u00e8 la grande occasione per ricostruire su nuove basi comunicative e produttive un sistema sanitario nazionale federato, efficiente e per rispondere alla nuova domanda di salute e alle dinamiche economiche del comparto.<\/p>\n<p>Viviamo ormai pienamente in una \u201ceconomia della distanza\u201d ma\u00a0 nella sanit\u00e0 i medici, gli infermieri e i paziente non hanno ancora accesso a quelle \u201ccall\u201d, a quelle modalit\u00e0 di lavorare da remoto, che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana. Inoltre, le aziende sanitarie non sono ancora entrate nell\u2019economia virtuale: perfino le\u00a0 imprese manifatturiere realizzarono i loro prodotti prima in bit, in un formato virtuale, poi li materializzano in atomi, spesso in luoghi distanti e diversi da quelli di ideazione e progettazione.<\/p>\n<p>Nella sanit\u00e0 ci\u00f2 ancora non accade. <strong>Anche la cura di una malattia \u00e8 un \u201cprodotto\u201d<\/strong> che andrebbe anch\u2019esso costruito prima virtualmente, utilizzando dati e le informazioni dematerializzate, poi materializzato su un malato con pillole e interventi di manipolazione del corpo.<\/p>\n<p>Ci sono ovviamente molte macchine, anche tecnologicamente avanzate, nei riparti ospedalieri e negli ambulatori, le quali producono immagini e referti in formato dematerializzato.<\/p>\n<p>A mancare \u00e8 una <strong>rete eHealth aziendale-regionale-nazionale<\/strong><\/p>\n<p>Ma\u00a0quello che ancora manca \u00e8 una<strong> rete eHealth aziendale-regionale-nazionale<\/strong>\u00a0 in cui tutti i dati clinici degli assistiti \u2013 e non soltanto quelli amministrativi \u2013 possano supportare una rivoluzione tecnologica nell\u2019assistenza incentrata sulla personalizzazione e la continuit\u00e0 di cura.\u00a0<\/p>\n<p>Se volessimo fare un confronto con il mondo finanziario e delle banche, potremmo dire che la sanit\u00e0 \u00e8 rimasta ancora all\u2019era dei bancomat. Questo \u00e8 il limite dei vecchi sistemi informatici sanitari e ospedalieri.<\/p>\n<p>Con l\u2019FSE, la <strong><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sanita\/telemedicina-come-farla-in-italia-le-tecnologie-le-finalita-un-modello-possibile\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">telemedicina<\/a> <\/strong>(TMD) e la tecnologia dell\u2019intelligenza artificiale (AI), il passaggio a una nuova era di virtualizzazione della \u201cproduzione\u201d e della \u201cgovernance\u201d \u00e8 indilazionabile.<\/p>\n<p>Osaka 2025: progettare il futuro, ecco la Sanit\u00e0 che ci aspetta <\/p>\n<p>L\u2019esposizione universale di Osaka 2025 \u00e8 stata dedicata a questo tema: \u201cProgettare la societ\u00e0 futura per le nostre vite\u201d. Entrando nel padiglione dell\u2019isola artificiale di Yumeshima si pu\u00f2 osservare una rete di fili di carbonio sospesi sopra di noi che catturano le nostre espressioni facciali e le nostre emozioni.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019Internet del futuro. La realt\u00e0 virtuale e quella materiale si fondono e l\u2019essere umano fisico dialoga con quello digitale.<strong> La persona viene sdoppiata nel suo <a href=\"https:\/\/www.ai4business.it\/intelligenza-artificiale\/digital-twin-cose-e-come-funziona-il-modello-del-gemello-digitale\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201cgemello digitale\u201d (digital twin). <\/a>Le stesse comunit\u00e0 si sdoppiano formando comunit\u00e0 digitali composte di dati di vita e di salute.<\/strong> Si abbattono le barriere linguistiche, culturali ma soprattutto quelle burocratiche.<\/p>\n<p>\u00c8 la nuova frontiera del riconoscimento delle emozioni e della loro trasmissione con un flusso di fotoni che sostituir\u00e0 presto quello dei \u201cvecchi\u201d elettroni. Gli effetti sono dirompenti: non ci sono pi\u00f9 barriere spazio \u2013 tempo. L\u2019 individuo si appropria totalmente dei suoi dati e li condivide con i professionisti della salute ma anche con la comunit\u00e0 di riferimento. La sanit\u00e0 del terzo decennio del duemila \u00e8 gi\u00e0 questa.<\/p>\n<p>Una rete nazionale per la Sanit\u00e0: il progetto italiano<\/p>\n<p>L\u2019Italia, portando a termine il programma PNRR della missione 6 sulla sanit\u00e0 digitale, sta costruendo una rete nazionale, federata con le Regioni, di dati clinici di tutti gli assistiti, totalmente dematerializzati e standardizzati.<\/p>\n<p>Dati di sofferenza e di emozioni confrontabili con miliardi di altri dati simili degli umani. Questo \u00e8 il progetto l\u2019FSE-EDS e cos\u00ec il mondo entra in una nuova era di Internet di straordinaria potenza e condivisione delle informazioni. <strong>L\u2019aspirazione \u00e8 vivere in salute. Forse perfino di \u201cmorire in salute\u201d. E il nostro lavoro deve guardare al futuro e non a un passato di flussi burocratici.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1004\" height=\"565\" alt=\"\" class=\"wp-image-243056 lazyload\" data-eio=\"p\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1759497971_625_image.png\"  data- data-eio-rwidth=\"1004\" data-eio-rheight=\"565\"\/>Lo stato del fascicolo sanitario elettronico<\/p>\n<p>Il fascicolo sanitario elettronico che<strong> stiamo completando della versione FSE 2.0 \u2013 EDS ha oltre vent\u2019anni di vita,<\/strong> come appare chiaramente dalla slide sotto esposta. Nasce nel 2002 dall\u2019evoluzione dei sistemi Cup in Emilia-Romagna, ad opera della societ\u00e0 Cup2000, uno spin off delle aziende sanitarie bolognesi, del Comune e dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna.<\/p>\n<p>Nel 2006 il FSE viene gi\u00e0 distribuito ai cittadini della regione mentre inizia la sperimentazione in altre realt\u00e0 regionali, in particolare in Lombardia. Nel 2012 c\u2019\u00e8 la prima legge nazionale (approvata poi dal parlamento nel 2013).<\/p>\n<p>Nel 2020, al tempo del COVID, il fascicolo viene reso obbligatorio anche se i cittadini non sono obbligati ad attivarlo. Nel 2021-22 viene riconosciuto come uno dei progetti prioritari del PNRR assieme alla telemedicina con un investimento di 1,3 miliardi. Nel 2023 \u00e8 completamente riprogettato come FSE 2.0 con la legge del 7 settembre dello stesso anno. Nel 2024 nasce il \u201cmotore dati\u201d del fascicolo, l\u2019EDS, con il decreto legge del 31 dicembre.<\/p>\n<p>L\u2019eds, fascicolo 2.0, l\u2019Ehds<\/p>\n<p>Un eco-sistema di dati clinici dematerializzati di livello regionale, federato in ambito nazionale. Un progetto che corregge un precedente impianto centralistico predisposto dal governo Draghi in era post-Covid.<\/p>\n<p>Il decreto legge sull\u2019EDS vede la luce con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il 5 marzo 2025. Esso prevede un\u2019architettura federata dei dati di salute di tutti gli italiani basata su unit\u00e0 di archiviazione regionale (UAR), con la sola eccezione di un\u2019unit\u00e0 centrale per i cittadini che non hanno assistenza nelle regioni).<\/p>\n<p>Un Gateway, un particolare software di controllo ed estrazione dei dati \u2013 anch\u2019esso istallato presso le regioni \u2013 garantisce che tutti i documenti digitali che circolano nel sistema sanitario siano conformi agli standard europei; permette inoltre l\u2019estrazione di dati strutturati da questi documenti PDF (CDA2); un broker permette, inoltre, il recupero di tutti i dati dei pazienti che si curano in regioni diverse da quelle di assistenza.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 una architettura moderna, efficiente, scelta dall\u2019attuale Governo, discussa con le Regioni, <\/strong>a lungo pensata in un confronto non facile tra centro e periferia, tra culture diverse che per anni si sono confrontate in una situazione dove prevaleva una visione \u201camministrativa\u201d della sanit\u00e0 digitale, per non dire burocratica.<\/p>\n<p>Negli stessi giorni del marzo 2025 l\u2019Europa pubblica nella propria Gazzetta Ufficiale i<strong>l regolamento per l\u2019utilizzo dello \u201cspazio dati sanitari europeo\u201d: l<a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sanita\/european-health-data-space-leuropa-abbatte-le-frontiere-dei-dati-medici\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u2019Electronic Health Data Space (EHDS)<\/a>. <\/strong>Sono date storiche per la trasformazione digitale della sanit\u00e0 nazionale e continentale.<\/p>\n<p>A che punto sono i lavori sul fascicolo sanitario elettronico, obiettivo giugno 2026 <\/p>\n<p>Con i fondi del PNRR, oggi, ottobre 2025,<strong> sono pienamente attivi ventun cantieri regionali del fascicolo sanitario elettronico<\/strong>, coordinati da un cantiere nazionale presso il Dipartimento della Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri diretto dal Sottosegretario Alessio Butti, che opera in collaborazione con il Ministero della Salute, l\u2019Agenzia per i servizi sanitari nazionali (Agenas) \u2013 che sar\u00e0 sede della prossima agenzia sanitaria digitale (ASD) \u2013 e il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze.<\/p>\n<p>\u00c8 una grande sfida che ha comportato nel 2024 l\u2019implementazione e messa in funzione delle componenti architetturali che garantiscono l\u2019interoperabilit\u00e0 nazionale di documenti e dati sanitari all\u2019interno del FSE.<\/p>\n<p>Un aggiornamento tecnologico di tutti i software presenti nella sanit\u00e0 italiana affinch\u00e9 tutti i documenti sanitari siano digitalmente nativi e conformi agli standard definiti a livello nazionale (CDA2-Fhir).<\/p>\n<p>Un collegamento con tutti i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta affinch\u00e9 essi possano alimentare il FSE, anche con il profilo sanitario sintetico o patient summary (PSS).<\/p>\n<p>Infatti, <strong>\u00e8 entro il 2026 (giugno) le infrastrutture nazionale e regionali per l\u2019interoperabilit\u00e0 del FSE devono essere pienamente operative.<\/strong> Inoltre tutte le regioni devono adottato e utilizzare il FSE. Sempre entro il 2026 la governance\u00a0 della sanit\u00e0 digitale va affidata alla nascente ASD \u2013 presso Agenas \u2013 per garantire una guida sicura ed affidabile del grande cantiere della trasformazione digitale della sanit\u00e0 che certamente continuer\u00e0 oltre l\u2019attuazione del PNRR.<\/p>\n<p>La prima domanda che dobbiamo porci \u2013 a ottobre 2025 \u2013\u00a0 \u00e8 se il progetto FSE-EDS\u00a0 procede con successo. In altre parole se la sfida \u00e8 vincente. Avendo lavorato per ventitr\u00e9 a anni su questo progetto \u2013 dal 2002 \u2013 e gli ultimi tre nel \u201ccantiere PNRR\u201d \u2013 sono propenso a dare una risposta positiva a questa domanda. Sono attivi oggi ben ventun cantieri regionali.<\/p>\n<p>I risultati sono importanti e gi\u00e0 alla fine del 2024 si era profilato un andamento strutturalmente positivo del progetto. Va poi aggiunto che la sanit\u00e0 \u00e8 un terreno difficile per l\u2019innovazione digitale. Non dimentichiamo che i pi\u00f9 grandi protagonisti mondiali dell\u2019innovazione digitale e dell\u2019ICT, compresi i grandi provider di rete, hanno spesso fallito in questo campo.<\/p>\n<p>\u00c8 utile ricordare il fallimento di Google Health nel 2012 (che proponeva una cartella clinica online a livello mondiale), le difficolt\u00e0 incontrate da Microsoft su progetti analoghi, la scelta fatta da Apple che ha preferito concentrare i propri sforzi nell\u2019ambito del monitoraggio degli indicatori cardiologici e non su progetti globali.<\/p>\n<p>Nel nostro servizio sanitario nazionale non sono state assenti le difficolt\u00e0, le resistenze, le forti opposizioni delle componenti burocratiche di sistema: l\u2019anagrafe sanitaria, partita nel 2004, \u00e8 in fase di completamento soltanto ora.<\/p>\n<p>La TMD ha una storia lunghissima: l\u2019olandese Wilhelm Einthoven l\u2019adott\u00f2 gi\u00e0 nel 1906; gli USA a partire dagli anni \u201860 e 70; c\u2019\u00e8 un disegno di legge italiano che risale 2001e che ha avuto ben pochi sviluppi. I medici specialisti italiani non hanno ancora una cartella clinica (CCE) diffusa e i MMG-PLS l\u2019hanno realizzata con grande fatica. I sistemi Informativi ospedalieri sono incompleti dopo decenni di investimenti. Il CUP, attivato nel 1989 a Bologna, non ancora \u00e8 attivo in tutte le regioni e c\u2019\u00e8 voluto un decreto governativo recente \u2013 quello sulle liste di attesa \u2013 per sollecitarne la realizzazione generalizzata.<\/p>\n<p>I tre punti chiave<\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>L\u2019opera svolta in questi anni nella sanit\u00e0 italiana con il fascicolo il progetto del fascicolo sanitario elettronico \u00e8 stata imponente:<strong> oltre l\u201980% degli applicativi (che sono oltre quattrocento), ovvero dei software forniti dalle aziende industriali alla sanit\u00e0 italiana pubblica e privata, sono stati adeguati ai nuovi standard europei <\/strong>(CDA2-Fhir HL7). Un lavoro che ha coinvolte oltre duecento aziende del settore.<\/li>\n<li><strong>Pi\u00f9 del 70% delle 2.300 istallazioni di sanit\u00e0 pubblica che usano questi applicativi sono state a loro volta aggiornate tecnologicamen<\/strong>te.<\/li>\n<li><strong>La legge prevede poi che anche la sanit\u00e0 privata, accreditata o soltanto autorizzata, deve adeguarsi tecnologicamente a questi standard: qui abbiamo ancora dei ritardi che non vanno sottovalutati,<\/strong> perch\u00e9 ci sono regioni dove la sanit\u00e0 privata svolge una parte significativa dell\u2019attivit\u00e0 del servizio sanitario pubblico.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ai fini della standardizzazione dei software \u00e8 stato fatto un lavoro in stretta collaborazione HL7, l\u2019organizzazione volontaria che definisce gli standard internazionali per rendere interoperabili i sistemi sanitari informatici, compreso FHIR (Fast Healthcare Interoperability Resources): lo standard pi\u00f9 recente, basato su web services, che abbiamo adottato in armonia con i sistemi europei.<\/p>\n<p>\u00c8 stata inoltre stabilita una collaborazione attiva con il <strong>Garante della privacy, <\/strong>che non bisogna dimenticarlo, nell\u2019agosto 2022 aveva bocciato i provvedimenti del precedente governo sull\u2019 FSE e sull\u2019EDS a tutela dei cittadini. Questa collaborazione \u00e8 stata estesa anche a un programma transitorio molto importante di adeguamento dei fascicoli sanitari regionali a standard operativi e di garanzia richiesta per i cittadini, come il diritto di oscuramento, il profilamento e il controllo degli accessi al FSE, la presenza del taccuino dove l\u2019utente pu\u00f2 inserire sue note di salute, la gestione delle deleghe per pazienti in particolari condizioni di fragilit\u00e0 e l\u2019inserimento del PSS.<\/p>\n<p>Profilo sanitario sintetico e dossier farmaceutico<\/p>\n<p><strong>Con la collaborazione dei medici di famiglia, <\/strong>che sono tre principali protagonisti della realizzazione del fascicolo e i veri attuatori del profilo sintetico, si sta programmando una un\u2019azione affinch\u00e9 in tutti i fascicoli sanitari elettronici di recente generazione sia presente, oltre al <strong>dossier farmaceutico (DF) <\/strong>\u2013 altre innovazioni importantissima \u2013 il profilo sanitario sintetico.<\/p>\n<p><strong>La realizzazione del <strong><a href=\"https:\/\/www.agendadigitale.eu\/sanita\/profilo-sanitario-sintetico-il-flop-della-sanita-digitale-italiana\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">profilo sanitario sintetico<\/a> <\/strong>(PSS) per tutti gli assistiti del servizio sanitario nazionale meriterebbe un capitolo a parte, perch\u00e9 \u00e8 un obiettivo perseguito, con impegno alterno, dalle amministrazioni sanitarie da almeno vent\u2019anni. <\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del 2024, attraverso un\u2019intessa collaborazione tra il Dipartimento Trasformazione Digitale, Agenas e Ministero della Salute, \u00e8 stato possibile predisporre un decreto attuativo del PSS, da tanto tempo atteso.<\/p>\n<p>Vorrei sottolineare l\u2019importanza di questi <strong>due strumenti nei programmi di continuit\u00e0 di cura e di personalizzazione della cura: il DF e il PSS. <\/strong><\/p>\n<p>Con essi, il medico e il paziente possono costantemente avere un quadro aggiornato in tempo reale delle condizioni di salute dell\u2019assistito di grande valore clinico, assieme all\u2019accessorio a tutta la storia clinica individuale.<\/p>\n<p>La collaborazione dei farmacisti e delle farmacie rafforza questo scenario di conoscenze e tutto ci\u00f2 era impensabile fino a pochi anni fa e costituisce un pilastro della nuova sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre, si \u00e8 molto lavorato in questi ultimi due anni <strong>sugli strumenti di accesso al fascicolo sanitario elettronico<\/strong>, creando un sistema interoperabile diffuso a livello nazionale e raccordato con il sistema delle regioni, essendo il fascicolo sanitario elettronico uno strumento delle regioni. \u00c8 stato poi progettato un portale nazionale collegato e integrato con i ventun portali delle regioni in una dimensione sinergica e di facile accesso per i cittadini.<\/p>\n<p>Infatti, con gli FSE regionali \u00e8 cresciuta nelle singole regioni una rete di importanti servizi digitali per i cittadini: dal cambio e revoca del medico di famiglia, alla prenotazione degli esami e delle visite direttamente dall\u2019home page del fascicolo, al pagamento online e in tanti altri campi. Altri servizi, ancora di maggior valore per medici, cittadini e amministratori, sono previsti dal decreto EDS e verranno realizzati in una sinergia centro-regioni.<\/p>\n<p>Questa ampia opera di progettazione dell\u2019accesso \u00e8 solo l\u2019inizio di un lungo percorso che vedr\u00e0 protagoniste le tecnologie di AI.<\/p>\n<p>Il futuro: my page del cittadino<\/p>\n<p>Il fascicolo sanitario elettronico \u00e8<strong> l\u2019inizio di un processo di costruzione di una my page del cittadino, che in prospettiva dovr\u00e0 interessare tutti i servizi pubblici<\/strong> (previdenziali, fiscali, giudiziari, di mobilit\u00e0, eccetera). Mentre in ambito sanitario sar\u00e0 naturale l\u2019evoluzione del fascicolo sanitario verso il fascicolo socio-sanitario, per aggregare anche i servizi assistenziali ormai strettamente connessi alle attivit\u00e0 di cura e di prevenzione.<\/p>\n<p>Il piano di formazione<\/p>\n<p>Una quota importante poi dell\u2019investimento \u00e8 dedicata alla <strong>formazione <\/strong>(300 milioni di euro) che ha spinto ogni regione a predisporre i piani di formazione regionale verso i medici, in specifico versi medici di famiglia ma anche per i medici specialisti e tutto personale tecnico, amministrativo e manageriale. Una formazione a livelli cos\u00ec estesi non era mai stata disponibile nella storia del servizio sanitario nazionale e alcune regioni si sono anche trovate in difficolt\u00e0. Per\u00f2, guardando il processo in una proiezione prospettica, le difficolt\u00e0 e gli sforzi fatti in questi tre anni lasceranno un\u2019impronta importante, culturale, nel servizio sanitario nazionale.<\/p>\n<p>Cosa ci hanno insegnato questi anni col lavoro sul fascicolo<\/p>\n<p>L\u2019FSE-EDS \u00e8 un grande cantiere federato dove il ruolo delle Regioni \u00e8 determinante in ogni senso: <strong>se c\u2019\u00e8 protagonismo e determinatezza il progetto avr\u00e0 successo; <\/strong>se questa attenzione e consapevolezza venisse a mancare non sarebbe sufficiente il ruolo \u201csussidiario\u201d degli enti centrali. L\u2019esperienza ventennale del primo FSE lo dimostra. Ci sono <strong>esperienze regionali esemplari<\/strong> \u2013 come quella della Regione del Veneto, per citarne una sola \u2013 che dimostrano come un mix di reale impegno politico-amministrativo sul rinnovamento del servizio sanitario regionale, volont\u00e0 autonomistica e competenze tecnologiche radicate e rinnovate, porta a straordinari successi nella realizzazione dell\u2019FSE-EDS (come si \u00e8 potuto apprendere dal bel incontro tra tutti gli attori del 15 settembre all\u2019Isola di San Servolo a Venezia).<\/p>\n<p>In altre situazioni, invece,<strong> la rinuncia alla spinta autonomistica e all\u2019adesione al modello federato porta a un ripiegamento sterile verso la \u201csussidiariet\u00e0\u201d, <\/strong>demandando tutto agli enti centrali con una rinuncia al protagonismo tecnologico ma soprattutto alla gestione dei nuovi dati.<\/p>\n<p>Prendere nelle proprie mani la leva della sanit\u00e0 digitale e le enormi potenzialit\u00e0 che questo programma esprime con FSE-EDS, TMD e AI, \u00e8 per le Regioni una scelta strategica che non pu\u00f2 essere lasciata alla valutazione delle strutture tecnico-amministrative dell\u2019informatica sanitaria.<\/p>\n<p><strong>Sotto questo aspetto si avverte ancora una difficolt\u00e0 insita nella cultura delle policy di non poche regioni. <\/strong>Il passaggio delle realt\u00e0 regionali pi\u00f9 dinamiche all\u2019autonomia differenziata anche in sanit\u00e0, prevista dalla legge per i nuovi mandati amministrativi, potr\u00e0 essere un volano importante di progettualit\u00e0 e protagonismo regionale per una nuova era tecnologica dei servizi sanitari regionali.<\/p>\n<p>Il protagonismo della progettazione<\/p>\n<p>La progettazione dell\u2019FSE2.0 \u00e8 dell\u2019EDS, come realizzazione per tutto il paese, \u00e8 stata negli ultimi tre anni un\u2019esperienza destinata a a cambiare profondamente quello che un tempo si chiamava l\u2019Agenda Digitale. Un termine che appare ormai archeologico. E\u2019 stato un cantiere di entusiasmi, di sogni, di delusioni, di scadenze ravvicinate (del PNRR), di obiettivi raggiunti a breve termine (tanti) ma anche di cose che oggi ancora non sono fattibili per resistenze burocratiche e mancanza di cultura adeguata.<\/p>\n<p>La metafora pi\u00f9 appropriata \u00e8 quella di una enorme costruzione di cui sono stati realizzati soltanto i basamenti e i primi piani, sapendo che gli step successivi necessitano di nuove conoscenze e quindi di una nuova cultura, anche amministrativa e tecnologica. L\u2019EDS \u00e8 una grande Innovazioni, ma mentre lo collochiamo vicino alle potenzialit\u00e0 tecnologiche dll\u2019AI, ci accorgiamo che ben presto dovremo affrontare nuovi problemi. Il futuro dell\u2019intelligenza artificiale al servizio dei medici e dei manager della sanit\u00e0 non potr\u00e0 restringersi a un \u201csoftware della Regina\u201d, ovvero a sistemi chiusi, statali. Cos\u00ec come non bisogna confondere la necessit\u00e0 di proteggere la privacy dei cittadini in ambito sanitario con esigenze che nascono \u00a0dai processi di controllo burocratico messi in atto dagli apparati centrali.<\/p>\n<p>A partire dall\u2019inizio del 2023 e poi nei mesi successivi \u00e8 stata fatta un\u2019esperienza forse unica nel contesto europeo: sei linee di progetto (architettura federata, coinvolgimento dei medici, adeguamento tecnologico, nuovi servizi, formazione e ASD) si sono integrate con ventun cantieri regionali. Ma anche con l\u2019apporto, pur importante, del mondo dell\u2019industria ICT e di quello delle consulting pienamente coinvolto.<\/p>\n<p>Dove nasce l\u2019innovazione<\/p>\n<p>Il fascicolo sanitario elettronico \u00e8 un\u2019innovazione epocale che ha pi\u00f9 aspetti: \u00e8 innovazione tecnologica; rappresenta un cambiamento profondo nei sistemi di comunicazione in ambito sanitario; \u00e8 a tutti gli effetti un \u201ccambio di medium\u201d. Questa innovazione nasce nei territori, nelle regioni, per iniziativa di gruppi di innovatori che in passato hanno incontrato ostacoli immensi soprattutto culturali e burocratici, in particolare da parte della burocrazia centrale.<\/p>\n<p>Anche per il grande studioso Joseph <strong>Schumpeter<\/strong>, economista austriaco poi trasferitosi negli USA, l\u2019innovazione tecnologica \u2013 che \u00e9 stata per lui il motore del cambiamento assieme alle nuove forme organizzative d\u2019impresa \u2013 ha come protagonisti le imprese nei territori e gli imprenditori che si misurano con queste realt\u00e0 che sono mercato e societ\u00e0 assieme.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la network society studiata dal sociologo catalano Manuel <strong>Castells<\/strong>, che porta alla sconvolgente innovazione di Internet e della societ\u00e0 in rete, fa perno, secondo questo importante studioso, su unit\u00e0 basilari, su reti sociali che elaborano e gestiscono il cambiamento e l\u2019innovazione a partire dai territori. Sono gli attori locali, collegati in rete, che diffondono le innovazioni. Perfino il grande sociologo Nicklas <strong>Luhmann <\/strong>riteneva che i sistemi sociali complessi, come il sistema sanitario e pi\u00f9 in generale quello statale, fossero strutturalmente incapaci di sviluppare un\u2019autentica comunicazione con il loro \u201cambiente\u201d, ovvero con i\u00a0 loro cittadini, i loro assistiti, senza un robusto apporto esterno, dall\u2019ambiente.<\/p>\n<p>\u00c8 la network society che rompe gli argini della comunicazione burocratica dei sistemi complessi costruendo autentici punti di contatto con il mondo della gente. Achille Ardig\u00f2, fondatore a partire dagli anni settanta della scuola di sociologia sanitaria italiana, vede nei nuovi medium della rete costruiti dagli innovatori \u2013 il CUP, il FSE, la TMD le esperienze delle comunit\u00e0 territoriali \u2013 una rivoluzione basata sulla diffusione di una nuova conoscenza \u201cinter-soggettiva\u201d di salute che anticipa, per certi aspetti, l\u2019AI!<\/p>\n<p>Marshall <strong>Mcluhan <\/strong>dimostra \u2013 in una prospettiva storica (il libro stampato di Gutenberg nel XV secolo) e poi di attualit\u00e0 (la televisione e gli albori di Internet) \u2013 che il medium \u00e8 parte integrante del messaggio e del \u201cprodotto\u201d. Cos\u00ec l\u2019eHealth, l\u2019Internet della sanit\u00e0, l\u2019FSE, la TMD e l\u2019AI, sono essi stessi un nuovo medium e un nuovo messaggio di salute e non soltanto una tecnologia di trasmissione delle informazioni.<\/p>\n<p>Sotto questo aspetto appare singolare l\u2019attenzione recentemente dedicata dalla stampa e da alcuni osservatori nazionali \u2013 come quello della Fondazione GIMBE \u2013 alla eccessiva\u00a0 \u201cframmentariet\u00e0\u201d delle innovazioni e dell\u2019FSE nel contesto delle diverse realt\u00e0 regionali.<\/p>\n<p><strong>Se non ci fossero stati cantieri innovativi locali \u2013 in Lombardia, in Emilia Romagna, in Veneto, in Trentino, ecc.<\/strong>. \u2013 l\u2019innovazione sarebbe rimasta su una linea piatta e le differenziazioni non sarebbero esistite. Il problema si pone in altre termini, ovvero nel prendere atto delle difficolt\u00e0 che ministeri e enti centrali hanno incontrato, per ragioni prevalentemente di cultura amministrativa, a diffondere in modo omogeneo le innovazioni locali e regionali sul territorio nazionale (il primo FSE nasce attorno all 2004-2003, la legge che lo regola dieci ani dopo e la progettazione dell\u2019FSE-EDS a livello nazionale vent\u2019anni dopo!)<\/p>\n<p>Sanit\u00e0 digitale: i pilastri della trasformazione<\/p>\n<p>Fascicolo sanitario elettronico e telemedicina, con l\u2019utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale per l\u2019interpretazione dei dati di salute, sono i nuovi pilastri di una cultura digitale della sanit\u00e0 italiana. <strong>La disponibilit\u00e0 di una enorme massa di dati di salute in formato dematerializzato e atomizzato (standardizzati) getta le basi di una nuova cultura digitale della sanit\u00e0 italiana che potremmo sintetizzare in quattro punti:<\/strong><\/p>\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>1. nuovo modello<strong> federato e partecipativo <\/strong>di gestione della sanit\u00e0 digitale che renda protagonisti della trasformazione i territori, le regioni, ma soprattutto i <strong>medici<\/strong> e i cittadini assieme ai manager della sanit\u00e0, non lasciando questa funzione leader nelle mani della burocrazia informatica e amministrativa che da trent\u2019anni ha guidato l\u2019ICT pubblica.<\/li>\n<li>2. Un <strong>sistema informativo clinico nazionale: <\/strong>per la prima volta la sanit\u00e0 ha un sistema informativo basato sui dati clinici (standardizzati, real world data) della persona e delle comunit\u00e0 e non pi\u00f9 soltanto su dati amministrativi dell\u2019organizzazione.<\/li>\n<li>3. <strong>Un\u2019architettura che garantisce una totale interoperabilit\u00e0 di tutti i dati clinici<\/strong>, che, senza che questi siano trasferiti in un ambiente amministrativo, permette a ogni medico curante di poter poter accedere, con il consenso del cittadino, alla storia clinica individuale dell\u2019assistito, al PSS e al dossier farmaceutico, indipendentemente dal fatto che questa informazione sia nella regione di assistenza o in quella di erogazione.<\/li>\n<li>4. Un sistema dotato di una<strong> forte governance<\/strong>, regionale e nazionale attraverso l\u2019Agenzia Sanitaria digitale, che integra \u2013 con adeguata formazione \u2013 i tre ambiti della nuova economia sanitaria: <strong>la grande disponibilit\u00e0 di dati (con l\u2019FSE e EHDS), una sanit\u00e0 senza barriere di distanza (con la TMD), una nuova capacit\u00e0 di interpretare ed elaborare le informazioni in tempo reale (con l\u2019AI), a supporto del medico, dell\u2019assistito e del manager di sanit\u00e0.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>            .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 giunto il momento di fare un bilancio sul grande cantiere PNRR che a partire dal 2022 \u00e8&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":145724,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,3643,1974,29125,239,2063,2064,668,1537,90,89,5092,240,38655,16801,29128],"class_list":{"0":"post-145723","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-fascicolo-sanitario-elettronico","11":"tag-formazione","12":"tag-fse","13":"tag-health","14":"tag-health-care","15":"tag-healthcare","16":"tag-intelligenza-artificiale","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-pnrr","21":"tag-salute","22":"tag-space-economy","23":"tag-telemedicina","24":"tag-trasformazione-digitale"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/145723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=145723"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/145723\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/145724"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=145723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=145723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=145723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}