{"id":146215,"date":"2025-10-03T18:54:10","date_gmt":"2025-10-03T18:54:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/146215\/"},"modified":"2025-10-03T18:54:10","modified_gmt":"2025-10-03T18:54:10","slug":"non-si-puo-essere-soddisfatti-solo-per-una-partita-vinta-due-gli-aspetti-da-migliorare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/146215\/","title":{"rendered":"Non si pu\u00f2 essere soddisfatti solo per una partita vinta. Due gli aspetti da migliorare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Federico Ruzza \u00e8 stato l\u2019ospite dell\u2019ultima puntata di OA Focus \u2013 speciale rugby, in onda sul canale Youtube di OA Sport<\/strong>. La \u201cseconda linea\u201d del Benetton Treviso, si \u00e8 raccontato a 360 gradi, toccando diversi argomenti, dagli inizi, passando per il presente, fino agli obiettivi futuri del nativo di Padova.<\/p>\n<p><strong>Federico Ruzza, classe 1994, pedina fondamentale di Treviso e nazionale, inizia il suo racconto dal ruolo che ha assunto in campo e fuori:<\/strong> \u201cSe posso essere considerato un punto di riferimento per i miei compagni di squadra? Non lo so, penso che siano gli altri a decidere se posso esserlo \u2013 sorride \u2013 Io, per come sono fatto, posso sempre dare una mano a tutti e l\u2019ho sempre fatto molto volentieri e mettermi a disposizione. Avere un riscontro di quello che faccio, ovviamente, non pu\u00f2 che dare soddisfazione. Diciamo che un giocatore pu\u00f2 fare di tutto per essere importante nel gruppo, ma senza la conferma dei compagni\u2026\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Federico Ruzza, giunto ormai a 31 anni, ha alle spalle una carriera lunga ed importante. Gli inizi, tuttavia, sono stati particolari:<\/strong> \u201cI miei primi passi in questo sport? Diciamo che ho iniziato \u201cper sbaglio\u201d, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire. Bisogna tornare addirittura al secondo giorno della prima elementare. A rugby giocava un mio amico a 6 anni. Mi disse se andavo con lui nel pomeriggio a giocare. Io non sapevo nemmeno cosa fosse quello sport. Conoscevo calcio e basket, e basta. Da quel giorno non ho mai smesso con il rugby, iniziando con il CUS Padova. Come spesso capita quando sei piccolo ti appassioni ad uno sport con gli amici, ed eccomi qua. Come ho proseguito? Ho sempre giocato, poi lo sviluppo fisico l\u2019ho avuto attorno ai 16-17 anni. Prima ero solo pi\u00f9 alto della media, anche se non quasi 2 metri come ora. Dai 10 ai 15 anni non ero certo il pi\u00f9 forte della squadra, ma l\u2019importante era la passione che mi trascinava\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Una carriera lunga nel rugby. Come in ogni cosa, lo sport ti d\u00e0 tanto ma, di pari passo, qualcosa toglie.<\/strong> \u201cPer qualcuno pu\u00f2 essere un peso ma, ripensando a quando ero ragazzo, non ho mai pensato che vivere in quel modo fosse come negarmi qualcosa di diverso. Ho sempre pensato a quanto ero fortunato a vivere questo sport con i compagni, anche i raduni estivi, oppure andare a giocare in posti che sognavi da bambini. Il rugby e la vita da sportivo sono sempre stati opportunit\u00e0 per me e non una privazione\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Tornando alla carriera di Ruzza, il primo step a livello professionistico \u00e8 arrivato con le Zebre Parma.<\/strong> \u201cSenza dubbio la mia esperienza ad alti livelli. Nel 2015. In precedenza mi allenavo con loro, quindi ho avuto modo di disputare le prime partite. Dall\u2019anno successivo sono entrato in squadra in pianta stabile e ho realizzato il mio primo sogno. Il traguardo che sognavo e che si \u00e8 realizzato. Sicuramente una esperienza che ricordo con grande piacere e che mi \u00e8 servita tanto per il prosieguo della mia carriera\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ruzza ripercorre quei momenti con le Zebre<\/strong>: \u201cIl primo anno, inizialmente, avevo faticato. Poi, passo dopo passo, sono diventato una pedina della squadra. Anzi, verso la fine della stagione ero entrato maggiormente nelle rotazioni. Non ricordo un match specifico che mi ha dato la sensazione del salto di qualit\u00e0. Ripenso, per\u00f2, alla partita con il Leinster giocata sotto il diluvio. Presi il premio di migliore in campo nonostante la sconfitta. Un aspetto che non succede spesso\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Dopo le Zebre, dal 2017, \u00e8 arrivato l\u2019approdo alla Benetton Treviso<\/strong>: \u201cSicuramente, da padovano che non ha mai giocato nel Petrarca, ho sempre ammirato Treviso. Da bambino andavo spesso a vedere i match. Ho sempre avuto grande fascino per quella maglia che ora indosso. Il ritorno a casa \u00e8 stato importante per me. Dopo tanti anni qui posso dire che mi sento molto legato a questa realt\u00e0 e sono molto orgoglio di rappresentarla\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Di pari passo, la seconda linea classe 1994, ha messo in scena una splendida esperienza anche in maglia azzurra con 64 caps:<\/strong> \u201cPenso che sia banale dire che vestire quella maglia \u00e8 un sogno e un privilegio. Il valore che do a quella maglia \u00e8 perch\u00e9 rappresenta una occasione unica. Anche solo giocare una partita \u00e8 un sogno e ti d\u00e0 la carica per migliorare ancora perch\u00e9 non \u00e8 scontato che una seconda occasione si ripresenti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Italia che, com\u2019\u00e8 ben noto, \u00e8 protagonista nel Sei Nazioni:<\/strong> \u201cSenza dubbio il torneo pi\u00f9 bello del mondo. Il Mondiale di rugby \u00e8 sempre il Mondiale e, di conseguenza, ha il fascino di disputarsi ogni 4 anni. Il Sei Nazioni, per\u00f2, \u00e8 impareggiabile, il torneo con pi\u00f9 storia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ruzza analizza l\u2019andamento dell\u2019Italia nel Sei Nazioni:<\/strong> \u201cDare un voto al nostro percorso penso sia difficile. Ci sono cose buone e altre meno buone. Abbiamo vinto una partita ed \u00e8 sempre importante ma, dall\u2019altro lato, \u00e8 sbagliato pensare che se centri un successo poi si possa essere a posto e soddisfatti. Ogni sfida \u00e8 a s\u00e9 e bisogna sempre prepararsi al massimo per ogni appuntamento. Rimpianti? Non posso parlare di rimpianti ma, probabilmente, non abbiamo giocato al nostro massimo, parlando di prestazioni. Rispetto al 2023 abbiamo avuto pi\u00f9 alti e bassi, anche nel corso dello stesso incontro. Contro la Francia abbiamo vissuto una prestazione molto negativa, mentre con l\u2019Irlanda abbiamo perso ma eravamo vicini\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Gli aspetti da migliorare, per il giocatore di Treviso, sono chiari:<\/strong> \u201cDobbiamo performare lungo tutti gli 80 minuti e cercare di mettere in pratica tutto quello che proviamo in allenamento. Nel Sei Nazioni sappiamo bene contro chi giochiamo, ma dobbiamo anche renderci conto che se mettiamo in campo le nostre qualit\u00e0 possiamo giocarcela\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Tornando a Ruzza in prima persona, la seconda linea veneta si analizza come giocatore:<\/strong> \u201cLa mia caratteristica migliore? Non sono mai stato il pi\u00f9 prepotente a livello fisico, ma ho sempre preferito capire il gioco e cosa fanno gli altri in campo. Diciamo che pi\u00f9 informazioni hai in magazzino, pi\u00f9 capisci quello che succede attorno a\u00a0 te nei momenti clou. La comprensione del gioco \u00e8 fondamentale e per me lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 dato che non potevo dominare il gioco a livello fisico. Per fare sport ad alto livello il fattore mentale, sotto forma di forza e elaborazione delle informazioni e dei dati in modo istantaneo, ovvero prendere le decisioni giuste, deve essere altissimo. Il fattore fisico non passa in seconda piano, ma direi che pi\u00f9 sei preparato pi\u00f9 sei pronto ad affrontare quei momenti se sei pi\u00f9 lucido. Bisognerebbe insegnare maggiormente ad elaborare le situazioni nei momenti decisivi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ultima battuta sui sogni nel cassetto che Ruzza ha ancora<\/strong>: \u201cSicuramente mi piacerebbe vincere un torneo importante con Treviso. Cosa far\u00f2 dopo il rugby? Non lo so, vedremo. Di sicuro vorrei lavorare nello sport. Dall\u2019anno scorso ho iniziato ad allenare i ragazzi, partendo dall\u2019under 16. Un impegno che mi piace molto\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7bVh7vZGJhs&amp;t=1450s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI FOCUS \u2013 RUGBY<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Federico Ruzza \u00e8 stato l\u2019ospite dell\u2019ultima puntata di OA Focus \u2013 speciale rugby, in onda sul canale Youtube&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":146216,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1458],"tags":[91569,1537,90,89,1840,245,244],"class_list":{"0":"post-146215","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-rugby","8":"tag-federico-ruzza","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-rugby","13":"tag-sport","14":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=146215"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146215\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/146216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=146215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=146215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=146215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}