{"id":146787,"date":"2025-10-04T04:38:11","date_gmt":"2025-10-04T04:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/146787\/"},"modified":"2025-10-04T04:38:11","modified_gmt":"2025-10-04T04:38:11","slug":"un-pianeta-vagabondo-e-ribelle-sta-crescendo-a-un-ritmo-da-record-divorando-6-miliardi-di-tonnellate-al-secondo-di-gas-e-polveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/146787\/","title":{"rendered":"Un pianeta vagabondo e ribelle sta crescendo a un ritmo da record divorando 6 miliardi di tonnellate al secondo di gas e polveri"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>pianeta vagabondo<\/strong>, chiamato <strong>Cha 1107-7626<\/strong>, sembrerebbe aver fretta di crescere. \u00c8 talmente famelico, infatti, che sta <strong>divorando<\/strong> gas e polveri a un ritmo davvero impressionante: ben <strong>6 miliardi di tonnellate al secondo<\/strong>. A raccontarlo sono le nuove osservazioni condotte con il <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/telescopio-piu-grande-mondo-elt-costruzione-ricerca\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Very Large Telescope<\/strong><\/a> (Vlt) e del <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/stella-buco-nero-risolve-mistero-puntini-rossi-james-webb\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>James Webb Space Telescope<\/strong><\/a> (Jwst), secondo cui questo tasso di crescita sarebbe il pi\u00f9 elevato mai registrato per un <strong>pianeta erratico<\/strong>, ossia che vaga liberamente nello Spazio senza una stella intorno alla quale orbitare, ma anche per un pianeta di qualsiasi tipo. I dati del nuovo <a data-offer-url=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae09a8\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae09a8&quot;}\" href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae09a8\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>studio<\/strong><\/a>, pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, forniscono, quindi, preziose informazioni su come nascono e crescono i pianeti e come il loro <strong>percorso di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/pianeti-formazione-acqua-ruolo-studio-statale-milano-nature-astronomy\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">formazione<\/a><\/strong> possa essere simile a quello delle <strong>stelle<\/strong>.<\/p>\n<p>Il pianeta vagabondo<\/p>\n<p>Cha 1107-7626 \u00e8 un oggetto che si trova nella costellazione del Camaleonte, a circa <strong>620 anni luce<\/strong> di distanza dalla Terra. Con una massa da 5 a 10 volte quella di <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/giove-pianeta-nascita-scoperta\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Giove<\/strong><\/a>, il pianeta vagabondo \u00e8 alimentato da un disco di gas e polveri che lo circonda e che, appunto, ricade sul pianeta stesso, in un processo chiamato <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/oggetti-interstellari-3i-atlas-origine-pianeti-futuri\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>accrescimento<\/strong><\/a>. Dai dati, tuttavia, i ricercatori hanno scoperto che il tasso di questo processo non \u00e8 affatto costante, anzi. &#8220;Molti pensano ai pianeti come a mondi tranquilli e stabili, ma con questa scoperta vediamo che <strong>oggetti di massa planetaria<\/strong> che fluttuano liberamente nello spazio possono essere luoghi avvincenti&#8221;, ha commentato l&#8217;autore del nuovo studio, <strong>V\u00edctor Almendros-Abad<\/strong>, astronomo dell&#8217;Osservatorio Astronomico di Palermo, dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).<\/p>\n<p>Una crescita da record<\/p>\n<p>Secondo i dati, il pianeta vagabondo ha iniziato improvvisamente a consumare <strong>materia<\/strong> a una velocit\u00e0 da record: in pochi mesi, infatti, il tasso di accrescimento \u00e8 aumentato di circa <strong>8 volte<\/strong>, arrivando a un ritmo di <strong>6 miliardi di tonnellate al secondo<\/strong>. \u201cQuesto \u00e8 l&#8217;episodio di accrescimento pi\u00f9 intenso mai registrato per un oggetto di massa planetaria&#8221;, ha commentato Almendros-Abad. Sebbene non sia ancora chiaro esattamente come, o perch\u00e9, il pianeta abbia improvvisamente iniziato a consumare cos\u00ec tanta <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/scienza\/spazio\/2018\/08\/07\/meteorite-formazione-pianeti\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">materia<\/a> in pi\u00f9, i ricercatori ipotizzano che i <strong>processi di crescita<\/strong> di questi pianeti siano molto pi\u00f9 simili a quelli delle <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/fine-sistema-solare-passaggio-ravvicinato-stella-catastrofe-spaziale\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>stelle<\/strong><\/a> di quanto pensato finora. &#8220;L&#8217;origine dei pianeti erratici rimane una questione non risolta: sono gli oggetti di formazione stellare con la minima massa possibile o pianeti giganti espulsi dai propri sistemi di origine?&#8221;, si chiede il coautore Aleks Scholz, astronomo presso l&#8217;Universit\u00e0 di St Andrews, Regno Unito.<\/p>\n<p>La formazione di stelle e pianeti<\/p>\n<p>In particolare, i ricercatori ritengono che debba essere entrato in gioco un meccanismo simile a quello osservato finora solo nelle <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/gallery\/le-stelle-tra-le-piu-strane-che-si-possono-trovare-nel-cielo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>stelle<\/strong><\/a>, in cui forti campi magnetici sono in grado appunto di alimentare questi rapidi eventi di accrescimento. Non solo: hanno scoperto che la <strong>chimica<\/strong> del disco intorno al pianeta vagabondo \u00e8 cambiata, con la presenza di vapor acqueo, un fenomeno osservato anche questa volta solo nelle <strong>stelle<\/strong>. &#8220;Questo ci dice che il processo che forma le <strong>stelle<\/strong> \u00e8 molto probabilmente lo stesso che forma questi oggetti&#8221;, ha commentato Almendros-Abad. &#8220;Significa anche che quando pensiamo alla <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/scienza\/spazio\/2020\/03\/19\/regione-formazione-stelle-hubble\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>formazione stellare<\/strong><\/a>, dobbiamo pensare anche a questi pianeti vagabondi\u201d. Come ha concluso la co-autrice Belinda Damian, astronoma presso l&#8217;Universit\u00e0 di St Andrews: &#8220;Questa scoperta sfuma il <strong>confine<\/strong> tra stelle e pianeti e ci offre un&#8217;anteprima dei primi periodi di <strong>formazione<\/strong> dei pianeti vagabondi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il pianeta vagabondo, chiamato Cha 1107-7626, sembrerebbe aver fretta di crescere. \u00c8 talmente famelico, infatti, che sta divorando&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":146788,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[12803,1537,90,89,195,198,199,197,200,201,8041,194,196],"class_list":{"0":"post-146787","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-astronomia","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-science","13":"tag-science-and-technology","14":"tag-scienceandtechnology","15":"tag-scienza","16":"tag-scienza-e-tecnologia","17":"tag-scienzaetecnologia","18":"tag-spazio","19":"tag-technology","20":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=146787"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146787\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/146788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=146787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=146787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=146787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}