{"id":146791,"date":"2025-10-04T04:40:21","date_gmt":"2025-10-04T04:40:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/146791\/"},"modified":"2025-10-04T04:40:21","modified_gmt":"2025-10-04T04:40:21","slug":"quindi-cosa-sta-facendo-la-cina-per-essere-diventata-improvvisamente-esempio-di-transizione-ecologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/146791\/","title":{"rendered":"Quindi cosa sta facendo la Cina per essere diventata improvvisamente esempio di transizione ecologica?"},"content":{"rendered":"<p>Come valutare queste promesse? Si tratta di un impegno che a un\u2019analisi approfondita risulta tutto sommato vago. <strong>Vago, ma significativo<\/strong>: in precedenza il regime si era limitato a <strong>promettere di raggiungere il picco di emissioni entro il 2030<\/strong>, legando, peraltro, i tagli alla crescita economica.<\/p>\n<p><strong>Un approccio da paese in via di sviluppo<\/strong> (quale \u00e8 ancora nelle tabelle dell&#8217;Unfccc), che pare sia in corso di revisione per assumere un ruolo pi\u00f9 simile a quello dei paesi industrializzati (le cui emissioni sono in declino da decenni). Per questo non si pu\u00f2 non apprezzarlo. In aggiunta, c&#8217;\u00e8 un altro indicatore che potrebbe confermare quanto sopra: la Cina ha anche annunciato l\u2019intenzione di rinunciare al trattamento speciale all&#8217;Organizzazione mondiale del commercio (Wto), di cui fa parte dal 2001. La dichiarazione \u00e8 arrivata un po&#8217; in sordina, nel bel mezzo di un discorso tenuto dal premier Li Qiang. Insomma, l\u2019idea per il futuro pare essere quella di presentarsi come potenza responsabile sfruttando l&#8217;isolazionismo e le guerre commerciali di Washington: non \u00e8 detto, per\u00f2, che vi sia un riverbero anche sulle politiche climatiche, dove il trattamento di favore \u00e8 garantito dal cosiddetto Allegato 1, che allenta i vincoli sulla mitigazione per i paesi in via di sviluppo, secondo tabelle adottate negli anni Novanta. E potr\u00e0 tornare utile quando il gioco si far\u00e0 duro.<\/p>\n<p>Andamento lento?<\/p>\n<p>Va sottolineato come ridurre le emissioni al ritmo promesso da Pechino significhi un calo dell\u20191% l\u2019anno circa e, secondo <a data-offer-url=\"https:\/\/lambwf.github.io\/Countries-that-reached-peak-emissions\/\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/lambwf.github.io\/Countries-that-reached-peak-emissions\/&quot;}\" href=\"https:\/\/lambwf.github.io\/Countries-that-reached-peak-emissions\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un\u2019analisi<\/a> di William Lamb del Potsdam Institute for climate impact research, <strong>si tratta di un passo inferiore a quello tenuto da gran parte delle nazioni industrializzate<\/strong>. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.wired.it\/topic\/italia\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Italia<\/a>, per esempio, le ha ridotte in media del 3,2% ogni dodici mesi a partire dal 2006 (anno del picco); il <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/topic\/regno-unito\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Regno Unito<\/a> in media del 2,8% (anno base il 2004); la <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/topic\/francia\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Francia<\/a> del 2,3%. Ma \u201cla Cina ha spesso promesso poco e ottenuto molto\u201d, fa notare Andreas Sieber, direttore associato per le policy e le campagne per la ong 350.org. Sieber intende suggerire che potremmo essere sorpresi. Noi aggiungiamo che la mancanza di democrazia (che non espone il paese ai rischi e all&#8217;andamento ciclico delle consultazioni elettorali) unito alla programmazione cinquantennale (inimmaginabile in Occidente) semplificano il raggiungimento degli obiettivi.<\/p>\n<p>Sulle rinnovabili<\/p>\n<p>Nel discorso di Xi Jinping che anticipa l&#8217;Ndc della Cina <strong>c&#8217;\u00e8 l\u2019impegno a raggiungere i 3.600 gigawatt (GW) di capacit\u00e0 eolica e solare installata al 2035.<\/strong> Un obiettivo che moltiplicherebbe per 6 i dati del 2020. Parliamo gi\u00e0 oggi del primo paese per potenza rinnovabile installata: un gigante anche sul fronte tecnologico, con universit\u00e0 che macinano ricerca ambientale e climate tech a pieno ritmo, e attirano scienziati dall\u2019estero in settori che non siamo abituati ad associare al paese. \u00c8 stato, inoltre, annunciato l\u2019impegno a <strong>superare il 30% di energie non <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/topic\/fossili\" isautogenerated=\"true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">fossili<\/a><\/strong> nel mix energetico.<\/p>\n<p>Sui veicoli elettrici<\/p>\n<p>La mobilit\u00e0 ha costituito a lungo un problema per la <strong>Cina, che \u00e8 passata dalle biciclette, onnipresenti fino agli anni Novanta, all&#8217;automobile di massa<\/strong>. Indimenticabili le immagini della Pechino del 2008, quella delle Olimpiadi: una coltre di smog seppelliva la citt\u00e0. Il governo ha capito, e negli ultimi anni ha dato un forte impulso alla mobilit\u00e0 elettrica: al Climate Summit ha annunciato l&#8217;intenzione di rendere gli EV \u201cmainstream\u201d, cio\u00e8 prevalenti nelle vendite. Aiuta il fatto di disporre di terre rare indispensabili per la costruzione delle batterie. E del resto giganti come Build Your Dreams (BYD) e <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/catl-batterie-elettriche-cina-europa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Catl<\/a> \u2014 che fornisce le batterie a una cinquantina di marchi mondiali, da Tesla a Volkswagen \u2014 dimostrano che fa sul serio.<\/p>\n<p>Sul mercato del carbonio<\/p>\n<p>Xi ha dichiarato l&#8217;intenzione di espandere il mercato del carbonio nazionale (National carbon emission trading market) a un numero maggiore di settori ad alta intensit\u00e0 di emissioni rispetto a oggi.<\/p>\n<p>Sulle foreste<\/p>\n<p>Impegni ulteriori sono stati presi per le foreste, che (nelle intenzioni) raggiungeranno un\u2019estensione pari a 34 miliardi di metri cubi. Va notato che lo stock di foreste ha gi\u00e0 superato l&#8217;obiettivo fissato per il 2030: si voleva arrivare a 12,5 miliardi di m\u00b3 partendo dalla met\u00e0; si sono raggiunti, invece, i 20 miliardi di m\u00b3.<\/p>\n<p>La Cina ha rimodellato il mercato delle tecnologie green<\/p>\n<p>Agli scettici che si aspettavano misure pi\u00f9 ampie e l&#8217;intestazione di una vera leadership globale \u00e8 facile rispondere che <strong>si tratta di un titolo non particolarmente ambito di questi tempi<\/strong>. E, se l&#8217;America inverte la rotta e mette addirittura <a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/presidential-actions\/2025\/05\/restoring-gold-standard-science\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">in discussione la scienza climatica<\/a>, Bernice Lee, senior advisor del think tank Chatham House, sottolinea che \u201c<strong>ci sono gli obiettivi delle Nazioni Unite e poi c\u2019\u00e8 la realt\u00e0<\/strong>. E la realt\u00e0 \u00e8 che Pechino ha investito 625 miliardi di dollari nella transizione solo nell\u2019ultimo anno, cio\u00e8 il 31% del totale a livello globale\u201d.<\/p>\n<p>Non solo: la ricerca e l\u2019adozione massiccia di tecnologie rinnovabili hanno portato al drastico calo dei prezzi, con punte fino al 90% in dieci anni: il mercato interno, amplissimo, \u00e8 un volano formidabile in questo senso. \u201c<strong>L\u2019aumento delle rinnovabili cinesi sta rimodellando l\u2019economia globale<\/strong> e rimpiazzando il carbone nel mercato interno\u201d, conclude l&#8217;esperto. Mica poco. La speranza \u00e8 che altri paesi, rassicurati dall&#8217;impegno, seguano l\u2019esempio cinese, e non quello americano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come valutare queste promesse? Si tratta di un impegno che a un\u2019analisi approfondita risulta tutto sommato vago. Vago,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":146792,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[4924,356,8840,14,164,165,166,7,15,971,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-146791","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-ambiente","9":"tag-cina","10":"tag-clima","11":"tag-cronaca","12":"tag-dal-mondo","13":"tag-dalmondo","14":"tag-mondo","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-onu","18":"tag-ultime-notizie","19":"tag-ultime-notizie-di-mondo","20":"tag-ultimenotizie","21":"tag-ultimenotiziedimondo","22":"tag-world","23":"tag-world-news","24":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=146791"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146791\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/146792"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=146791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=146791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=146791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}