{"id":146901,"date":"2025-10-04T06:27:10","date_gmt":"2025-10-04T06:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/146901\/"},"modified":"2025-10-04T06:27:10","modified_gmt":"2025-10-04T06:27:10","slug":"inquiniamo-di-meno-della-media-ue-ma-abbiamo-le-tasse-green-piu-alte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/146901\/","title":{"rendered":"Inquiniamo di meno della media Ue ma abbiamo le tasse green pi\u00f9 alte"},"content":{"rendered":"<p>Per Confartigianato il prelievo fiscale ambientale in Italia ha raggiunto i 54,2 miliardi l\u2019anno ( 2,5% del Pil). La Commissione ne pensa una giusta: pronta a ridurre del 50% le quote di acciaio e a raddoppiare i dazi.Qualcosa pare muoversi, nella sonnolenta Bruxelles. Dopo le follie dell\u2019acciaio green, dell\u2019idrogeno e del Cbam (il meccanismo per far pagare la CO2 contenuta nell\u2019acciaio), il Commissario europeo all\u2019Industria St\u00e9phane S\u00e9journ\u00e9 avrebbe affermato che la settimana prossima la Commissione proporr\u00e0 un nuovo sistema di quote e dazi per l\u2019import di acciaio. Si tratta di indiscrezioni trapelate da un incontro privato. Proprio due giorni fa, industriAll Europe e Eurofer hanno lanciato l\u2019allarme: il settore siderurgico europeo \u00e8 sull\u2019orlo del collasso. La sovraccapacit\u00e0 globale, trainata dalla Cina, e i costi energetici fuori scala hanno messo a rischio 300.000 posti di lavoro diretti e 2,3 milioni indiretti. Solo nel 2024 si sono contati 18.000 licenziamenti e 12 milioni di tonnellate di capacit\u00e0 produttiva chiusa, che si sommano ai 100.000 posti persi e ai 26 milioni di tonnellate di capacit\u00e0 perdute tra il 2008 e il 2023. In Ue si producono circa 126 milioni di tonnellate di acciaio all\u2019anno (dato 2024).Il meccanismo esiste gi\u00e0: il Regolamento Ue 2019\/159 prevede quote contingentate per 26 categorie di prodotti siderurgici, per un totale di circa 26 milioni di tonnellate, sulle quali nessun dazio \u00e8 dovuto. Al superamento della soglia, si applica un dazio del 25%. Ma nel 2024 l\u2019Ue ha importato circa 39 milioni di tonnellate, quindi gran parte dell\u2019import non paga dazio. Su un consumo apparente annuale di circa 144 milioni di tonnellate \u00e8 una bella fetta (27%). Cina, India, Corea del Sud e Turchia insieme hanno circa 10 milioni di tonnellate di quota esente da dazi, che l\u2019anno scorso hanno saturato in media attorno all\u201985%. Nel primo semestre 2025, le quote di importazione di Corea del Sud, Turchia e Cina risultavano praticamente gi\u00e0 saturate in molte categorie merceologiche.Dunque, le quote sono troppo generose e il dazio troppo blando, sicch\u00e9 non costituisce un disincentivo all\u2019importazione. Gli acciaieri chiedono di dimezzare le quote e raddoppiare il dazio. L\u2019obiettivo \u00e8 contrastare la sovracapacit\u00e0 produttiva globale, che secondo le stime entro il 2027 potrebbe raggiungere i 721 milioni di tonnellate, in gran parte cinese. Dopo avere demonizzato i dazi perch\u00e9 rivolti contro l\u2019Ue, e dopo aver accolto a braccia aperte le esportazioni cinesi, di fronte alla realt\u00e0 finalmente la Commissione sembra pronta a ridurre del 50% le quote totali a dazio zero (da circa 26 a circa 12-13 milioni di tonnellate) applicando un dazio del 50% sui volumi eccedenti. Questo peraltro allineerebbe l\u2019Ue agli USA, aderendo a quella \u00aballeanza transatlantica dei metalli\u00bb di cui hanno parlato i rispettivi rappresentanti commerciali Maro\u0161 \u0160ef\u010dovi\u010d e Jamieson Greer. Potrebbero esserci anche disincentivi all\u2019export di rottame.Si tratta di un passo atteso da molto tempo, ma resta il solito copione: la Commissione prima fa, poi disfa, senza mai pagare il prezzo politico dei disastri che combina.Intanto, ieri Confartigianato ha evidenziato un dato critico, relativo alla tassazione ambientale su cittadini e imprese in Italia. Nel nostro Paese, questo tipo di tasse pesa per 11,1 miliardi di euro in pi\u00f9 rispetto alla media dell&#8217;Unione Europea. Si tratta di 188 euro pro capite di maggiori costi rispetto all\u2019Ue.In un&#8217;analisi presentata a Cagliari, nell\u2019ambito della 21\u00b0 edizione dell\u2019annuale convention \u00abEnergies and Transition Confartigianato High School\u00bb, l\u2019associazione degli artigiani ha affermato che il prelievo fiscale ambientale in Italia ha raggiunto i 54,2 miliardi di euro l\u2019anno, pari al 2,5% del Pil, un valore superiore di 0,5 punti alla media europea. Questo, dice la Confartigianato, nonostante l\u2019impatto ambientale dell\u2019Italia sia inferiore dell\u20198,4% alla media Ue.In altre parole, questa situazione contraddice il principio che la stessa Unione europea adotta, ovvero \u00abchi inquina paga\u00bb. L\u2019Italia inquina di meno ma paga di pi\u00f9. \u00c8 una sorta di green tax spread che penalizza aziende e famiglie italiane.Le voci principali riguardano le accise sui carburanti (25,7 miliardi), le imposte su energia elettrica e gas (12,6 miliardi di euro in totale) e il settore del trasporto (11,1 miliardi di euro).L\u2019accisa italiana sul gasolio \u00e8 la pi\u00f9 alta d\u2019Europa, il 24,9% in pi\u00f9 rispetto alla media dell\u2019Eurozona, mentre quella sulla benzina \u00e8 l\u201911,6% sopra la media dell&#8217;Eurozona. \u00abAnche in questo caso, l\u2019Italia figura tra i Paesi con il carico fiscale pi\u00f9 elevato, alle spalle solo dei Paesi Bassi e della Finlandia\u00bb, spiega Confartigianato \u00abper questo sarebbe necessaria una riforma della fiscalit\u00e0 ambientale che tenga conto dell\u2019efficienza energetica reale e del contributo delle imprese alla transizione ecologica\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per Confartigianato il prelievo fiscale ambientale in Italia ha raggiunto i 54,2 miliardi l\u2019anno ( 2,5% del Pil).&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":146902,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[3810,178,4924,5609,177,3854,15184,3706,755,8477,1537,90,89,9325,6784,91813,997],"class_list":{"0":"post-146901","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-acciaio","9":"tag-affari","10":"tag-ambiente","11":"tag-aziende","12":"tag-business","13":"tag-commissione-ue","14":"tag-confartigianato","15":"tag-dazi","16":"tag-green","17":"tag-inquinamento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-pil","22":"tag-tasse","23":"tag-tasse-green-ue","24":"tag-ue"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146901","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=146901"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/146901\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/146902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=146901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=146901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=146901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}