{"id":147169,"date":"2025-10-04T10:27:09","date_gmt":"2025-10-04T10:27:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/147169\/"},"modified":"2025-10-04T10:27:09","modified_gmt":"2025-10-04T10:27:09","slug":"lo-studio-lancet-eat-contro-emissioni-e-malattie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/147169\/","title":{"rendered":"lo studio Lancet-Eat contro emissioni e malattie"},"content":{"rendered":"<p>A livello globale viene prodotto cibo in quantit\u00e0 sufficiente per nutrire la popolazione mondiale, ma <strong>circa 3,7 miliardi di persone<\/strong>, pari a quasi la met\u00e0 degli 8 miliardi nel mondo, <strong>non ha un accesso sicuro a cibo sano<\/strong>, a un ambiente pulito o a un salario dignitoso. E <strong>Planetary Health Diet<\/strong> (Phd), che <strong>privilegia alimenti vegetali naturali<\/strong> e un consumo moderato di prodotti animali come carne e latticini, potrebbe non solo sfamare la popolazione mondiale, ma anche prevenire circa 15 milioni di morti all\u2019anno. \u00c8 quanto emerge dal rapporto della <strong>Commissione Lancet-Eat<\/strong> che, facendo seguito a quello storico del 2019, viene definita l\u2019analisi scientifica pi\u00f9 completa dei sistemi alimentari globali fino ad oggi. L\u2019adozione globale di questo modello alimentare potrebbe ridurre notevolmente il rischio di malattie croniche come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, cancro e patologie neurodegenerative. La Commissione Eat-Lancet 2025 riunisce esperti mondiali in nutrizione, scienze ambientali, economia, agricoltura, giustizia e politiche sanitarie con l\u2019obiettivo di fornire una valutazione scientifica dei sistemi alimentari fino ad oggi, offrendo nuovi dati per una trasformazione. Il rapporto rivela che oggi <strong>il sistema alimentare globale contribuisce al 30% delle emissioni di gas serra<\/strong> ed \u00e8 il principale motore delle violazioni dei limiti planetari con impatto su clima, biodiversit\u00e0, consumo di acqua dolce e uso del suolo. Significa che \u00e8 il principale motore delle sfide pi\u00f9 urgenti del mondo \u201cdalle malattie croniche alla crescente disuguaglianza, dall\u2019accelerazione del cambiamento climatico alla perdita di biodiversit\u00e0\u201d spiegano gli scienziati.<\/p>\n<p><strong>La Planetary Health Diet <\/strong>\u2013 La Commissione rafforza il modello della dieta della salute planetaria, introdotto per la prima volta nel 2019, descrivendo schemi alimentari equilibrati e ricchi di alimenti vegetali. Il nuovo rapporto aggiunge ulteriori prove, migliorando la rilevanza culturale, integrando l\u2019equit\u00e0 sociale e fornendo indicazioni nutrizionali pi\u00f9 precise e inclusive. La Phd deve includere <strong>cereali integrali<\/strong> (circa 150 grammi o tre o quattro porzioni al giorno), <strong>frutta e verdura<\/strong> (500 grammi o almeno cinque porzioni al giorno), <strong>frutta secca<\/strong> (25 grammi o una porzione al giorno) e <strong>legumi<\/strong> (75 grammi o una porzione al giorno), con <strong>poca carne rossa<\/strong> (0-200 grammi o una porzione a settimana), <strong>pollame<\/strong> (0-400 grammi o due porzioni a settimana), <strong>pesce<\/strong> (0-700 grammi o due porzioni a settimana), <strong>uova<\/strong> (3-4 uova a settimana) e <strong>latticini<\/strong> (0-500 grammi al giorno o una porzione di latte, yogurt o formaggio al giorno). Lo studio raccomanda inoltre di <strong>limitare gli zuccheri aggiunti<\/strong>, <strong>i grassi saturi<\/strong> e <strong>il sale<\/strong> per ridurre le malattie croniche. Pur suggerendo un <strong>consumo ridotto di carni rosse e lavorate<\/strong> a livello globale, il programma garantisce un \u201capporto sufficiente di proteine, ferro, calcio e vitamina B12\u201d attraverso diverse fonti vegetali e una moderata quantit\u00e0 di fonti animali.<\/p>\n<p><strong>Le disparit\u00e0 dell\u2019attuale sistema alimentare<\/strong> \u2013 Cosa accade, invece, oggi?<strong> Il 30% della popolazione mondiale pi\u00f9 ricca consuma diete responsabili di circa il 70% delle pressioni ambientali<\/strong> complessive causate dai sistemi alimentari. \u201cAl contrario, quasi met\u00e0 della popolazione mondiale non ha accesso a diete sane e accessibili, salari equi e ambienti sicuri\u201d afferma <strong>Christina Hicks<\/strong>, commissaria e professoressa di scienze sociali presso la <strong>Lancaster University<\/strong>. \u201cSenza affrontare le disuguaglianze radicate negli attuali sistemi alimentari, nessuna trasformazione sar\u00e0 completa o duratura\u201d avverte. Nel documento si spiega che \u201csoluzioni sostenibili ed eque sono a portata di mano\u201d e che combinando la \u2018Planetary Health Diet\u2019 con sforzi globali per dimezzare perdite e sprechi alimentari, implementare pratiche agricole sostenibili ed ecologiche e fermare la conversione agricola di ecosistemi \u201cil mondo pu\u00f2 migliorare contemporaneamente la salute pubblica, ripristinare la salute del pianeta e fornire cibo a sufficienza per una <strong>popolazione globale prevista di 9,6 miliardi di persone entro il 2050<\/strong>\u201d. \u201cLa dieta della salute planetaria non \u00e8 un approccio universale \u2013 precisa <strong>Walter C. Willett<\/strong>, copresidente della Commissione e professore di epidemiologia e nutrizione alla <strong>Harvard T.H. Chan School of Public Health<\/strong> \u2013 ma tiene conto della diversit\u00e0 culturale e delle preferenze individuali, offrendo flessibilit\u00e0 all\u2019interno di linee guida chiare per raggiungere risultati ottimali in termini di salute e sostenibilit\u00e0 in tutto il mondo\u201d. Il quadro della Phd 2025 supporta, dunque, un\u2019ampia gamma di <strong>modelli alimentari tradizionali e contemporanei<\/strong>, nel rispetto delle identit\u00e0 culturali, dei sistemi locali e delle diverse popolazioni, riconoscendo che le esigenze variano a seconda della popolazione e delle fasi della vita e che alcuni gruppi, come donne incinte, neonati e bambini piccoli, potrebbero richiedere un supporto nutrizionale aggiuntivo. Per colmare potenziali lacune nutrizionali, si sottolinea \u201cl\u2019importanza di <strong>adattamenti culturalmente appropriati<\/strong>, tra cui strategie di arricchimento e integrazione alimentare\u201d. L\u2019allineamento globale a questo tipo di dieta, inoltre, <strong>ridurrebbe le emissioni di carbonio legate all\u2019alimentazione di oltre il 15% rispetto ai valori del 2020<\/strong>. Una percentuale che aumenta fino ad almeno il 20% proprio dimezzando gli sprechi e migliorando le pratiche di produzione. \u201cI sistemi alimentari contribuiscono in modo significativo a molte delle crisi che affrontiamo oggi e, allo stesso tempo, sono la chiave per risolverle\u201d sottolinea Shakuntala <strong>Haraksingh Thilsted<\/strong>, copresidente della Commissione e direttrice per la nutrizione, la salute e la sicurezza alimentare nel <strong>Gruppo consultivo per la ricerca agricola internazionale<\/strong> (Cgiar).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A livello globale viene prodotto cibo in quantit\u00e0 sufficiente per nutrire la popolazione mondiale, ma circa 3,7 miliardi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":147170,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-147169","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=147169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147169\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/147170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=147169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=147169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=147169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}