{"id":147315,"date":"2025-10-04T12:24:12","date_gmt":"2025-10-04T12:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/147315\/"},"modified":"2025-10-04T12:24:12","modified_gmt":"2025-10-04T12:24:12","slug":"la-basilicata-e-a-rischio-emergenza-sanitaria-lallarme-lanciato-dai-sindaci-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/147315\/","title":{"rendered":"&#8220;La Basilicata \u00e8 a rischio emergenza sanitaria&#8221;: l&#8217;allarme lanciato dai sindaci"},"content":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Presidente U.S.C. \u2013 Michele Cataldi:<\/p>\n<p>\u201cIl diritto alla salute in Basilicata non pu\u00f2 restare un principio sulla carta.<\/p>\n<p>Da mesi la situazione dei servizi sanitari convenzionati con il Servizio sanitario nazionale \u00e8 precipitata: <strong>liste d\u2019attesa sempre pi\u00f9 lunghe<\/strong>, <strong>mobilit\u00e0 passiva alle stelle, pazienti costretti a pagare privatamente prestazioni<\/strong> che dovrebbero essere garantite dal sistema pubblico.<\/p>\n<p>La realt\u00e0, oggi, \u00e8 che la libera scelta del cittadino \u00e8 un diritto svuotato di contenuto: si pu\u00f2 scegliere davvero solo se si ha la possibilit\u00e0 economica di pagare.<\/p>\n<p>Per tutti gli altri, l\u2019alternativa \u00e8 aspettare mesi \u2013 quando non anni \u2013 o affrontare viaggi fuori regione con costi e disagi pesantissimi.<\/p>\n<p><strong>La Basilicata spende ogni anno decine di milioni di euro per cure acquistate in altre regioni:<\/strong> soldi che potrebbero essere investiti qui, rafforzando i servizi locali, creando lavoro e tutelando le comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Di fronte a questa situazione<strong>, i sindaci del Vulture Alto Bradano hanno lanciato un allarme senza precedenti.<\/strong><\/p>\n<p>Nei loro comuni i servizi stanno progressivamente scomparendo, e con essi la possibilit\u00e0 stessa di garantire una vita dignitosa alle famiglie.<\/p>\n<p>Senza sanit\u00e0, i territori diventano sempre pi\u00f9 fragili e disarmati di fronte al fenomeno dello spopolamento.<\/p>\n<p><strong>Per questo i primi cittadini hanno chiesto con forza l\u2019intervento del Prefetto<\/strong>, sottolineando che la sanit\u00e0 \u00e8 il primo presidio di coesione sociale: quando viene meno, la comunit\u00e0 si svuota.<\/p>\n<p>\u00c8 importante ribadire che il problema non \u00e8 ideologico: non si tratta di pubblico contro privato, o viceversa.<\/p>\n<p>Al contrario,<strong> tutti i presidi di sanit\u00e0 devono essere rafforzati, a partire dall\u2019ospedale di Melfi, da quello di Venosa e dalle strutture ospedaliere e territoriali,<\/strong> fino alle strutture accreditate che da decenni integrano l\u2019offerta pubblica.<\/p>\n<p>Pubblico e privato accreditato devono lavorare insieme, lottando e collaborando in un sistema unico al servizio del cittadino.<\/p>\n<p>Il nodo non \u00e8 la contrapposizione, ma le scelte regionali che spesso non intervengono o intervengono male, lasciando irrisolti i problemi che si trasformano in vere emergenze per la sopravvivenza stessa dei servizi.<\/p>\n<p>La soluzione non pu\u00f2 essere affidata a provvedimenti tampone o a promesse che non trovano mai riscontro.<\/p>\n<p>Occorre una legge regionale chiara e definitiva, che metta ordine ai rapporti tra Regione e strutture accreditate, oggi regolati solo dall\u2019arbitrio estemporaneo e spesso senza criteri trasparenti.<\/p>\n<p>Una norma capace di recepire finalmente quanto gi\u00e0 previsto dall\u2019art. 8-quinquies del D.Lgs. 502\/1992, stabilendo regole oggettive per i contratti con le strutture, volumi programmati e tariffe certe che consentano ai cittadini di accedere ai servizi senza discriminazioni, standard di qualit\u00e0 verificabili e controlli seri sulle prestazioni, meccanismi di riequilibrio quando la domanda supera l\u2019offerta per evitare blocchi e attese interminabili.<\/p>\n<p>Questa richiesta non arriva soltanto dalle strutture e dai lavoratori del settore, che pure vivono in una condizione di grande precariet\u00e0, ma nasce dai cittadini stessi.<\/p>\n<p><strong>Nei mesi scorsi \u00e8 stata consegnata una petizione popolare<\/strong> ai sensi dell\u2019art. 14 dello Statuto regionale, che punta a coinvolgere direttamente il Consiglio regionale chiedendo un impegno legislativo non pi\u00f9 rinviabile.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una rivendicazione di parte, ma un atto di responsabilit\u00e0 verso i cittadini.<\/p>\n<p><strong>Le famiglie lucane non possono essere lasciate sole davanti a un sistema che, senza regole certe, rischia di collassare.<\/strong><\/p>\n<p>La sanit\u00e0 \u00e8 un presidio di giustizia sociale: significa garantire a tutti la possibilit\u00e0 di curarsi in tempi ragionevoli, sul proprio territorio, senza dover pagare o emigrare.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una battaglia di categoria \u2013 ribadiscono i promotori \u2013 ma una battaglia di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>I pazienti non possono pi\u00f9 essere lasciati soli, costretti a scegliere tra il pagare e il rinunciare alle cure.<\/p>\n<p>La Regione deve garantire l\u2019uguaglianza dei cittadini davanti alla malattia, e per farlo occorrono regole certe, non provvedimenti occasionali. Non ci interessa la contrapposizione, ma la collaborazione: pubblico e privato insieme per difendere il diritto alla salute\u201d.<\/p>\n<p>Il messaggio che arriva dal territorio \u00e8 netto: <strong>la Basilicata ha bisogno di certezza del diritto, di una sanit\u00e0 accessibile a tutti e di istituzioni che sappiano assumersi la responsabilit\u00e0 delle scelte. <\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di rinvii: il <strong>Consiglio regionale deve approvare subito una legge che ridia fiducia ai cittadini, tuteli i lavoratori e salvi i territori dalla spoliazione. <\/strong><\/p>\n<p>Senza questo, il rischio \u00e8 che si resti solo con ospedali indeboliti, servizi dimezzati e comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 fragili\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Presidente U.S.C. \u2013 Michele Cataldi: \u201cIl diritto alla salute in Basilicata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":147316,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-147315","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=147315"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147315\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/147316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=147315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=147315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=147315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}