{"id":147803,"date":"2025-10-04T19:41:17","date_gmt":"2025-10-04T19:41:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/147803\/"},"modified":"2025-10-04T19:41:17","modified_gmt":"2025-10-04T19:41:17","slug":"bigon-e-frapporti-specializzazione-universitaria-dei-medici-di-base-per-migliorare-sanita-tgverona-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/147803\/","title":{"rendered":"Bigon e Frapporti: &#8220;Specializzazione universitaria dei medici di base per migliorare sanit\u00e0&#8221; | TgVerona"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;La pandemia ci ha insegnato quanto la medicina territoriale sia indispensabile. Il medico di famiglia \u00e8 il primo presidio di salute per i cittadini, ma la sua formazione \u00e8 rimasta ferma a un modello obsoleto. Per questo serve una riforma vera: portare la medicina generale dentro l\u2019universit\u00e0 e renderla una specializzazione a tutti gli effetti\u201d. Cos\u00ec la consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon sul tema \u201cSpecializzazione universitaria della medicina di famiglia per la promozione delle cure primarie\u201d.<\/p>\n<p>Ha partecipato alla conferenza anche Guglielmo Frapporti, medico di famiglia in pensione, gi\u00e0 segretario provinciale della Fimmg Veronese, anche lui candidato per il Pd alle elezioni regionali.<\/p>\n<p>Un quadro critico in Veneto<br \/>Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di medicina generale \u00e8 calato sensibilmente: da 3.094 a 2.743, con una diminuzione di 351 unit\u00e0 pari all\u201911%. \u201cOggi \u2013 spiega Bigon \u2013 abbiamo quasi 2.000 incarichi vacanti solo in Veneto. Il rapporto medio \u00e8 salito a 1.550 pazienti per medico, uno dei pi\u00f9 alti d\u2019Italia, quando l\u2019Accordo collettivo nazionale indica 1.200 come standard ottimale e 1.500 come massimo. Con una delibera regionale si \u00e8 arrivati addirittura a consentire i massimali di 1.800 pazienti: un carico insostenibile\u201d.<\/p>\n<p>Il trend riguarda anche i pediatri, scesi nello stesso periodo da 549 a 489. \u201cNon solo mancano i medici \u2013 sottolinea Bigon \u2013 ma l\u2019et\u00e0 media \u00e8 sempre pi\u00f9 alta: oltre il 60% dei medici di famiglia ha pi\u00f9 di 21 anni di servizio, mentre i giovani sono pochissimi\u201d.<\/p>\n<p>Guglielmo Frapporti sottolinea il \u201cdeclino delle cure primarie e dei servizi socio-sanitari in Veneto &#8211; un tempo regione-modello &#8211; sta avvenendo pi\u00f9 velocemente rispetto ad altre parti d\u2019Italia. Lo spartiacque \u00e8 avvenuto nel 2012, con il piano sanitario regionale che determin\u00f2 la chiusura di tutte le lungodegenze e di molti ospedali territoriali. Con il risultato \u2013 aggiunge Frapporti \u2013 di riversare sui medici di famiglia un carico insostenibile soprattutto di pazienti anziani, fragili e malati cronici: uno studio rilev\u00f2 in media un +37%\u201d. Senza contare che il 50% di loro lavora da solo, senza l\u2019aiuto di una segretaria o di un infermiere. Se saltano le cure primarie, salta la medicina territoriale: abbiamo bisogno di un\u2019inversione di tendenza\u201d.<\/p>\n<p>Una riforma attesa da anni<br \/>La proposta di legge prevede l\u2019inserimento della formazione universitaria con la specializzazione in Medicina Generale, di Comunit\u00e0 e Cure Primarie, con durata quadriennale ed equiparazione alle altre discipline. \u201cQuesto significa \u2013 aggiunge Bigon \u2013 borse di studio adeguate, percorsi accademici e professionali reali, riconoscimento pieno del ruolo del medico di comunit\u00e0. Non una figura residuale, ma uno specialista centrale per la sanit\u00e0 pubblica\u201d.<\/p>\n<p>Tra i contenuti principali del progetto di legge:<\/p>\n<p>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 istituzione in ogni Ateneo di un dipartimento integrato Universit\u00e0\u2013Servizio sanitario regionale;<\/p>\n<p>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 utilizzo della rete formativa delle aziende sanitarie per i tirocini;<\/p>\n<p>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 equiparazione delle borse di studio a quelle delle altre specializzazioni;<\/p>\n<p>\u00b7 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 durata della specializzazione portata a quattro anni.<\/p>\n<p>I benefici attesi<br \/>Gli effetti della riforma sarebbero immediati: \u201cAllineeremmo il nostro sistema agli standard europei, offrendo formazione di qualit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 internazionale. Restituiremmo attrattivit\u00e0 a una professione oggi percepita come un ripiego. Rafforzeremmo la medicina territoriale, con professionisti capaci di gestire cronicit\u00e0 e prevenzione, riducendo le ri-ospedalizzazioni e gli accessi impropri ai pronto soccorso\u201d, spiega Bigon.<\/p>\n<p>In Veneto oltre il 50% degli accessi in pronto soccorso avviene in codice bianco. \u201c\u00c8 la prova \u2013 sottolinea Bigon \u2013 che serve una medicina di prossimit\u00e0 pi\u00f9 forte. Pi\u00f9 medici di famiglia, meglio formati e supportati, significano meno affollamento negli ospedali e tempi di attesa pi\u00f9 brevi per i casi davvero urgenti\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019appello al Parlamento<br \/>\u201cIl Parlamento agisca con urgenza \u2013 conclude Bigon \u2013. Ogni giorno senza una riforma strutturale aggrava la carenza di medici e la fatica dei professionisti rimasti. La medicina di famiglia \u00e8 un pilastro del Servizio sanitario nazionale: difenderla e rafforzarla \u00e8 un dovere politico, sociale e civile. Solo cos\u00ec daremo ai cittadini un sistema sanitario pubblico pi\u00f9 vicino, giusto e sostenibile\u201d.<br \/>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;La pandemia ci ha insegnato quanto la medicina territoriale sia indispensabile. 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