{"id":148094,"date":"2025-10-05T01:32:12","date_gmt":"2025-10-05T01:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/148094\/"},"modified":"2025-10-05T01:32:12","modified_gmt":"2025-10-05T01:32:12","slug":"una-sanita-sempre-piu-lontana-dagli-standard-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/148094\/","title":{"rendered":"Una sanit\u00e0 sempre pi\u00f9 lontana dagli standard europei"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ogni anno a settembre va in scena il solito copione<\/strong>: il Ministro della Salute annuncia pressioni sul Mef per strappare qualche miliardo in pi\u00f9 e dare ossigeno a un fondo sanitario sempre pi\u00f9 asfittico, alimentando le speranze di tutti gli attori del pianeta sanit\u00e0 e dei cittadini.  <\/p>\n<p><strong>Ma puntualmente, le roboanti cifre annunciate vengono ridimensionate, perch\u00e9 la sanit\u00e0 pubblica continua a rimanere ai margini dell\u2019agenda di tutti i governi. <\/strong>Compressa tra i vincoli di bilancio e un\u2019inerzia politica motivata per decenni da una granitica certezza: l\u2019Italia vanta un\u2019aspettativa di vita tra le pi\u00f9 alte del mondo, a fronte di una spesa pubblica \u201csobria\u201d. Certezza che oggi si \u00e8 sgretolata sotto il peso di dati allarmanti.  <\/p>\n<p><strong>Viviamo pi\u00f9 a lungo, ma invecchiamo sempre peggio: si riducono gli anni in buona salute, soprattutto per le donne, con enorme impatto sulla spesa sanitaria e sociale, oltre che sulle famiglie.<\/strong> La tanto decantata \u201csobriet\u00e0\u201d della nostra spesa \u00e8 stata mantenuta sacrificando il personale sanitario: professionisti qualificati sempre pi\u00f9 in fuga dal Servizio sanitario nazionale (Ssn), giovani sempre meno attratti da alcune carriere, con l\u2019inevitabile desertificazione di alcune professioni (es. infermieri) e specialit\u00e0 mediche (es. emergenza-urgenza). Ma soprattutto, dati, narrative e sondaggi confermano che il fiore all\u2019occhiello del Paese, il Ssn, sia ormai avvizzito e che oggi la vera emergenza del Paese \u00e8 la tutela della salute secondo quei principi di universalit\u00e0, uguaglianza ed equit\u00e0 che tutto il mondo ci ha sempre invidiato.  <\/p>\n<p><strong>\u00c8 il fallimento totale del sistema di tutela della salute: l\u2019assenza di una visione politica, oltre 15 anni di definanziamento e il mancato avvio di riforme per ammodernare il Ssn stanno trasformando un diritto universale in un privilegio per pochi.<\/strong>  Eppure, sul delicato equilibrio tra diritti da garantire e risorse da allocare, anche la Corte Costituzionale ha cambiato radicalmente posizione: dal principio di \u201cdiritto finanziariamente condizionato\u201d a quello di \u201cspesa costituzionalmente necessaria\u201d. Che impone allo Stato il dovere di garantire il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza per l\u2019effettivo esercizio del diritto alla tutela della salute.  <\/p>\n<p><strong>Ma qual \u00e8 oggi il quadro reale del finanziamento pubblico del Ssn e della spesa sanitaria? <\/strong>Quali sono i dati e dove inizia la propaganda? Quali sono i rischi per le Regioni e per i cittadini?  <\/p>\n<p>\u2022 Dal 2022 al 2025 il fondo sanitario sale di 11,1 miliardi di euro: da 125,4 a 136,5 miliardi. Ma la quota di Pil destinata alla sanit\u00e0 scende dal 6,3% del 2022 al 6,1% del 2024-2025. Senza questo \u201ctaglio\u201d, oggi il fondo sanitario potrebbe contare su 13,3 miliardi in pi\u00f9.  <\/p>\n<p>\u2022 Nel 2024 la spesa sanitaria pubblica \u00e8 stata il 6,3% del Pil: sotto le medie Ocse (7,1%) e Ue (6,9%). Per spesa pro-capite l\u2019Italia \u00e8 14a su 27 Paesi europei, con un divario di 43 miliardi rispetto alla media Ue. Nel G7 siamo ultimi, distanti anni luce da Germania e Francia.  <\/p>\n<p>\u2022 Il Documento di Finanza Pubblica 2025 ha \u201ccristallizzato\u201d la previsione di spesa sanitaria al 6,4% del Pil fino al 2028. Ma la Legge di Bilancio 2025 ha assegnato il 6,1% del Pil nel 2025-2026, il 5,9% nel 2027 e il 5,8% nel 2028. Tradotto: oggi mancano 9,1 miliardi di euro nel 2026, 10,2 nel 2027 e 13,3 nel 2028. Poich\u00e9 le Regioni non avranno le risorse per coprire questi \u201cbuchi\u201d, saranno costrette a due scelte impopolari: aumentare le tasse o tagliare i servizi. In entrambi i casi, a pagare il conto saranno i cittadini.  <\/p>\n<p><strong>Ma dietro questi freddi numeri ci sono sofferenze, disagi e attese interminabili.<\/strong> Quasi 60 milioni di persone devono fare i conti con liste d\u2019attesa fuori controllo, pronto soccorso al collasso, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e sociali sempre pi\u00f9 profonde. E con la necessit\u00e0 di pagare di tasca propria visite e esami o a dover rinunciare del tutto: nel 2024 lo hanno fatto 5,8 milioni di persone.  <\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 con l\u2019imminente avvio dei lavori sulla Legge di Bilancio 2026 il dibattito sul (de)finanziamento della sanit\u00e0 non deve limitarsi al teatrino pre-Manovra, n\u00e9 allo scontro politico tra maggioranza e opposizione.<\/strong> Ma richiede un patto tra tutte le forze politiche che prescinda dagli avvicendamenti di governo: un impegno non negoziabile per rifinanziare progressivamente il fondo sanitario e avviare contestualmente riforme strutturali, anche se impopolari. Con l\u2019obiettivo di restituire forza e dignit\u00e0 al Ssn e garantire un diritto costituzionale a tutte le persone, a prescindere dalla loro capacit\u00e0 di spesa e dal Cap di residenza. <\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 \u00e8 vero che la crisi della sanit\u00e0 pubblica non \u00e8 solo un problema di risorse<\/strong>; ma \u00e8 altrettanto vero che senza risorse \u2013 da destinare anzitutto a rimotivare i professionisti sanitari \u2013 l\u2019inalienabile diritto alla tutela della salute diventer\u00e0 un miraggio sempre pi\u00f9 lontano, soprattutto per le fasce pi\u00f9 fragili della popolazione. Proprio quegli indigenti a cui la Repubblica deve garantire cure gratuite. <\/p>\n<p><strong>*Presidente Fondazione Gimbe<\/strong> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ogni anno a settembre va in scena il solito copione: il Ministro della Salute annuncia pressioni sul Mef&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":148095,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-148094","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148094","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148094"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148094\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/148095"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148094"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148094"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148094"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}