{"id":148580,"date":"2025-10-05T10:07:16","date_gmt":"2025-10-05T10:07:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/148580\/"},"modified":"2025-10-05T10:07:16","modified_gmt":"2025-10-05T10:07:16","slug":"rosy-bindi-la-crisi-del-ssn-colpa-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/148580\/","title":{"rendered":"Rosy Bindi: &#8220;La crisi del Ssn, colpa della politica&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Rosy Bindi, gi\u00e0 ministra della Salute tra il 1996 e il 2000 e protagonista di una lunga carriera politica, torna in libreria con &#8220;Una sanit\u00e0 uguale per tutti&#8221;. Il volume affronta un tema cruciale e sempre pi\u00f9 attuale: il diritto universale alla salute e le minacce che oggi sul Sistema sanitario nazionale. Ecco un estratto in esclusiva<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"documenti\/schede\/rosy_bindi_salute_uguale_per_tutti_copertina_libro.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p><strong>Rosy Bindi<\/strong>, gi\u00e0 <strong>ministra della Salute<\/strong> tra il 1996 e il 2000 e protagonista di una lunga carriera politica, torna in libreria con <strong>Una sanit\u00e0 uguale per tutti<\/strong>, scritto insieme a Chiara Rinaldini e pubblicato da Solferino. Il volume affronta un tema cruciale e sempre pi\u00f9 attuale: il diritto universale alla salute e le minacce che oggi incombono sul <strong>Sistema sanitario nazionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il libro si distingue per la chiarezza con cui Bindi mette a fuoco due nodi centrali. Da un lato, il progetto di <strong>autonomia differenziata<\/strong>, che rischia di accentuare le disparit\u00e0 territoriali nella sanit\u00e0; dall\u2019altro, la crescente <strong>spinta verso la privatizzazione e il modello assicurativo<\/strong>, presentato da molti come unica via di salvezza di fronte alla presunta insostenibilit\u00e0 economica del sistema. Il riferimento all\u2019orientamento dell\u2019attuale governo guidato da Giorgia Meloni \u00e8 diretto e senza ambiguit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rende il volume particolarmente rilevante \u00e8 la posizione dell\u2019autrice. Bindi non scrive da osservatrice esterna, ma da protagonista che ha segnato in profondit\u00e0 la storia del nostro sistema sanitario, firmando una delle riforme pi\u00f9 importanti e, probabilmente, pi\u00f9 discusse del settore. Da qui la capacit\u00e0 di <strong>ripercorrere decenni di riforme e controriforme<\/strong>, rispondendo alle critiche e alle accuse che ancora oggi le vengono rivolte.<\/p>\n<p>La narrazione intreccia memoria personale, <strong>esperienza politica e riflessione civile<\/strong>, offrendo un quadro che va oltre la sanit\u00e0 in senso stretto. La <strong>difesa del Servizio sanitario nazionale<\/strong> viene infatti collocata nel contesto pi\u00f9 ampio della crisi democratica, dell\u2019erosione dei diritti fondamentali e dell\u2019arretramento delle politiche sui beni comuni. Per l\u2019autrice, non \u00e8 possibile discutere di salute senza legarla al destino della democrazia stessa.<\/p>\n<p>Il volume non si limita all\u2019analisi: propone soluzioni e, soprattutto, un <strong>appello alla mobilitazione<\/strong>. \u00c8 un testo che invita a un <strong>impegno collettivo<\/strong>, perch\u00e9 il <strong>diritto alla salute<\/strong> non riguarda solo gli addetti ai lavori ma ogni cittadino. La sfida \u00e8 restituire al Ssn\u00a0la sua natura originaria: equo, universale e accessibile a tutti.<\/p>\n<p>Su concessione dell\u2019editore e dell\u2019autrice pubblichiamo di seguito un astratto dall\u2019ultimo capito del libro, intitolato \u201cIl tempo dell\u2019impegno\u201d. Titoletti e grassetti sono nostri.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-ricerca_magazine\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/foto-box-text.jpg\" alt=\"\"\/><\/a>Scopri la nostra rivista!<\/p>\n<p>Inchieste, interviste, dati, rubriche:<br \/>perch\u00e9 sapere \u00e8 un diritto, tacere una scelta.<br \/>Su carta e digitale<\/p>\n<p>\u201cSe la <strong>crisi del Servizio sanitario nazionale<\/strong> \u00e8 una crisi di sistema \u00e8 necessario offrire una nuova prospettiva all\u2019altezza dei problemi esaminati fin qui. Una risposta al disagio dei cittadini, che non trovano soluzioni rapide ed efficaci, nonch\u00e9 all\u2019amarezza di tanti operatori della sanit\u00e0 che vedono frustrata la passione per il loro lavoro.<\/p>\n<p>Se la promessa di garantire buona salute a tutti sembra tradita, se le cose non funzionano come dovrebbero e le diseguaglianze aumentano, <strong>la responsabilit\u00e0 non pu\u00f2 essere attribuita al modello del Servizio sanitario nazionale ma alla miopia della politica<\/strong> che per troppo tempo ha scelto di non intervenire sui nodi di maggiore sofferenza del sistema e ha preferito la strada dei rinvii di ogni decisione o delle proroghe di misure datate e sempre pi\u00f9 inadeguate.<\/p>\n<blockquote class=\"art_img_left\"><p>Il governo, per risparmiare, da un lato promuove la secessione delle regioni con l\u2019autonomia differenziata e da un altro si propone di creare un secondo pilastro di finanziamento con le assicurazioni e i fondi sanitari privati<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa noncuranza e la rassegnazione che accompagna l\u2019attuale declino del sistema pubblico giocano a favore di chi propone di voltare pagina, passare a un altro Sistema sanitario e cancellare quel che resta della legge 833 e delle conquiste sociali degli ultimi cinquant\u2019anni.<\/p>\n<p>\u00c8 ancora pi\u00f9 incredibile che la soluzione alla crisi venga indicata in <strong>una frantumazione maggiore del carattere nazionale del Sistema sanitario<\/strong> e in una ulteriore espansione dei mercati privati. Le due spinte sono incoraggiate e direi persino pilotate dal governo che, per risparmiare, da un lato promuove la secessione delle regioni con l\u2019autonomia differenziata e da un altro si propone di creare un secondo pilastro di finanziamento con le assicurazioni e i fondi sanitari privati.<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che nessuno nella maggioranza spiega con chiarezza quali sono gli obiettivi di questi cambiamenti, presentati invece come le risposte per cancellare le diseguaglianze territoriali e assicurare la sostenibilit\u00e0 finanziaria e l\u2019equit\u00e0 del Servizio sanitario nazionale.\u00a0Ma si tratta di vere e proprie fake news.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-282-sanita_italia_a_un_bivio_rosy_bindi_fondi_mes_occasione_irripetibile\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Chi ha paura di rilanciare il servizio sanitario nazionale?<\/a><\/p>\n<p>I <strong>fondi sanitari assicurativi<\/strong> sostituiscono un diritto con una possibilit\u00e0. Il diritto costituzionale alla salute \u00e8 garantito a tutti in modo uniforme e solidale mentre la possibilit\u00e0 di curare le malattie \u00e8 misurata sulle disponibilit\u00e0 economiche dei singoli o sugli accordi contrattuali di particolari categorie di lavoratori. E come se non bastasse, <strong>la convivenza della sanit\u00e0 pubblica con il sistema assicurativo peggiora la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza per tutti<\/strong> senza produrre i risparmi promessi, basta guardare agli Stati Uniti che hanno la spesa sanitaria pi\u00f9 alta del mondo e la pi\u00f9 alta mortalit\u00e0 per malattie croniche tra i Paesi pi\u00f9 avanzati del G7.<\/p>\n<p>La deriva del Servizio sanitario nazionale non \u00e8 irreversibile<\/p>\n<blockquote class=\"art_img_right\"><p>Non \u00e8 vero, come sostengono in tanti, che mancano i soldi e la coperta \u00e8 troppo corta. Non \u00e8 cos\u00ec e tutto dipende da cosa si vuole coprire<\/p><\/blockquote>\n<p>Questa prospettiva va fermata. La deriva del Servizio sanitario nazionale non \u00e8 irreversibile. E neppure la sua definitiva mutazione in un sistema tripartito: con una sanit\u00e0 di serie A per chi gode di redditi alti e pu\u00f2 pagare i ricchi premi assicurativi, una di serie B per i lavoratori che si vedranno riconoscere una qualche forma di welfare aziendale e infine una di serie C per i poveri e gli indigenti, i disoccupati e i disabili, chi non \u00e8 ricco o non pu\u00f2 lavorare, lasciati al sistema pubblico di assistenza destinato ad abbassare la qualit\u00e0 che lo ha caratterizzato per molti anni.<\/p>\n<p>Al contrario <strong>si pu\u00f2 ancora scommettere sul rilancio e la riqualificazione di un fondamentale pilastro della cittadinanza sociale<\/strong>. Il mio \u00e8 un invito a lavorare insieme per cambiare le troppe cose che non vanno: migliorando la condizione di chi lavora nel Servizio sanitario nazionale e riportando al centro del sistema la cura delle persone.<\/p>\n<p>In alcuni casi serviranno misure radicali in altri bisogner\u00e0 usare il cacciavite, come direbbe Romano Prodi, ma sempre con la consapevolezza che il nostro sistema \u00e8 come un malato che ha bisogno di grande rispetto e di una buona medicina.\u00a0Il primo passo deve essere quello di mettere fine al razionamento delle risorse.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 vero, come sostengono in tanti, che mancano i soldi<\/strong> e la coperta \u00e8 troppo corta. Non \u00e8 cos\u00ec e tutto dipende da cosa si vuole coprire. Vale la pena ricordare le parole di Roy Romanow, presidente della Commissione canadese chiamata a suggerire i miglioramenti al Servizio sanitario: &#8220;Non vi \u00e8 alcuno standard su quanto un Paese dovrebbe spendere per la salute. La scelta riflette la storia, i valori e le priorit\u00e0 di ciascuno&#8221;. E a conclusione di una lunga analisi affermava: &#8220;<strong>Il sistema \u00e8 tanto sostenibile quanto noi vogliamo che lo sia<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>La scelta \u00e8 quindi sempre politica, si tratta di decidere se si governa nell\u2019interesse generale per promuovere i diritti fondamentali di tutti, italiani e stranieri compresi, o se si favoriscono gli interessi di pochi.<\/p>\n<p>Aumentare la spesa pubblica nella sanit\u00e0 si pu\u00f2<\/p>\n<blockquote class=\"art_img_left\"><p>Si tratta insomma, di decidere dove prendere i soldi e come distribuirli. Pensiamo al fisco: vogliamo combattere l\u2019evasione fiscale o premiare i furbi con i condoni? Rispettiamo il principio costituzionale della progressivit\u00e0 delle imposte o favoriamo i redditi pi\u00f9 alti con la flat tax?<\/p><\/blockquote>\n<p>Le risorse necessarie si possono recuperare anche in modo graduale, ma <strong>bisogna portare la dotazione del Fondo sanitario nazionale alla media dei principali Paesi europei che si aggira intorno al 10 per cento del Pil<\/strong>, raggiungendo da subito almeno il 7,5 per cento. Siamo nel club dei Paesi pi\u00f9 ricchi, G7 e G20, e su cosa misuriamo la nostra ricchezza se non siamo capaci di tutelare alcuni diritti fondamentali? Del resto anche la Consulta ha di recente ricordato che &#8220;il diritto alla salute, coinvolgendo primarie esigenze della persona umana, non pu\u00f2 essere sacrificato fintanto che esistono risorse che il decisore politico ha la disponibilit\u00e0 di utilizzare per altri impieghi che non rivestono la medesima priorit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-1516-tagli_sanita_italia_pubblico_privato_medici_infermieri\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Sanit\u00e0 in Italia: risorse tagliate e sempre pi\u00f9 privato, un sistema in crisi. Guarda l&#8217;infografica<\/a><\/p>\n<p>Si tratta insomma, di decidere dove prendere i soldi e come distribuirli. Pensiamo al fisco: <strong>vogliamo combattere l\u2019evasione fiscale<\/strong> o premiare i furbi con i condoni? Rispettiamo il principio costituzionale della progressivit\u00e0 delle imposte o favoriamo i redditi pi\u00f9 alti con la flat tax? Vanno tassate tutte le imprese che anche attraverso la pubblicit\u00e0 favoriscono consumi nocivi? Si possono tassare gli extraprofitti delle aziende pi\u00f9 inquinanti, di quelle che producono armi o non rispettano i diritti dei lavoratori o si mina la competitivit\u00e0 delle imprese?<\/p>\n<p>Secondo Greenpeace Italia, in due anni di guerre in Ucraina e in Medio Oriente, gli utili delle prime dieci imprese italiane esportatrici di armamenti si sono moltiplicati, sia in termini di utile netto, con un aumento del 45 per cento (pari a 326 milioni di euro), sia in termini di flusso di cassa disponibile, con un balzo del 175 per cento (pari a 428 milioni di euro).<\/p>\n<p>Mi pare evidente che per la sanit\u00e0, come per la scuola, se c\u2019\u00e8 volont\u00e0 politica i fondi si trovano. Certo <strong>bisogna respingere gli assalti delle lobby o le pressioni di poteri economici riluttanti<\/strong>, cosa che non ha fatto il nostro governo. La promessa tassazione degli extra profitti delle banche \u00e8 rimasta tale e, anche in questo caso, non si \u00e8 passati dalle parole ai fatti. Mi rendo conto che in questa drammatica fase dell\u2019economia mondiale possa sembrare una strada impossibile da percorrere, ma non si pu\u00f2 pensare che a pagare il riarmo dei Paesi europei e la guerra commerciale scatenata dal presidente Trump siano ancora una volta le persone pi\u00f9 fragili.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-1737-ernesto_maria_ruffini_agenzie_delle_entrate_evasione_multinazionali\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">&#8220;Aspettare sanatorie non sia pi\u00f9 conveniente&#8221;, dice Ruffini, direttore dell&#8217;Agenzie delle entrate<\/a><\/p>\n<p>La programmazione nazionale e regionale<\/p>\n<p>Per molti anni il ruolo del sistema pubblico \u00e8 stato ridimensionato, circoscritto a compiti di regolazione per lasciare invece ai privati la gestione di settori importanti per la societ\u00e0. Ma in questo passaggio storico emerge con sempre maggiore chiarezza la necessit\u00e0 di recuperare anche in questi settori la gestione diretta.<\/p>\n<p>E, nella sanit\u00e0, occorre <strong>riaffermare il ruolo di programmazione, indirizzo e controllo dello Stato e delle regioni<\/strong>. \u00c8 evidente che la modifica del Titolo V ha ridisegnato i rapporti tra governo e regioni ma quella riforma non prevede che la salute possa essere tutelata in venti modi diversi. Il governo del sistema \u00e8 una responsabilit\u00e0 che va condivisa tra tutti i livelli, ma serve una direzione unitaria, altrimenti la prospettiva di una secessione dei ricchi sar\u00e0 reale. Fermare l\u2019<strong>autonomia differenziata<\/strong> significa anche salvaguardare risorse adeguate al Fondo sanitario in grado di garantire prestazioni appropriate e non minime, come ho pi\u00f9 volte sottolineato. E vanno indirizzate prioritariamente a rafforzare la rete dei servizi erogati direttamente dalle strutture pubbliche e alle grandi emergenze del personale e della non autosufficienza. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-1268-rosy_bindi_autonomia_differenziata_va_fermata\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">L&#8217;autonomia differenziata rischia di frantumare l&#8217;Italia. Per questo va fermata<\/a><\/p>\n<p>La professione sanitaria<\/p>\n<blockquote class=\"art_img_right\"><p>La carenza di personale pu\u00f2 compromettere il decollo delle Case della comunit\u00e0 e della nuova medicina territoriale. Il governo, come si \u00e8 visto, non ha stanziato un euro in pi\u00f9 per attuare una riforma strategica, messa in cantiere dopo la pandemia, legata al finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza<\/p><\/blockquote>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di un piano straordinario che valorizzi tutti i <strong>professionisti del Servizio sanitario nazionale<\/strong>. Per cominciare servono nuove assunzioni del personale dipendente, eliminando il tetto che da vent\u2019anni vincola l\u2019adeguamento degli organici alle esigenze della finanza pubblica anzich\u00e9 ai bisogni di salute dei cittadini. \u00c8 necessario <strong>garantire anche stipendi pi\u00f9 vicini alle medie europee<\/strong> e rendere pi\u00f9 gratificanti le condizioni di lavoro, migliorare il clima nell\u2019ambiente di lavoro e valorizzare e riconoscere l\u2019impegno profuso dagli operatori sanitari ben oltre gli obblighi contrattuali con nuove opportunit\u00e0 di aggiornamento. Un sistema che, coordinando tutte queste iniziative, possa garantire tanto i medici e gli operatori sanitari, quanto i cittadini. Bisogna restituire a tutti i professionisti della salute senso di appartenenza e l\u2019orgoglio di lavorare per un sistema che \u00e8 anche un bene comune.<\/p>\n<p>Del resto, la carenza di personale pu\u00f2 compromettere il decollo delle <strong>Case della comunit\u00e0<\/strong> e della nuova medicina territoriale.\u00a0Il governo, come si \u00e8 visto, non ha stanziato un euro in pi\u00f9 per attuare una riforma strategica, messa in cantiere dopo la pandemia, legata al finanziamento del <a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-tag-34-recovery_plan\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Piano nazionale di ripresa e resilienza<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-1959-la_sanita_da_lillipuziani\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">La riforma sull&#8217;autonomia differenziata finir\u00e0 per favorire le pratiche corruttive nel settore della salute pubblica<\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico tra i Paesi fondatori dell\u2019Europa, a non destinare risorse adeguate alla non autosufficienza<\/strong>. Occorre superare la logica della frammentazione e costituire un Fondo, finanziato dalla fiscalit\u00e0 generale e vincolato a garantire le prestazioni sociali, oggi a carico delle famiglie, da affiancare all\u2019assistenza sanitaria, per assicurare una tutela globale delle persone pi\u00f9 fragili, non autosufficienti.<\/p>\n<p>[\u2026] Occorre attuare in tutte le aziende sanitarie il Distretto socio-sanitario, con dimensioni adeguate a garantire una corretta programmazione dei servizi necessari a soddisfare la domanda di salute delle popolazioni, coinvolgendo la partecipazione dei Comuni e delle diverse articolazioni sociali. In questa prospettiva sar\u00e0 importante evitare che i notevoli investimenti destinati alle Case della comunit\u00e0 finiscano per rafforzare la gi\u00e0 considerevole quota di imprese private presenti in questo comparto. [\u2026]<\/p>\n<p>La lezione della pandemia covid<\/p>\n<blockquote class=\"art_img_left\"><p>Un serio sistema di prevenzione della salute dovrebbe essere nazionale e integrare i rischi ambientali e climatici con quelli legati al mondo del lavoro e della produzione<\/p><\/blockquote>\n<p>Purtroppo si fa fatica ad affermare un approccio alla salute che attraversi tutte le politiche e metta in atto una efficace strategia di prevenzione. Penso alle morti e agli incidenti sul lavoro, triste primato italiano, e all\u2019incidenza sulla salute delle tante forme di precariet\u00e0 e sfruttamento che non rispettano la dignit\u00e0 delle lavoratrici e dei lavoratori. Oppure alle conseguenze drammatiche del cambiamento climatico sulla qualit\u00e0 dell\u2019acqua e dell\u2019aria, sulla sicurezza dei suoli.<\/p>\n<p>E mentre <strong>si aspetta da quasi vent\u2019anni un nuovo Piano sanitario nazionale<\/strong>, \u00e8 rimasto in gran parte inattuato il Piano nazionale di prevenzione 2020-2025. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi per questi ritardi, un serio sistema di prevenzione della salute dovrebbe essere nazionale e integrare i rischi ambientali e climatici con quelli legati al mondo del lavoro e della produzione. E come fare se con la legge Calderoli tutte queste materie diventano di competenza esclusiva delle regioni?<\/p>\n<p><strong>Tutelare la salute come un bene comune \u00e8 possibile solo con un sistema pubblico<\/strong>, esso stesso organizzato e concepito come bene comune, come una grande impresa di solidariet\u00e0. E non si dica che rafforzare il primato della sanit\u00e0 pubblica equivale a mortificare le aziende private, il mondo del terzo settore o del volontariato. Al contrario si tratta di imprimere alla cooperazione tra pubblico, privato e privato sociale quell\u2019orientamento al bene comune indicato nella nostra Costituzione.<\/p>\n<p>Se la salute \u00e8 un diritto fondamentale dell\u2019individuo e un interesse della comunit\u00e0 pu\u00f2 essere garantito soltanto da una sanit\u00e0 concepita come bene comune non come un affare privato. <strong>Spetta alla politica esercitare un governo autorevole che corregga le distorsioni di un rapporto sempre asimmetrico tra chi domanda salute, soprattutto se \u00e8 fragile e povero, e chi \u00e8 deputato ad assicurare la cura<\/strong>. Il medico, anche il pi\u00f9 dedicato alla propria professione, \u00e8 sempre pi\u00f9 forte del suo paziente, tanto pi\u00f9 lo sono le case farmaceutiche, le grandi holding private e spesso non lo sono meno le tutele e le garanzie di una burocrazia pubblica autoreferenziale. Se la politica \u00e8 distratta, debole e magari compiacente nei confronti delle parti pi\u00f9 forti, se rinuncia a svolgere con autorevolezza e libert\u00e0 il suo compito di programmatore e regolatore del sistema, si rende responsabile pi\u00f9 e prima di tutti della sua decadenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-schede-339-la_sanita_non_puo_essere_subalterna_all_economia\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">La sanit\u00e0 non pu\u00f2 essere subalterna all&#8217;economia<\/a><\/p>\n<p>Al contrario di quanti affermano &#8220;fuori la politica dalla sanit\u00e0&#8221; pensando cos\u00ec di risolvere i problemi, ritengo che la sanit\u00e0 sia un settore che pi\u00f9 di altri invoca la responsabilit\u00e0 della politica. Non certo la spartizione partitica delle nomine o la ricerca del consenso elettorale clientelare, come spesso avviene. La sanit\u00e0 italiana ha bisogno della politica come governo della cosa pubblica, come tutela dell\u2019interesse generale.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 facile affermare i valori della solidariet\u00e0 in un tempo sempre pi\u00f9 dominato dall\u2019individualismo competitivo e da un diffuso egoismo sociale<\/strong>. Una cultura alimentata da insicurezze e paure, che considera incapaci e colpevoli tutti coloro che non hanno successo e si trovano ai gradini pi\u00f9 bassi della scala sociale, come i poveri, i malati di mente, gli anziani e le persone disabili, i migranti. \u00c8 la cultura che esalta la meritocrazia e offre legittimazione morale e politica alle diseguaglianze.<\/p>\n<p>Non credo che ci si debba rassegnare alla prospettiva di una societ\u00e0 che abbandona i capisaldi della Costituzione. Ma al contrario penso sia possibile tenere testa all\u2019utilitarismo che alimenta questo tempo in cui infuriano troppe guerre guerreggiate con le armi e una nuova guerra guerreggiata con il denaro.<\/p>\n<p>Tutti possono contribuire a salvare il SSN<\/p>\n<blockquote class=\"art_img_right\"><p>Dovremmo fare nostro l\u2019insegnamento della scuola di Barbiana e di don Milani: &#8220;Ho imparato che il problema degli altri \u00e8 uguale al mio. Sortirne insieme \u00e8 la politica, sortirne da soli \u00e8 l\u2019avarizia&#8221;<\/p><\/blockquote>\n<p>Sanit\u00e0 e salute hanno a che fare con i diritti umani e quindi con la <a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-tag-52-giustizia_sociale\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">giustizia sociale<\/a>. L\u2019esempio pi\u00f9 disastroso di violazione dei diritti umani \u00e8 la guerra, che impegna sempre, direttamente o indirettamente, anche la sanit\u00e0. I conflitti armati distruggono le infrastrutture sanitarie, uccidono, feriscono e imprigionano gli operatori sanitari cos\u00ec come i civili, provocano migrazioni, talora a grande distanza, di coloro che li fuggono. Nelle guerre, la sanit\u00e0 \u00e8 importante per quello che pu\u00f2 fare per le vittime, civili e combattenti, e per chi tenta di fuggirle, come per quello che deve fare dopo, nella ricostruzione. Ma soprattutto per quello che pu\u00f2 fare prima, per prevenire i conflitti armati.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 importante capire che la salvaguardia della sanit\u00e0 pubblica \u00e8 una responsabilit\u00e0 di tutti.<\/p>\n<p><strong>Ciascuno di noi deve sentirsi parte del Servizio sanitario nazionale per il quale pu\u00f2 fare molto:<\/strong> i politici con risorse e programmazione adeguati, i manager puntando sugli obiettivi di salute e non solo sul bilancio delle loro aziende con la prevenzione e il coinvolgimento dei professionisti e delle rappresenanze dei cittadini, i medici orientando il proprio lavoro sull\u2019appropriatezza nella cura delle persone. Ma in questa graduatoria al primo posto ci sono tutti i cittadini che devono diventare pi\u00f9 consapevoli nelle scelte che influenzano la salute.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 dovremmo fare nostro l\u2019insegnamento della <strong>scuola di Barbiana e di don Milani<\/strong>: &#8220;Ho imparato che il problema degli altri \u00e8 uguale al mio. Sortirne insieme \u00e8 la politica, sortirne da soli \u00e8 l\u2019avarizia&#8221;. Il benessere e le libert\u00e0 a cui siamo affezionati non si difendono chiudendosi nel fortino dei privilegi di pochi ma praticando la logica della cura: avendo cura della nostra democrazia e dei suoi buoni frutti come il Servizio sanitario nazionale.<\/p>\n<p>Lo ha detto con chiarezza anche <strong>Papa Francesco<\/strong> rivolgendosi ai medici italiani con un messaggio di cui condivido ogni parola: &#8220;La sanit\u00e0 pubblica italiana \u00e8 fondata sui principi di universalit\u00e0, equit\u00e0, solidariet\u00e0, che per\u00f2 oggi rischiano di non essere applicati. Per favore, conservate questo sistema, che \u00e8 un sistema popolare nel senso di servizio al popolo, e non cadete nell\u2019idea forse troppo efficientista \u2013 alcuni dicono &#8216;moderna&#8217;: soltanto la medicina assicurativa o quella a pagamento e poi nient\u2019altro. No. <strong>Questo sistema va curato, va fatto crescere, perch\u00e9 \u00e8 un sistema di servizio al popolo<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<blockquote class=\"art_img_center\"><p>Crediamo in un giornalismo di servizio di cittadine e cittadini, in notizie che non scadono il giorno dopo. Aiutaci a offrire un&#8217;informazione di qualit\u00e0, <a href=\"https:\/\/lavialibera.it\/it-iscrizione\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sostieni lavialibera<\/a><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Rosy Bindi, gi\u00e0 ministra della Salute tra il 1996 e il 2000 e protagonista di una lunga carriera&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":148581,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-148580","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148580","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148580"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148580\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/148581"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}