{"id":148920,"date":"2025-10-05T15:26:10","date_gmt":"2025-10-05T15:26:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/148920\/"},"modified":"2025-10-05T15:26:10","modified_gmt":"2025-10-05T15:26:10","slug":"la-nato-russofoba-ci-scarica-sul-fianco-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/148920\/","title":{"rendered":"La Nato russofoba ci scarica sul fianco Sud"},"content":{"rendered":"<p>\n        Giorgia Meloni e Mark Rutte (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Con i moniti sui missili di Putin contro Roma, Rutte (e Zelensky) si fossilizzano sul lato Est, ignorando che la sicurezza collettiva, come dice l\u2019Italia, passa pure per le frontiere meridionali. Dove Mosca \u00e8 altrettanto minacciosa. E la Turchia sta giocando sporco.Prima Volodymyr Zelensky: \u00abL\u2019Italia potrebbe essere la prossima\u00bb. Poi Mark Rutte: \u00abI pi\u00f9 avanzati missili russi potrebbero colpire Roma\u00bb. Anche a voi sembra una strana doppietta? Perch\u00e9 i nostri alleati dovrebbero provare a diffondere il panico nell\u2019opinione pubblica? Il governo di Giorgia Meloni non \u00e8 gi\u00e0 allineato e coperto? S\u00ec, il premier ha preso le distanze dalle macronate sui volenterosi. Ma sia a Kiev sia a Bruxelles, dove si trova il quartier generale della Nato, sono consapevoli che l\u2019iniziativa anglofrancese \u00e8 pi\u00f9 fumo che arrosto. E allora? Da cosa nasce il bisogno di richiamarci all\u2019ordine?Evidentemente, n\u00e9 al segretario generale dell\u2019Organizzazione nordatlantica n\u00e9 al presidente ucraino \u00e8 sfuggito il nodo indicato da Palazzo Chigi: quello che riguarda il fianco Sud dell\u2019Europa. Un argomento che in troppi &#8211; e a torto &#8211; ancora percepiscono come una distrazione di risorse culturali e materiali. Meloni lo ha messo sul tavolo al summit di Copenaghen, mercoled\u00ec scorso. La Nato, ha ammonito, non creda che esiste soltanto il teatro dell\u2019Est, dove \u00e8 appena partita l\u2019operazione Sentinella, concepita sulla scorta dei misteriosi sorvoli di droni su vari aeroporti del continente e degli sconfinamenti, autentici o solo temuti, dei caccia russi sui cieli baltici. Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, alla Verit\u00e0 ha confermato che il nostro Paese vorrebbe che la protezione delle frontiere meridionali rientri \u00abnel progetto di difesa complessivo\u00bb. E che il sostegno dei partner non si limiti a dichiarazioni d\u2019intenti. Il messaggio dev\u2019essere arrivato forte e chiaro, perch\u00e9 al vertice danese sono emerse frizioni persino sull\u2019ultimo totem dell\u2019Ue: il muro anti-droni. E alla cautela di Parigi si sono sommate le esigenze manifestate dagli Stati mediterranei, i quali hanno domandato un maggior coinvolgimento. Tradotto: l\u2019Alleanza deve comprendere e mettere nero su bianco che la sicurezza collettiva dell\u2019area nordatlantica passa pure per il fronte Sud. L\u2019Alleanza ha preso atto. Ma ha capito?Sono proprio le parole di Rutte a lasciare qualche dubbio. Le dichiarazioni al Tg1 dell\u2019olandese, che si \u00e8 profuso in lodi cos\u00ec sperticate alla Meloni da risultare sospette, vanno riportate per intero: i razzi pi\u00f9 all\u2019avanguardia nell\u2019arsenale di Mosca, ha osservato il funzionario, \u00abnon possono essere intercettati con i nostri sistemi antimissile tradizionali. Perci\u00f2 sono un gravissimo pericolo. Siamo tutti sul fronte orientale, non solo l\u2019Estonia, la Polonia o la Romania, ma anche l\u2019Italia\u00bb. Se questa doveva essere una risposta alle richieste del governo italiano, \u00e8 stata una risposta negativa: la priorit\u00e0, per una Nato ormai monopolizzata da baltici e polacchi, rimane la linea di attrito con la Russia. E almeno fintantoch\u00e9 i mezzi saranno limitati e l\u2019aumento delle spese militari non avr\u00e0 recato effetti tangibili, non potremo aspettarci aiuti a Sud.Beninteso: il monito di Rutte \u00e8 condivisibile. Le vulnerabilit\u00e0 occidentali sono ben note. L\u2019errore sta nel convincersi che i guai possano arrivare solo dal cuore della Federazione. Venerd\u00ec, su Repubblica, Gianluca Di Feo illustrava con dovizia di particolari le minacce russe installate a Meridione dell\u2019Europa: ad esempio, i Mig-31. Gli stessi velivoli che hanno invaso per qualche minuto lo spazio aereo dell\u2019Estonia, poi ricacciati indietro dagli F-35 italiani, forse sono stati spostati dalla Siria post-Assad alla Cirenaica. Poi ci sono tre unit\u00e0 navali: una corvetta, una fregata e un sottomarino non nucleare. Capaci di aggirare la sorveglianza marina, anche se non di trasportare gli ipersonici Zirkon, cui nel 2024 la flotta di Vladimir Putin fece solcare il Tirreno e lo Ionio, prima che la caduta del regime siriano compromettesse lo scalo strategico di Tartus.Se \u00e8 vero quanto sostiene Rutte a proposito del fronte Est, \u00e8 altrettanto vero che &#8211; usiamo la sua espressione &#8211; \u00absiamo tutti\u00bb anche sul fronte Sud. Nel Mediterraneo, per di pi\u00f9, non c\u2019\u00e8 il dispiegamento di forze che possono vantare i baltici e la Polonia. La Libia \u00e8 zeppa di squadre di russi a dare man forte al generale Khalifa Haftar. Prova ne sia l\u2019episodio dello scorso luglio, quando una delegazione Ue, della quale faceva parte il nostro ministro dell\u2019Interno, Matteo Piantedosi, era stata respinta dall\u2019esecutivo di Bengasi. Nelle reticenze della Nato, quanto peseranno le pressioni della Turchia, membro del sodalizio militare, invischiata in Nordafrica ma certo non in nome degli interessi europei? \u00c8 in quelle aree che amicizie e inimicizie si rimescolano. Ankara e Mosca possono sfruttare, quale arma della \u00abguerra ibrida\u00bb di cui tanto si parla a proposito delle incursioni dei droni, anche l\u2019immigrazione. A Bruxelles hanno sempre tergiversato, supponendo che il problema fosse solo italiano, al pi\u00f9 greco, maltese, spagnolo. Si sbagliavano. E dovrebbero essersene accorti. Un\u2019Alleanza che rifiuti di conferire a Roma il mandato di stabilizzare la regione mediterranea sarebbe un\u2019Alleanza monca. Prigioniera di una patologica ossessione per l\u2019annientamento finale della Russia, che il disimpegno autentico o paventato degli Usa e il protagonismo dei nemici storici di Mosca hanno aggravato.In effetti, il modo di aggirare i loro diktat, schivare le mine turche e superare le resistenze di Rutte esiste. Lo ha suggerito l\u2019olandese stesso, riconoscendo che Giorgia Meloni \u00e8 \u00abrispettata negli ambienti governativi\u00bb del mondo, \u00abtra i quali \u00e8 molto importante anche quello di Washington\u00bb. Ecco: incassare l\u2019investitura di Donald Trump, ancorch\u00e9 interessato alla Nato pi\u00f9 in veste di esattore che di attore geopolitico, spalancherebbe quella finestra rimasta finora serrata. L\u2019aria nuova del Sud farebbe bene anche a chi \u00e8 abituato al Buran della steppa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Giorgia Meloni e Mark Rutte (Ansa) Con i moniti sui missili di Putin contro Roma, Rutte (e Zelensky)&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":148921,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,126,30071,166,2737,92420,7,15,92419,92421,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-148920","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-giorgia-meloni","12":"tag-mark-rutte","13":"tag-mondo","14":"tag-nato","15":"tag-nato-russia","16":"tag-news","17":"tag-notizie","18":"tag-rutte-dimissioni","19":"tag-rutte-meloni","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-mondo","22":"tag-ultimenotizie","23":"tag-ultimenotiziedimondo","24":"tag-world","25":"tag-world-news","26":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148920","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=148920"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/148920\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/148921"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=148920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=148920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=148920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}