{"id":149229,"date":"2025-10-05T21:09:12","date_gmt":"2025-10-05T21:09:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/149229\/"},"modified":"2025-10-05T21:09:12","modified_gmt":"2025-10-05T21:09:12","slug":"la-terra-in-fiamme-di-sunil-amrith-e-la-nostra-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/149229\/","title":{"rendered":"\u201cLa Terra in fiamme\u201d di Sunil Amrith \u00e8 la nostra storia"},"content":{"rendered":"<p><strong>LUCCA<\/strong> &#8211; Sunil Amrith, 46 anni, \u00e8 nato in Kenya da genitori indiani e cresciuto viaggiando tra Singapore, India e Sud-est Asiatico. Ha studiato all&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge e ora insegna storia a Yale. Il suo ultimo libro, La Terra in fiamme (Laterza, 2025) racchiude 500 anni di storia dell\u2019umanit\u00e0 intrecciata a quella dell\u2019ambiente. La sua lecture all\u2019Auditorium del Suffragio nella cornice del Pianeta Terra Festival di Lucca.<\/p>\n<p>\t\t\tIl racconto<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2025\/10\/04\/news\/pianeta_terra_festival_paolo_giordano_tempi_di_crisi-424891725\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Paolo Giordano: \u201cNoi, nel tempo delle crisi\u201d<\/a><\/p>\n<p>\t\tdalla nostra inviata <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/autori\/gaia_scorza_barcellona\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gaia Scorza Barcellona<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t04 Ottobre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/2025\/10\/04\/news\/pianeta_terra_festival_paolo_giordano_tempi_di_crisi-424891725\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/225801181-b77b8c66-3fe6-4272-9c72-1af3d7417aa9.jpg\" alt=\"Paolo Giordano: \u201cNoi, nel tempo delle crisi\u201d\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>\u201cNel 2012 ho cominciato a scrivere questo libro a Bangkok, senza saperlo. Mi hanno sempre appassionato i mix culturali e le citt\u00e0 portuali, ma quella sera ho avuto un\u2019illuminazione. C\u2019era appena stata la peggiore alluvione nella storia della citt\u00e0, eppure passeggiando sul fiume non ne trovavo alcuna traccia. Vedevo solo, grattacielo dopo grattacielo, che la vita aveva ripreso come se niente fosse. Resilienza o negazione, mi sono chiesto? Il mio libro \u00e8 nato cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Due le pietre miliari che danno il via al racconto. \u201cIl 1217, quando venne redatta la <strong>Carta della Foresta<\/strong> per ristabilire il diritto d\u2019uso dei boschi restituito ai cittadini\u201d, dopo che Guglielmo il Conquistatore li aveva fatti suoi. \u201cAi tempi della Magna Carta veniva cos\u00ec affermato un <strong>diritto comune<\/strong>, aprendo per\u00f2 a possibili recriminazioni della propriet\u00e0 di una porzione della foresta da parte dei singoli. Non era certo un documento di difesa dell\u2019ambiente, quanto l\u2019attestazione che l\u2019umanit\u00e0 ne aveva bisogno per sopravvivere\u201d, ricostruisce Amrith.<\/p>\n<p>\u201cNe troviamo conferma molti anni dopo, nel 2001 nella Carta della Terra &#8211; la seconda data &#8211; presentata da Michail Gorbac\u00ebv in un momento critico, quando l\u2019umanit\u00e0 cominciava a fare i conti con l\u2019estinzione delle specie e la riduzione delle risorse\u201d. In questo arco di tempo si svolge la storia che Amrith definisce \u201coblio\u201d:<strong> \u201cCredete che il prosperare dell\u2019umanit\u00e0 dipenda da acqua, natura, specie? Diremmo di s\u00ec, eppure l\u2019uomo non ne ha tenuto conto per anni e anni nei documenti ufficiali, una sorta di pensiero magico\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/224030587-48334237-d2f0-449c-94e9-4218129f33a8.jpg\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>La storia dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 costellata di conquiste, invenzioni, scoperte che sono state il presupposto di un inarrestabile sfruttamento del Pianeta. Oltre che di compromessi e contraddizioni. Finch\u00e9 la coscienza delle proprie azioni non \u00e8 diventata consapevolezza. \u201cHo tentato di rimettere in discussione la lotta dell\u2019essere umano per rendere questo mondo ospitale\u201d, continua Amrith. A volte solo per bramosia, pi\u00f9 che per sopravvivere. \u201cPensiamo alle <strong>miniere d\u2019argento di Potos\u00ed<\/strong>, in Bolivia, un\u2019attivit\u00e0 estrattiva che ha danneggiato la salute delle persone e l\u2019ambiente, indiscutibilmente legata al desiderio e all\u2019ambizione della ricchezza\u201d.<\/p>\n<p>Il progresso ha un costo. Ma chi lascia un\u2019impronta \u00e8 anche capace di volare alto. E Amrith guarda oltre, mettendo in una luce una moltitudine di fatti che rischierebbero altrimenti di restare nel buio. \u201cSiamo portati a collegare la crisi climatica a concetti come l\u2019imperialismo. Ma \u00e8 planando sulle piccole storie che ci raccontano come sta accadendo e la sua storia\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come \u201cle mappe geografiche di <strong>Semyon Remezov <\/strong>diventano rappresentazione ecologica di un mondo in continua trasformazione per mano dell\u2019umanit\u00e0. Nel XVII secolo alberi e fiumi attraversano la Siberia disegnata per la prima volta dal cartografo: quel che vediamo altro non \u00e8 che un impero di ghiaccio e di legno che si fece largo a colpi di ascia e di accetta\u201d.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 lo sfruttamento diventa profitto e l\u2019era industriale non render\u00e0 ancora pi\u00f9 facile e veloce coltivare, estrarre, raccogliere, incanalare, costruire, viaggiare. A fine Ottocento il banchiere \u201c<strong>Albert Kahn<\/strong>, uno degli uomini pi\u00f9 ricchi dell&#8217;inizio del Ventesimo secolo, tra il 1909 e il 1931 sped\u00ec fotografi in 50 Paesi per documentare un mondo che stava cambiando pi\u00f9 velocemente di quanto lui ritenesse giusto, proprio lui che aveva investito in diamanti e oro, ma che si dichiarava un pacifista\u201d. Gli <strong>\u201cArchivi del Pianeta\u201d <\/strong>che ci ha lasciato in eredit\u00e0 \u00e8 un\u2019ingente collezione fotografica di paesi, mestieri, abiti, edifici da tutto il mondo. \u201cQuesti scatti a colori, che ancora rivelano la ricerca del soggetto esotico, rappresentano comunque &#8211; tra paesaggi e sfondi &#8211; una testimonianza eccezionale del danno che l\u2019umanit\u00e0 stava infliggendo al Pianeta\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa \u00e8 <strong>Rachel Carson<\/strong> ad averci illuminato sugli effetti collaterali dello sviluppo tecnologico, a cominciare dagli effetti dei pesticidi sugli animali. La sua ricerca infaticabile ha lasciato testimonianze dettagliate su tutto quel che osservava e studiava. Nel 1972 il suo capolavoro Primavera silenziosa lanci\u00f2 un messaggio inequivocabile contro \u2018l\u2019arroganza di chi vuole controllare la natura\u2019 dando l\u2019allarme sulle conseguenze che avremmo avuto. Per questo (la biologa americana che, grazie alle sue ricerche, riusc\u00ec a far bandire il Ddt, ndr) divenne subito bersaglio di accuse misogine e politiche, fu definita ignorante in quanto donna e additata come comunista. A fermarla fu un cancro, ma le sue idee contro l\u2019uso indiscriminato della chimica per controllare l\u2019agricoltura con il tempo trovarono terreno fertile in America e nel resto del mondo. In realt\u00e0, la battaglia contro il Ddt aveva un limite: l\u2019insetticida salv\u00f2 migliaia di vita in zone depresse. La malaria remava contro. Oggi celebriamo Rachel Carson come una eroina che ha precorso i tempi, eppure la sua ricerca implica questioni morali che le erano sfuggite\u201d.<\/p>\n<p>Ci sono dei momenti salienti in cui l\u2019essere umano si \u00e8 trovato inconsapevolmente ad un bivio, costretto a scegliere tra la propria salvezza e la conservazione. Del puzzle di Amrith fanno parte<strong> Indira Ghandi<\/strong>, <strong>Enrico Mattei<\/strong>, <strong>Chico Mendes<\/strong>.  <\/p>\n<p>\u201cA met\u00e0 degli anni 80 la parola ecologia entr\u00f2 a fare parte del discorso politico di <strong>Chico Mendes<\/strong>, anche se si considerava un attivista per i diritti dei lavoratori e non certo un ambientalista.\u201d, &#8211; prosegue lo scrittore &#8211; \u201cIl boom della rete autostradale stava gi\u00e0 distruggendo l\u2019Amazzonia e Mendes portava avanti il concetto di limitazione delle aree estrattive, riconoscendo che la foresta non \u00e8 una risorsa inesauribile. Fu ucciso in casa nel 1988 da un commando inviato dai latifondisti. Sapeva cosa stava rischiando e sosteneva di non avere paura. Nel 1992 il primo <strong>Summit della Terra<\/strong> (a Rio de Janeiro, ndr) raccolse il testimone delle idee di Mendes.\u201d<\/p>\n<p>Poi, una virata. Il racconto si fa intimo e Amrith torna al suo vissuto. Siamo in Indonesia, \u201cla seconda foresta tropicale al mondo, il cielo oscurato dal fumo degli incendi. Le fioriture tardive e i pipistrelli della frutta migrati verso gli allevamenti suini per trovare altro cibo. Da l\u00ec l\u2019epidemia del virus Nipah (individuato nel 1999, ndr) raggiungeva le citt\u00e0 uccidendo il 46% delle persone contagiate. In quei mesi lasciavo casa per andare all\u2019universit\u00e0 ed \u00e8 in quei giorni coperti di cenere che ho capito. Stavamo perdendo la libert\u00e0 di respirare.\u201d<\/p>\n<p>Ora sappiamo che Amrith sta ancora cercando di mettere insieme i pezzi mancanti del puzzle. \u201cSono partito dalla Carta delle Foreste per arrivare a chiedermi: oggi quale Carta potremmo scrivere per difendere la nostra vita e quella del Pianeta, che sono cos\u00ec collegate tra loro?<strong> Ci servono le parole giuste per conservare e proteggere questa reciprocit\u00e0 che ci lega alla Terra e ritrovare il rispetto<\/strong>\u201d. E la sua storia \u00e8 anche la nostra.<\/p>\n<p><strong>Pianeta Terra Festival 2025<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.pianetaterrafestival.it\/programma-2025\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il programma<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"LUCCA &#8211; Sunil Amrith, 46 anni, \u00e8 nato in Kenya da genitori indiani e cresciuto viaggiando tra Singapore,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":149230,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-149229","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=149229"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149229\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/149230"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=149229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=149229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=149229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}