{"id":149535,"date":"2025-10-06T04:10:12","date_gmt":"2025-10-06T04:10:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/149535\/"},"modified":"2025-10-06T04:10:12","modified_gmt":"2025-10-06T04:10:12","slug":"la-sostenibilita-entra-nei-processi-decisionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/149535\/","title":{"rendered":"la sostenibilit\u00e0 entra nei processi decisionali"},"content":{"rendered":"<p>Da lungo tempo i player della filiera della salute hanno inserito la parola \u201csostenibilit\u00e0\u201d nella propria mission aziendale. E da altrettanto tempo che media e payer cercano di districarsi tra ci\u00f2 che \u00e8 greenwashing e le iniziative che puntano veramente a rendere sostenibile uno dei settori a maggior impatto ambientale. Ebbene, pare che il concetto di <a href=\"https:\/\/trendsanita.it\/rubrica\/salute-sostenibile\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sostenibilit\u00e0 e le sue reali applicazioni<\/a> stiano entrando a buon diritto anche nelle stanze dei payer. Che cercano di fare leva sulla sostenibilit\u00e0 delle tecnologie sanitarie per innescare un processo virtuoso, di stimolo per tutta la filiera a considerare la sostenibilit\u00e0 ambientale un valore di prodotto. E <strong>tutto pu\u00f2 partire dalla possibilit\u00e0 di inserire la sostenibilit\u00e0 nei processi decisionali di acquisto di farmaci, dispositivi medici e tecnologie digitali<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"messaggio-chiave\">Il settore sanitario \u00e8 il maggiore emettitore di CO2 nell\u2019ambito dei servizi<\/p>\n<p>Ma a che punto siamo e dove siamo diretti? \u00c8 questa la domanda a cui ha provato a dare una risposta l\u2019evento \u201c<a href=\"https:\/\/www.bocconialumni.it\/permalink\/content\/settore-sanitario-e-sostenibilita-ambientale-a-che-punto-siamo-e-dove-siamo-diretti\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Settore sanitario e sostenibilit\u00e0 ambientale<\/a>\u201d, <strong>organizzato dall\u2019Universit\u00e0 Bocconi di Milano<\/strong>, che ha messo a confronto accademia, industria e istituzioni.<\/p>\n<p>Sanit\u00e0 e ambiente: un legame indissolubile<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019incontro \u00e8 emersa chiaramente una verit\u00e0: <strong>il legame tra ambiente e salute \u00e8 indissolubile e bidirezionale<\/strong>. Da un lato, l\u2019ambiente impatta sulla salute umana \u2013 basti pensare all\u2019aumento delle patologie respiratorie come asma o BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) strettamente correlate all\u2019inquinamento e ai decessi legati alle ondate di calore. Dall\u2019altro, \u00e8 il settore sanitario stesso a generare un impatto ambientale non trascurabile: \u00abSi stima che sia responsabile del 4% delle emissioni globali di CO\u2082, risultando il maggiore emettitore nell\u2019ambito dei servizi\u00bb, ha messo in evidenza <strong>Vittoria Ardito<\/strong>, <strong>Lecturer Health Policy del CERGAS \u2013 SDA Bocconi<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019HTA tra evidenze hard e impatto ambientale<\/p>\n<p>\u00c8 stata proprio l\u2019anidride carbonica una delle protagoniste pi\u00f9 citate dell\u2019incontro presso l\u2019ateneo milanese. Giacch\u00e9, come ha specificato Ardito, <strong>l\u2019emissione di CO\u2082 \u00e8 l\u2019impatto ambientale pi\u00f9 facilmente misurabile<\/strong> per quanto riguarda il settore sanitario e pu\u00f2 essere valutata attraverso il Life Cycle Assessment (LCA) analizzando tutte le emissioni lungo la filiera del prodotto sanitario, dalla produzione alla distribuzione.<\/p>\n<p class=\"messaggio-chiave\">Come valorizzare nell\u2019HTA anche evidenze \u201csoft\u201d, accanto a efficacia clinica e impatto economico?<\/p>\n<p>Il problema, che rimane un interrogativo senza risposta presso gli addetti ai lavori, \u00e8 come riuscire a integrare in modo sistemico l\u2019impatto ambientale delle tecnologie sanitarie nei framework di HTA. In altri termini, come poter valorizzare all\u2019interno delle matrici costo-efficacia dell\u2019HTA, che storicamente si basano su evidenze \u201chard\u201d \u2013 efficacia clinica e impatto economico, \u2013 anche evidenze \u201csoft\u201d come l\u2019impatto organizzativo e sociale, o la maggiore-minore produzione diretta-indiretta di anidride carbonica?<\/p>\n<p>Il procurement come leva per la transizione<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero, a detta degli esperti, che la questione ambientale fatica ancora a trovare una collocazione strutturata nei processi di HTA e che manca ancora un\u2019integrazione sistematica dell\u2019ambiente, il terreno su cui si stanno compiendo passi pi\u00f9 concreti \u00e8 quello del public procurement. Come ha affermato <strong>Ludovica Mager<\/strong>, <strong>Researcher in Public Management del CERGAS \u2013 SDA Bocconi<\/strong> \u00abIl 70% delle emissioni legate alla sanit\u00e0 deriva dall\u2019intera filiera \u2013 produzione, distribuzione, utilizzo e smaltimento \u2013 e il Green Deal europeo ha gi\u00e0 indicato il procurement come leva strategica per favorire la transizione ecologica del settore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"messaggio-chiave\">Il terreno su cui si stanno compiendo passi pi\u00f9 concreti \u00e8 quello del public procurement<\/p>\n<p>Del resto in Italia, il Codice degli Appalti del 2016 ha introdotto l\u2019obbligo di inserimento dei <strong><a href=\"https:\/\/trendsanita.it\/sostenibilita-e-acquisti-in-sanita-verso-un-futuro-piu-verde\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">criteri ambientali minimi (CAM)<\/a><\/strong> nelle gare pubbliche. Cionondimeno, come emerso durante l\u2019evento, serve un cambio di passo. Che contempli tre pilastri: una leadership ambientale da parte delle stazioni appaltanti e delle aziende fornitrici del Servizio Sanitario Nazionale, un aumento delle competenze tecniche nei team di acquisto e strumenti di monitoraggio dei risultati per valutare l\u2019efficacia delle politiche di sostenibilit\u00e0 adottate.<\/p>\n<p>ARIA: ascoltare il mercato per gare pi\u00f9 sostenibili<\/p>\n<p>Un esempio concreto di stimolo della filiera della salute a considerare la sostenibilit\u00e0 come leva di valore del prodotto \u00e8 stato illustrato da <strong>Elisa D\u2019Autilia<\/strong>, <strong>responsabile della struttura Dispositivi e Tecnologie medicali nella direzione Centrale Acquisti di ARIA Lombardia<\/strong>, che ha avviato un\u2019interlocuzione con il mercato per comprendere che cosa sia realisticamente richiedibile in termini di sostenibilit\u00e0. \u00ab<strong>Non possiamo calare dall\u2019alto requisiti che oggi il mercato non \u00e8 pronto a soddisfare<\/strong>\u00bb, ha spiegato D\u2019Autilia.<\/p>\n<p class=\"messaggio-chiave\">I requisiti di sostenibilit\u00e0 devono essere verificabili e non penalizzare soluzioni clinicamente valide<\/p>\n<p>Peraltro, ARIA ha gi\u00e0 esplorato l\u2019ipotesi di indicare come sostenibilit\u00e0 quella relativa al <strong>packaging<\/strong> dei medical device, come l\u2019uso di imballaggi riciclabili (a esclusione di quello primario e secondario che sono funzionali al dispositivo medico stesso) o <strong>consegne con veicoli a basso impatto ambientale<\/strong>. Tuttavia, ha evidenziato la referente di ARIA, in generale \u00ab\u00e8 fondamentale che i requisiti di sostenibilit\u00e0 siano verificabili e che non penalizzino le soluzioni clinicamente pi\u00f9 valide, ma ancora in ritardo sotto il profilo ambientale\u00bb.<\/p>\n<p>Le aziende si stanno muovendo? L\u2019indagine di ARIA<\/p>\n<p>Sempre in tema di <strong>allineamento tra domanda di sostenibilit\u00e0 delle centrali di acquisto e capacit\u00e0 di risposta da parte del mercato<\/strong>, ARIA, insieme ad Assolombarda e Farmindustria, a giugno-luglio 2025 ha condotto un\u2019indagine sulla sostenibilit\u00e0 delle aziende operanti in sanit\u00e0, a cui hanno partecipato 89 realt\u00e0 del settore farmaceutico, dei dispositivi medici e dei servizi. L\u2019output generale ha rivelato un <strong>buon livello di consapevolezza e conoscenza degli strumenti di sostenibilit<\/strong>\u00e0, dalle certificazioni ambientali e sociali, al controllo della supply chain, fino alla gestione degli imballaggi.<\/p>\n<p>Su 89 aziende partecipanti al questionario, 78 dichiarano di operare secondo principi di sostenibilit\u00e0 ambientale e\/o sociale e il 79% di esse promuove la sostenibilit\u00e0 ambientale, mentre il 73% \u00e8 impegnato anche su quella sociale.<\/p>\n<p>Certificazioni e filiere sostenibili: luci e ombre<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"920\" height=\"690\" alt=\"\" class=\"wp-image-52752 lazyload\" style=\"width:411px;height:auto\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/WhatsApp-Image-2025-10-02-at-14.35.50.jpeg\"  data- data-eio-rwidth=\"920\" data-eio-rheight=\"690\"\/>Alcuni relatori all\u2019evento in Universit\u00e0 Bocconi<\/p>\n<p>Sempre secondo l\u2019indagine di ARIA, circa <strong>un player su due possiede la certificazione ISO 14001, ma meno di 1 su 10 ha etichette ambientali di prodotto (ISO 14024 o 14025)<\/strong>, ponendo cos\u00ec l\u2019attenzione sulle aree prioritarie di intervento, che sono: gestione dei rifiuti, controllo della filiera, imballaggi.<\/p>\n<p>Va un po\u2019 meglio per quanto riguarda la <strong>policy ambientale sulla supply chain<\/strong> spesso pubblica e condivisa con fornitori anche indiretti, che \u00e8 fatta propria dal 58% degli operatori.<\/p>\n<p>Pare poi di pi\u00f9 facile approccio l\u2019adesione alla nuova direttiva europea CSDDD 2024\/1760 sulla responsabilit\u00e0 ambientale e sociale d\u2019impresa, rispetto alla quale il 73% delle aziende sta gi\u00e0 adottando misure specifiche.<\/p>\n<p>Interessante anche il dato sugli <strong>imballaggi<\/strong>: il 65% delle aziende utilizza materiali riciclati o riciclabili, anche se solo il 20% lo fa per oltre la met\u00e0 dei propri imballaggi.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 positivo e fattivo invece l\u2019impegno delle aziende in ambito sociale. In questo senso le priorit\u00e0 delle aziende includono: <strong>pari opportunit\u00e0 di genere (80%), diritti umani e lavoro dignitoso (75%), inclusione generazionale (61%)<\/strong>. A ci\u00f2 si aggiunge il fatto che il 67% ha una policy di sostenibilit\u00e0 sociale nella catena di fornitura, anche se solo il 54% la condivide con i fornitori diretti, e appena un terzo la estende oltre il primo anello.<\/p>\n<p>Molto da lavorare resta infine in tema di <strong>monitoraggio<\/strong>: solo il 57% delle aziende ha procedure per verificare il rispetto della sostenibilit\u00e0 lungo la supply chain, e il 51% per gestire eventuali violazioni.<\/p>\n<p>Appalti pubblici: le proposte delle aziende per premiare chi \u00e8 sostenibile<\/p>\n<p>Detto quindi che lato committenza la sostenibilit\u00e0 potrebbe diventare un vero e proprio elemento distintivo delle procedure di procurement in ambito sanitario, come la vedono le aziende fornitrici? Un interessante spunto di riflessione \u00e8 arrivato da <strong>Francesco Scarpa<\/strong>, <strong>Health Economics &amp; Market Access Manager di Johnson &amp; Johnson<\/strong>, che ha sottolineato come \u00abla vera sfida non sia solo sviluppare nuovi prodotti sostenibili, ma dimostrare la sostenibilit\u00e0 dei processi gi\u00e0 in atto\u00bb; ad esempio, riuscire a tradurre gli outcome clinici in CO\u2082 risparmiata. \u00abBasti pensare al risparmio di emissioni ottenuto grazie all\u2019utilizzo di suture che riducono le infezioni post-operatorie in situ e, quindi, all\u2019evitato ritorno del paziente in ospedale, all\u2019evitato ricovero e all\u2019evitato ricorso a farmaci per risolvere l\u2019infezione\u00bb.<\/p>\n<p class=\"messaggio-chiave\">Gli operatori chiedono premialit\u00e0 nei bandi per le certificazioni ambientali\/sociali, l\u2019economia circolare e la gestione di imballaggi\/rifiuti<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale le proposte delle aziende vanno nella direzione che la sostenibilit\u00e0 conti davvero nei punteggi di gara. Pi\u00f9 in particolare, che ci sia <strong>premialit\u00e0 nei bandi attraverso la valorizzazione delle certificazioni ambientali\/sociali<\/strong> (es. ISO 14001, SA8000), delle pratiche di economia circolare, della riduzione di emissioni di CO\u2082, dell\u2019uso di imballaggi sostenibili, della gestione dei rifiuti, dell\u2019inclusione e della parit\u00e0. E ancora si richiede maggiore trasparenza, dando evidenze concrete dei risultati Environmental, Social, and Governance (ESG), come rendicontazione ambientale e bilanci sociali.<\/p>\n<p>Il futuro: sostenibilit\u00e0 come requisito d\u2019accesso alle gare di appalto?<\/p>\n<p>La direzione pare ormai tracciata: la sostenibilit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 discutibile e diventer\u00e0 un elemento sempre pi\u00f9 permeante il settore sanitario sia a livello produttivo sia in fase d\u2019acquisto. Ma in quale modo e in quali tempi ci sar\u00e0 un vero e proprio ingresso della sostenibilit\u00e0 nel procurement sanitario?<\/p>\n<p class=\"messaggio-chiave\">L\u2019obiettivo \u00e8 creare un modello di procurement sostenibile, equilibrando aspetti clinici, ambientali ed economici<\/p>\n<p>Ha chiosato pragmaticamente la referente di ARIA: \u00abRealisticamente potremmo ragionare sul fatto che <strong>entro cinque anni si arrivi a inserire dei requisiti minimi di sostenibilit\u00e0 in tutte le gare<\/strong>, non solo come elemento premiale, ma come requisito di accesso. L\u2019obiettivo a medio termine \u00e8 la creazione di un modello di procurement realmente sostenibile, che metta sullo stesso piano esigenze cliniche, ambientali ed economiche\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da lungo tempo i player della filiera della salute hanno inserito la parola \u201csostenibilit\u00e0\u201d nella propria mission aziendale.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":149536,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[5881,2065,2066,92678,239,2063,2064,4909,1537,90,89,92679,240,8264,5417],"class_list":{"0":"post-149535","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-acquisti","9":"tag-assistenza-sanitaria","10":"tag-assistenzasanitaria","11":"tag-green-procurement","12":"tag-health","13":"tag-health-care","14":"tag-healthcare","15":"tag-innovazione","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-procurement","20":"tag-salute","21":"tag-sostenibilita","22":"tag-ssn"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=149535"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/149535\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/149536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=149535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=149535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=149535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}