{"id":149651,"date":"2025-10-06T06:47:08","date_gmt":"2025-10-06T06:47:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/149651\/"},"modified":"2025-10-06T06:47:08","modified_gmt":"2025-10-06T06:47:08","slug":"argentina-il-miracolo-di-javier-milei-verso-il-capolinea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/149651\/","title":{"rendered":"Argentina, il &#8220;miracolo&#8221; di Javier Milei verso il capolinea?"},"content":{"rendered":"<p>Il saldo della bilancia dei pagamenti torna in rosso. Il deficit in crescita, trainato dagli interessi sul debito. E gli Usa scendono in campo. Puntando alle terre rare di Buenos Aires<\/p>\n<p>Ci risiamo. Anche con il <strong>cambio <\/strong>(radicale) del direttore d\u2019orchestra, la musica <strong>argentina <\/strong>rimane uguale. E il presidente <a href=\"https:\/\/www.open.online\/temi\/javier-milei\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Javier Milei<\/a>, che aveva addirittura promesso <strong>la parit\u00e0 tra peso e dollaro<\/strong>, \u00e8 di nuovo nei guai. Tanto da dover chiedere l\u2019intervento diretto degli <strong>Usa<\/strong>. Washington ha annunciato una <strong>linea swap<\/strong> da <strong>20 miliardi di dollari<\/strong> e la disponibilit\u00e0 ad acquistare <strong>bond <\/strong>in valuta estera. L\u2019annuncio ha fermato la fuga dal peso. Ma a <strong>Buenos Aires<\/strong> la paura di una nuova svalutazione \u00e8 palpabile.<\/p>\n<p>20 mesi di Milei<\/p>\n<p>La Stampa racconta oggi che per<strong> 20 mesi<\/strong> Milei ha alimentato la speranza. Riducendo l\u2019inflazione mensile <strong>dal 12,8% a meno del 2%<\/strong>, tagliando la spesa pubblica e licenziando migliaia di dipendenti statali. Il risultato \u00e8 un pareggio di bilancio dopo <strong>10 anni di disavanzi<\/strong>. Ma la fragilit\u00e0 strutturale dell\u2019economia argentina \u00e8 rimasta. Il <strong>saldo della bilancia<\/strong> dei pagamenti \u00e8 tornata in rosso. Nel secondo trimestre 2025 il deficit ha superato i <strong>tre miliardi di dollari<\/strong>, trainato dal peso degli interessi sul debito. A causa dei tre squilibri mai risolti. Quello dall\u2019<strong>export agricol<\/strong>o, visto che<strong> la soia e il mais<\/strong> rappresentano pi\u00f9 della met\u00e0 delle esportazioni complessive. Ogni oscillazione dei prezzi internazionali si riflette immediatamente sul saldo esterno.<\/p>\n<p>I tagli e le riserve<\/p>\n<p>Il calo delle <strong>quotazioni nel 2025<\/strong> ha ridotto le entrate in dollari. Poi la bilancia dei servizi: viaggi, trasporti, assicurazioni e costi finanziari drenano sistematicamente valuta. Infine, il reddito primario. Gli interessi sul debito estero e i dividenti rimpatriate superano le entrate da investimenti argentini all\u2019estero. Il <strong>Fondo Monetario<\/strong> internazionale ha promosso<strong> l\u2019Argentina<\/strong> per aver rispettato i target fiscali del programma <strong>EFF<\/strong>. Ma non ha raggiunto quelli delle riserve. E la <strong>Banca centrale<\/strong> ha difeso il peso vendendo dollari. Secondo un meccanismo gi\u00e0 visto in passato con gli odiati (da Milei) peronisti.<\/p>\n<p>Il soccorso Usa<\/p>\n<p><strong>Washington <\/strong>\u00e8 corsa ai ripari: \u00abNon permetteremo che un disequilibrio di mercato faccia deragliare le riforme economiche avviate dal presidente <strong>Milei<\/strong>\u00bb, ha dichiarato il segretario al Tesoro S<strong>cott Bessent<\/strong>. Gli <strong>Stati Uniti <\/strong>hanno sdoganato <strong>l\u2019Exchange Stabilization Fund<\/strong>, gi\u00e0 usato nel <strong>1995 <\/strong>per salvare il Messico. Mentre Buenos Aires ha una linea swap anche con la <strong>People\u2019s Bank of China da 18 miliardi<\/strong>, di cui solo <strong>5<\/strong> effettivamente attivi. L\u2019idea \u00e8 che gli Usa stanno cercando di allontanare l\u2019Argentina dalla Cina con gli aiuti. Puntando a<strong> litio e minerali critici <\/strong>argentini.<\/p>\n<p>La bilancia dei pagamenti<\/p>\n<p>Ma il problema centrale \u00e8 la bilancia dei pagamenti. Nei prossimi tre anni l\u2019Argentina dovr\u00e0 onorare impegni esteri per oltre <strong>45 miliardi di dollari, di cui 15 al Fmi<\/strong>. Si tratta di un peso insostenibile senza un surplus commerciale o afflussi di investimenti diretti. E quindi l\u2019Argentina rischia il classico circolo vizioso. Ogni crisi porta al sostegno esterno, che aumenta il debito e allontana il riequilibrio. Milei vedr\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.open.online\/temi\/donald-trump\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a><strong> il 14 ottobre alla Casa Bianca<\/strong>. Ma l\u2019acquisto di tempo con il sostegno americano non durer\u00e0 per sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il saldo della bilancia dei pagamenti torna in rosso. 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