{"id":149872,"date":"2025-10-06T10:41:16","date_gmt":"2025-10-06T10:41:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/149872\/"},"modified":"2025-10-06T10:41:16","modified_gmt":"2025-10-06T10:41:16","slug":"la-jackie-1961-e-il-monogram-perche-la-moda-e-ossessionata-dallheritage-cosi-sta-recuperando-potere-identita-e-budget","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/149872\/","title":{"rendered":"La Jackie 1961 e il monogram: perch\u00e9 la moda \u00e8 ossessionata dall&#8217;heritage? Cos\u00ec sta recuperando potere, identit\u00e0 (e budget)"},"content":{"rendered":"<p>Moda e heritage: il passato delle maison \u00e8 un patrimonio di codici estetici che ne definiscono l&#8217;identit\u00e0. Il libro Archeologia della moda  esplora i legami tra moda e passato nella contemporaneit\u00e0, l&#8217;amore per i revival, il gusto per il vintage<\/p>\n<p>Un miniabito di organza increspato di fiori ricamati apre la sfilata P\/E 2022 di <a href=\"https:\/\/www.vogue.it\/moda\/article\/valentino-garavani-biografia-completa\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Valentino<\/a>, esplicito tributo del direttore creativo Pierpaolo Piccioli al fondatore e alla sua Collezione Bianca del 1968. Sogno etereo e modernissimo, il vestito riprendeva fedelmente il look d\u2019archivio della maison, diventando strumento di una nuova narrazione. Se la moda \u00e8 un fiume che scorre con la storia del mondo e ne esprime il continuo desiderio di cambiamento, oggi l\u2019heritage, cio\u00e8 la valorizzazione delle proprie radici, diventa un aspetto fondamentale dell\u2019identit\u00e0 di un brand.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"La Jackie 1961 e il monogram perch la moda \u00e8 ossessionata dall'heritage Cos\u00ec sta recuperando potere identit\u00e0\" loading=\"lazy\" class=\"ResponsiveImageContainer-eNxvmU cfBbTk responsive-image__image\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Prato%201.jpg\"\/><img decoding=\"async\" alt=\"Giacca da amazzone MorinBlossier 1902 MET.\" loading=\"lazy\" class=\"ResponsiveImageContainer-eNxvmU cfBbTk responsive-image__image\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/6%20Blossier%201902%20giacca%20da%20amazzone%20MET%20pubblico%20dominio.jpg\"\/><\/p>\n<p>Giacca da amazzone, Morin-Blossier, 1902, MET.<\/p>\n<p>\u00abUna tendenza nata con l\u2019affermarsi della globalizzazione alla fine negli anni 90, quando i poli del lusso hanno iniziato la scalata a marchi con una storia importante\u00bb<\/p>\n<p><strong>\u00abUna tendenza nata con l\u2019affermarsi della globalizzazione alla fine negli anni 90, quando i poli del lusso hanno iniziato la scalata a marchi con una storia importante, puntandone al rilancio\u00bb,<\/strong> spiega Sofia Gnoli, storica della moda, professoressa all\u2019Universit\u00e0 Iulm e curatrice, che al tema ha dedicato il libro Archeologia della moda, in uscita questo mese per Carocci. \u00abIn un mondo in cui tutto corre velocissimo, la moda riparte dalla storia, dal passato, dall\u2019heritage. Gli archivi diventano allora un punto di partenza per comprendere il presente e costruire il futuro\u00bb. Per una griffe \u00e8 fondamentale possedere pezzi storici: l\u2019archivio \u00e8 il referente d\u2019elezione, la linfa del processo creativo, e l\u2019abito una sorta di reperto e preziosa risorsa di memorie.<\/p>\n<p>\u00abI brand utilizzano l\u2019heritage da una parte per recuperare pezzi iconici da rileggere e citare, dall\u2019altra per promuovere il brand. \u00c8 in questo senso che va letta la valorizzazione dell\u2019archivio attraverso musei aziendali, mostre e prestiti a celebrit\u00e0 in occasioni altamente mediatiche\u00bb, spiega Gnoli, che mappa in un capitolo gli archivi pi\u00f9 importanti della moda, tra cui quello di Dior, conservato a Parigi, che oggi conta circa 10mila tra abiti, tessuti, accessori, o di Gucci a Firenze, con pi\u00f9 di 40mila creazioni di cui oltre 5mila borse e 2mila pezzi di valigeria.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"Abiti di carta alla mostra Mr amp Mrs Clark. Ossie Clark and Celia Birtwell. Fashion and Prints Museo del Tessuto Prato.\" loading=\"lazy\" class=\"ResponsiveImageContainer-eNxvmU cfBbTk responsive-image__image\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ABITID~1.jpg\"\/><\/p>\n<p>Abiti di carta alla mostra <strong>Mr &amp; Mrs Clark. Ossie Clark and Celia Birtwell. Fashion and Prints<\/strong>, Museo del Tessuto, Prato.<\/p>\n<p>mario ciampiIl ruolo del direttore creativo<\/p>\n<p>In un contesto che mira ad accrescere il potere simbolico di un marchio, il direttore creativo ha un ruolo chiave: con la sua visione l\u2019archivio supera il tempo e ogni riferimento alla tradizione trasfigura in qualcos\u2019altro e diventa segno di modernit\u00e0. \u00abCome ha fatto Pierpaolo Piccioli da Valentino con il progetto Archive, e prima Tom Ford da Gucci, che ha riletto i codici identificativi della maison senza stravolgerli, dal tessuto con la doppia G alla riedizione di storiche borse come la <a href=\"https:\/\/www.vogue.it\/article\/borsa-jackie-1961-gucci-modelli-tendenza\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Jackie 1961<\/a>\u00bb, continua Gnoli. Oggi, con l\u2019incertezza diffusa nel sistema moda, testimoniata anche dai numerosi cambi di direttori creativi nelle aziende del lusso, la ricerca del nuovo non passa dall\u2019invenzione asettica e fine a se stessa, ma scava nella memoria, guarda all\u2019heritage. Che significa conoscenza tecnica e sapienza del fare, e prima ancora del sentire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Moda e heritage: il passato delle maison \u00e8 un patrimonio di codici estetici che ne definiscono l&#8217;identit\u00e0. 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