{"id":150357,"date":"2025-10-06T17:40:09","date_gmt":"2025-10-06T17:40:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150357\/"},"modified":"2025-10-06T17:40:09","modified_gmt":"2025-10-06T17:40:09","slug":"ucraina-declassata-su-gaza-occhi-al-dopo-la-nuova-america-teme-soltanto-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150357\/","title":{"rendered":"Ucraina declassata, su Gaza occhi al dopo. La nuova America teme soltanto la Cina"},"content":{"rendered":"<p>\n        Xi Jinping (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>L\u2019imprevedibilit\u00e0 di Trump pu\u00f2 portare vantaggi immediati, ma l\u2019incoerenza rischia di destabilizzare. E Pechino lo sa bene.La seconda presidenza di Donald Trump ha inaugurato una fase radicalmente nuova nella politica estera americana. L\u2019approccio transazionale, fondato su scambi immediati e vantaggi tangibili, ha sostituito la tradizionale strategia di risoluta presenza che per decenni aveva guidato Washington. La diplomazia del nuovo inquilino della Casa Bianca \u00e8 un gioco di mosse improvvise, dove il vantaggio immediato, l\u2019annuncio spiazzante, conta pi\u00f9 della coerenza strategica.Con grande sconcerto degli esperti di geopolitica al di qua e al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico, Trump non sembra badare molto alla coerenza delle posizioni, quanto piuttosto alla leva negoziale. La sua imprevedibilit\u00e0, da lui stesso rivendicata come virt\u00f9 (\u00abNon voglio che sappiano cosa sto pensando\u00bb), \u00e8 diventata il fulcro di una diplomazia che disorienta alleati e avversari.Per molto tempo, i leader americani hanno fatto pressioni sui Paesi Nato per aumentare la spesa militare, ma solo Trump \u00e8 riuscito a impegnare gli alleati europei a portare la spesa per la difesa al 5% del Pil. Come? Mettendo in dubbio la difesa collettiva. Questo sembra avere un costo, rendere pi\u00f9 fragile l\u2019alleanza atlantica, ma tale indebolimento \u00e8 reale o \u00e8 solo ipotetico? Speriamo di non doverlo verificare mai.Trump ha rinnegato l\u2019accordo commerciale con Messico e Canada, da lui stesso sottoscritto nel suo primo mandato, e ha imposto dazi all\u2019Unione europea, costringendo Bruxelles a concessioni fino a poco tempo prima impensabili. In altri termini, gli Stati Uniti non hanno pi\u00f9 intenzione di fare da garante dell\u2019ordine (o disordine) globale, ma si stanno ritagliando il ruolo di giocatore che gareggia per s\u00e9. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio, quando ha definito l\u2019ordine internazionale \u00abobsoleto\u00bb e \u00abun\u2019arma usata contro gli Stati Uniti\u00bb. Trump \u00e8 stato tranchant nel suo discorso alle Nazioni Unite del 23 settembre, quando ha deriso l\u2019istituzione per \u00abaver creato nuovi problemi da risolvere\u00bb.Nel frattempo, la Cina osserva e agisce. Pechino non sfida apertamente il sistema, anzi: lo occupa, sfruttando la volontaria ritirata di Washington. Xi Jinping propone il suo Paese come difensore dell\u2019ordine internazionale, consolidando il proprio prestigio nelle istituzioni multilaterali. Nel suo dialogo con la Cina, Trump punta sul rapporto personale con Xi e su un accordo bilaterale ancora in fieri. Se il negoziato premiasse la resistenza cinese, l\u2019idea di una leadership americana in declino si rafforzerebbe, provocando un effetto a catena in cui la Cina sarebbe il catalizzatore.La guerra in Ucraina, declassata a scenario periferico, \u00e8 un esempio emblematico. Trump ha oscillato tra irritazione nei confronti del presidente ucraino Volodimir Zelensky e sostegno, sospendendo gli aiuti a Kiev per poi dichiarare di appoggiare la riconquista dei territori occupati. La sensazione \u00e8 che Washington consideri persa la guerra in Ucraina, ma che un\u2019ammissione in questo senso sarebbe un grave segno di debolezza. Ecco perch\u00e9 Trump si pone come mediatore terzo, anche se tutti sanno che gli Usa sostengono l\u2019Ucraina nei suoi sforzi militari.La politica estera americana \u00e8 orientata a contenere l\u2019espansione cinese, anche a costo di sacrificare altri fronti. Maggiore attenzione emerge sul Medio Oriente, per\u00f2.Il piano di pace per Gaza, presentato da Trump, \u00e8 stato apprezzato anche dal Papa e di fatto rappresenta oggi l\u2019unico tentativo diplomatico serio di fermare una situazione drammatica. Gli Stati Uniti si propongono come mediatori attivi, ma con una visione pragmatica. I punti chiave dell\u2019accordo sono un cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi, il disarmo di Hamas, l\u2019amnistia o esilio per i suoi leader e una governance apolitica sotto supervisione internazionale. Israele non occuper\u00e0 Gaza e la sicurezza sar\u00e0 affidata a una forza mista con partecipazione araba. Resta per\u00f2 la vaghezza di molti importanti dettagli e l\u2019indeterminatezza dei tempi.I leader stranieri, smarriti dall\u2019andamento ondivago del tycoon, hanno fatto ricorso spesso all\u2019adulazione nei suoi confronti, ma alla lunga questo metodo smette di funzionare. Trump non si lascia incasellare e questo rende difficile ogni previsione. Il bombardamento dell\u2019Iran, che ha frenato per ora le ambizioni nucleari di Teheran, \u00e8 un esempio di come l\u2019imprevedibilit\u00e0 americana attuale possa produrre risultati. Ma il costo di una simile strategia \u00e8 alto, poich\u00e9 genera in s\u00e9 stessa instabilit\u00e0 e confusione.Se da una parte i Brics, in teoria, stanno espandendo il proprio raggio di azione (da poco la Colombia ha aderito alla Via della Seta cinese), nella pratica gli Stati Uniti si stanno ritirando a difesa di s\u00e9. Alla riunione con centinaia di capi militari americani a Quantico di fine settembre, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto: \u00abIl nostro compito \u00e8 prepararci alla guerra e vincerla\u00bb. Mentre gli Stati Uniti ridisegnano la loro proiezione internazionale, l\u2019Europa si trova davanti a una scelta: adattarsi, resistere o reinventarsi. Il mondo post Trump non \u00e8 lontano e occorre prepararsi da ora.\n<\/p>\n<p>Ecco #DimmiLaVerit\u00e0 del 6 ottobre 2025. Il deputato del M5s Marco Pellegrini commenta il piano di pace di Donald Trump per Gaza e le manifestazioni di questi giorni.<\/p>\n<p>\n        Getty Images\n    <\/p>\n<p>Il progetto russo di espandere l\u2019influenza nel continente vacilla: dopo la fine di Wagner, l\u2019Africa Corps non riesce a garantirne il ruolo, mentre jihadisti avanzano e Usa ed Europa provano a riconquistare spazio.<\/p>\n<p>Schlein, pur di tenere in piedi il campo largo, abdica a Conte<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Xi Jinping (Getty Images) L\u2019imprevedibilit\u00e0 di Trump pu\u00f2 portare vantaggi immediati, ma l\u2019incoerenza rischia di destabilizzare. 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