{"id":150423,"date":"2025-10-06T18:37:12","date_gmt":"2025-10-06T18:37:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150423\/"},"modified":"2025-10-06T18:37:12","modified_gmt":"2025-10-06T18:37:12","slug":"il-sorprendente-legame-tra-vaccini-e-demenza-emerso-in-uno-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150423\/","title":{"rendered":"Il sorprendente legame tra vaccini e demenza emerso in uno studio"},"content":{"rendered":"<p>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\tUna serie di studi recenti sta rivoluzionando la medicina preventiva: alcuni vaccini progettati per combattere virus comuni potrebbero anche contribuire a ridurre significativamente il rischio di demenza\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.greenme.it\/author\/ilaria\/\" title=\"Ilaria Rosella Pagliaro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" alt=\"Ilaria Rosella Pagliaro\" data-lazy-type=\"image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ilaria-pagliaro_ph-60x60.jpg\"  class=\"lazy lazy-hidden avatar avatar-60 photo\" height=\"60\" width=\"60\" decoding=\"async\"\/>\t\t\t\t\t\t\tIlaria Rosella Pagliaro<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\n\t\t\t\t\t\t6 Ottobre 2025\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t<img width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/legame-vaccini-demenza-1024x683.jpg\" class=\"share_img skip-lazy wp-post-image\" alt=\"legame vaccini demenza\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/>\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, numerosi studi hanno messo in luce un dato sorprendente: i vaccini, oltre a proteggere da infezioni virali, potrebbero offrire un <strong>effetto protettivo contro la demenza<\/strong>, una delle malattie neurodegenerative pi\u00f9 devastanti e senza cura. Tra tutti, il vaccino contro il <strong>fuoco di Sant\u2019Antonio<\/strong> (herpes zoster) si \u00e8 dimostrato il pi\u00f9 efficace, con una <strong>riduzione del rischio di demenza pari al 20%<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo vaccino, inizialmente introdotto nel 2006 per prevenire l\u2019eruzione cutanea dolorosa tipica del virus zoster, ha attirato l\u2019attenzione della comunit\u00e0 scientifica. Una ricerca pubblicata su Nature nel 2025 ha monitorato quasi <strong>300.000 anziani in Galles<\/strong>, confrontando gruppi nati a poche settimane di distanza ma con accesso differente al vaccino, secondo la data di nascita. Dopo sette anni, coloro che avevano ricevuto il vaccino mostravano un rischio di demenza inferiore del 3,5% in termini assoluti, pari a una <strong>riduzione relativa del 20%<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>versione pi\u00f9 recente e potente del vaccino<\/strong>, Shingrix, \u00e8 oggi raccomandata dai Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie per tutti gli adulti sopra i 50 anni, o per i pi\u00f9 giovani con un sistema immunitario compromesso. Eppure, nel 2022, <strong>solo un terzo degli americani eleggibili<\/strong> aveva ricevuto almeno una dose.<\/p>\n<p>Anche influenza, RSV e Tdap mostrano effetti simili nella protezione cerebrale<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo il vaccino contro l\u2019herpes zoster a mostrare un legame con la riduzione del rischio di demenza. <strong>Dati convincenti emergono anche da altri vaccini<\/strong> largamente utilizzati, come quelli contro influenza stagionale, RSV (virus respiratorio sinciziale) e Tdap (tetano, difterite, pertosse).<\/p>\n<p>Un ampio studio statunitense su oltre <strong>200.000 anziani<\/strong> ha confermato che sia il vaccino vivo Zostavax che quello ricombinante Shingrix erano associati a un minor rischio di demenza, con un vantaggio netto per Shingrix: in media, garantiva <strong>164 giorni in pi\u00f9 senza demenza<\/strong> rispetto a Zostavax.<\/p>\n<p>Nel 2022, un\u2019altra indagine pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society ha rilevato che le persone che avevano ricevuto sia il vaccino contro l\u2019herpes zoster sia il Tdap mostravano <strong>un rischio dimezzato di sviluppare demenza<\/strong> rispetto a chi non aveva ricevuto alcuna vaccinazione.<\/p>\n<p>Anche i vaccini contro l\u2019influenza mostrano benefici significativi. Una ricerca condotta su <strong>1,8 milioni di americani over 65<\/strong> ha rivelato una <strong>riduzione del 40% del rischio di Alzheimer<\/strong> nei soggetti vaccinati. Un altro studio del 2024 su oltre <strong>70.000 individui<\/strong> ha registrato un calo del 17% nel rischio di demenza.<\/p>\n<p>Il <strong>vaccino RSV Arexvy<\/strong>, raccomandato per le persone sopra i 60 anni, \u00e8 stato associato a una <strong>riduzione del 29% delle diagnosi di demenza<\/strong> nei 18 mesi successivi alla vaccinazione. Lo ha confermato un team dell\u2019Universit\u00e0 di Oxford, sottolineando che la protezione si verifica nonostante il virus abbia effetti solo lievi nella maggior parte dei casi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 i vaccini potrebbero funzionare anche contro la demenza?<\/p>\n<p>Sebbene la correlazione tra vaccinazioni e riduzione della demenza sia supportata da dati consistenti, gli scienziati invitano alla prudenza: la maggior parte di questi studi \u00e8 <strong>osservazionale<\/strong> e non pu\u00f2 dimostrare un legame diretto di causa-effetto.<\/p>\n<p><strong>Tre ipotesi principali<\/strong> stanno prendendo forma:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Prevenzione delle infezioni gravi:<\/strong> Malattie come l\u2019influenza, l\u2019herpes zoster e l\u2019RSV possono accelerare l\u2019invecchiamento cerebrale. Uno studio su Nature Aging del 2024 ha evidenziato come queste infezioni stimolino infiammazioni che favoriscono l\u2019atrofia cerebrale, aumentando cos\u00ec il rischio di demenza.<\/li>\n<li><strong>Effetto degli adiuvanti nei vaccini:<\/strong> Alcuni vaccini, come Shingrix e Arexvy, contengono un adiuvante chiamato <strong>AS01<\/strong>, che stimola il sistema immunitario. Studi in laboratorio suggeriscono che questa sostanza possa <strong>attivare cellule immunitarie in grado di proteggere il cervello<\/strong>. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare questi effetti nell\u2019uomo.<\/li>\n<li><strong>Riduzione del rischio di ictus:<\/strong> Il virus dell\u2019herpes zoster \u00e8 associato a un <strong>aumento della probabilit\u00e0 di ictus<\/strong>, un noto fattore di rischio per la demenza. Evitare l\u2019infezione potrebbe quindi ridurre anche l\u2019incidenza di eventi cerebrovascolari.<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 interessante notare che, in diverse analisi, l\u2019effetto protettivo dei vaccini appare <strong>pi\u00f9 marcato nelle donne<\/strong> rispetto agli uomini, anche se le ragioni non sono ancora chiare.<\/p>\n<p>Un\u2019idea rivoluzionaria: prevenire la demenza attraverso i vaccini<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 che una semplice vaccinazione possa <strong>proteggere il cervello dall\u2019insorgenza della demenza<\/strong> rappresenta una svolta epocale. In un mondo in cui gli effetti collaterali sono spesso negativi, potremmo trovarci di fronte a un <strong>effetto secondario benefico<\/strong> capace di modificare radicalmente l\u2019invecchiamento della popolazione.<\/p>\n<p>Come ha scritto il Dr. Robert H. Shmerling per Harvard Health Publishing, <strong>vaccinarsi oggi significa proteggersi da malattie dolorose come l\u2019herpes zoster e, potenzialmente, da molto di pi\u00f9<\/strong>.<\/p>\n<p>Va per\u00f2 ricordato che <strong>i vaccini non sono una soluzione miracolosa<\/strong>. Funzionano meglio se integrati in uno stile di vita sano. Secondo la Lancet Commission del 2024, fino al 45% dei casi di demenza potrebbe essere evitato o ritardato <strong>grazie a modifiche dello stile di vita<\/strong>: attivit\u00e0 fisica regolare, controllo della pressione arteriosa, riduzione del consumo di alcol e trattamento della perdita uditiva sono tutti fattori chiave.<\/p>\n<p>Fonte: <strong><a href=\"https:\/\/pubmed.ncbi.nlm.nih.gov\/40175543\/\" data-wpel-link=\"external\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Nature<\/a>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ti potrebbe interessare anche:\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una serie di studi recenti sta rivoluzionando la medicina preventiva: alcuni vaccini progettati per combattere virus comuni potrebbero&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":150424,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[239,1537,90,89,240,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-150423","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute","13":"tag-vaccine","14":"tag-vaccines","15":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150423"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150423\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}