{"id":150528,"date":"2025-10-06T20:22:10","date_gmt":"2025-10-06T20:22:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150528\/"},"modified":"2025-10-06T20:22:10","modified_gmt":"2025-10-06T20:22:10","slug":"storia-e-misteri-del-monastero-certosino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150528\/","title":{"rendered":"storia e misteri del monastero certosino"},"content":{"rendered":"<p>Incastonato tra le vette verdeggianti dell\u2019<strong>Is\u00e8re<\/strong>, chiamate lo \u201csmeraldo delle Alpi\u201d, si trova il primo monastero dell\u2019ordine dei <strong>Certosini<\/strong>: il <strong>Grande Chartreuse<\/strong>.\u00a0Fondato da <strong>San Bruno di Colonia<\/strong>, che si festeggia ogni anno il 6 ottobre, \u00e8 oggi un luogo leggendario che fonde storia, spiritualit\u00e0 e natura, e dove pochi sanno che si produce quello che viene chiamato \u201cl\u2019elisir di lunga vita\u201d.\n<\/p>\n<p>Il monastero di Chartreuse tra silenzi e contemplazione<\/p>\n<p>Venne costruito <strong>nel 1084<\/strong> in quello che veniva chiamato il \u201c<strong>deserto di Chartreuse<\/strong>\u201c: una valle corta, chiusa e molto isolata dove San Bruno di Colonia e i suoi compagni (Lanuino, Stefano di Bourg, Stefano di Die, Ugo il cappellano, e i conversi Andrea e Guarino) si stabilirono perch\u00e9 ideale per condurre una <strong>vita di preghiera e solitudine<\/strong>.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/BZtAuP7lKiG\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>I fondatori realizzarono inizialmente strutture in legno, per poi ingrandirsi con nuove costruzioni (e distruzioni, durante la Guerra dei Cento Anni e le Guerre di Religione) fino a raggiungere l\u2019aspetto attuale (che risale al XVII e XVIII secolo). La <strong>comunit\u00e0 monastica si ingrand\u00ec<\/strong> in poco tempo con molti seguaci e fu cos\u00ec che nacquero diverse certose in tutta Europa, guidate da regole comuni: vita austera basata sulla preghiera, silenzio e lavoro manuale.<\/p>\n<p>Caratterizzata da un\u2019<strong>architettura funzionale e sobria<\/strong>, la Grande Chartreuse riflette in ogni aspetto la vita semplice dei certosini. Al suo interno si trovano le celle individuali per i monaci, un ampio chiostro, una chiesa, laboratori ed edifici agricoli. A favorire la <strong>solitudine e la meditazione<\/strong> dei monaci \u00e8 la presenza di un oratorio e di un giardino privato in ogni cella.<\/p>\n<p>Il mistero dell\u2019elisir di lunga vita di Chartreuse<\/p>\n<p>Il monastero della Grande Chartreuse non \u00e8 solo la prima testimonianza dell\u2019ordine certosino, ma anche il luogo in cui misteri e leggende rendono unica la storia del <strong>liquore<\/strong> che tutt\u2019oggi viene prodotto al suo interno, che si racconta sia <strong>l\u2019elisir di lunga vita<\/strong>.<\/p>\n<p>Tutto inizi\u00f2 nel 1605, quando il maresciallo d\u2019Estr\u00e9es consegn\u00f2 ai monaci della Chartreuse de Vauvert, vicino a\u00a0<a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/destinazioni\/europa\/francia\/parigi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Parigi<\/a>, un misterioso manoscritto alchemico. Dentro si trovava la ricetta di un \u2018elisir di lunga vita\u2019 con oltre 130 erbe e spezie, ma troppo complessa per essere compresa subito.<\/p>\n<p>Il segreto viaggi\u00f2 fino alla Grande Chartreuse, dove silenziosamente e con sperimentazioni infinite, i certosini riuscirono nel 1737 a dare vita all\u2019<strong>Elixir V\u00e9g\u00e9tal de la Grande-Chartreuse<\/strong>: un concentrato tonico, digestivo e\u2026 potentissimo (69\u00b0). Ottenne successo e cos\u00ec vennero realizzate due versioni pi\u00f9 \u201cbevibili\u201d: la Chartreuse verte (1764), intensa e aromatica, e la Chartreuse jaune (1838), pi\u00f9 dolce e dorata grazie a miele e zafferano.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Bh7mi9Jh9Vz\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Da rimedio monastico a simbolo di eleganza francese, la Chartreuse \u00e8 oggi un liquore iconico nato tra le montagne e cresciuto nei cocktail bar del mondo, con una<strong> ricetta ancora avvolta nel mistero<\/strong> e custodita da pochissimi monaci che la tramandano esclusivamente <strong>verbalmente<\/strong>.<\/p>\n<p>Non solo, qui si pu\u00f2 andare alla scoperta della produzione del liquore Chartreuse recandosi alle <strong>cantine<\/strong> della cittadina di <strong>Voiron<\/strong>, a circa 35 km di distanza, per assistere a una visita guidata. \u00c8 tra le pi\u00f9 lunghe della <a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/destinazioni\/europa\/francia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Francia<\/a> e del mondo e con migliaia di botti dove il liquore invecchia lentamente.<\/p>\n<p>Visitare il museo della Grande Chartreuse<\/p>\n<p>La Grande Chartreuse <strong>non \u00e8 visitabile<\/strong>, poich\u00e9 vivono al suo interno i monaci certosini. Ma \u00e8 stato allestito un<strong> museo<\/strong> pi\u00f9 a valle, nella vicina localit\u00e0 di <strong>Correrie<\/strong> (che un tempo fu tra le prime realizzazioni dell\u2019ordine monastico, in cui vivevano i monaci responsabili dei compiti materiali).<\/p>\n<p>Al suo interno si possono ammirare le ricostruzioni delle <strong>celle dei monaci<\/strong>, ma anche manoscritti, paramenti liturgici e oggetti di uso quotidiano che permettono di rivivere la storia dell\u2019ordine monastico e della vita certosina. Nel 2025 \u00e8 aperto fino all\u201911 novembre, per poi riaprire nel 2026 in primavera.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/BUi9ObOlLDg\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Come arrivare<\/p>\n<p>La Grande Chartreuse si trova nelle Alpi francesi, nel comune di <strong>Saint-Pierre-de-Chartreuse<\/strong> (nel dipartimento dell\u2019Is\u00e8re). Spicca a circa 1.190 metri di altitudine, ai piedi del Grand Som, appartenente al <strong>massiccio della Chartreuse<\/strong>, spesso chiamato \u201clo smeraldo delle Alpi\u201d: un paradiso per gli amanti della natura e dell\u2019avventura, con scenari mozzafiato composti da fitte foreste, prati verdeggianti e cime maestose.<\/p>\n<p>Il monastero \u00e8 facilmente raggiungibile <strong>in auto in 45 minuti<\/strong> da <a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/idee-di-viaggio\/grenoble-informazioni-utili-per-visitare-la-citta-ai-piedi-delle-alpi\/129500\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Grenoble<\/a>, da cui dista circa 30 km. Chi preferisce con i mezzi pubblici, pu\u00f2 prendere un autobus per Saint-Pierre-de-Chartreuse e da l\u00ec pu\u00f2 raggiungere il museo e l\u2019area intorno al monastero con il servizio navetta o con una breve passeggiata.<\/p>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Incastonato tra le vette verdeggianti dell\u2019Is\u00e8re, chiamate lo \u201csmeraldo delle Alpi\u201d, si trova il primo monastero dell\u2019ordine dei&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":150529,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14375,14,164,165,5857,93107,166,14274,7,15,28258,77595,11,167,12,168,24504,161,162,163],"class_list":{"0":"post-150528","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-alpi","9":"tag-cronaca","10":"tag-dal-mondo","11":"tag-dalmondo","12":"tag-itinerari-culturali","13":"tag-monasteri","14":"tag-mondo","15":"tag-montagna","16":"tag-news","17":"tag-notizie","18":"tag-posti-incredibili","19":"tag-turismo-religioso","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-mondo","22":"tag-ultimenotizie","23":"tag-ultimenotiziedimondo","24":"tag-vacanza-natura","25":"tag-world","26":"tag-world-news","27":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150528","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150528"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150528\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}