{"id":150733,"date":"2025-10-07T00:00:09","date_gmt":"2025-10-07T00:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150733\/"},"modified":"2025-10-07T00:00:09","modified_gmt":"2025-10-07T00:00:09","slug":"bari-weiss-nuovo-direttore-news-della-cbs-dopo-aver-lasciato-il-new-york-times-e-polemica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150733\/","title":{"rendered":"Bari Weiss nuovo direttore News della Cbs (dopo aver lasciato il New York Times): \u00e8 polemica"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Mario Platero<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La giornalista, 41 anni, dopo essersi dimessa dal New York Times ha fondato la media company Free Press da 15 milioni di dollari l&#8217;anno in abbonamenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 tanto la notizia in se &#8211; la Paramount ha nominato un nuovo direttore news per la Cbs &#8211; quanto i personaggi \u2013 e le vicende &#8211; dietro la nomina, che scardinano la storia, proiettando l\u2019America dell\u2019informazione e dell\u2019intrattenimento \u2013 ma anche quella politica &#8211; in un\u2019epoca nuova, l\u2019epoca dei quarantenni, dell\u2019anti woke, del centrismo di buon senso nella migliore delle ipotesi &#8211; o dell\u2019autoritarismo nella peggiore. Con due aggiunte. L<b>a nascita formale di una nuova dinastia dell\u2019informazione<\/b> che lascia nella polvere i  <b>Murdoch<\/b>. E, come vedremo, con un riferimento centrale per capire anche quel che sta succedendo oggi, con <b>Donald Trump<\/b> che mobilita la <b>guardia nazionale in alcune citt\u00e0 americane<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Partiamo dalla notizia: <b>David Ellison, 42 anni, Ceo di Paramount Skydance<\/b> che controlla la rete, ha scelto <b>Bari Weiss<\/b>, 41 anni come direttore News della storica rete Cbs \u2013 Columbia Broadcasting System \u2013  di fatto lanciata nel 1928 dal leggendario Bill Paley, protagonista (anche con l\u2019amico Gianni Agnelli) della vita imprenditoriale, politica, ma anche sociale nella New York degli anni Settanta. Sulla carta, i due nuovi protagonisti, in un rapido succedersi di eventi sia mediatici che imprenditoriali sono dunque Ellison, che ha conquistato la grande Paramount  appena lo scorso 7 di agosto acquistandola dalla famiglia Malone per 8 miliardi di dollari attraverso la sua Skydance Media. E la Weiss, che lasci\u00f2 la sezione \u2013 autonoma &#8211; dei commenti del New York Times il 20 luglio del 2020 con una lettera aperta di dimissioni che denunciava <b>l\u2019ostracismo di cui era oggetto<\/b> da parte di colleghi dell\u2019estrema sinistra, ostracismo, diceva, impunito da parte della propriet\u00e0. Una lettera che fece epoca e segn\u00f2 una svolta per la percezione pubblica dei movimenti woke, cancel, mee too etc.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La Weiss, fond\u00f2 poi una sua media company, Free Press<\/b>, controccorente rispetto al pensiero dominante \u201cmainstream\u201d, formato da una classe intellettuale ancorata a vecchi principi, che si spostava sempre pi\u00f9 ostinatamente a sinistra. <b>Free press ebbe un rapido e straordinario successo<\/b> su Internet. La si poteva acquistare su Substack e ha finito col generare <b>abbonamenti fino a 15 milioni di dollari all\u2019anno<\/b>. La ciliegina sulla torta di Bari? Insieme alla nomina, forse ancora la pi\u00f9 prestigiosa nel mondo americano dei media, <b>ha venduto la sua Free Press a Paramount per 150 milioni di dollari<\/b> in contanti e azioni e avr\u00e0 come riporto diretto il Ceo, David Ellison.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ovvio che questa operazione ha generato in America dibattito, polemiche e polveroni all\u2019interno dei quali ci si puo\u2019 perdere in confusione. Lo scorso luglio ad esempio, prima ancora dell\u2019acquisto da parte di Ellison, la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_luglio_02\/paramount-16-milioni-dollari-trump-intervista-kamala-harris-88f1eb60-1fbe-47e2-b660-67975130axlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>Paramount aveva pagato a Donald Trump 16 milioni<\/b> <\/a>di dollari in danni per chiudere una causa su un reportage del programma 60 minutes che, secondo il Presidente, lo aveva danneggiato manipolando dichiarazioni della sua concorrente Kamala Harris. <b>La cosa fece scandalo<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Possibile cedere davanti alle minacce del potere? Trump in effetti, secondo il suo stile, aveva fatto capire che avrebbe perseguito ben oltre le news gli interessi di Paramount. Il \u201cpatteggiamento\u201d fu presentato come la <b>capitolazione della libera stampa<\/b> nei confronti di una <b>Casa Bianca<\/b> che interferiva sempre pi\u00f9 non solo nella gestione delle singole aziende, ma addirittura nello stesso sistema capitalistico americano: per vendere la Paramount Shari Redstone ( figlia del re delle comunicazioni Sumner Redstone), ansiosa di liberarsene, aveva bisogno del permesso delle autorit\u00e0 competenti e Trump avrebbe potuto bloccare tutto e lo fece sapere.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Una strumentalizzazione politica, un interesse privato in atto pubblico, che non ha davvero precedenti nella divisione di ruoli, poteri e responsabilita\u2019 nella democrazia americana. Eppure <b>Trump riesce a prevalere<\/b>. Naturale pensare dunque, soprattutto seguendo la dietrologia nostrana, ma anche molti commenti di oggi in America, che la scelta della contestatrice della sinistra Weiss sia un pedaggio che il giovane Ellison ha voluto pagare per tenersi buon Donald Trump. Possibile, ma fino a un certo punto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intanto perch\u00e9 David Ellison \u00e8 anche figlio di Larry Ellison, il fondatore di Oracle, oggi l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del mondo, con un patrimonio stimato in 393 miliardi di dollari (ben al di sopra dei concorrenti diretti Elon Musk o Mark Zuckerberg o Jeff Bezos). E Larry da sempre \u00e8 stato un repubblicano e poi un sostenitore di Trump: meno ricatto dunque e forse pi\u00f9 affinit\u00e0 ideologica? Larry inoltre ha sempre aiutato il figlio, cui \u00e8 sempre stato molto vicino, <b>finanziandolo prima con un prestito di 150 milioni di dollar<\/b>i per la avviare Skydance Media e poi con un investimento di 6 miliardi di dollari per completare l\u2019acquisizione di Paramount.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 da dire che David, con un passato da attore e un brevetto da pilota acrobatico,<b> ha lasciato presto la carriera dello showman<\/b> per dedicarsi alla produzione e al business, con successo \u2013 \u00e8 suo  il film di maggior incasso del 2022 <b>Top Gun: Maverick<\/b>; oppure Mission Impossible e poi True Grit, the Adam Project e Annihilation che hanno avuto non solo ottimi incassi ma buon successo di critica. Se a questo aggiungiamo che Larry Ellison ha anche aiutato la figlia Megan Ellison a fondare <b>Annapuma Pictures nel 2011<\/b>, un\u2019altra societ\u00e0 di produzione con hits come American Hustle, Her o Zero Dark Thirty ecco come, dalla rivoluzione hi tech degli anni Ottanta, cominciano a scaturire dinastie imprenditoriali che si sostituiscono alle vecchie. In questo caso quella di Murdoch per fare un esempio, dilaniata da gelosie e lotte intestine a loro volta con epopee sfociate in un serial televisivo di grande successo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E arriviamo a Bari Weiss, giornalista con un buon pedigree alle spalle, giovanissima, ad appena 33 anni, dopo un periodo anche al Wall Street Journal, viene assunta nel 2017 dalle pagine dei commenti del New York Times che vuole dare un segnale centrista nel contesto della nuova amministrazione Trump, insediata da poco. Bari si trova subito male.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le sue <b>posizioni anti-woke non coincidono con quelle di un gruppo<\/b> di giovani attivisti assunti dal giornale negli <b>anni di Obama<\/b> per dare spazio a minoranze e alle <b>cause sempre pi\u00f9 estreme per le libert\u00e0 civili<\/b>. I suoi articoli vengono derisi, viene intimidita, soprattutto nelle chat interne al giornale autorizzate dall\u2019editore. Protesta senza risultato, ma non fa certo marcia indietro. Nel 2018 dopo il <b>massacro anti ebraico alla Tree of Life Synagogue a Pittsburgh<\/b>, che fece 11 morti, i sospetti su di lei crescono. Sono molti anni prima dell\u2019attacco di Hamas del 7 ottobre, ma l\u2019atmosfera di tensione attorno alla questione ebraica e\u2019 gia\u2019 molto carica. Scrive un libro, \u201ccome combattere l\u2019antisemitismo\u201d, vince il National Jewish Book Award nel 2019. La cosa negli ambienti degli attivisti non l\u2019aiuta, il libro e il premio la definiscono come un\u2019aliena a quella che viene percepita la line politica centrale anche alla pagina dei commenti del New York Times. Infine la svolta, attorno a un evento che ebbe allora un impatto nazionale e che e\u2019 alla radice di quel che succede oggi con la mobilitazione della Guardia Nazionale da parte di Trump.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 5 giugno del 2020, circa un mese dopo che un poliziotto, Derek Chauvin, stringe il collo di un criminale di piccolo cabotaggio,<b> George Floyd<\/b>, fino ad ucciderlo mentre lo arresta a Minneapolis. L\u2019orrore del video, la forza bruta contro un uomo inerme, diventa virale. In tutta l\u2019America esplodono dimostrazioni anche violente contro il razzismo radicato in molti tra le forze dell\u2019ordine e in molti americani in genere. La reazione \u00e8 sentita a livello nazionale. Ma le reazioni sono eccessive. Ricordo a New York poco lontano da casa mia dimostranti in auto che sfasciavano vetrine di negozi di lusso per ammassare i prodotti in grosse sacche gi\u00e0 pronte. Indirettamente, le dimostrazioni sono anche contro l\u2019amministrazione Trump. Da li a poco ci saranno le elezioni per il secondo mandato e molti fra gli attivisti democratici cavalcano le dimostrazioni per mobilitare il voto contro una presidenza autoritaria. In quei giorni di turbolenza il Senatore Repubblicano dell\u2019Arkansas Tom Cotton pubblica un editoriale provocatorio sul New York Times, invocando l\u2019uso delle forze armate per riportare l\u2019ordine nelle citt\u00e0, da nove giorni a ferro e fuoco. L\u2019articolo esce il 3 giugno, ha un titolo forte, \u201cTom Cotton: Mandate l\u2019Esercito\u201d, il senatore fa riferimento ad altri episodi del passato in cui la Guardia Nazionale \u00e8 stata mobilitata per riportare l\u2019ordine interno, cita episodi devastanti e strumentalizzazioni della sinistra. L\u2019articolo ha un effetto esplosivo senza precedenti all\u2019interno dei giornale e negli ambienti degli attivisti di sinistra che il 4 giugno raccolgono 1000 firme fra i giornalisti in protesta contro il direttore della pagina commenti e contro l\u2019editore, Sulzberger. James Bennet, il Direttore della pagina, spiega in una riunione di redazione di non aver riletto l\u2019articolo anche perch\u00e9 esprimeva l\u2019opinione di un Senatore nel contesto di dare piu\u2019 voci a un dibattito intenso nel paese e che altri colleghi lo avevano esaminato a fondo. Il 5 giugno l\u2019editore scrive un corsivo in testa all\u2019editoriale di Cotton, scusandosi per l\u2019errore di non aver esercitato un adeguato controllo sul contenuto dell\u2019articolo, ammette che altri giornalisti aveva lavorato con lo staff del Senatore per concordare correzioni e prercisazioni ma che non avevano fatto bene il loro lavoro. Il 7 giugno Bennet, uno dei piu; autorevoli giornalisti americani, gia\u2019 direttore dell\u2019Atlantic Monthly un periodico molto ascoltato di ispirazione liberale e\u2019 costretto alle dimissioni. Di fatto per aver risposto all\u2019appello dell\u2019editore di diversificare i commenti introducendo opinioni della destra. Era stato lui ad assumere Barry Weiss. Bennet, la cui madre \u00e8 una sopravvissuta dell\u2019olocausto era gi\u00e0 nel mirino degli attivisti per il suo atteggiamento neutro nei confronti di Israele ( di nuovo siamo molto prima dell\u2019attacco del 7 ottobre, ma gi\u00e0 una campagna pro palestinesi, alimentata dalla propaganda di Hamas, era in corso fra gli attivisti della sinistra democratica). Il 7 giugno Bennet viene costretto alle dimissioni. Per la Weiss \u00e8 troppo. Riflette alcuni giorni e il 20 giugno scrive la lettera aperta di dimissioni e di denuncia all\u2019editore Sulzberger ormai preso tra due fuochi. \u00abOggi la curiosit\u00e0 intellettuale \u00e8 una colpa al Times\u00bb\u00a0scrive. Rivela bullismo anche pubblico nei suoi confronti. Identifica una \u201cguerra civile\u201d tra \u00abi generalmente giovani wokes e i generalmente al di sopra dei 40 della vecchia sinistra\u00bb. Attacca l\u2019editore che consente il fiorire di un simile comportamento in pubblico.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La lettera della Weiss esplode come un effetto deflagratore ancora pi\u00f9 forte rispetto all\u2019editoriale di Cotton. La destra l\u2019abbraccia. Lei, lesbica, sposata, si dichiara centrista di sinistra e non repubblicana e getta i semi di quello che nelle elezioni del 2024 sarebbe diventato un voto di protesta anche da parte di molti centristi democratici contro la cultura dell\u2019estremismo di sinistra attorno a Cancel Culture, Woke, Mee Too etc. Nel frattempo, oggi, Donald Trump tra lo scandalo generale, ha messo in atto quella che cinque anni fa sembrava solo una provocazione del Senatore Scott: <b>ha mandato la Guardia Nazionale e in un caso addirittura i marines<\/b> per controllare l\u2019ordine pubblico in citt\u00e0 \u2013 guarda caso \u2013 guidate da sindaci democratici. L\u2019ultima su cui infuriava la polemica ieri era <b>Portland, in Oregon<\/b>, vicenda che merita una storia a parte.<\/p>\n<p>Per questo la nomina di Bari Weiss alla guida di un simbolo della libert\u00e0 di stampa come la Cbs \u00e8 una svolta chiave. Chiude davvero a sorpresa un cerchio che si era aperto gia\u2019 cinque anni fa. Nel frattempo dalla sua lettera aperta di denuncia e dalle dimissioni dal New York Times, l<b>a Weiss \u00e8 diventata un\u2019eroina dei protagonisti della Silicon Valley<\/b>, Jeff Bezos l\u2019ha invitata al suo matrimonio, Peter Thiel le ha concesso un\u2019intervista sul suo podcast alla Liberty Press, Marc Andriessen e Howard Schulz, (il fondatore di Starbucks) hanno investito nella sua azienda media. Sui social media infuria la polemica e c\u2019\u00e8 chi si preoccupa, chi grida allo scandalo chi alla fine della libert\u00e0 di stampa. Io preferisco allinearmi con Katie Couric, ex direttrice delle News alla Cbs, ha semplicemente detto:\u00ab\u201dSara\u2019 affascinante vedere quel che succeder\u00e0\u00bb. Vedremo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Di certo, dalla nuova dinastia Ellison alla nomina di Barri Weiss, il laboratorio America \u00e8 sempre in azione e in drastico cambiamento. Alla Cbs si \u00e8 sempre fatta la storia del paese in parallelo a quella dei media. Dal programma di inchiesta \u00ab60 minutes\u00bb, a direttori news &#8211; aggressivi come <b>Dan Rather<\/b> (molto a sinistra, argoment\u00f2 duramente con Bush padre <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ys_5trdvWp8\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">durante la campagna presidenziale del 1988<\/a>) &#8211; iconici, come <b>Walter Cronkite <\/b>( diede l\u2019annuncio con la voce rotta dell\u2019assassinio del Presidente Kennedy) &#8211; persino \u201csanti patrioti\u201d come <b>Ed Murrow<\/b> (il primo a fare corrispondenze radio in diretta dal fronte durante la Seconda guerra mondiale) anche oggi si riparte dalla storica Cbs, un simbolo che ancora regge nell\u2019era dei social media e dell\u2019intelligenza artificiale. E c\u2019\u00e8 da chiedersi se personaggi come Walter Cronkite o Ed Murrow, <b>giornalisti di un\u2019altra epoca, quando l\u2019America era ancora unita<\/b>, non avrebbero guardato con favore alla protesta liberatoria della Weiss al New York Times: per loro qualunque forma di soppressione andava soppressa.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-06T23:51:38+02:00\">6 ottobre 2025 ( modifica il 6 ottobre 2025 | 23:51)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mario Platero La giornalista, 41 anni, dopo essersi dimessa dal New York Times ha fondato la 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