{"id":150763,"date":"2025-10-07T00:32:32","date_gmt":"2025-10-07T00:32:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150763\/"},"modified":"2025-10-07T00:32:32","modified_gmt":"2025-10-07T00:32:32","slug":"le-suore-del-buon-pastore-in-libano-camminiamo-accanto-a-chi-soffre-con-speranza-e-compassione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150763\/","title":{"rendered":"Le Suore del Buon Pastore in Libano: \u201cCamminiamo accanto a chi soffre con speranza e compassione\u201d"},"content":{"rendered":"<p itemprop=\"description\">La Congregazione di Nostra Signora della Carit\u00e0 del Buon Pastore assiste 900 famiglie colpite dalla crisi in Libano. Sr. Antoinette Assaf racconta l\u2019impegno quotidiano delle religiose: aiuti alimentari, sanitari e psicologici, con l\u2019obiettivo di restituire speranza e dignit\u00e0 alle persone pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>                                <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Dispensaire-St.-Antoine-02-755x491.jpg\" alt=\"\" width=\"755\" height=\"491\" itemprop=\"image\"\/><\/p>\n<p><strong>Amina<\/strong>, una donna seguita dal Dispensario St. Antoine, racconta: \u201cNon potevo permettermi le medicine di cui avevo urgente bisogno. Anche mio marito e mio figlio necessitavano di visite specialistiche costose. Le Suore del Buon Pastore ci hanno accolto, curato e seguiti con grande dedizione. Non solo ci hanno fornito cure gratuite, ma ci hanno sostenuti emotivamente. \u00c8 stato un segno concreto di speranza.\u201d Gli fa eco <strong>George<\/strong>, padre di quattro figli assistito dal Centro di Roueissat\/Jdeideh, testimonia: \u201cHo perso il lavoro improvvisamente e non riuscivo pi\u00f9 a sfamare la mia famiglia. Abbiamo ricevuto pacchi alimentari e sostegno concreto. Inoltre, ho partecipato a incontri comunitari e mi hanno aiutato a cercare un lavoro. Nel frattempo, collaboro con le Suore in alcuni lavori al Centro. Questo mi ha restituito dignit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>La <strong>Congregazione di Nostra Signora della Carita\u0300 del Buon Pastore<\/strong> (conosciute in Italia come <strong>Suore del Buon Pastore <\/strong>e come Good Shepherd Sisters nel resto del mondo), fondata nel 1835 da Santa Maria Eufrasia Pelletier in Francia, conta oggi circa 4.000 suore, presenti in 68 paesi, al servizio dei piu\u0300 poveri e emarginati. Il carisma della Congregazione e\u0300 testimoniare l\u2019amore caritatevole di Gesu\u0300 Buon Pastore nel mondo, vivendo una missione di riconciliazione, promuovendo i diritti e difendendo in particolare la dignita\u0300 delle ragazze e delle donne che sono in situazione di maggiore vulnerabilit\u00e0. La <strong>Good Shepherd International Foundation<\/strong> Ets (Gsif) \u00e8 un\u2019organizzazione senza scopo di lucro, con sede a Roma, costituita nel 2008 per sostenere lo sviluppo della missione del mondo della Congregazione di Nostra Signora della Carit\u00e0 del Buon Pastore in Africa e Medio Oriente, America Latina e Asia.<\/p>\n<p>Di questo impegno abbiamo parlato con Sr. Antoinette Assaf (Direttrice Ufficio Sviluppo Missione Libano)<\/p>\n<p><strong>Sr. Antoinette, ci spiega in cosa consiste il progetto di emergenza \u201cSostegno alla popolazione colpita dal conflitto?<br \/><\/strong>In collaborazione con le altre congregazioni, la diocesi di Beirut e i nostri partner locali, stiamo assistendo la popolazione di Deir El Ahmar, nella Valle della Bekaa, e del quartiere Roueissat\/Jdeideh a Beirut. Sono aree dove il conflitto e la crisi in corso hanno lasciato ferite profonde. Con il progetto vogliamo restituire dignit\u00e0, speranza e stabilit\u00e0 a circa 900 famiglie, cio\u00e8 circa 3.600 persone.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli interventi pi\u00f9 significativi che avete realizzato?<br \/>Sr. Antoinette:<\/strong> Il programma si sviluppa su diversi fronti:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Distribuzione alimentare<\/strong>, per garantire un pasto sicuro alle famiglie pi\u00f9 vulnerabili.<\/li>\n<li><strong>Forniture igieniche<\/strong>, per tutelare la salute, soprattutto nei mesi pi\u00f9 freddi.<\/li>\n<li><strong>Assistenza sanitaria<\/strong>, grazie al Dispensario St. Antoine di Jdeideh, che oggi segue 400 famiglie (circa 2.000 persone, in gran parte bambini).<\/li>\n<li><strong>Supporto psicosociale<\/strong>, con un\u2019\u00e9quipe di psicologi che assiste oltre 300 famiglie, e con la casa di accoglienza di Ain Saadeh per donne e ragazze.<\/li>\n<li><strong>Visite a domicilio e monitoraggio<\/strong>, per offrire un accompagnamento personalizzato e costante.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Lei vive quotidianamente accanto a chi soffre. Qual \u00e8 la realt\u00e0 che tocca con mano?<br \/><\/strong>Il Libano \u00e8 lacerato. Ogni giorno incontro famiglie fuggite dal sud, dalla Bekaa e dalla periferia sud di Beirut, arrivate senza nulla. Molti hanno perso casa, lavoro, punti di riferimento. Le donne hanno perso i loro cari e la sicurezza, i bambini portano negli occhi la paura ma anche il desiderio di andare a scuola. Ci\u00f2 che commuove \u00e8 la loro resilienza: nonostante le ferite, conservano fede, speranza e piccoli gesti di solidariet\u00e0. Questo ci ispira e ci ricorda che la nostra missione non \u00e8 solo distribuire beni materiali, ma anche offrire ascolto, accoglienza e sostegno psicologico.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il cuore del messaggio che volete trasmettere con questo servizio?<br \/><\/strong>Che nessuno \u00e8 solo. Come Buon Pastore, vogliamo camminare accanto alle persone senza distinzione, offrendo aiuti concreti ma anche spazi sicuri per guarire interiormente. Il nostro impegno \u00e8 accompagnare, con compassione e amore, chi sta ricostruendo la propria vita tra mille difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Il Libano mantiene la pi\u00f9 alta densit\u00e0 di rifugiati al mondo. Ospita attualmente pi\u00f9 di un milione e mezzo di siriani, centinaia di migliaia di palestinesi e migliaia di rifugiati da altri Paesi. La maggior parte vive in insediamenti informali o in aree urbane condividendo con fasce sempre pi\u00f9 ampie della popolazione difficolt\u00e0 nell\u2019accesso a cibo, servizi sanitari, acqua potabile, oltre che insicurezza. Le infrastrutture danneggiate e distrutte rendono difficile una ripresa sostenibile. La gran parte dei libanesi vive oggi sotto la soglia di povert\u00e0. Dopo un vuoto politico di oltre due anni, finalmente a gennaio \u00e8 stato eletto il nuovo presidente, Joseph Aoun. \u00a0Papa Leone lo ha ricevuto lo scorso giugno, auspicando una \u201cnuova stagione\u201d di concordia e stabilizzazione.L\u2019ONU ha prolungato al 31 dicembre 2026 la presenza Unifil, la forza di interposizione al confine tra Israele e Libano, che poi si ritirer\u00e0 gradualmente entro la fine del 2027.<\/p>\n<p>Attraverso il Servizio per gli interventi caritativi per lo sviluppo dei popoli dal 1991 la Conferenza Episcopale Italiana ha gi\u00e0 finanziato 149 progetti in Libano. Con oltre 34 milioni di euro provenienti dai fondi 8xmille sono stati sostenuti interventi in diversi settori, in particolare istruzione e accompagnamento di bambini e ragazzi, formazione e sensibilizzazione per educare alla pace e alla convivenza, inclusione, interventi sanitari, per lo sviluppo integrato economico e sociale. Significativo l\u2019impegno per l\u2019inclusione comunitaria delle persone con disabilit\u00e0. Pronte anche le risposte a situazioni di emergenza, sia in seguito alla terribile esplosione nel porto di Beirut dell\u2019agosto del 2020, sia dopo il terremoto in Turchia e Siria del 6 febbraio 2023, con assistenza umanitaria a profughi e sfollati in Libano e interventi di aiuti d\u2019urgenza, supporto psicosociale, formazione, accompagnamento. Come ulteriore segno di vicinanza ad aprile del 2023 una delegazione della Conferenza episcopale italiana, guidata dal Segretario Generale, Mons. Giuseppe Baturi, si \u00e8 recata in Libano, a Beirut. <strong>\u00a0<\/strong>Dopo l\u2019acuirsi della crisi la CEI ha messo a disposizione un ulteriore milione di euro dai fondi 8xmille che i cittadini italiani destinano alla Chiesa cattolica. Caritas Italiana e Caritas Libano hanno sviluppato un piano di interventi per assistenza umanitaria di urgenza sia per cittadini libanesi che per migranti e sostegno formativo ai volontari di Caritas Libano, anche con attivit\u00e0 finalizzate alla riconciliazione, gestione del conflitto e cittadinanza attiva, cos\u00ec che i giovani libanesi possano contribuire alla ricostruzione di un futuro per il Paese.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Scarica l\u2019articolo in <a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=1511696&amp;action=seed_download_download&amp;type=pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pdf<\/a> \/ <a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=1511696&amp;action=seed_download_download&amp;type=txt\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">txt<\/a> \/ <a href=\"https:\/\/www.agensir.it\/wp-admin\/admin-ajax.php?id=1511696&amp;action=seed_download_download&amp;type=rtf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">rtf<\/a> \/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Congregazione di Nostra Signora della Carit\u00e0 del Buon Pastore assiste 900 famiglie colpite dalla crisi in Libano.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":150764,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-150763","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150763"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150763\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150764"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}