{"id":150780,"date":"2025-10-07T00:54:10","date_gmt":"2025-10-07T00:54:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150780\/"},"modified":"2025-10-07T00:54:10","modified_gmt":"2025-10-07T00:54:10","slug":"mosca-in-affanno-lafrica-corps-non-riesce-a-rimpiazzare-wagner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150780\/","title":{"rendered":"Mosca in affanno: l\u2019Africa Corps non riesce a rimpiazzare Wagner"},"content":{"rendered":"<p>\n        Getty Images\n    <\/p>\n<p>Il progetto russo di espandere l\u2019influenza nel continente vacilla: dopo la fine di Wagner, l\u2019Africa Corps non riesce a garantirne il ruolo, mentre jihadisti avanzano e Usa ed Europa provano a riconquistare spazio.<\/p>\n<p>Il progetto russo di espandere l\u2019influenza nel continente vacilla: dopo la fine di Wagner, l\u2019Africa Corps non riesce a garantirne il ruolo, mentre jihadisti avanzano e Usa ed Europa provano a riconquistare spazio.Per anni la Russia ha coltivato l\u2019ambizione di diventare una potenza militare e politica di primo piano in Africa, presentandosi come alternativa all\u2019Occidente e come partner pronto a offrire protezione e investimenti in cambio di risorse naturali. Oggi, per\u00f2, quel disegno appare incrinato. Il Cremlino fatica a mantenere la propria influenza e la nuova forza ufficiale, l\u2019\u00abAfrica Corps\u00bb, non riesce a replicare i successi politici ed economici ottenuti dal gruppo Wagner, la compagnia di mercenari che per quasi un decennio ha operato come braccio armato di Mosca in diverse crisi africane.La morte del leader Yevgeny Prigozhin, precipitato nel 2023 con il suo aereo dopo la ribellione contro Vladimir Putin, ha segnato un punto di non ritorno. Con lui \u00e8 crollata gran parte della rete che garantiva alla Russia presenza capillare, legami economici e accesso diretto ai governi militari di Mali, Niger e Burkina Faso. Quei regimi, dopo aver cacciato francesi e americani, avevano accolto con entusiasmo i mercenari russi, ma oggi \u2013 secondo fonti del Pentagono \u2013 vivono un evidente \u00abrimorso dell\u2019acquirente\u00bb. Le milizie jihadiste continuano a espandersi, gli attentati non si fermano e la promessa di sicurezza non \u00e8 stata mantenuta.\u00abStanno iniziando a chiedere aiuto, soprattutto i maliani\u00bb, ha dichiarato a Jeune Afrique un alto ufficiale statunitense, sottolineando che qualsiasi supporto da parte occidentale arriverebbe probabilmente sotto forma di addestramento. Proprio perch\u00e9 le leggi americane vietano cooperazione diretta con giunte salite al potere con colpi di Stato, a Washington si valuta una strada alternativa: far addestrare gli eserciti africani da Paesi terzi, con il Marocco individuato come candidato privilegiato. Parallelamente, secondo fonti diplomatiche, Erik Prince \u2013 controverso fondatore di Blackwater e oggi consulente di sicurezza vicino all\u2019ex presidente Trump \u2013 ha avviato contatti per offrire servizi diretti alle giunte del Sahel.Il Sahel, lunga fascia semidesertica che corre dall\u2019Atlantico al Corno d\u2019Africa, \u00e8 oggi considerato il fronte pi\u00f9 instabile della lotta globale al jihadismo. Secondo l\u2019Africa Center for Strategic Studies, quasi 11.000 persone sono morte nell\u2019ultimo anno per cause legate all\u2019insurrezione islamista, met\u00e0 delle quali uccise in combattimenti diretti. La rivolta, esplosa in Mali oltre un decennio fa, si \u00e8 ormai estesa al Burkina Faso e minaccia i Paesi costieri del Golfo di Guinea, fondamentali per i commerci atlantici.In questo scenario Wagner avrebbe dovuto rappresentare la soluzione. Invece la sua presenza ha aggravato il caos. Le operazioni brutali dei mercenari, spesso condotte contro villaggi civili accusati di fiancheggiare i jihadisti, hanno minato la fiducia delle popolazioni e alimentato la narrativa degli insorti. Il risultato \u00e8 stato l\u2019opposto di quello atteso: pi\u00f9 reclute per al Qaeda e lo Stato islamico, meno collaborazione con i governi locali.Un\u2019inchiesta del gruppo Sentry, ha definito la missione un disastro sotto ogni punto di vista. Sul piano economico Wagner sperava di trarre profitti dall\u2019estrazione dell\u2019oro, ma non ha mai potuto mettere piede in un ricco giacimento maliano perch\u00e9 l\u2019area era troppo pericolosa. Pagati fino a 10 milioni di dollari al mese da Bamako, i mille mercenari non hanno fermato l\u2019avanzata jihadista e si sono ritrovati a corto di fondi. Alla fine del 2025 hanno lasciato il Paese con la reputazione in pezzi e accuse pesantissime di massacri di civili. Per colmare il vuoto, il Cremlino ha inviato l\u2019Africa Corps, unit\u00e0 formalmente dipendente dal Ministero della Difesa. Ma anche il nuovo strumento non ha mostrato l\u2019efficacia promessa. Pochi giorni dopo il suo dispiegamento, un convoglio congiunto di soldati russi e maliani \u00e8 caduto in un\u2019imboscata nel Sahara: i ribelli tuareg hanno distrutto met\u00e0 dei veicoli blindati e ucciso decine di combattenti, confermando la fragilit\u00e0 della presenza russa.Situazioni simili si sono ripetute altrove. In Centrafrica, dove Wagner aveva conquistato spazio nell\u2019estrazione dell\u2019oro e nella protezione personale del presidente Faustin-Archange Touad\u00e9ra, Mosca spinge ora per sostituire i vecchi accordi con contratti ufficiali in denaro all\u2019Africa Corps. Ma i nuovi istruttori restano confinati nelle caserme, limitandosi all\u2019addestramento delle truppe locali. In Sudan, i tentativi di mantenere il controllo delle miniere d\u2019oro si sono arenati tra bombardamenti del governo, rapine e blocchi logistici: le guardie russe hanno abbandonato le postazioni in primavera. In Burkina Faso, infine, una compagnia mercenaria chiamata Bear \u00e8 stata ritirata dopo appena tre mesi per essere inviata al fronte ucraino. Rimane solo un piccolo contingente dell\u2019Africa Corps, incaricato di addestrare i militari all\u2019uso dei droni e di proteggere il leader della giunta Ibrahim Traor\u00e9. Anche in questo caso, per\u00f2, le autorit\u00e0 hanno fatto capire di voler ridurre al minimo la presenza russa.Le difficolt\u00e0 russe rappresentano una finestra di opportunit\u00e0 per Stati Uniti ed Europa. Dopo anni di arretramento, Washington e Parigi stanno cercando di riconquistare influenza. A luglio Rudolph Atallah, consigliere antiterrorismo dell\u2019amministrazione Trump, ha visitato Bamako, mentre il generale francese Pascal Ianni ha incontrato le autorit\u00e0 della Repubblica Centrafricana per discutere la ripresa della cooperazione militare. Diversi ufficiali locali sono gi\u00e0 stati inviati in Francia per la formazione. Gli analisti sottolineano come il peso della guerra in Ucraina limiti la capacit\u00e0 del Cremlino di impegnarsi in Africa con risorse adeguate. La narrativa di Mosca come alternativa all\u2019Occidente, incarnata da Wagner negli anni scorsi, \u00e8 ormai logorata. E i governi africani, pur diffidando spesso dell\u2019Europa, non possono ignorare i fallimenti russi. \u00abI fallimenti di Wagner in Mali dovrebbero servire da monito: la Russia non \u00e8 un partner affidabile n\u00e9 una soluzione rapida ai problemi di sicurezza del continente\u00bb, ha ammonito Justyna Gudzowska, direttrice di Sentry. Mentre il Sahel continua a bruciare e la violenza jihadista si allarga, l\u2019Africa Corps non riesce a colmare il vuoto lasciato da Wagner. Per Mosca, che sognava di trasformare il continente in una pedina strategica contro l\u2019Occidente, il rischio concreto \u00e8 che l\u2019Africa diventi invece il simbolo dei suoi limiti geopolitici.\n<\/p>\n<p>\n        Sandro Mazzola (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>\n        Una foto di scena del fantasy \u00abSnowpiercer\u00bb con Chris Evans e Tilda Swinton firmato dal coreano Bong Joon. Nel riquadro una tavola del fumetto\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Getty Images Il progetto russo di espandere l\u2019influenza nel continente vacilla: dopo la fine di Wagner, l\u2019Africa Corps&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":150781,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,93301,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-150780","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-russia-africa","15":"tag-ultime-notizie","16":"tag-ultime-notizie-di-mondo","17":"tag-ultimenotizie","18":"tag-ultimenotiziedimondo","19":"tag-world","20":"tag-world-news","21":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150780","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150780"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150780\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}