{"id":150862,"date":"2025-10-07T02:44:11","date_gmt":"2025-10-07T02:44:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150862\/"},"modified":"2025-10-07T02:44:11","modified_gmt":"2025-10-07T02:44:11","slug":"parolin-su-7-ottobre-e-gaza-inaccettabile-ridurre-le-persone-a-vittime-collaterali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150862\/","title":{"rendered":"Parolin su 7 ottobre e Gaza: inaccettabile ridurre le persone a vittime collaterali"},"content":{"rendered":"<p>Il segretario di Stato parla con i media vaticani nel secondo anniversario dell\u2019attacco \u201cdisumano\u201d di Hamas contro Israele che ha scatenato la distruzione della Striscia: chiediamo la liberazione degli ostaggi e di porre fine alla spirale di violenza. A Gaza conseguenze \u201cdisumane\u201d, non basta che la Comunit\u00e0 internazionale dica che \u00e8 inaccettabile quanto avviene e poi permetta che avvenga. Mi colpisce la partecipazione alle manifestazioni per la pace. L\u2019antisemitismo \u00e8 un cancro da estirpare<\/p>\n<p><b>Andrea Tornielli \u2013 Roberto Paglialonga<\/b><\/p>\n<p>Sono passati due anni da quel giorno terribile, dall\u2019attacco terroristico perpetrato da Hamas contro Israele, e dall\u2019inizio di quella che \u00e8 diventata una vera e propria guerra che ha raso al suolo la Striscia di Gaza. Ricordiamo quegli eventi e ci\u00f2 che \u00e8 accaduto dopo con il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin.<\/p>\n<p>\n   Ascolta l&#8217;intervista al cardinale Parolin\n  <\/p>\n<p><b>Eminenza, stiamo entrando nel terzo anno dal tragico attacco del 7 ottobre. Come ricorda quel momento e cosa ha significato, a suo avviso, per lo Stato di Israele e le comunit\u00e0 ebraiche nel mondo?<\/b><\/p>\n<p>Ripeto ci\u00f2 che ho avuto modo di dire in quei giorni: l\u2019attacco terroristico compiuto da Hamas e da altre milizie contro migliaia di israeliani e di migranti residenti, molti dei quali civili, che stavano per celebrare il giorno della Simchat Torah, a conclusione della settimana della festa di Sukkot, \u00e8 stato disumano ed \u00e8 ingiustificabile. La brutale violenza perpetrata nei confronti di bambini, donne, giovani, anziani, non pu\u00f2 avere alcuna giustificazione. \u00c8 stato un massacro indegno e \u2013 ripeto \u2013 disumano. La Santa Sede ha espresso immediatamente la sua totale e ferma condanna, chiedendo subito la liberazione degli ostaggi e manifestando vicinanza alle famiglie colpite durante l\u2019attacco terroristico. Abbiamo pregato e continuiamo a farlo, cos\u00ec come continuiamo a chiedere di porre fine a questa spirale perversa di odio e di violenza che rischia di trascinarci in un abisso senza ritorno.<\/p>\n<p><b>Che cosa si sente di dire alle famiglie degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas?<\/b><\/p>\n<p>Sono purtroppo passati gi\u00e0 due anni, alcuni di loro sono morti, altri sono stati rilasciati dopo lunghe trattative. Mi colpiscono profondamente e mi addolorano le immagini di queste persone tenute prigioniere nei tunnel e ridotte alla fame. Non possiamo n\u00e9 dobbiamo dimenticarci di loro. Ricordo che Papa Francesco nell\u2019ultimo anno e mezzo della sua vita ha rivolto ben 21 appelli pubblici chiedendo il rilascio degli ostaggi e ha incontrato alcune delle loro famiglie. Il suo successore, Papa Leone XIV, ha continuato a rivolgere questi appelli. Esprimo loro tutta la mia vicinanza, nella preghiera quotidiana per le loro sofferenze, continuando ad assicurare tutta la nostra disponibilit\u00e0 a fare ci\u00f2 che \u00e8 possibile perch\u00e9 possano riabbracciare i loro cari sani e salvi o almeno riavere i corpi di chi \u00e8 stato ucciso, perch\u00e9 siano degnamente sepolti.<\/p>\n<p><b>Nel commemorare il primo anniversario dell\u2019attacco del 7 ottobre Papa Francesco parlava di \u201cvergognosa incapacit\u00e0 della comunit\u00e0 internazionale e dei Paesi pi\u00f9 potenti di far tacere le armi e di mettere fine alla tragedia della guerra\u201d. Cosa serve per la pace?<\/b><\/p>\n<p>Oggi la situazione a Gaza \u00e8 ancora pi\u00f9 grave e tragica rispetto a un anno fa, dopo una guerra devastante che ha mietuto decine di migliaia di morti. \u00c8 necessario recuperare il senso della ragione, abbandonare la logica cieca dell\u2019odio e della vendetta, rifiutare la violenza come soluzione.\u00a0 \u00c8 diritto di chi \u00e8 attaccato difendersi, ma anche la legittima difesa deve rispettare il parametro della proporzionalit\u00e0. Purtroppo, la guerra che ne \u00e8 scaturita ha avuto conseguenze disastrose e disumane\u2026 Mi colpisce e mi affligge il conteggio quotidiano dei morti in Palestina, decine, anzi a volte centinaia al giorno, tantissimi bambini la cui unica colpa sembra essere quella di essere nati l\u00ec: rischiamo di assuefarci a questa carneficina! Persone uccise mentre cercavano di raggiungere un tozzo di pane, persone rimaste sepolte sotto le macerie delle loro case, persone bombardate negli ospedali, nelle tendopoli, sfollati costretti a spostarsi da una parte all\u2019altra di quel territorio angusto e sovrappopolato\u2026 \u00c8 inaccettabile e ingiustificabile ridurre le persone umane a mere \u201cvittime collaterali\u201d.<\/p>\n<p><b>Come possiamo giudicare gli episodi di antisemitismo aumentati in maniera importante in diverse parti del mondo negli ultimi mesi?<\/b><\/p>\n<p>Sono una triste e altrettanto ingiustificata conseguenza: viviamo di fake news, della semplificazione della realt\u00e0. E ci\u00f2 porta chi si alimenta di queste cose ad attribuire agli ebrei in quanto tali la responsabilit\u00e0 per ci\u00f2 che accade oggi a Gaza. Lo sappiamo che non \u00e8 cos\u00ec: ci sono anche tante voci di forte dissenso che si levano dal mondo ebraico contro la modalit\u00e0 con cui l\u2019attuale governo israeliano ha operato e sta operando a Gaza e nel resto della Palestina dove \u2013 non dimentichiamolo \u2013 l\u2019espansionismo spesso violento dei coloni vuole rendere impossibile la nascita di uno Stato Palestinese. Vediamo la testimonianza pubblica dei familiari degli ostaggi. L\u2019antisemitismo \u00e8 un cancro da combattere e da estirpare: c\u2019\u00e8 bisogno di uomini e donne di buona volont\u00e0, educatori che aiutino a comprendere a soprattutto a distinguere\u2026 Non possiamo dimenticarci di quanto \u00e8 accaduto nel cuore dell\u2019Europa con la Shoah, dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze perch\u00e9 questo male non rialzi la testa. Dobbiamo al tempo stesso fare in modo che mai siano giustificati atti di disumanit\u00e0 e di violazione del diritto umanitario: nessun ebreo deve essere attaccato o discriminato in quanto ebreo, nessun palestinese per il fatto di essere tale deve essere attaccato o discriminato perch\u00e9 \u2013 come purtroppo si sente dire \u2013 \u201cpotenziale terrorista\u201d. La perversa catena dell\u2019odio \u00e8 destinata a generare una spirale che non pu\u00f2 portare nulla di buono. Spiace vedere che non si riesca a imparare dalla storia, anche recente, che resta maestra di vita.<\/p>\n<p><b>Lei ha parlato di una situazione insostenibile e ha fatto cenno ai tanti interessi in gioco che impediscono la fine della guerra. Quali sono questi interessi?<\/b><\/p>\n<p>Sembra evidente che la guerra perpetrata dall\u2019esercito israeliano per sconfiggere i miliziani di Hamas non tiene conto che ha davanti una popolazione per lo pi\u00f9 inerme e ridotta allo stremo delle forze, in un\u2019area disseminata di case e di palazzi rasi al suolo: basta vedere le immagini aeree per rendersi conto di che cosa sia Gaza oggi. Mi sembra altrettanto evidente che la comunit\u00e0 internazionale risulti purtroppo impotente e che i Paesi in grado di influire veramente fino ad oggi non l\u2019abbiano fatto per fermare la carneficina in atto. Non posso che ripetere le parole chiarissime pronunciate in proposito il 20 luglio scorso da Papa Leone XIV: \u201cAlla comunit\u00e0 internazionale rivolgo l\u2019appello a osservare il diritto umanitario e a rispettare l\u2019obbligo di tutela dei civili, nonch\u00e9 il divieto di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e di spostamento forzato della popolazione\u201d. Parole che ancora attendono di essere accolte e comprese.<\/p>\n<p><b>Cosa pu\u00f2 fare dunque la comunit\u00e0 internazionale?<\/b><\/p>\n<p>Certamente pu\u00f2 fare molto di pi\u00f9 rispetto a ci\u00f2 che sta facendo. Non basta dire che \u00e8 inaccettabile quanto avviene e poi continuare a permettere che avvenga. C\u2019\u00e8 da porsi delle serie domande sulla liceit\u00e0, ad esempio, del continuare a fornire armi che vengono usate a discapito della popolazione civile. Purtroppo, lo abbiamo visto, finora le Nazioni Unite non sono state in grado di fermare quanto sta accadendo. Ma ci sono attori internazionali che sarebbero invece in grado di influire maggiormente per porre fine a questa tragedia e occorre trovare una strada per dare alle Nazioni Unite un ruolo pi\u00f9 efficace nel porre fine alle tante guerre fratricide in corso nel mondo.<\/p>\n<p><b>Che cosa pensa del piano presentato dal Presidente Trump per arrivare alla tregua e alla fine della guerra?<\/b><\/p>\n<p>Qualunque piano che coinvolga il popolo palestinese nelle decisioni sul proprio futuro e permetta di finire questa strage, liberando gli ostaggi e fermando l\u2019uccisione quotidiana di centinaia di persone, \u00e8 da accogliere e sostenere. Anche il Santo Padre ha auspicato che le parti accettino e che si possa finalmente incominciare un percorso di pace.<\/p>\n<p><b>Come giudicare le prese di posizione delle societ\u00e0 civili che si stanno esprimendo, anche in Israele, contro le politiche di guerra del governo israeliano e in favore della pace?<\/b><\/p>\n<p>Anche se a volte queste iniziative, a causa delle violenze di pochi facinorosi, rischiano di far passare a livello mediatico un messaggio sbagliato, mi colpisce positivamente la partecipazione alle manifestazioni, e l\u2019impegno di tanti giovani. \u00c8 il segno che non siamo condannati all\u2019indifferenza. Dobbiamo prendere sul serio quel desiderio di pace, quel desiderio di impegno\u2026 Ne va del nostro futuro, ne va del futuro del nostro mondo.<\/p>\n<p><b>C\u2019\u00e8 chi sostiene, anche nella Chiesa, che di fronte a tutto ci\u00f2 bisogna innanzitutto pregare, non scendere in piazza per non fare il gioco dei violenti\u2026<\/b><\/p>\n<p>Sono un battezzato, sono un credente, sono un prete: per me la preghiera incessante davanti a Dio perch\u00e9 ci assista, ci aiuti e intervenga per porre fine a tutto ci\u00f2 sostenendo gli sforzi delle donne e degli uomini di buona volont\u00e0 \u00e8 essenziale, quotidiana, fondamentale. Papa Leone ci ha invitato ancora una volta a recitare un Rosario per la pace l\u201911 ottobre. Ma vorrei anche ricordare che la fede cristiana o \u00e8 incarnata o non \u00e8\u2026 Siamo seguaci di un Dio che si \u00e8 fatto Uomo assumendo la nostra umanit\u00e0 e ci ha testimoniato che non possiamo essere indifferenti rispetto a ci\u00f2 che accade intorno a noi e anche lontano da noi. Per questo la preghiera non sar\u00e0 mai abbastanza, ma non sar\u00e0 neanche mai abbastanza l\u2019impegno concreto, la mobilitazione delle coscienze, le iniziative di pace, la sensibilizzazione, anche a costo di apparire \u201cfuori dal mondo\u201d, anche a costo di rischiare: c\u2019\u00e8 una maggioranza silenziosa \u2013 composta anche da tanti giovani \u2013 che non si arrende a questa disumanit\u00e0. Anche loro sono chiamati a pregare. Pensare che il nostro ruolo, come cristiani, sia quello di rinchiuderci nelle sacrestie, lo trovo profondamente sbagliato. La preghiera chiama anche ad un impegno, a una testimonianza, a scelte concrete.<\/p>\n<p><b>Papa Leone non si stanca di chiedere la pace. Cosa pu\u00f2 fare la Santa Sede in questa situazione? Quale pu\u00f2 essere il contributo suo e di tutta la Chiesa?<\/b><\/p>\n<p>La Santa Sede, talvolta incompresa, continua a chiedere pace, a invitare al dialogo, a usare le parole \u201cnegoziato\u201d e \u201ctrattativa\u201d e lo fa sulla base di un profondo realismo: l\u2019alternativa alla diplomazia \u00e8 la guerra perenne, \u00e8 l\u2019abisso dell\u2019odio e dell\u2019autodistruzione del mondo. Dobbiamo gridare con forza: fermiamoci prima che sia troppo tardi. E dobbiamo agire, fare tutto il possibile perch\u00e9 non sia troppo tardi. Tutto il possibile.<\/p>\n<p><b>Perch\u00e9 \u00e8 importante il riconoscimento dello Stato di Palestina in questa fase?<\/b><\/p>\n<p>La Santa Sede ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina dieci anni fa, con l\u2019Accordo Globale tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina. Il Preambolo di quell\u2019accordo internazionale supporta pienamente una risoluzione giusta, comprensiva e pacifica della questione della Palestina, in tutti i suoi aspetti, in conformit\u00e0 al diritto internazionale e a tutte le pertinenti risoluzioni dell\u2019ONU. Al contempo, sostiene uno Stato di Palestina che sia indipendente, sovrano, democratico e praticabile, inclusivo della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e di Gaza. Il medesimo accordo individua questo Stato non in opposizione ad altri, ma capace di vivere fianco a fianco dei suoi vicini, in pace e in sicurezza. Guardiamo con soddisfazione al fatto che diversi Paesi del mondo abbiano riconosciuto lo Stato di Palestina. Ma non possiamo non notare con preoccupazione che le dichiarazioni e le decisioni israeliane vanno in una direzione opposta e, cio\u00e8, intendono impedire per sempre la possibile nascita di un vero e proprio Stato palestinese. Questa soluzione \u2013 la nascita di uno Stato palestinese \u2013 dopo quanto avvenuto negli ultimi due anni mi sembra ancora di pi\u00f9 valida. \u00c8 la via, quella dei due popoli in due Stati, che la Santa Sede ha perseguito fin dall\u2019inizio. Le sorti dei due popoli e dei due Stati sono interconnesse.<\/p>\n<p><b>Come sta la comunit\u00e0 cristiana sul terreno, dopo il duro attacco alla Sacra Famiglia, e perch\u00e9 il suo ruolo nello scenario mediorientale \u00e8 importante?<\/b><\/p>\n<p>I cristiani di Gaza, come abbiamo visto, sono stati anch\u2019essi sotto attacco\u2026 Mi commuove pensare a queste persone che sono determinate a restare e che quotidianamente pregano per la pace e per le vittime. \u00c8 una situazione sempre pi\u00f9 precaria. Cerchiamo di essere loro vicini in tutti i modi, grazie alle attivit\u00e0 del Patriarcato latino di Gerusalemme e della Caritas, ringraziamo i governi e tutte le istituzioni che si impegnano per far arrivare aiuti e per permettere ai feriti gravi di essere soccorsi. Il ruolo dei cristiani in Medio Oriente \u00e8 stato e rimane fondamentale, anche se il loro numero si assottiglia. Vorrei ricordare che essi partecipano in tutto e per tutto alle vicende del loro martoriato popolo palestinese, del quale condividono le sofferenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il segretario di Stato parla con i media vaticani nel secondo anniversario dell\u2019attacco \u201cdisumano\u201d di Hamas contro Israele&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":150863,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[30826,1460,14,77,8,1537,90,89,7673,7,15,82,9,83,10,26012,1327,13,11,80,84,12,81,85,1467],"class_list":{"0":"post-150862","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-anniversario","9":"tag-antisemitismo","10":"tag-cronaca","11":"tag-guerra","12":"tag-headlines","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-medio-oriente","17":"tag-news","18":"tag-notizie","19":"tag-notizie-di-cronaca","20":"tag-notizie-principali","21":"tag-notiziedicronaca","22":"tag-notizieprincipali","23":"tag-pietro-parolin","24":"tag-santa-sede","25":"tag-titoli","26":"tag-ultime-notizie","27":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","28":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","29":"tag-ultimenotizie","30":"tag-ultimenotiziedicronaca","31":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","32":"tag-violenza"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150862","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150862"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150862\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150862"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150862"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150862"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}