{"id":150960,"date":"2025-10-07T04:48:12","date_gmt":"2025-10-07T04:48:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150960\/"},"modified":"2025-10-07T04:48:12","modified_gmt":"2025-10-07T04:48:12","slug":"la-saggezza-delle-tartarughe-andrea-giardina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/150960\/","title":{"rendered":"La saggezza delle tartarughe | Andrea Giardina"},"content":{"rendered":"<p>Come si evidenzia dal titolo, sia quello originale che quello in italiano, a stare al centro del libro della naturalista e scrittrice americana Sy Montgomery, c\u2019\u00e8 <a href=\"https:\/\/abocaedizioni.it\/libri\/il-tempo-delle-tartarughe-sy-montgomery\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il tempo delle tartarughe<\/a> (edito da Aboca e tradotto da Teresa Albanese). La parola tempo, nel testo, possiede sensi stratificati: il pi\u00f9 immediato rimanda alla cura verso le tartarughe, al tempo che dedica loro chi si occupa dei corpi degli animali menomati da incidenti, malattie, negligenza dei proprietari; il pi\u00f9 articolato si riferisce al rapporto della tartaruga con il tempo, alla lentezza e alla longevit\u00e0, ma anche alla profondit\u00e0 della storia delle numerose specie (oltre 360), le cui origini sono parallele a quelle dei dinosauri, rimontando a pi\u00f9 di 250 milioni di anni fa. Le due accezioni peraltro si sovrappongono, perch\u00e9 il tempo della cura si spiega anche con la vertigine della durata: salvare una tartaruga vuol dire assicurare una discendenza di pi\u00f9 generazioni: si configura quindi come un dono (o un risarcimento) al futuro, un andare oltre gli immediati confini dell\u2019umanit\u00e0 contemporanea. Ma non \u00e8 tutto. C\u2019\u00e8 un altro tempo \u2013 il periodo in cui i fatti avvengono \u2013 che fa da cornice e da propulsore alla narrazione ed \u00e8 quello sospeso degli anni del Covid, durante il quale l\u2019autrice, liberandosi \u201cdalla trappola della propria disperazione\u201d, \u00e8 entrata in relazione con il mondo delle tartarughe, a cui ha aperto la strada anche la restrizione della libert\u00e0 di movimento e l\u2019alterato rapporto con il tempo imposti dal lockdown. Il libro di Montgomery \u00e8 dunque pi\u00f9 cose, tutte assieme. \u00c8 la descrizione di un periodo trascorso a contatto con le operatrici del TRL (Turtle Rescue League); \u00e8 la storia di amicizie umane e tra umani e animali; \u00e8 una riflessione su cosa siano la saggezza, l\u2019equilibrio e il rispetto verso chi \u00e8 anziano o malato con relativa accettazione dell\u2019imperfezione; \u00e8 un\u2019indagine sui motivi per cui una specie \u2013 la nostra \u2013 comprende assassini (spesso ignari, colpevoli prima di tutto di indifferenza) e buoni samaritani, disposti a sacrificare se stessi, le proprie finanze e il proprio tempo per salvare altre forme viventi.<\/p>\n<p>Proprio quest\u2019ultimo \u00e8 il principale innesco di Il tempo delle tartarughe e, senza dubbio, anche il suo tessuto connettivo. Perch\u00e9 vivere con gli animali? Perch\u00e9 dedicare a loro una parte consistente della propria esistenza? Perch\u00e9 cercare di salvare le loro vite? Perch\u00e9 scriverne? Sicuramente non per fuggire dai propri \u201cconspecifici\u201d, nessuno dei protagonisti del libro \u00e8 sociopatico, anzi. Forse per empatia, magari perch\u00e9 si \u00e8 misurata su di s\u00e9 la sofferenza, fisica e morale (Alexxia e Natasha, responsabili del TRL, sono transgender), provocata dall\u2019esclusione sociale. Oppure perch\u00e9, messe da parte le remore dell\u2019antropomorfismo con i timori di inventarsi quello che non c\u2019\u00e8, si avverte la possibilit\u00e0 di stabilire una relazione anche con chi viene ritenuto estraneo e di imparare qualcosa da come lui sta nella vita. Con certezza, comunque, dedicarsi agli altri non \u00e8 mai percepito come un sacrificio, semmai come un continuo travaso di energia e di fiducia verso la vita. Cos\u00ec, se per uno dei volontari, l\u2019insensibilit\u00e0 verso gli animali \u00e8 \u201cun segno di povert\u00e0 intellettuale\u201d e di \u201cingenuit\u00e0 o ignoranza\u201d, Montgomery, da naturalista, \u00e8 dell\u2019idea che \u201cdal punto di vista evolutivo, ha senso che una cosa complessa come la personalit\u00e0 non si evolva dal niente negli esseri umani\u201d. Siamo fatti di altri animali, come siamo fatti di altre persone, insomma.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"39207b2b-93b3-4e73-98c7-8856d8a357dc\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/stephanie-leblanc-QNUhRkm2RHo-unsplash.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nFotografia di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/it\/@sleblanc01\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stephanie LeBlanc<\/a>.<\/p>\n<p>La relazione uomo-animale descritta da Montgomery sembra fatta apposta per sollecitare queste domande. Perch\u00e9 le destinatarie delle opere di soccorso del TRL sono tartarughe (stiamo usando la parola in modo generico, ma propriamente il termine tartaruga va applicato alle tartarughe di mare e testuggini alle tartarughe d\u2019acqua dolce e di terra) che arrivano al loro centro in condizioni disperate, talvolta col carapace e gli organi interni schiacciati dalle auto, talvolta con gravi forme di infezione o di malnutrizione. Animali che hanno bisogno non solo di un intervento per risanare la ferita ma anche di lunghi periodi di degenza, di estenuanti sedute di fisioterapia, o, come nel caso di Fire Chief, una maestosa \u201cazzannatrice\u201d con le zampe posteriori paralizzate, di mettere a punto addirittura delle apparecchiature per consentirne la deambulazione sulla terraferma. Di fronte a tutto questo \u00e8 inevitabile chiedersi perch\u00e9. Lo fa l\u2019autrice, spiegandoci che il suo interesse di naturalista l\u2019ha portata quasi per caso a individuare l\u2019attivit\u00e0 del centro di soccorso insieme all\u2019amico Matt, un artista della fauna selvatica. Lo fanno, continuamente, Alexxia e Natasha, che hanno scoperto la loro vocazione dopo aver investito una tartaruga ed aver messo in atto quello che non avrebbero mai pi\u00f9 ripetuto, ovvero farla smettere di soffrire schiacciandola con la ruota dell\u2019auto. Le risposte, potremmo dire, si trovano per strada, facendo quello che il caso ogni giorno ti porta ad incrociare, nella consapevolezza che qualsiasi successo \u2013 una vita salvata \u2013 sia significativo, ma debba anche fare i conti con il dolore del fallimento. Le risposte d\u2019altra parte non possono fare a meno di soffermarsi su un fatto che per tutti coloro che Montgomery descrive corrisponde a una granitica certezza: le tartarughe sono speciali. Vivendo con loro non si pu\u00f2 non subirne il fascino, ma \u00e8 vero anche che le tartarughe piacciono a tutti, e sono gli unici rettili che producano su Sapiens questo effetto. Certo, l\u2019impressione comune \u00e8 dettata dall\u2019incrocio di percezioni di superficie: ne ammiriamo la forma originale, la bellezza geometrica del guscio, la primordialit\u00e0 delle parti di corpo che riusciamo a intravedere; e poi le tartarughe non ci spaventano, \u201cnon mordono quasi mai, non strisciano e non si muovono troppo in fretta\u201d; in compenso, siamo convinti che non abbiano grande intelligenza e che la lentezza le privi della possibilit\u00e0 di conoscere davvero il mondo e di stabilire un rapporto profondo con noi. Quindi animali iconici \u2013 regalo perfetto per un bambino \u2013 ma freddi compagni di vita. Ebbene, ogni pagina, diremmo quasi ogni riga di Il tempo delle tartarughe, serve ad aggiustare la percezione che noi abbiamo delle tartarughe, a capirle meglio.<\/p>\n<p>Cosa veniamo a sapere? In primo luogo che la lentezza e l\u2019immobilit\u00e0 non hanno nulla da spartire con la scarsa intelligenza o con una limitata comprensione del mondo. Tutt\u2019altro. Alla domanda, in verit\u00e0 sempre piuttosto inconcludente, se le tartarughe siano intelligenti, si deve rispondere che s\u00ec, ciascuna di loro lo \u00e8, in rapporto alle esigenze della specie e dell\u2019ambiente in cui vivono. Ma non si pu\u00f2 negare che alcune di loro, le \u201ctestuggini scolpite\u201d, abbiano straordinaria intelligenza: \u201cNegli esperimenti capiscono al volo come funzionano i labirinti, e hanno capacit\u00e0 di mappatura simili a quelli dei ratti\u201d. Non \u00e8 nemmeno vero che le tartarughe siano \u201cesseri silenziosi\u201d. Pur prediligendo \u201cuna comunicazione muta\u201d, diverse \u201csono piuttosto loquaci, e alcune specie gracchiano, squittiscono, ruttano, uggiolano e fischiano\u201d. I piccoli di certe specie d\u2019acqua dolce di Australia e Sudamerica \u201ccomunicano oralmente tra loro e con le madri quando sono ancora dentro nell\u2019uovo\u201d. Se tendiamo a fraintenderle \u00e8 perch\u00e9 le tartarughe \u201cnon possono contare sulle espressioni facciali dei mammiferi\u201d: questo ci porta a non capire che \u201channo personalit\u00e0 distinte e vivono emozioni forti\u201d. A dividerci, \u00e8 soprattutto la loro lentezza. Le tartarughe \u201cvivono lentamente. Respirano lentamente. I loro cuori battono lentamente (le tartarughe dalle orecchie rosse possono arrivare a un battito al minuto)\u201d. Con lentezza reagiscono ai farmaci, rendendo spesso inutile l\u2019uso di antidolorifici, che potrebbero aver bisogno di ore o giorni per essere efficaci. Se guariscono lentamente sono per\u00f2 in grado di rigenerare il tessuto nervoso, anche quando, \u00e8 stato il caso di Fire Chief, \u201cil midollo spinale \u00e8 tagliato in due\u201d. La lentezza \u00e8 strettamente correlata alla longevit\u00e0, probabilmente uno degli elementi che pi\u00f9 ci porta a guardarle con sacrale ammirazione: ci sono tartarughe che sfiorano i 300 anni o che riescono a partorire ben oltre i 100. Del resto, anche la loro morte \u00e8 lenta e talvolta si fatica a capire se davvero sono scomparse. I loro \u201csuperpoteri\u201d lasciano a bocca aperta: possono percepire la presenza di un lago o di uno stagno a un chilometro e mezzo di distanza; alcune migrano attraverso gli oceani per ritornare esattamente nella spiaggia dove erano uscite dall\u2019uovo molti anni prima; alcune respirano dal posteriore, altre fanno pip\u00ec con la bocca; alcune rimangono attive sotto uno strato di ghiaccio, \u201caltre si arrampicano su alberi o staccionate\u201d. I loro corpi hanno colori e forme diverse: \u201cAlcune sono rosse, alcune sono gialle, e altre cambiano drasticamente il colore una volta l\u2019anno\u201d. Alcune hanno il guscio morbido, altre il guscio che splende al buio. Alcune hanno il collo pi\u00f9 lungo del corpo, altre la testa cos\u00ec grossa che non pu\u00f2 essere ritirata nel carapace.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"1e2fd06b-f9a2-485a-9f04-e83003313e24\" height=\"1170\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/mohamed-basyir-DfRNVfJSGYM-unsplash.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nFotografia di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/it\/@basyiak\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mohamed Basyir<\/a>.<\/p>\n<p>Se a tutto questo si abbina la scoperta del loro sguardo, col quale stabiliscono un contatto profondo con noi; la meraviglia della nidificazione e della nascita di nuovi esemplari; la conoscenza ancestrale del pianeta (sono \u201cscienziate del suolo\u201d); la straordinariet\u00e0 della brumazione invernale, che permette loro \u201cdi ingannare la morte, emulandola\u201d, ci si sorprende meno se c\u2019\u00e8 chi arriva ad attribuire alle tartarughe un\u2019anima. O che, in molti miti fondativi, all\u2019inizio dei tempi ci sia una tartaruga.<\/p>\n<p>Ebbene, per tanti motivi \u2013 il commercio, il nutrimento con i loro corpi o le loro uova, il traffico delle auto, la cementificazione delle coste, il riscaldamento climatico \u2013 le tartarughe sono tra le specie pi\u00f9 a rischio di estinzione. In pratica chi era riuscito a resistere alla caduta dell\u2019asteroide che ha annientato i dinosauri ora vede il proprio futuro compromesso dall\u2019azione della specie umana. E allora forse si comprende quale molla stia dietro all\u2019azione di chi cerca di salvare il maggior numero possibile di tartarughe da quella morte che la loro specie terrebbe cos\u00ec lontana da s\u00e9. \u00c8 forse la \u201cvergogna\u201d (o il disonore) di cui parla lo scrittore sudafricano Coetzee nel romanzo eponimo, quella che porta il protagonista a dare degna sepoltura ai cani soppressi dal veterinario? \u00c8, detto altrimenti, il bisogno di riparare il danno profondo che abbiamo provocato assecondando il desiderio di sottomettere la natura alla nostra volont\u00e0? Forse, come scrisse Konrad Lorenz in Gli otto peccati capitali della nostra civilt\u00e0 \u00e8 solo ritornando ad ammirare la natura, riposizionandoci l\u00e0 dove noi stiamo realmente, che possiamo interrompere il cammino verso l\u2019autodistruzione. Due gesti descritti da Montgomery sembrano suggerire questa direzione. Il primo \u00e8 il rilascio delle tartarughe guarite, il momento in cui finalmente vengono restituite al loro habitat: \u201cUn atto di devozione definitivo per un riabilitatore\u201d. Il secondo \u00e8 la sepoltura delle tartarughe che non ce l\u2019hanno fatta. Una cerimonia, breve ed essenziale, in cui i presenti ricordano qualcosa dell\u2019animale che stanno per inumare, con la certezza che, in qualche modo, superato il cordoglio, lui rimarr\u00e0 per sempre con loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Come si evidenzia dal titolo, sia quello originale che quello in italiano, a stare al centro del libro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":150961,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-150960","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150960","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150960"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150960\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}