{"id":151035,"date":"2025-10-07T06:22:09","date_gmt":"2025-10-07T06:22:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/151035\/"},"modified":"2025-10-07T06:22:09","modified_gmt":"2025-10-07T06:22:09","slug":"il-nuovo-siluro-della-merkel-la-guerra-in-ucraina-e-stata-colpa-dei-baltici-e-dei-polacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/151035\/","title":{"rendered":"Il nuovo siluro della Merkel: la guerra in Ucraina \u00e8 stata colpa dei baltici e dei polacchi"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ex cancelliera intervistata in Ungheria: \u00abIo e i francesi volevamo parlare con Vladimir Putin, loro si opposero. Poi la pandemia rese impossibile vedersi: lo zar temeva il contagio\u00bb.Quando vanno in pensione, i politici imparano una cosa nuova: dire la verit\u00e0. Angela Merkel ne ha appena raccontata una sulla guerra in Ucraina durante un\u2019intervista a Partiz\u00e1n, tra i pi\u00f9 seguiti canali YouTube dell\u2019Ungheria, dove l\u2019ex cancelliera tedesca era in tour per promuovere la sua autobiografia. Ne ha parlato il britannico Daily Mail, tra i primi a captare la traduzione in inglese del colloquio, che \u00e8 apparso doppiato in lingua magiara. La Merkel ha attribuito ai Paesi baltici e alla Polonia una grossa responsabilit\u00e0 per lo scoppio del conflitto nell\u2019Est. Secondo l\u2019allora leader della Germania, falliti gli accordi di Minsk del 2014 e del 2015, d\u2019intesa con la Francia, lei avrebbe voluto proporre, a nome dell\u2019Unione europea, l\u2019apertura di colloqui vis-\u00e0-vis con Vladimir Putin. Ma Tallin, Riga, Vilnius e Varsavia si misero di traverso. E il gelo con lo zar port\u00f2 la situazione al punto di rottura. dopo i flop di minskRiavvolgiamo il nastro. Dopo la rivoluzione di Euromaidan del 2013 &#8211; sarebbe pi\u00f9 corretto considerarla un golpe antirusso eterodiretto da Washington &#8211; Mosca annett\u00e9 la Crimea, mentre nel Donbass iniziavano gli scontri tra separatisti e forze governative. Per porre fine alle ostilit\u00e0, con la mediazione della Merkel e del presidente francese dell\u2019epoca, Fran\u00e7ois Hollande, si arriv\u00f2 alla firma di due protocolli, entrambi sottoscritti nella capitale bielorussa, che avrebbero dovuto garantire alcune forme di autonomia alle regioni filorusse in cambio dell\u2019armistizio. Nessuno dei negoziati si rivel\u00f2 risolutivo. E forse il loro scopo era di tendere una trappola alla Russia: la stessa cancelliera tedesca, in un\u2019intervista a Die Zeit del dicembre 2022, rivel\u00f2 che gli europei cercavano un modo di \u00abdare tempo all\u2019Ucraina\u00bb per ricostruire l\u2019esercito, in vista del confronto finale col nemico.\u00c8 una versione che la Merkel sembra aver modificato, nella ricostruzione offerta agli ungheresi. Archiviati Minsk 1 e 2, ha ricordato, \u00abvolevo un nuovo format, insieme al presidente Macron\u00bb, che era approdato all\u2019Eliseo nel 2017, \u00abaffinch\u00e9 l\u2019Ue trattasse direttamente con Putin. Alcuni, specie negli Stati baltici, e parecchi in Polonia, erano contrari, perch\u00e9 temevano che non saremmo stati in grado di sviluppare una politica comune nei confronti della Russia\u00bb. Laddove \u00abpolitica comune\u00bb va evidentemente letto come \u00aboltranzismo antirusso\u00bb.Berlino e Parigi, quindi, avrebbero cercato una via d\u2019uscita definitiva dalla crisi. Sarebbero stati gli irriducibili russofobi polacchi e delle Repubbliche confinanti con la Federazione a sabotare la pace. Aiutati da un alleato inatteso: il Covid. Sempre stando alla Merkel, infatti, i colloqui di persona con lo zar sarebbero divenuti impossibili, dato che lui \u00abaveva paura della pandemia di coronavirus. Se non ci si pu\u00f2 incontrare, se non si pu\u00f2 discutere dei disaccordi faccia a faccia, non si riescono a trovare nuovi compromessi\u00bb.il rapporto con orb\u00c1nI critici hanno subito rinfacciato all\u2019ex cancelliera di aver screditato le nazioni del fronte orientale proprio durante il viaggio promozionale in Ungheria, la pi\u00f9 ostile alla causa di Volodymyr Zelensky. Peraltro, nei giorni scorsi, la Merkel \u00e8 stata ricevuta con tutti gli onori nella residenza ufficiale del premier magiaro, Viktor Orb\u00e1n, ormai ai ferri corti con il collega ucraino. Questi, in segno di sfida, ieri ci ha tenuto a ribadire che Kiev entrer\u00e0 nell\u2019Ue a dispetto del parere di Budapest. Ossia, aggirando il requisito dell\u2019unanimit\u00e0.Il resoconto della tedesca pi\u00f9 illustre spiegherebbe come mai l\u2019Europa, in tre anni dall\u2019inizio dell\u2019\u00aboperazione speciale\u00bb, non ha saputo far altro che invocare il sacrificio degli ucraini in trincea. E adesso la sua versione pu\u00f2 fungere da monito per il futuro: quei Paesi che avrebbero impedito il confronto con Putin sono gli stessi che, approfittando del disinteresse americano, hanno monopolizzato la Nato. Spingendo per concentrarne le risorse culturali e materiali sul fianco Est, anche a discapito dei nostri interessi nel Mediterraneo, per il quale Giorgia Meloni e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, reclamano un maggior sostegno dalla coalizione. Trascurare le frontiere Sud, in fondo, significa mettere a repentaglio la sicurezza dell\u2019intera area nordatlantica, checch\u00e9 ne pensi il segretario Nato, Mark Rutte.nato ostaggio dei falchiSono linee di attrito interne all\u2019Alleanza che stanno emergendo anche rispetto al mantra di Ursula von der Leyen, spinto ancora dagli onnipresenti baltici e polacchi: l\u2019iniziativa del muro anti-droni. Ieri, Euractiv dava notizia della fretta con Bruxelles tenta di racimolare finanziamenti per i produttori dei velivoli, pensando a un fondo ad hoc, o magari a dirottare sui piani bellici il denaro stanziato per la ripresa post pandemia. Guarda caso, tra le aziende capofila nella fabbricazione dei droni, spicca la Stark, una startup creata solo 18 mesi fa e nata nella Germania lanciata verso il massiccio riarmo. Sintesi brutale ma veritiera: soldi nostri dovrebbero finire nelle casse delle joint venture con l\u2019Ucraina e dei soliti tedeschi.Una speranza che i massimalisti addivengano a pi\u00f9 miti consigli arriva per\u00f2 dal Papa: ieri, Leone XIV ha ricevuto il presidente lituano, Gitanas Nauseda. La Santa Sede ha espresso preoccupazione per \u00abil rischio di un allargamento del conflitto dalle imprevedibili e terribili conseguenze\u00bb. Dopo le atomiche, il senno di poi della Merkel non servirebbe pi\u00f9 a niente.\n<\/p>\n<p>\n        Roberto Occhiuto e Antonio Tajani (Ansa)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019ex cancelliera intervistata in Ungheria: \u00abIo e i francesi volevamo parlare con Vladimir Putin, loro si opposero. 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