{"id":151060,"date":"2025-10-07T06:52:10","date_gmt":"2025-10-07T06:52:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/151060\/"},"modified":"2025-10-07T06:52:10","modified_gmt":"2025-10-07T06:52:10","slug":"il-colpo-fatale-mentre-sparava-arrestati-la-madre-e-il-figlio-il-sospetto-killer-e-ancora-in-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/151060\/","title":{"rendered":"il colpo fatale mentre sparava. Arrestati la madre e il figlio, il sospetto killer \u00e8 ancora in fuga"},"content":{"rendered":"<p><strong>VENEZIA<\/strong> &#8211; Tentato omicidio aggravato da premeditazione e porto abusivo d\u2019armi. Queste le accuse che hanno portato al fermo giudiziario la madre di 59 anni e il figlio sedicenne di <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/dolores-dori\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dolores Dori<\/a>, la veneziana di origine sinti uccisa la sera del 2 ottobre in una sparatoria nel campo nomadi di Lonato del Garda, in provincia di Brescia. Per entrambi il fermo, emesso dalla Procura ordinaria e da quella per i minorenni di Brescia, \u00e8 scattato la sera di sabato 4 ottobre, due giorni dopo il delitto, al termine di un\u2019indagine lampo dei carabinieri del Nucleo investigativo di Brescia e della Compagnia di Desenzano. L\u2019assassino per\u00f2 \u00e8 ancora libero.<\/p>\n<p>    &#13;<\/p>\n<p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n        &#13;<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/video\/primopiano\/dolores_dori_sparatoria_campo_nomadi_sinti-9110567.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dolores Dori, le immagini dell&#8217;auto che sfonda il cancello del campo nomadi e la sparatoria tra famiglie sinti VIDEO<\/a><\/p>\n<p>LA DINAMICA <\/p>\n<p>Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la sera del 2 ottobre, Dolores Dori, 44 anni, residente a Camponogara, sarebbe arrivata al campo nomadi di Lonato del Garda assieme alla madre Amalia Levacovich e al figlio, tutti a bordo della stessa auto. In retromarcia avrebbero sfondato il cancello d\u2019ingresso del campo, per poi scendere dalla vettura e aprire il fuoco contro i membri della famiglia rivale. Che hanno immediatamente risposto agli spari, colpendo Dolores Dori con tre proiettili: alla coscia, all\u2019addome, infine al collo. La 44enne \u00e8 subito crollata a terra, e subito dopo c\u2019\u00e8 stato un fuggi-fuggi generale. Il marito della donna, che in quel momento si trovava non lontano dal campo a bordo di un\u2019Alfa Romeo Stelvio, \u00e8 arrivato poco dopo sul posto, l\u2019ha caricata in macchina e portata d\u2019urgenza all\u2019ospedale di Desenzano del Garda, dove \u00e8 stata operata nella notte. \u00c8 morta la mattina seguente.<\/p>\n<p> IL VIDEO\u00a0 <\/p>\n<p>L\u2019intera sparatoria, che secondo gli inquirenti era \u201cpianificata\u201d, \u00e8 stata immortalata in un video registrato proprio dal figlio 16enne di Dori, ora affidato all\u2019istituto minorile \u201cBeccaria\u201d di Milano. Gli investigatori hanno effettuato una copia forense del suo smartphone e cos\u00ec hanno recuperato video e immagini, determinanti per ricostruire la dinamica dello scontro a fuoco e, quindi, formulare le accuse. Il materiale video, insieme alle altre prove digitali analizzate dal reparto cyber del Nucleo investigativo di Brescia, ha infatti consolidato l\u2019ipotesi accusatoria: madre e figlio non solo erano presenti, ma hanno avuto un ruolo attivo nell\u2019attacco armato.<br \/>Oltre al filmato della sparatoria, il telefono conteneva anche un altro video, pubblicato sui social un paio di giorni prima dal sedicenne: il giovane e il padre, armati di pistola, minacciavano di morte un componente della famiglia rivale, nel caso in cui non avesse rispedito a casa la loro parente.<\/p>\n<p>LE ACCUSE <\/p>\n<p>Per la 59enne Levacovich e il nipote minorenne, l\u2019impianto accusatorio \u00e8 pesante: tentato omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dall\u2019uso di armi, minacce, detenzione illegale e porto abusivo di armi da fuoco. Le indagini dei carabinieri, coordinate dal sostituto procuratore di Brescia e dal pm minorile, si basano per\u00f2 su indizi solidi: sono infatti riuscite a ricostruire passo passo la vicenda grazie alla raccolta di diverse testimonianze, all\u2019analisi delle immagini di videosorveglianza, ai rilievi scientifici effettuati sul luogo della sparatoria e soprattutto tramite l\u2019esame del cellulare del 16enne.<\/p>\n<p>IL MOVENTE <\/p>\n<p>I carabinieri di Brescia hanno precisato che il movente \u00ab\u00e8 riconducibile a motivi privati riguardanti un dissidio tra famiglie di etnia <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/sinti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sinti<\/a>, per questioni sentimentali che coinvolgono i rispettivi figli\u00bb.<br \/>Una degli otto figli di Dori, ventenne, qualche giorno fa era infatti scappata di casa con un ragazzo residente nel campo di Lonato del Garda, dove si era trasferita. Secondo i parenti per\u00f2 era trattenuta l\u00ec contro la sua volont\u00e0, ed \u00e8 il motivo per cui avevano organizzato il blitz con l\u2019intento di liberarla. Dolores Dori e Amalia Levacovich erano armate e pronte a sparare.\u00a0<br \/>Dopo l\u2019emissione dei provvedimenti, la 59enne \u00e8 stata trasferita nel carcere femminile di Verziano (Brescia), mentre il 16enne \u00e8 stato accompagnato al Beccaria di Milano. Nel frattempo, proseguono le indagini per completare il quadro dei responsabili: resta infatti irreperibile il consuocero della vittima. Dalla sua pistola, secondo gli inquirenti, sono partiti i colpi che hanno ucciso Dolores Dori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"VENEZIA &#8211; Tentato omicidio aggravato da premeditazione e porto abusivo d\u2019armi. 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