{"id":151068,"date":"2025-10-07T07:08:11","date_gmt":"2025-10-07T07:08:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/151068\/"},"modified":"2025-10-07T07:08:11","modified_gmt":"2025-10-07T07:08:11","slug":"disabili-o-disabilitati-il-modello-sociale-e-un-atto-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/151068\/","title":{"rendered":"Disabili o disabilitati? Il modello sociale \u00e8 un atto politico"},"content":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019intento di questo libro \u00e8 presentare un orizzonte di ricerca in pieno sviluppo a livello globale, il suo oggetto \u00e8 il non conforme\u00bb. <strong>Enrico Valtellina<\/strong>, studioso di disability studies e di critical autism studies, apre cos\u00ec il volume <strong>Sulla disabilitazione<\/strong>, che ha curato. Una raccolta di saggi che rappresenta lo stato dell\u2019arte della ricerca sulla disabilit\u00e0 in Italia e che crea una rete tra accademici, ricercatori e attivisti su questo tema.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Valtellina, nell\u2019introduzione del libro dichiara di utilizzare il termine \u201cnon conformit\u00e0\u201d, piuttosto che disabilit\u00e0. Come mai?<\/p>\n<p>Non ho molta affinit\u00e0 con le guerre che si giocano sui termini, ma credo che in questo caso abbia il suo senso. Disabilit\u00e0 \u2013 col suo prefisso \u201cdis\u201d \u2013 \u00e8 una parola che pone su un piano di inferiorit\u00e0. \u201cConforme\u201d, invece, che richiama la parola \u201cconformismo\u201d ha un significato negativo; mi sembrava potesse bilanciare il discorso.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Al libro hanno collaborato tantissime persone.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un elemento che mi piace molto. <strong>Il libro raccoglie i contributi delle persone che avevano qualcosa da dire sul tema dei disability studies, che ho incontrato negli ultimi 25 anni. <\/strong>Sono quasi tutti coloro che si occupano di questo tema in Italia. Gli autori possono essere raccolti in tre tipologie. Il primo gruppo \u00e8 quello dei docenti universitari; il secondo quello dei giovani ricercatori molto brillanti. Quando io ho cominciato, in Italia non c\u2019era nessuno che si occupasse di disability studies. Adesso molti dottorandi hanno fatto percorsi in questo senso, chi in antropologia della disabilit\u00e0, per esempio, chi in sociologia della disabilit\u00e0\u2026La terza categoria di persone che hanno partecipato al libro \u00e8 quella degli attivisti. In particolare, mi piace ricordare Elisa Costantino, che ha un impairment molto impegnativo ed \u00e8 una delle persone pi\u00f9 intelligenti che abbia incontrato nella mia vita, \u00e8 molto brillante. Le persone che ho coinvolto sanno tutte scrivere, ognuno con uno stile differente ma ciascuno con qualcosa da dire sul tema che gli ho proposto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1440\" height=\"1800\" alt=\"\" class=\"wp-image-499168 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/494070218_1250300600432960_3854115275307482408_n.jpg\"  data-eio-rwidth=\"1440\" data-eio-rheight=\"1800\"\/>La copertina del libro<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Insomma, hanno collaborato tante persone, con background eterogenei.<\/p>\n<p>L\u2019idea di base era raccogliere in una rete tutte le persone che si occupano di disability studies in Italia, secondo uno spettro tematico che coinvolge diverse discipline: tecnologia, sociologia, antropologia, per esempio. <strong>Ogni intervento \u00e8 un tassello di un puzzle; credo che il libro sia attualmente lo stato dell\u2019arte del discorso italiano sui disability studies.<\/strong><\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">\u00c8 importante che ci sia anche la voce di chi \u00e8, in prima persona, in una situazione di non conformit\u00e0?<\/p>\n<p>\u00c8 fondamentale. Negli ultimi anni, con l\u2019avvento di internet, tutta una serie di persone che erano relegate in ambiti di vita ristretti \u2013 non potendosi muovere \u2013 hanno avuto la possibilit\u00e0 di comunicare, di coltivare collettivamente un discorso emancipativo. \u00c8 accaduto a livello globale, ma anche in Italia. Se ci si pensa, quando ho cominciato a occuparmi di questi temi, nel 2000, era impensabile che ci fosse qualcosa come il disability pride, che adesso tocca diverse citt\u00e0: prima Palermo, poi Taranto, Milano, Torino Bologna. Coinvolgere l\u2019attivismo ha permesso di assecondare una delle intenzioni primarie dei Disability studies, restituire la parola alla soggettivit\u00e0 collettiva di riferimento.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Fondamentale, nel libro, \u00e8 anche il modello sociale della disabilit\u00e0. In cosa consiste?<\/p>\n<p>Si tratta di un modello creato a met\u00e0 degli anni \u201870 da autori con disabilit\u00e0 fisca, come <strong>Vic Finkelstein<\/strong> che era un esule sudafricano trockista; c\u2019era una legge che proibiva di essere comunisti in Sud Africa durante il periodo dell\u2019Apartheid. Lui era sulla sedia a rotelle, \u00e8 stato torturato, costretto all\u2019esilio. Tra l\u2019altro era un bianco, i cui genitori erano emigrati dell\u2019Est Europa a causa di persecuzioni razziali, per cui era molto sensibile alle rivendicazioni della popolazione nera. Poi il modello sociale si \u00e8 diffuso soprattutto su coordinate sociologiche. Nel 2023 ho tradotto per Ombre corte \u2013 dopo averlo proposto per 15 anni a tutti gli editori \u2013 The politics of disablement, le Politiche della disabilitazione, di Michael Oliver, una summa di questo pensiero. <\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Il modello sociale distingue <strong> <\/strong>impairment \u2013 la condizione in cui una persona si trova \u2013 e disability, ovvero tutto quello che una societ\u00e0 abilista preclude alle persone con impairment.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"is-style-domanda\">Si tratta di un modello diffuso da tempo, quindi. <\/p>\n<p>Siamo arrivati 32 anni in ritardo, ma il libro \u00e8 comunque pi\u00f9 giovane di molto di quanto si scrive sulla disabilit\u00e0. La cosa interessante \u00e8 che quando ho iniziato, pi\u00f9 di 20 anni fa, mi sono entusiasmato per il modello sociale; ne parlavo con persone di altissimo livello che in Italia si occupavano di disabilit\u00e0 e tutti mi dicevano che era stato superato dal modello biopsicosociale. Invece, negli ultimi anni \u00e8 diventato lo sfondo teorico condiviso dei Critical Disability Studies, in ragione della sua forte connotazione politica. <strong>Distingue impairment \u2013 la condizione in cui una persona si trova \u2013 e disability, ovvero tutto quello che una societ\u00e0 abilista preclude alle persone con impairment<\/strong>. Una minima torsione semantica riconfigura completamente il discorso.La societ\u00e0, infatti, \u00e8 strutturata per persone conformi; chi non \u00e8 conforme una minoranza oppressa. \u00c8 una visione che si pone come proposta affermativa dell\u2019istanza della soggettivit\u00e0 collettiva disabile.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Quindi la disabilit\u00e0 non \u00e8 un problema individuale?<\/p>\n<p>Michael Oliver dice che il modello medico vede la disabilit\u00e0 come una tragedia personale, perch\u00e9 mette in conto ci\u00f2 che viene negato a livello sociale alla persona che si trova a vivere una condizione specifica. \u00abIl problema \u00e8 tuo, noi ti aiutiamo a livello medico\u00bb, si dice essenzialmente.<strong> Il modello sociale, invece, mette in luce tutta quella che \u00e8 la dimensione culturale e collettiva della disabilit\u00e0, che \u00e8 vista come relazione di oppressione sociale delle persone non conformi.<\/strong> Per esempio, se ti muovi con la sedia a rotelle non puoi entrare a teatro perch\u00e9 non \u00e8 stata messa una rampa: sei pertanto disabilitato nel tuo diritto di fruizione di un bene sociale.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Nella terza parte del libro si parla di intersezionalit\u00e0. Cosa si intende?<\/p>\n<p>Intersezionalit\u00e0 \u00e8 un termine che negli ultimi anni \u00e8 stato introdotto nei cultural studies per superare il minority model, quello secondo il quale, per esempio, neri, gay, donne negli Stati Uniti affermavano le loro istanze separatamente. Poi le donne afroamericane disabili \u2013 per dire \u2013 si sono accorte che si trovavano a vivere pi\u00f9 condizioni contemporaneamente e tutto sommato vincolare l\u2019affermativit\u00e0 soltanto a una di queste avrebbe tolto attenzione alle altre. Cos\u00ec si \u00e8 passati al modello intersezionale. <strong>Gi\u00e0 Oliver, per esempio, diceva che la condizione disabile non \u00e8 mai soltanto tale, ma tante volte \u00e8 collegata alla povert\u00e0, alle etnie differenti, alle sessualit\u00e0 differenti e cos\u00ec via. Intersezionalit\u00e0, oggi, \u00e8 uno dei termini ricorrenti nelle scienze sociali.<\/strong><\/p>\n<p>In apertura foto di\u00a0<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/it\/@jontyson?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Jon Tyson<\/a>\u00a0su\u00a0<a href=\"https:\/\/unsplash.com\/it\/foto\/uomo-in-giacca-marrone-e-pantaloni-neri-in-sella-a-moto-nera-e-rossa-O7ke8N4kTpQ?utm_content=creditCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=unsplash\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Unsplash<\/a><\/p>\n<p>                17 centesimi al giorno sono troppi?<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di un euro a settimana, un caff\u00e8 al bar o forse meno. 60 euro l\u2019anno per tutti i contenuti di VITA, gli articoli online senza pubblicit\u00e0, i magazine, le newsletter, i podcast, le infografiche e i libri digitali. Ma soprattutto per aiutarci a raccontare il sociale con sempre maggiore forza e incisivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abL\u2019intento di questo libro \u00e8 presentare un orizzonte di ricerca in pieno sviluppo a livello globale, il suo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":151069,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-151068","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/151068","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=151068"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/151068\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/151069"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=151068"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=151068"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=151068"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}