{"id":152261,"date":"2025-10-08T01:41:12","date_gmt":"2025-10-08T01:41:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152261\/"},"modified":"2025-10-08T01:41:12","modified_gmt":"2025-10-08T01:41:12","slug":"cose-che-ti-dico-mentre-dormi-enrica-tesio-affida-al-silenzio-notturno-le-sue-riflessioni-piu-intime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152261\/","title":{"rendered":"&#8220;Cose che ti dico mentre dormi&#8221;: Enrica Tesio affida al silenzio notturno le sue riflessioni pi\u00f9 intime"},"content":{"rendered":"<p>Dopo <a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/solitudine-delladulta-1442691\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">I sorrisi non fanno rumore<\/a> (Bompiani), <strong>Enrica Tesio<\/strong> torna in libreria parlando di<strong> famiglie<\/strong>; la sua, in particolare.<\/p>\n<p>Nel nuovo romanzo, <strong>Cose che ti dico mentre dormi<\/strong>, l\u2019autrice torinese trasporta infatti lettrici e lettori nell\u2019<strong>ora della giornata pi\u00f9 segreta<\/strong>, quella notturna. Quando la casa si fa silenziosa e tutti dormono, <strong>una donna veglia<\/strong> e posa sui suoi cari i suoi pensieri, attraverso i discorsi che rivolge alla madre che si \u00e8 addormentata per sempre, all\u2019incrollabile pap\u00e0 professur, alla figlia che si avvia a diventare donna, al figlio in piena adolescenza, al suo grande amore, a un\u2019amica che la vita ha portato lontano.<\/p>\n<p>\t\t\tPu\u00f2 interessarti anche<\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/solitudine-delladulta-1442691\/\" class=\"ila-image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"La solitudine dell'adulta - di Enrica Tesio\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/I-sorrisi-fanno-rumore-Enrica-Tesio-410x214.jpg\" class=\"lazyload\" data-eio-rwidth=\"410\" data-eio-rheight=\"214\"\/><br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>E, con i suoi discorsi, arriva a parlarci anche di s\u00e9, di quella ragazza cresciuta che per\u00f2 si sente <strong>un\u2019eterna principiante<\/strong>, che affida alla notte la sua voce, mentre ascolta chi ama respirare e ne contempla il sonno trovando, finalmente, lo spazio per <strong>parole che alla luce del sole sono difficili da pronunciare.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/nati-stanchi-1413038\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Dopo aver parlato della stanchezza<\/a>, la scrittrice <a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/autore\/enrica-tesio\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">(che ha anche scritto delle riflessioni per il nostro sito)<\/a> esplora dunque<strong>\u00a0il mondo delle malinconie e delle tenerezze<\/strong>, i momenti della verit\u00e0 sussurrata nel buio dentro cui ci si pu\u00f2 rivelare pienamente, operando come una <strong>Penelope al contrario<\/strong>: invece di tessere di giorno e disfare di notte, lei cerca \u201cil bandolo della matassa che il giorno ha il vizio di mandare a rotoli\u201c. <strong>Nel testo anche sei ninne nanne<\/strong>, una per ogni et\u00e0 della vita.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1479208 aligncenter lazyload ewww_webp_lazy_load\" alt=\"Cose che ti dico mentre dormi di Enrica Tesio\" width=\"301\" height=\"462\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cose-che-ti-dico-mentre-dormi-di-Enrica-Tesio.jpg\"  data- data-eio-rwidth=\"536\" data-eio-rheight=\"823\" src-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cose-che-ti-dico-mentre-dormi-di-Enrica-Tesio.jpg.webp\" srcset-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Cose-che-ti-dico-mentre-dormi-di-Enrica-Tesio.jpg.webp 536w, https:\/\/www.illibraio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Cose-che-ti-dico-mentre-dormi-di-Enrica-Tesio-347x533.jpg.webp 347w, 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compagno<\/p>\n<p>Oltre a firme su scarpe e sui vari accessori<\/p>\n<p>Lui ha anche le chiappe griffate Ginori.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ninna nanna dei tu dove sei?<\/p>\n<p>Che quando gli scrivi ti risponde okay.<\/p>\n<p>E a casa lo aspetti, occhi aperti, per ore<\/p>\n<p>Ovunque lui vada si porta il tuo cuore.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\t\t\tPu\u00f2 interessarti anche<\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/nati-stanchi-1413038\/\" class=\"ila-image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"Generazione boomer-ang: i nati stanchi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/stanchezza-getty-editorial-gennaio-2022-410x214.jpg\" class=\"lazyload\" data-eio-rwidth=\"410\" data-eio-rheight=\"214\"\/><br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ninna nanna dei lascia che sia<\/p>\n<p>Ci vuole pazienza e un po\u2019 di ironia<\/p>\n<p>\u00c8 che mettono ali alle nostre radici<\/p>\n<p>Per andare nel mondo, non per farci felici.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ninna nanna delle cose da niente<\/p>\n<p>Che sussurro di notte al mio adolescente<\/p>\n<p>E ogni sera mi trovo, nel buio, a implorare<\/p>\n<p>Figlio, ora dormi, che ti devo parlare.<\/p>\n<p>\t\tScopri il nostro canale Telegram<\/p>\n<p>Quando eri bambino aspettavo che tu dormissi per ritrovarmi. Al tuo sonno corrispondeva il mio vivere, lo scrivere. Oggi aspetto che tu dorma per ritrovare il bambino che eri. Schiudi le labbra e, di tanto in tanto, sfiati piano in un rumore gorgogliante che ricorda il canto di un gatto di fronte a un insetto. La mareggiata dell\u2019adolescenza a tratti si ritrae e lascia emergere i lineamenti dell\u2019infanzia, la tua essenza bambina, le piccole efelidi sugli zigomi, il naso dritto, la guancia ancora piena, il torso nudo implume. Hai sempre caldo.<\/p>\n<p>Quando finisce l\u2019infanzia? Quando l\u2019immaginazione chiede aiuto alla realt\u00e0. All\u2019inizio il bambino si piazza davanti alla porta, Biglietto, ordina, e tu tiri fuori dalla tasca un lasciapassare immaginario che gli porgi. Lui lo prende e ti d\u00e0 il permesso di andare. In poco tempo il biglietto immaginario non basta pi\u00f9, serve il gesto, ha bisogno che tu batta la mano sulla sua. E ti fa passare. Alla fine, vuole un pezzo di carta qualsiasi, uno scontrino o un involucro di caramella. In ultimo pretende un vero biglietto del tram usato, perch\u00e9 il gioco sia credibile. Quando il confine tra il vero e il sognato si fa sottile, da quelle parti si smette di essere piccoli. O forse quando, arrivando in spiaggia, il<\/p>\n<p>bambino non vede pi\u00f9 il mare come un grande compagno di giochi, fa passare del tempo prima di tuffarsi, consapevole che il mare non andr\u00e0 da nessuna parte, \u00e8 l\u00ec da sempre e per sempre, non solo per lui ma per tutti. O forse quando la mattina di Natale preferisce godersi mezz\u2019ora di sonno in pi\u00f9 invece di correre a scartare i regali. O quando smette di essere insofferente alle giacche d\u2019inverno, quando smette di vedere ogni ingresso in un luogo chiuso come un\u2019occasione per togliere strati, spogliarsi. Quando non piange perch\u00e9 gli vuoi mettere il cappottino sul costume di carnevale alla sfilata dei carri. Quando il bambino comincia a dichiarare il freddo \u00e8 meno bambino. La realt\u00e0 pu\u00f2 essere molto rigida, almeno dieci gradi in meno rispetto all\u2019immaginazione.<\/p>\n<p>Tu hai ancora caldo. Solo sul divano ti attesti sul meridiano di Helsinki e lotti con tua sorella per la supremazia sulla coperta, bisogna imbozzolarsi, nemmeno un centimetro del corpo deve restare a contatto con l\u2019esterno. Di notte invece torso nudo e boxer, cosa che prima ti faceva assomigliare a un piccolo teenager, mentre ora ti fa assomigliare a un teenager piccolo. Magie del sonno.<\/p>\n<p>\t\tScopri la nostra pagina Linkedin<\/p>\n<p>Nel 2010, anno della tua nascita, spopolava un librino intitolato Fate la nanna. La carboneria delle madri se lo passava di mano in mano bisbigliando: Leggi, applica il metodo e mi ringrazierai. Quell\u2019imperativo fate, seppur ammorbidito dal tenero nanna, mi insospett\u00ec da subito. Chiunque abbia avuto a che fare con un neonato sa che \u00e8 lui a comandare e non il contrario, un neonato \u00e8 una piccola accecante supernova di bisogni e richieste. Nella prima fase della vita non siamo noi genitori a educare voi a essere figli, figli si nasce infatti non si parla di istinto filiale, mentre si sono inventati l\u2019istinto materno per convincerci che madri si \u00e8 per natura. Non \u00e8 vero, siete voi a educare noi a essere genitori, ci educate, ci seducete e ci conducete, tre parole che hanno in comune la stessa radice latina ducere, bisogna farsi portare. \u00c8 semplice ma le cose semplici sono le pi\u00f9 complicate, tipo cucinare le uova strapazzate.<\/p>\n<p>Il sottotitolo di Fate la nanna avrebbe dovuto essere fateli piangere. Il famoso metodo Estivill, autore del librino carbonaro, si basava sull\u2019assunto che i bambini fossero manipolatori, gli adulti dei pappamolle ricattabili e il pianto fosse lo strumento che i piccoli passivi aggressivi avevano a disposizione per fottere il cervello dei pappamolle ricattabili. Il metodo prevedeva pertanto che, una volta giunta l\u2019ora di dormire, bisognasse riporre il subdolo infante, lasciarlo nella culla e poi guardarlo disperarsi, prima in presenza, in seguito con allontanamenti cadenzati. Il neonato a un certo punto si sarebbe stancato, avrebbe riconosciuto l\u2019autorit\u00e0 e i propri errori, avrebbe fatto ammenda e si sarebbe addormentato restituendo ai genitori la loro indipendenza insieme a lunghe nottate di meritatissimo riposo. Grazie al ciuccio, dico oggi, il bambino si sarebbe addormentato s\u00ec ma per disperazione, lasciandosi andare a un sonno rassegnato e impotente.<\/p>\n<p>Nel 2010 non lo dissi, non subito almeno. Nel 2010 l\u2019ostetrica mi aveva passato il tuo corpicino e ti avevo preso all\u2019amo del mio indice infilato per errore nella tua bocca sdentata, tu giustamente piangevi, io ridevo e l\u2019infermiera con il suo accento sardo ribadiva l\u2019esattezza della metafora ittica: \u201cTre chili e otto, eia che bella ricci\u00f2la!\u201d Traboccavo di gioia e speranza. Mia madre, tua nonna, era solita ripetere che avrebbe voluto tenere me e Sorella dentro la pancia per sempre, meno esistevamo e pi\u00f9 stavamo al sicuro, come certi progetti che non portiamo a termine o certi amori che non viviamo. Per me era il contrario: non vedevo l\u2019ora di darti al mondo. I figli si possono crescere con l\u2019amore o con la paura, se fai entrare la paura quella intorbidisce tutto, sporca ogni cosa, l\u2019amore per fare il suo corso deve avere una parte di incoscienza e anche di presunzione. Forse tutta l\u2019angoscia con cui mi aveva cresciuta mia madre aveva creato in me gli anticorpi per combatterla. Mi sentivo coraggiosa, ero innamorata.<\/p>\n<p><strong>(continua in libreria\u2026)<\/strong><\/p>\n<p>\t\tScopri le nostre Newsletter<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo I sorrisi non fanno rumore (Bompiani), Enrica Tesio torna in libreria parlando di famiglie; la sua, in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":152262,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-152261","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152261"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152261\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152262"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}