{"id":152542,"date":"2025-10-08T04:59:23","date_gmt":"2025-10-08T04:59:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152542\/"},"modified":"2025-10-08T04:59:23","modified_gmt":"2025-10-08T04:59:23","slug":"le-bombe-su-leopoli-fermano-il-treno-dei-bergamaschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152542\/","title":{"rendered":"Le bombe su Leopoli fermano il treno dei bergamaschi"},"content":{"rendered":"\n<p>Il convoglio ha rallentato e poi si \u00e8 fermato. Erano circa le 5,30. Una sosta non prevista alle porte di Lviv (Leopoli), a una settantina di chilometri dal confine con la Polonia. Abbiamo pensato a una sosta tecnica, ne capitano, ad esempio per dare la precedenza a convogli in direzione opposta. Ma nel buio della notte in lontananza dal finestrino si vedevano bagliori come quelli prodotti dalle scariche dei tuoni.<strong class=\"nero\"> La luce per\u00f2 era gialla: quella delle esplosioni di missili e di droni. Si sono udite due esplosioni, una in particolare ha fatto tremare il convoglio. <\/strong> <\/p>\n<p>Leggi anche<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ecodibergamo.it\/stories\/premium\/bergamo-citta\/raid-russi-su-leopoli-ore-di-paura-per-un-gruppo-di-bergamaschi-o_3362360_11\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/raid-russi-su-leopoli-ore-di-paura-per-un-gruppo-di-bergamaschi_9e2b9952-a210-11f0-85d5-8e765c89b52c.jpeg\" bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/raid-russi-su-leopoli-ore-di-paura-per-un-gruppo-di-bergamaschi_9e2b9952-a210-11f0-85d5-8e765c89b52c.jpeg\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>Il personale delle Ferrovie ucraine a bordo ha invitato anche i 110 italiani in viaggio verso il confine polacco a prepararsi all\u2019evacuazione, una procedura prevista ma che non \u00e8 stata necessaria. Dalle cuccette si udivano i colpi secchi della contraerea impegnata ad abbattere i droni. Il gruppo, di ritorno dal Giubileo della Speranza a Kiev e a Kharkiv, promosso dal Movimento europeo di azione non violenta, al quale hanno aderito anche venti bergamaschi, ha reagito con compostezza, certo con spavento ma soprattutto angoscia per gli ucraini davvero colpiti nei raid vicini.<\/p>\n<blockquote class=\"quote-article-cont\">\n<p>Il personale delle Ferrovie ucraine a bordo ha invitato anche i 110 italiani in viaggio verso il confine polacco a prepararsi all\u2019evacuazione, una procedura prevista ma che non \u00e8 stata necessaria. Dalle cuccette si udivano i colpi secchi della contraerea impegnata ad abbattere i droni<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Avevamo trascorso due giorni a Kharkiv, a una quarantina di chilometri dal confine con la Russia, una delle citt\u00e0 ucraine pi\u00f9 bombardate, dove la sirena antiaerea con l\u2019invito ad andare a proteggersi suona una ventina di volte al giorno, soprattutto di notte. I pericoli erano nel conto, la prudenza d\u2019obbligo. Ma sulla via del ritorno i rischi maggiori sembravano superati.<\/p>\n<blockquote class=\"float-quote-article-cont\">\n<p>Nessun luogo in Ucraina \u00e8 assolutamente sicuro perch\u00e9 ogni area pu\u00f2 essere raggiunta da missili e droni a lunga gittata, quella di Leopoli anche dalla Bielorussia, secondo Stato aggressore<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Invece da alcuni giorni gli invasori hanno compiuto attacchi anche contro infrastrutture ferroviarie, una stazione a Zaporizhzhia e un treno nell\u2019oblast di Sumy. In tre anni e mezzo dall\u2019inizio dell\u2019invasione su larga scala, i convogli sono stati bombardati soprattutto nell\u2019Est e nel Sud del Paese, 478 dipendenti delle Ferrovie ucraine sono stati uccisi. Un\u2019istituzione che il popolo considera giustamente gloriosa perch\u00e9 nei primi due mesi della brutale aggressione port\u00f2 in salvo 5 milioni di persone dalle zone investite da missili e carri armati russi, fino al confine polacco per poi espatriare. E perch\u00e9 i treni, come gli autobus, non hanno mai smesso il servizio rappresentando un mezzo per tenere unito il Paese, per non isolare citt\u00e0 e villaggi, per scappare ma anche per rientrare a visitare i parenti o per tornare definitivamente in zone relativamente pi\u00f9 sicure. Nessun luogo in Ucraina \u00e8 assolutamente sicuro perch\u00e9 ogni area pu\u00f2 essere raggiunta da missili e droni a lunga gittata, quella di Leopoli anche dalla Bielorussia, secondo Stato aggressore.<\/p>\n<p>    Il pensiero alle vittime  <\/p>\n<p> <strong class=\"nero\">L\u2019obiettivo del raid non era il treno con a bordo i 110 italiani ma quei luoghi illuminati dai bagliori, dove una famiglia \u00e8 stata sterminata<\/strong>. Il pensiero va a questa famiglia, alle decine di migliaia di vittime civili della guerra di smembramento di uno Stato sovrano, alle migliaia di minori ucraini trasferiti a forza in Russia e che non torneranno pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00abQuesta terra \u00e8 bagnata di sangue e noi combattiamo per non morire\u00bb, ha detto il Vescovo cattolico latino di Kharkiv, monsignor Pavlo Honcharu. Qui i soldati li chiamano \u00abi nostri difensori\u00bb. A questa definizione appartengono anche gli esponenti di organizzazioni non governative e di associazioni locali, i sindaci incontrati. Ma pure gli operai delle Ferrovie ucraine che divisi in squadre di intervento regionali ripristinano le linee danneggiate o distrutte dai raid. \u00c8 il bene che opera in mezzo al male del conflitto.<\/p>\n<p>Il treno con a bordo i 110 italiani \u00e8 ripartito dopo due ore di sosta obbligata, non \u00e8 stato evacuato perch\u00e9 il convoglio era pi\u00f9 sicuro della superficie o degli edifici circostanti. \u00c8 arrivato a destinazione in ritardo e la delegazione del Mean \u00e8 rientrata in Italia, in luoghi comodi e sicuri. Il pensiero va a chi vive dove le persone sono ridotte a bersagli, in pericolo ogni giorno. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il convoglio ha rallentato e poi si \u00e8 fermato. Erano circa le 5,30. Una sosta non prevista alle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":152543,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[185,80091,94327,1083,90973,14,164,165,184,77,8330,92524,166,7,15,19702,4326,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-152542","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-affari-e-finanza","9":"tag-agitazioni","10":"tag-andrea-valesini","11":"tag-conflitti","12":"tag-conflitto-armato","13":"tag-cronaca","14":"tag-dal-mondo","15":"tag-dalmondo","16":"tag-economia","17":"tag-guerra","18":"tag-guerre","19":"tag-mean","20":"tag-mondo","21":"tag-news","22":"tag-notizie","23":"tag-terrorismo","24":"tag-trasporti","25":"tag-ultime-notizie","26":"tag-ultime-notizie-di-mondo","27":"tag-ultimenotizie","28":"tag-ultimenotiziedimondo","29":"tag-world","30":"tag-world-news","31":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152542"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152542\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}