{"id":152550,"date":"2025-10-08T05:05:12","date_gmt":"2025-10-08T05:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152550\/"},"modified":"2025-10-08T05:05:12","modified_gmt":"2025-10-08T05:05:12","slug":"tasso-di-fertilita-cala-meno-se-ce-condivisione-dei-lavori-di-cura-familiari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152550\/","title":{"rendered":"Tasso di fertilit\u00e0: cala meno se c\u2019\u00e8 condivisione dei lavori di cura familiari"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-81234\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/pexels-cottonbro-5901631-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\"  \/><\/p>\n<p>Si fanno sempre meno figli. Non solo in Italia, ma in gran parte dei Paesi occidentali e ormai la definizione di inverno demografico sembra quasi un eufemismo per definire il calo continuo e costante dei tassi di fertilit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono le donne a non volere pi\u00f9 diventare madri o piuttosto il quadro \u00e8 molto pi\u00f9 complesso e riguarda la struttura del sistema economico contemporaneo? Domanda retorica a parte, la realt\u00e0 \u00e8 innegabile: al di fuori dell\u2019Africa sub-Sahariana il numero di figli per mamma \u00e8 in calo in tutto il mondo. In alcuni Paesi la linea ha seguito un andamento costante nei decenni, in altri ha registrato balzi profondi e veloci in specifici momenti storici. Ma a rimanere comune per tutti, restano le ragioni alla base di questa tendenza globale al ribasso. Chi prima negli anni chi dopo \u00e8 sceso sotto il livello di 2,1 figli per donna in et\u00e0 fertile, come evidenzia lo studio dell\u2019Onu <a href=\"https:\/\/www.un-ilibrary.org\/content\/books\/9789211071887\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">World Fertility 2024<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-81199\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/fertilita-300x166.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"331\"  \/><\/p>\n<p>Una questione economica?<\/p>\n<p>Costi della vita sempre pi\u00f9 elevati, non accompagnati da un aggiustamento adeguato dei salari. Incertezze economiche e insicurezza sociale. Tutti elementi che continuano ad allontanare i Paesi dal numero \u201cmagico di sostituzione\u201d (2,1 figli per donna in et\u00e0 fertile, appunto), prendendo in prestito le parole del nobel per l\u2019Economia 2023, Claudia Goldin.<\/p>\n<p>Per quanto il trend prevalente sia di una flessione del tasso di fertilit\u00e0, il calo delle nascite non ha seguito lo stesso andamento in tutte le nazioni o aree.\u00a0\u00abIn Europa, Asia e in Nord America, i tassi di fertilit\u00e0 totali di alcune nazioni sono scesi sotto la magica cifra sostitutiva di 2,1 almeno gi\u00e0 negli anni \u201870. Ma in altre nazioni, (questi livelli) sono rimasti elevati fino agli anni \u201890 per poi crollare in seguito\u00bb scrive la professoressa di Harvard nell\u2019introduzione al suo recente <a href=\"https:\/\/goldin.scholars.harvard.edu\/sites\/g\/files\/omnuum5966\/files\/2025-05\/GOLDIN_Coase%20%281%29.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">studio<\/a> \u201cBabies and the macroeconomics\u201d. Cosa \u00e8 successo?<\/p>\n<p>I soldi, o meglio la loro mancanza, restano certo gli imputati numero uno. Ma il puzzle \u00e8 definito anche da caratteristiche ed evoluzioni sociali, individuali ed economiche. Allertavano, per esempio, le Nazione unite nell\u2019annuale \u201c<a href=\"https:\/\/www.unfpa.org\/data\/world-population-dashboard\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">State<\/a> of the World Population\u201d, di giugno: \u00abA un numero sempre pi\u00f9 alto di persone viene <strong>negata la libert\u00e0<\/strong> (stessa) di metter su famiglia data l\u2019impennata dei costi della vita, persistenti diseguaglianze di genere e delle crescenti incertezze sul futuro\u00bb.<\/p>\n<p>O addirittura, come mette in chiaro il report Unfpa (United Nation Population Fund) \u2013 dal titolo significativo, \u201cThe real fertility crisis: The pursuit of reproductive agency in a changing world\u201d (La vera crisi della fertilit\u00e0. La ricerca dell\u2019autonomia riproduttiva in un mondo che cambia):<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u00abCi\u00f2 che <strong>\u00e8 davvero a rischio \u00e8 l\u2019<a href=\"https:\/\/news.un.org\/en\/story\/2025\/06\/1164176\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">abilit\u00e0<\/a> delle persone di scegliere liberamente<\/strong> quando \u2013 e se \u2013 avere figli\u00bb<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80767\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/fertility-rate-2025.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"355\"  \/>Tassi di fertilit\u00e0 per donna \u2013 World Population Dashboard, UNFPS<\/p>\n<p>Economia, societ\u00e0 e libert\u00e0 personali che si intrecciano, quindi, in un mix particolarmente rilevante nello sviluppo degli stati. Sempre meno nati e una popolazione che invecchia, corrispondono infatti a una minaccia, tra le altre, alla sostenibilit\u00e0 dei sistemi pensionistici; intaccano gli andamenti di crescita del mercato del lavoro conosciuti fino a qui; e mettono a rischio anche gli investimenti verdi.<\/p>\n<p>Carichi di cura mail distribuiti<\/p>\n<p>Se i \u201cmoney worries\u201d, le preoccupazioni legate alle proprie finanze, rappresentano la ragione numero uno per scegliere di diventare genitori o meno, secondo l\u2019indagine internazionale delle Nazioni unite, per la maggior parte dei rispondenti (39%) le limitazioni economiche sono anche la causa primaria che porta ad avere meno figli di quanti se ne vorrebbero. Per il 21% il principale ostacolo in questo senso riguarda l\u2019incertezza lavorativa. Mentre per il 19% le preoccupazioni sul futuro, dal cambiamento climatico, alle guerre rappresentano le prime imputate per non allargare la famiglia quanto si vorrebbe.<\/p>\n<p>Tra tutte le risposte, per quanto in percentuali pi\u00f9 piccole, interessante \u00e8 notare che alcuni imputano alla divisione squilibrata dei<a href=\"https:\/\/alleyoop.ilsole24ore.com\/2025\/08\/13\/donne-lavoro-domestico\/?uuid=90_FYMPrXMZ\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> carichi domestici<\/a> l\u2019impossibilit\u00e0 di diventare genitori del numero desiderato di figli. Lo afferma il 13% delle donne. Ma solo l\u20198% degli uomini.<\/p>\n<p>Su questo tema della cura, torna anche nelle recenti osservazioni di Claudia Goldin. Nel suo studio \u201cBabies and Macroeconomy\u201d, infatti, la premio Nobel per l\u2019economia rileva che i Paesi dove gli uomini si assumono maggiori <a href=\"https:\/\/alleyoop.ilsole24ore.com\/2025\/07\/22\/lavoro-equa-divisione-faccende-domestiche-fa-bene-economia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">responsabilit\u00e0 in casa<\/a> e nella cura di bambini \u2013 in altre parole, dove ci si allontana dai ruoli tradizionali di pap\u00e0-breadwinner e mamma-casalinga \u2013 sono quelli che conoscono i livelli di fertilit\u00e0 pi\u00f9 alti. Per quanto, ribadiamolo, continuiamo comunque a parlare di tassi ovunque molto pi\u00f9 bassi rispetto al passato.<\/p>\n<p>L\u2019analisi della professoressa di Harvard indica poi come il calo della fertilit\u00e0 nei Paesi pi\u00f9 ricchi ha seguito due traiettorie. Stati come Danimarca, Francia Germania o Stati Uniti, che hanno conosciuto uno sviluppo economico relativamente costante nel XX secolo, hanno visto calare il numero di figli per donna sotto il 2, negli anni \u201910 di questo secolo. Un declino proseguito a ritmo abbastanza costante nel tempo e che non ha portato a cifre basse quanto quelle di Paesi come Italia, Giappone, Grecia o Corea del sud.<\/p>\n<p>Il gruppo di cui fanno parte queste ultime tre nazioni, infatti, per tutti gli anni \u201970 ha registrato medie di 3 figli per donna. A partire da quarant\u2019anni fa per\u00f2, questi numeri sono precipitati rapidamente. Scrive Goldin che proprio Roma e Tokyo, tra le altre, sono oggi nazioni \u00abdel \u201cminimo-minimo\u201d (\u201clowest-low\u201d, tra virgolette nel testo). Cio\u00e8 con tassi che sono sotto l\u20191,3\u00bb figli per donna.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019economista, alla base del tipo di traiettoria verificatosi ci sarebbe il tipo di crescita economica avvenuto. Un\u2019evoluzione che ha catapultato Italia e Giappone, nella \u201cmodernit\u00e0\u201d, senza lasciare il tempo alle societ\u00e0 di adattarsi a nuovi norme di genere. Ricorda Goldin che proprio queste due nazioni, per esempio, dopo un periodo di stagnazione, hanno conosciuto tra gli anni \u201860 e \u201870 un\u2019aumento repentino del Pil pro-capite. Con sempre pi\u00f9 donne nel mondo del lavoro. E senza che parallelamente si verificasse un cambio culturale. O aumentasse adeguatamente il supporto da parte dei loro partner nella cura di casa e famiglia.<\/p>\n<p>Chiarisce infatti lo studio, \u00abUn cambiamento economico rapido pu\u00f2 aver portato a conflitti sia generazionali sia di genere, risultanti in un veloce calo dei tassi di fertilit\u00e0 totali\u00bb. Dopo tutto, \u00abtrasformazioni economiche repentine, spesso mettono in discussione convinzioni profondamente radicate\u00bb. E le convinzioni culturali \u00abcambiano pi\u00f9 lentamente di a quanto (facciano) la tecnologia o l\u2019economia\u00bb.<\/p>\n<p>Nuove priorit\u00e0<\/p>\n<p>Che sia per l\u2019instabilit\u00e0 mondiale o perch\u00e9 manca il lavoro; che centri la crescita Pil o le condizioni sociali, si continuano a fare sempre meno figli. I primati negativi restano quelli registrati in<strong> Italia, Giappone e Corea del Sud<\/strong>. Nel 2024 le prime due hanno registrato tassi di 1,18 e 1,15, numeri in calo in tutti e due i casi anche rispetto all\u2019anno precedente \u2013 nel 2023 erano per entrambe pari a 1,2 figli per donna. Peggio di tutti, per\u00f2, fa Seul. Qui, dalle ultime stime ufficiali, l\u2019indice di fertilit\u00e0 ha toccato lo 0,74. In ripresa, ma di pochissimo rispetto allo 0,72 dell\u2019anno precedente.<\/p>\n<p>Ovunque un sempre maggior numero di ragazze studia pi\u00f9 a lungo. Sempre pi\u00f9 giovani aspirano a costruirsi una professione e magari assicurarsi una carriera. Sono sempre di pi\u00f9 quindi quelle che ritardano (se mai la pianificano del tutto) la maternit\u00e0. Posticipano rispetto alle loro madri e nonne alcune tappe anche perch\u00e9 le loro priorit\u00e0 sono cambiate. Per quanto, poi, la scienza continui a costituire un elemento cruciale nel permettere di programmare meglio e pi\u00f9 tardi eventuali gravidanze, la via medica non \u00e8 per tutte sempre sostenibile, sia per i costi che per le procedure necessarie.<\/p>\n<p>A questo aspetto si aggiunge la considerazione che, come indica la Goldin, rispetto al passato \u00able ragazze improvvisamente vedono che le loro opzioni sono cambiate\u00bb. E se da una parte i ragazzi tendono generalmente a guadagnare da una divisione \u201ctradizionale\u201d dei ruoli, sarebbe proprio la partecipazione alle faccende domestiche a impattare sulla dimensione delle famiglie. Al contrario di quanto alcuni credono, infatti, i tassi di fertilit\u00e0 risultano pi\u00f9 alti dove la partecipazione delle donne al mercato del lavoro (e credibilmente anche una migliore divisione delle necessit\u00e0 di casa) \u00e8 maggiore. Al contrario, addirittura, i Paesi con un tasso di fertilit\u00e0 \u201cminimo-minimo\u201d sono anche quelli che presentano la differenza di genere pi\u00f9 grande di tempo trascorso a occuparsi delle faccende domestiche e familiari.<\/p>\n<p>Rispetto ai giapponesi, per esempio, le giapponesi dedicano 3,1 ore al giorno in pi\u00f9 alle faccende domestiche. Le italiane tre ore in pi\u00f9. Addirittura in Corea del Sud, dove persistono ancora oggi norme sociali di genere particolarmente rigide e dove la divisione del lavoro casalingo resta particolarmente sproporzionata, molte donne hanno iniziato a rifiutare del tutto matrimonio e maternit\u00e0*.<\/p>\n<p>Oltre il tema della sostituzione della popolazione<\/p>\n<p>Il problema di una popolazione che smette di crescere va ben oltre un tema di mera sostituzione. Riguarda infatti la sostenibilit\u00e0 dei modelli economici contemporanei. Per\u00f2, come spiega uno degli autori dello studio Ocse: \u00abI profondi cambiamenti demografici stanno rendendo tangibile il rischio di un significativo rallentamento della crescita del tenore di vita. Ma non si tratta di un rischio inevitabile\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo le Nazioni unite la soluzione reale alla crisi demografica che stiamo vivendo sarebbe la costruzione di \u00abun mondo pi\u00f9 equo, sostenibile e solidale che aiuti le persone a realizzare il proprio sogno di avere una famiglia\u00bb. Perch\u00e9 \u00abSoluzioni che non mettono al centro la scelta riproduttiva si sono dimostrate, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, fallimentari\u00bb.<\/p>\n<p>Se si inizia con il rallentare il declino numerico, si pu\u00f2 guadagnare tempo per prepararsi agli inevitabili cambiamenti demografici del futuro**. Per farlo le vie pi\u00f9 efficaci passano proprio anche dall\u2019alleggerimento dei carichi familiari non retribuiti che oggi gravano soprattutto sulle spalle delle donne. Gli stati, inoltre, mentre migliorano la partecipazione femminile al mondo del lavoro, dovrebbero anche lavorare specificamente per rendere pi\u00f9 convenienti i congedi di paternit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile, scrive la Goldin, invertire la tendenza \u00abesaltando la genitorialit\u00e0, in particolare la paternit\u00e0\u00bb, modificando le regole proprio nei luoghi di lavoro, cos\u00ec da non penalizzare i padri. \u00abSe non si inverte la relazione negativa tra reddito e fertilit\u00e0 \u2013 chiude il suo studio la premio nobel -, il tasso di natalit\u00e0 probabilmente non aumenter\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>\u2014<br \/>* Nato attorno agli anni \u201910 di questo secolo ma esploso a partire circa dal 2017, il movimento femminista coreano \u00e8 conosciuto come 4B, cio\u00e8 \u201ci 4 no\u201d e implica il rifiuto del matrimoni, i rapporti sentimentali e sessuali con gli uomini e l\u2019avere figli.<\/p>\n<p>** A dirla tutta, secondo alcuni scienziati, tassi di fertilit\u00e0 bassi ma non troppo bassi, potrebbero anzi avere alcuni vantaggi.<\/p>\n<p><strong>***<br \/>La newsletter di Alley Oop<\/strong><br \/>Ogni venerd\u00ec mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novit\u00e0, le storie e le notizie della settimana. 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