{"id":152562,"date":"2025-10-08T05:15:21","date_gmt":"2025-10-08T05:15:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152562\/"},"modified":"2025-10-08T05:15:21","modified_gmt":"2025-10-08T05:15:21","slug":"i-100-anni-sprint-di-mario-damico-si-regala-la-patente-fino-ai-101-e-unauto-nuova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152562\/","title":{"rendered":"I 100 anni sprint di Mario D\u2019Amico: si regala la patente fino ai 101 e un\u2019auto nuova"},"content":{"rendered":"<p>            <a href=\"https:\/\/www.ilcittadino.it\/publisher\/cronaca\/section\/\" alt=\"Cronaca\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cronaca<\/a><\/p>\n<p>                \/<br \/>\n                <a href=\"https:\/\/www.ilcittadino.it\/publisher\/lodi\/section\/\" alt=\"Lodi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lodi<\/a><\/p>\n<p>                Marted\u00ec 07 Ottobre 2025<\/p>\n<p class=\"mb-0\">\n             PIANISTA E YOUTUBER  Nato a Monza, da anni risiede a Casele Landi, una vita da raccontare con la passione per la musica e per i social\n        <\/p>\n<p id=\"U111709533416XXRxL\" style=\"\">All\u2019ultima visita per il rinnovo della patente ha dovuto eseguire dei calcoli, riconoscere dei colori e rispondere alla domanda su quale fosse l\u2019attuale presidente della Repubblica, che due automobilisti prima di lui se ne sono usciti dallo studio pratiche auto a Codogno, bofonchiando se era quella una domanda da fare. Bocciati.<\/p>\n<p>. Caselle Landi: a 100 anni automobilista e youtuber<\/p>\n<p id=\"U111709533416XXRxK\" style=\"\">Domenica 12 ottobre Mario D\u2019Amico compir\u00e0 100 anni, ma se ne sente la met\u00e0, e anche la dottoressa che nel 2023 lo ha ripromosso alla guida, non \u00e8 riuscita a trattenersi da una battuta: \u00abSe anche volessi non potrei bocciarla. Ha tutte le carte in regola per il rinnovo fino a 101 anni\u00bb. Gi\u00e0 perch\u00e9 questo signore dalla barba bianca e il sorriso buono, nato a Monza il 12 ottobre 1925 da una coppia di siciliani venuti al nord in cerca di lavoro, di lasciare la macchina in cortile non ci pensa proprio. L\u2019ha cambiata anzi un anno fa: una vecchia Punto con tredici anni di attivit\u00e0, che rischiava di lasciare a piedi lui e la moglie Luciana, sempre al fianco del marito: \u00abIo poi alle macchine mi affeziono\u00bb sorride lei.<\/p>\n<p id=\"U111709533416XXRxJ\" style=\"\"> Adesso nel giardinetto della loro casa a Caselle Landi, il buen retiro che hanno scelto per sfuggire al traffico e al rumore di Monza, c\u2019\u00e8 parcheggiata una Dacia Sandero bianca. Perfetta per andare a fare la spesa, a messa e dal medico quando serve. Ma anche a far visita ai parenti nella \u201ccitt\u00e0 dell\u2019autodromo\u201d. E sar\u00e0 un caso, ma \u00abha anche il piede pesante\u00bb, scherza Luciana descrivendo il marito al volante, salvo ammettere che pure lei amava la guida sprint, prima di cederla a lui. E che comunque, in sessantacinque anni da patentato, il marito non ha mai fatto un incidente. Sul suo curriculum compare solo una multa presa a Piacenza, per un parcheggio su un marciapiede. Che poi D\u2019Amico era a bordo ad aspettare la moglie, corsa per una capatina in libreria. L\u2019ammenda dei vigili per\u00f2 era arrivata implacabile. \u00abHo imparato a guidare a tredici anni, quando facevo il garagista alla autorimessa Nessi di Monza &#8211; racconta il centenario, srotolando i ricordi di una vita che \u00e8 mille vite -. Poi ho preso la patente dopo i trent\u2019anni, quando eravamo gi\u00e0 sposati\u00bb.<\/p>\n<p> Prima c\u2019erano la bicicletta e una valigia di sogni. La Seconda Guerra Mondiale sorprende Mario che \u00e8 un ragazzo. Una sera, all\u2019uscita dal cinema con gli amici, i fascisti lo arrestano e deve scegliere dove andare ai lavori \u201cforzati\u201d: al Vallo Atlantico o alla Breda. D\u2019Amico sceglie la Societ\u00e0 Italiana Ernesto Breda per Costruzioni Meccaniche, a Milano, vicino a casa. \u00abFacevo il garzone e dovevo estrarre le sbarre di ferro rovente dai forni, che venivano usate per fare le canne da fucile \u2013 ricorda -, ma ero delicato e mi s\u2019infiammarono gli occhi, per cui dopo di l\u00ec scelsi di entrare nella polizia ferroviaria\u00bb. In stazione arrivano i convogli con le armi e il sale, proveniente dalla miniera di Salisburgo. Sono \u201coro\u201d e ha il compito di vigilare. Ma una notte i partigiani del Gap assaltano le carrozze, aprono i vagoni e fanno sparire le armi. Per quell\u2019episodio D\u2019Amico e i colleghi vengono interrogati dalle SS, alcuni di loro non ne usciranno vivi, mentre lui finisce in carcere. Sei mesi a San Vittore. Non \u00e8 la sola gattabuia di cui Mario conosce per\u00f2 l\u2019odore. \u00c8 il terrore nero. Poi arriva la Liberazione e D\u2019Amico ripara a Ronco Briantino, da un amico, dove il padre va a prenderlo in bicicletta. Cento chilometri di pedalata, per riportarlo a casa a Monza. Tuttavia i guai non sono ancora finiti. Perch\u00e9 da agente di polizia ferroviaria, temendo di essere preso per un fascista e finito, si sbarazza dei documenti. Cos\u00ec \u00e8 un senza nome e un senza patria e il destino gli gioca un altro colpo baro: in municipio a Monza gli fanno il quarto grado per rifare la carta d\u2019identit\u00e0, dubitano, domandando: \u201cChi \u00e8 lei?\u201d. \u201cMario D\u2019Amico\u201d risponde. Ma come credergli? Poi nel palazzo comunale entra un vecchio conoscente, Mario pensa, \u201csono salvo\u201d, \u201cchiedete a lui, chiedete a lui\u201d. L\u2019altro per\u00f2 volta la testa dall\u2019altra parte. Finge di non conoscerlo. E D\u2019Amico \u00e8 ristretto in via Mentana, in una caserma trasformata in prigione, dove sono richiusi gli \u201cirregolari\u201d come lui, che \u00e8 senza documenti. \u00abAvevamo paura, avevamo tutti paura. Un ladro di professione, che aveva il permesso di uscire e andava a comprare le sigarette agli altri detenuti, parlandomi di Dio mi disse che non dovevo temere\u00bb, racconta, mentre i ricordi a tratti si attorcigliano, e si fa per\u00f2 strada la fede. Quella coltivata nel tempo e che non lo abbandoner\u00e0 mai. Il fondamento delle scelte che imprimono una piega imprevista a questa storia. \u00abDopo aver visto il mondo \u201csbandare\u201d, volevo fare qualcosa di buono \u2013 prosegue -. Al Parco di Monza c\u2019era il campo degli americani e suonavo jazz con i neri&#8230; ho deciso che volevo fare musica\u00bb. A introdurlo era stato il fratello Renato, proprio quel fratello che insieme all\u2019altro, Aurelio, morirono nella campagna di Russia. Renato intuisce che Mario ha l\u2019orecchio assoluto e lo porta nella banda di Monza, dove inizia suonando la tromba. Cos\u00ec, finita la guerra, quando deve decidere del suo futuro, Mario si iscrive al conservatorio a Milano. In famiglia non ci sono soldi, ma con quelli che guadagna d\u2019estate suonando nei grandi alberghi delle localit\u00e0 di mare e la sera nelle balere, spedisce una parte a casa e tiene l\u2019altra per s\u00e9, per mantenersi agli studi. \u00abVolevo iscrivermi a pianoforte, ma era tutto pieno, cos\u00ec ho preso un diploma in clarinetto, un altro in strumentazione per bande, e per un esame non ho ultimato quello in composizione. All\u2019esame di drammaturgia c\u2019era Quasimodo ( il poeta , ndr), che mi ha fatto i complimenti &#8211; spiega -. A quel tempo avevo bisogno di guadagnare e mi era arrivata un\u2019offerta di lavoro alla Voce del Padrone\u00bb. A segnalargli che la casa discografica cerca un regista fonografico \u00e8 un collega del Conservatorio. Il compositore Giorgio Ghisleri. Per Mario \u00e8 la svolta. \u00abFacevo da \u201ccopia\u201d al direttore d\u2019orchestra, dovevo sovraintendere all\u2019incisione su disco. Poi a casa, il sabato e la domenica e anche la notte componevo\u00bb. Al pianoforte, da autodidatta. \u00abAlla \u201cVoce del Padrone\u201d ogni settimana si teneva una riunione con i dirigenti e successe una cosa buffa \u2013 ricorda -. Il settore dei bambini non era considerato come vendita, fui io a offrirmi di curarlo e mi sono trovato a musicare le musiche di Topo Gigio\u00bb. Sono 147 le composizioni musicali scritte da Mario D\u2019Amico. E tutte registrate alla Siae. Tutte tranne una, quella del romanzo \u201cLa famosa invasione degli orsi in Sicilia\u201d di Dino Buzzati, nella trasposizione di Gianni Colla con i burattini, andata in scena al Teatro dell\u2019Arte di Milano e a Venezia. <\/p>\n<p> Oggi, all\u2019alba del suo centesimo compleanno, questo super nonno (ha cinque figli e sedici nipoti) suona ancora il pianoforte, ha pubblicato un libro su Amazon dal titolo \u201cLa mia vita per la musica\u201d e ne ha in cantiere un altro. Ha un profilo Linkedin e un canale YouTube. Filmaker l\u2019inseparabile moglie. \u00abHo continuato a scrivere e mi sono innamorato della ricerca della melodia infinita, come diceva Wagner \u2013 riflette -. La musica deve fare da tramite, mentre l\u2019ascolti deve portare in alto\u00bb. Una verticale alla cui base c\u2019\u00e8 una precisa visione del mondo, condivisa con l\u2019amore della sua vita, Luciana, sposata a Lourdes durante un viaggio con l\u2019Unitalsi. Lei assistente volontaria e lui barelliere, sposi in divisa \u201cda lavoro\u201d. C\u2019era sempre lei, al suo fianco, la volta che in Spagna si ritrovarono fermi sotto il ponte di un\u2019autostrada con l\u2019auto a secco. Ma se \u00e8 per quello erano rimasti senza benzina anche la notte della corsa al Mangiagalli per la nascita del loro terzo figlio. \u00abCi trovammo nel \u201cdeserto\u201d, tutto buio, e senza i cellulari \u2013 ricordano marito e moglie incastrando pezzi di memoria -. Per fortuna c\u2019era una pompa di benzina e il benzinaio viveva nell\u2019appartamento sopra. Ci ha fatto carburante e siamo arrivati in ospedale\u00bb. Il prossimo anno D\u2019Amico dovr\u00e0 sostenere una nuova visita per il rinnovo della patente. Stavolta, superato il secolo di vita, davanti a una commissione a Lodi. Al Conservatorio di Parma riusc\u00ec a passare l\u2019esame da privatista suonando un organo con i pedali \u201cdisegnati\u201d a terra. Che per azzeccarli dovette guardare dove metteva i piedi. Ma ricordava le note a menadito e and\u00f2 alla grande. No, non ha paura. <\/p>\n<p class=\"articolo-riservato\">\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cronaca \/ Lodi Marted\u00ec 07 Ottobre 2025 PIANISTA E YOUTUBER Nato a Monza, da anni risiede a Casele&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":152563,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[7072,1615,5957,90097,1621,1620,1644,1679,203,94357,18423,204,1537,90,89,94358,1539,21305,477,197,94354,94356,2685,196,87890,188,94353,71886,94355],"class_list":{"0":"post-152562","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-amazon","9":"tag-arte","10":"tag-automobili","11":"tag-breda","12":"tag-celebrita","13":"tag-celebrities","14":"tag-cultura","15":"tag-curiosita","16":"tag-entertainment","17":"tag-giorgio-ghisleri","18":"tag-governo","19":"tag-intrattenimento","20":"tag-it","21":"tag-italia","22":"tag-italy","23":"tag-mario-damico","24":"tag-musica","25":"tag-persone","26":"tag-politica","27":"tag-scienza","28":"tag-siae","29":"tag-societa-italiana-ernesto-breda-per-costruzioni-meccaniche","30":"tag-storie","31":"tag-tecnologia","32":"tag-tecnologia-generico","33":"tag-tempo-libero","34":"tag-unitalsi","35":"tag-vita-quotidiana","36":"tag-voce-del-padrone"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152562","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152562"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152562\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152563"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152562"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152562"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152562"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}