{"id":152952,"date":"2025-10-08T09:20:12","date_gmt":"2025-10-08T09:20:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152952\/"},"modified":"2025-10-08T09:20:12","modified_gmt":"2025-10-08T09:20:12","slug":"persone-luoghi-e-farine-anche-il-pane-ha-il-suo-terroir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/152952\/","title":{"rendered":"\u201cPersone, luoghi e farine, anche il pane ha il suo terroir\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cHo sempre detto che non solo il vino<\/strong>, ma anche il pane \u00e8 l&#8217;espressione del terroir. \u00c8 il territorio che entra dentro il cibo. Se il pane \u00e8 fatto nella maniera giusta, con lavorazioni, grani e mugnai giusti, \u00e8 veramente una vera e propria espressione del mondo a cui appartiene\u201d. Racconta cos\u00ec Fulvio Marino il suo nuovo libro \u201cTutto il mondo del pane\u201d (Slow Food Editore) che \u00e8 un atlante fatto di 400 pani diversi, di scuole, tecniche e lieviti madre che ha incontrato nei cinque continenti.<\/p>\n<p>\t\t\tLa ricetta<\/p>\n<p>\t\tBaguette perfetta fatta in casa? Tutti i segreti di Fulvio Marino per non sbagliare<\/p>\n<p>                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.repstatic.it\/cless\/common\/stable\/img\/video-placeholder.svg\" alt=\"Baguette perfetta fatta in casa? Tutti i segreti di Fulvio Marino per non sbagliare\" width=\"160\" height=\"90\"\/><\/p>\n<p><strong>\u201c\u00c8 il risultato di un lavoro che ho iniziato<\/strong> da tantissimi anni \u2013 racconta a Il Gusto \u2013. Vorrei dimostrare che il pane \u00e8 espressione regionale di un territorio, di una popolazione, di momenti storici, di una cultura, una socialit\u00e0. E succede cos\u00ec in tutto il mondo: pani e forni che sanno di storia che raccontano usi e costumi\u201d. Ma anche contaminazioni, paesi che si incontrano a tavola. \u201cPenso al San Francisco sourdough, il pane di San Francisco; al pane di segale del Nord Europa, ai pani africani, l\u2019Himbasha che non \u00e8 solo un cibo ma anche posata che strizza l&#8217;occhiolino alla nostra scarpetta\u201d.<\/p>\n<p>Nel libro si parla dei diversi cereali del mondo, e dei diversi lieviti madre. \u201cHo cercato di codificare, distinguere quello che succede nel mondo a seconda della tipologia di scuola che c\u2019\u00e8 dietro al pane. Ci sono la scuola francese, la scuola nord europea, la scuola orientale, la scuola africana e per ciascuna si fa riferimento a lieviti madre che cambiano in giro per il mondo: un po&#8217; perch\u00e9 cambia l&#8217;ambiente intorno, ma anche le tecniche utilizzate sono diverse\u201d.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/085120043-0235dbfc-2cbc-4ff0-a92b-c0a810915640.jpg\" alt=\"Fulvio Marino\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>      Fulvio Marino\u00a0<\/p>\n<p><strong>Alla scuola italiana Fulvio Marino ha dedicato un altro libro<\/strong>, \u201cTutta l\u2019Italia del Pane\u201d. \u201cIn Italia abbiamo una scuola che \u00e8 figlia delle diverse regioni e quindi figlia della biodiversit\u00e0, di tanti cereali diversi. In Italia siamo maestri nel lavorare la farina di grano, la semola di grano duro piuttosto che la segale. Abbiamo tantissimi pani di mais e da l\u00ec poi le paste dure del centro Italia, del nord Italia. La scuola del pane italiana riflette esattamente la nostra cucina. \u00c8 una scuola biodiversa. E quindi \u00e8 senza dubbio una delle scuole pi\u00f9 importanti al mondo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nonostante lavori nel pane<\/strong> da quando \u00e8 nato, nello scrivere questo libro, nelle sue ricerche Fulvio Marino confessa di essersi anche stupito. \u201cS\u00ec, ne conoscevo ovviamente tantissimi, ma ho avuto la fortuna di stupirmi ancora. Di vivere esperienze incredibili come panificare in America con dei messicani o negli Emirati Arabi con degli indiani. Forse la bellezza di questo libro \u00e8 proprio nello stupore che si prover\u00e0 a vedere tanti pani diversi. Mi viene in mente il Volcano Bread, che \u00e8 un pane islandese che viene fatto utilizzando il calore dei geyser. Le pentole o i contenitori di terracotta in cui cuoce vengono sotterrate, si mettono le bandierine nella terra per ritrovarlo. E il pane, che \u00e8 un pane con melassa e farina di segale lievita e cuoce nello stesso contenitore per 24 ore. Io l&#8217;ho rifatto a casa, usando la pentola in ghisa. Secondo me \u00e8 un pane molto interessante che si conserva tantissimo tempo e si allontana un po&#8217; da quello che \u00e8 il pane classico che conosciamo\u201d.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 anche un pane<\/strong> che solo per il nome potrebbe far discutere. \u201cI pineapple buns che uno potrebbe pensare che siano all&#8217;ananas, invece no. In realt\u00e0 \u00e8 un bellissimo pane. Si chiama cos\u00ec perch\u00e9 la superficie a scacchi ricorda la buccia del frutto. Si compone di una parte superiore croccante e dolce data dall\u2019impasto di zucchero, uova, farina e strutto, e da una parte inferiore morbida simile al comune pane di Hong Kong. \u00c8 un panino morbido che pu\u00f2 andare sicuramente bene sia col dolce che col salato: mi piace molto questa versatilit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cHo sempre detto che non solo il vino, ma anche il pane \u00e8 l&#8217;espressione del terroir. \u00c8 il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":152953,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-152952","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152952"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152952\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/152953"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}