{"id":153069,"date":"2025-10-08T10:29:11","date_gmt":"2025-10-08T10:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153069\/"},"modified":"2025-10-08T10:29:11","modified_gmt":"2025-10-08T10:29:11","slug":"aodi-amsi-bene-la-collaborazione-tra-lombardia-e-uzbekistan-professionisti-stranieri-risorsa-preziosa-servono-sinergie-solide-per-risolvere-criticita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153069\/","title":{"rendered":"Aodi (Amsi): \u201cBene la collaborazione tra Lombardia e Uzbekistan. Professionisti stranieri risorsa preziosa, servono sinergie solide per risolvere criticit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>AgenPress<\/strong>. L\u2019Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (Amsi), l\u2019Unione Medica Euromediterranea (Umem), il Movimento Internazionale Uniti per Unire e Aisc News internazionale \u2013 Agenzia Mondiale Britannica Informazione Senza Confini \u2013 esprimono plauso e sostegno al progetto della Regione Lombardia che prevede l\u2019arrivo di 210 infermieri uzbeki entro i primi mesi del 2026, nell\u2019ambito di un programma di cooperazione sanitaria internazionale.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un\u2019iniziativa positiva \u2013 dichiara il presidente\u00a0Prof. Foad Aodi a nome delle nostre associazioni , medico fisiatra, giornalista internazionale ed esperto in salute globale, Direttore di Aisc News, membro del Registro Esperti FNOMCeO, quattro volte consigliere dell\u2019OMCeO di Roma, docente presso l\u2019Universit\u00e0 di Tor Vergata, membro della FNSI e dell\u2019Associazione Stampa Romana \u2013 che si inserisce perfettamente nel percorso che portiamo avanti da oltre 25 anni ,inserimento dei professionisti della sanit\u00e0 di origine straniera nel SSN con il il rispetto delle leggi e diritti e doveri. Siamo convinti che i professionisti sanitari di origine straniera rappresentino una risorsa preziosa per il nostro Servizio sanitario nazionale, in un momento in cui il Paese deve fare i conti con una carenza cronica di personale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La richiesta della Lombardia e il ruolo di Amsi<\/strong><br \/>Gi\u00e0 negli scorsi mesi ed anni numerose regioni e strutture sanitarie private hanno chiesto ad\u00a0Amsi e Uniti per Unire\u00a0di collaborare a progetti di reclutamento e integrazione dei professionisti sanitari stranieri. L\u2019iniziativa con l\u2019Uzbekistan si aggiunge ad altri percorsi di cooperazione internazionale delle regione italiane che vedono proprio le associazioni guidate da Aodi protagoniste di protocolli, campagne di formazione e mentoring. \u00abAccogliamo con favore \u2013 sottolinea Aodi \u2013 che le istituzioni regionali e nazionali riconoscano finalmente il contributo dei professionisti di origine straniera e ci coinvolgano in strategie di lungo periodo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Professionisti sanitari stranieri, una risorsa da integrare<\/strong><br \/>Il prof. Foad Aodi ricorda come sia fondamentale non considerare i professionisti stranieri come \u201cpassocosto\u201d o \u201ctappabuchi\u201d, n\u00e9 tantomeno come figure di \u201cserie B\u201d. \u201cOccorre valorizzare e risanare tutti coloro che hanno intrapreso percorsi di cura e di lavoro in Italia \u2013 sottolinea Aodi \u2013 nel pieno rispetto delle leggi italiane. Ne \u00e8 dimostrazione il fatto che sono stato eletto gi\u00e0 4 volte all\u2019ordine dei medici di Roma,a conferma di una collaborazione istituzionale basata sulla legalit\u00e0 e sulla conoscenza delle norme\u201d.<br \/>Il presidente di Amsi evidenzia inoltre il ringraziamento al presidente della FNOPI Mangiacavalli e al presidente Filippo Anelli della FNOMCeO, sottolineando l\u2019importanza di rafforzare collaborazioni concrete. Dal gennaio 2024 ad oggi \u2013 conclude Aodi \u2013 \u201cabbiamo raccolto oltre 15.300 richieste provenienti sia dalla sanit\u00e0 privata che da quella pubblica: non solo medici e infermieri, ma anche fisioterapisti, podologi, psicologi, dietisti, nutrizionisti, tecnici di laboratorio e ortopedici\u201d.<\/p>\n<p><strong>Formazione, lingua e competenze al centro<\/strong><br \/>Il progetto lombardo, che prevede la formazione clinica e teorica degli infermieri provenienti da Tashkent e Samarcanda, potr\u00e0 essere efficace solo se accompagnato da percorsi solidi di\u00a0studio della lingua italiana,\u00a0formazione specialistica continua\u00a0e reale integrazione culturale. \u00abNon basta reclutare \u2013 avverte Aodi \u2013. Serve una sinergia vera tra Governo, Regioni, FNOPI, FNOMCeO, Ordini professionali e sindacati. Solo cos\u00ec i professionisti potranno lavorare bene, sentirsi parte del sistema e garantire la qualit\u00e0 delle cure ai cittadini\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La carenza di infermieri e i numeri aggiornati<\/strong><br \/>Secondo la\u00a0FNOPI, in Italia mancano oggi circa\u00a070mila infermieri, con effetti evidenti sulle liste d\u2019attesa, sull\u2019accesso ai servizi e sul carico di lavoro del personale gi\u00e0 in servizio. La Lombardia, che guida il nuovo progetto con l\u2019Uzbekistan, \u00e8 la regione con la pi\u00f9 alta presenza di professionisti di origine straniera:\u00a04.336 infermieri\u00a0e oltre\u00a08mila tra medici e infermieri\u00a0al 31 luglio 2025.<br \/>A livello nazionale, i dati raccolti da\u00a0Amsi\u00a0fotografano la realt\u00e0 di un esercito ormai indispensabile: sono\u00a0123.810 i professionisti sanitari stranieri in Italia, tra cui\u00a049.500 medici,\u00a045.200 infermieri,\u00a08.370 odontoiatri,\u00a08.180 fisioterapisti,\u00a08.030 farmacisti\u00a0e\u00a04.530 psicologi .<br \/>Dal 2020 a oggi, con i\u00a0Decreti Cura Italia e Ucraina, sono entrati nel nostro Paese circa\u00a018.860 infermieri\u00a0e\u00a08.900 medici, mentre tra gennaio 2023 e luglio 2025 si calcola che\u00a05.220 reparti e servizi\u00a0del sistema sanitario nazionale siano stati salvati proprio grazie al contributo dei professionisti di origine straniera.<\/p>\n<p><strong>Un esercito che non esercita<\/strong><br \/>Accanto a questi numeri, resta per\u00f2 un problema serio:\u00a011.300 tra infermieri e fisioterapisti stranieri\u00a0presenti in Italia non riescono a esercitare la professione. Un quarto ha ricevuto un rigetto formale della richiesta di riconoscimento dei titoli, mentre la maggioranza non ha mai presentato domanda, scoraggiata da burocrazia complessa, costi elevati e paura di rifiuti. Circa il 75% dei professionisti sanitari stranieri lavora oggi nel privato, privando il sistema pubblico di competenze preziose.<\/p>\n<p><strong>Le regioni dove la domanda di professionisti sanitari \u00e8 cresciuta di pi\u00f9<\/strong><br \/>Nel solo 2024 la richiesta di personale sanitario (medici, infermieri e fisioterapisti) \u00e8 aumentata del\u00a035%\u00a0in diverse regioni, con\u00a0Veneto, Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia, Campania, Calabria, Sardegna, Puglia, Liguria, Umbria e Molise\u00a0in prima linea. Una crescita che conferma come la questione non sia pi\u00f9 emergenziale, ma strutturale.<\/p>\n<p>Aodi: \u201cProfessionisti stranieri risorsa, non tappabuchi e non di seria B passo costo\u201d<br \/>\u00abI professionisti sanitari di origine straniera non sono un ripiego, ma una\u00a0risorsa strutturale\u00a0per il futuro della nostra sanit\u00e0 \u2013 conclude Aodi \u2013. Chiediamo di valorizzarli con percorsi rapidi di riconoscimento titoli, formazione linguistica, aggiornamento scientifico e inclusione. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile garantire continuit\u00e0, qualit\u00e0 e sicurezza delle cure. La sanit\u00e0 italiana non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di sprecare competenze\u00bb.<\/p>\n<p>La collaborazione con FNOMCeO e FNOPI: caposaldo per il presente e il futuro<br \/>Un punto di riferimento fondamentale alla base di queste riflessioni la collaborazione tra AMSI e FNOPI, che ha acceso i riflettori sulle criticit\u00e0 legate alla carenza di infermieri in Italia. La collaborazione con FNOMCeO dal 2000, inoltre, rafforza ulteriormente la legittimit\u00e0 dei dati presentati e testimonia la necessit\u00e0 di un\u2019azione sinergica tra ordini professionali, istituzioni e associazioni. \u00c8 in questa cornice di cooperazione che si colloca la richiesta di affrontare in modo strutturale la carenza di 70mila infermieri, una cifra che rappresenta una vera emergenza per il nostro Servizio sanitario nazionale.<br \/>Foad Aodi sottolinea inoltre: \u00abCome gi\u00e0 annunciato, quest\u2019anno inizia e prosegue la\u00a0seconda stagione di Amsi\u00a0dopo la prima stagione, 25 anni di iniziative, congressi di qualit\u00e0 e successi, inaugurata nel 2000 con\u00a0Amsi, Co-mai, Uniti per Unire, Umem, U.I. Arabi del 48 e AISC News, che oggi diffonde oltre 35 articoli al giorno in 120 Paesi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Riepilogo dati chiave (aggiornati al 31 luglio 2025)<\/strong><br \/>\u2022 Mancano\u00a070mila infermieri\u00a0in Italia (FNOPI)<br \/>\u2022 Presenti\u00a0123.810 professionisti sanitari stranieri\u00a0(Amsi)<br \/>\u2022 Lombardia:\u00a04.336 infermieri stranieri, oltre\u00a08mila tra medici e infermieri<br \/>\u2022 Dal 2020 a oggi:\u00a018.860 infermieri\u00a0e\u00a08.900 medici\u00a0entrati con Decreti Cura Italia e Ucraina<br \/>\u2022 5.220 reparti e servizi\u00a0salvati grazie ai professionisti stranieri (2023-2025)<br \/>\u2022 11.300 tra infermieri e fisioterapisti stranieri\u00a0in Italia non esercitano per mancato riconoscimento dei titoli<br \/>\u2022 il 75% dei professionisti stranieri in Italia non lavora nel pubblico<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"AgenPress. 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