{"id":15327,"date":"2025-07-29T05:58:12","date_gmt":"2025-07-29T05:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/15327\/"},"modified":"2025-07-29T05:58:12","modified_gmt":"2025-07-29T05:58:12","slug":"dazi-dalla-polonia-alla-francia-ecco-chi-vince-e-chi-perde-dopo-laccordo-tra-stati-uniti-e-unione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/15327\/","title":{"rendered":"Dazi, dalla Polonia alla Francia: ecco chi vince e chi perde dopo l\u2019accordo tra Stati Uniti e Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuseppe Sarcina<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">L\u2019accordo \u00abscozzese\u00bb ha suscitato reazioni diverse, talvolta opposte tra i diversi Paesi europei. Eppure i rappresentanti dei 27 Stati sono rimasti in stretto collegamento con la presidente della Commissione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019accordo \u00abscozzese\u00bb tra Donald Trump e Ursula von der Leyen  ha suscitato reazioni diverse, talvolta opposte tra i diversi Paesi europei. Eppure, come ha riferito ieri il Commissario al Commercio, Maros Sefcovic, i rappresentanti dei 27 Stati sono rimasti in stretto collegamento con la presidente della Commissione, prima e dopo l\u2019incontro con il leader della Casa Bianca. In ogni caso a Bruxelles sono giorni intensi. I funzionari della Commissione sono impegnati nel confronto con gli americani, per <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_luglio_28\/dazi-ue-divisa-intesa-bayrou-sanchez-197b768e-8326-4e7b-9c38-617ae82f7xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">formalizzare l\u2019intesa entro il primo agosto<\/a>. Ma in parallelo devono tenere conto delle richieste in arrivo dalle capitali. E tentare una sintesi tra le diverse posizioni.\u00a0<\/p>\n<p>    L\u2019Irlanda si aggrappa alle big tech americane<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da Dublino arriva l\u2019appoggio pi\u00f9 convinto all\u2019operato della Commissione europea. Eppure <b>l\u2019Irlanda \u00e8 il Paese pi\u00f9 esposto al nuovo dazio<\/b>, visto che, in rapporto alla sua dimensione, esporta pi\u00f9 di tutti negli Usa: 70 miliardi di euro, alla spalle solo della Germania (161 miliardi) e prima dell\u2019Italia (64,7). Ma il prezzo da pagare a Trump per raggiungere l\u2019intesa \u00e8 ampiamente compensato dalla \u00abstabilizzazione\u00bb della relazione con gli Stati Uniti. Da almeno trent\u2019anni, la crescita economica della \u00abtigre celtica\u00bb dipende dallo stretto legame con le aziende tecnologiche e farmaceutiche. Apple, Google, Meta e poi, Pfizer, Johnson &amp; Johnson si sono insediate in questo Paese, attirate dagli incentivi fiscali e da una burocrazia a telaio leggero. Il governo irlandese ha spinto fin dall\u2019inizio per arrivare a un accordo che placasse Trump, praticamente a qualsiasi costo.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La Spagna punta su altre rotte commerciali<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il governo Sanchez non perde occasione per marcare la distanza dall\u2019America di Donald Trump. Da molti anni le rotte commerciali della Spagna puntano altrove. Ma ora il tema \u00e8 soprattutto politico. Sanchez \u00e8 uno dei fautori pi\u00f9 convinti, insieme al francese Emmanuel Macron, del fatto che l\u2019Unione europea abbia bisogno di accelerare sulla strada dell\u2019\u00abautonomia strategica\u00bb. Ci\u00f2 significa avviare un processo di graduale emancipazione politica, economica e militare dagli Stati Uniti. Sanchez \u00e8 stato l\u2019unico leader a opporsi all\u2019aumento della spesa per la difesa al 5%, imposto dagli Usa. Ora non si spinge fino a quel punto, perch\u00e9 non ha intenzione di sabotare il lavoro della Commissione. Ma non andr\u00e0 oltre un \u00abva bene\u00bb, pronunciato, ha detto Sanchez, \u00absenza entusiasmo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    La Germania incassa lo sconto sulle auto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Germania \u00e8, di fatto, il perno del rapporto economico tra Unione europea e Stati Uniti. Il nuovo Cancelliere Friedrich Merz si \u00e8 posto l\u2019obiettivo di aprire subito un canale di comunicazione efficace con Donald Trump. E, nello stesso tempo, di esercitare la consueta pesante influenza sulla Commissione di Bruxelles. Alla fine la Germania incassa l\u2019unico concreto e consistente sconto sui dazi. Il prelievo americano sull\u2019import di auto <b>scende dal 27,5% al 15%<\/b>. E\u2019 forse il segnale che la Casa Bianca terminer\u00e0 la sua offensiva contro le macchine tedesche. Per Merz questo risultato \u00e8 sufficiente per dare il via libera all\u2019accordo e anzi per trasformarlo in una piattaforma su cui costruire un legame pi\u00f9 stretto con gli Usa anche su altri dossier: dalla collaborazione nell\u2019industria militare al coordinamento sull\u2019Ucraina. Ma l\u2019apparato produttivo tedesco guarda soprattutto all\u2019economia. La Confindustria tedesca ha bocciato non solo il merito, ma anche il metodo con cui la Commissione ha condotto i negoziati. La Germania esporta negli Usa beni per un<b> valore di 161 miliardi di euro<\/b>, quasi un terzo dell\u2019intero volume coperto dall\u2019Unione europea. Sono \u00abbeni al sole\u00bb che toccano praticamente tutti i settori e tutti verranno flagellati da un prelievo del 15%. I diplomatici tedeschi stanno cercando di attenuare l\u2019impatto, suggerendo correzioni ed emendamenti alla Commissione.\u00a0<\/p>\n<p>    La Svezia favorita dalle intese sui chip<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In generale il blocco scandinavo  \u00e8, per tradizione, allergico a ogni forma di protezionismo. Ma alla Svezia, per esempio, non dispiace come si sta profilando l\u2019accordo con gli Stati Uniti. Stoccolma ha da tempo adottato un modello di export diverso da quello degli altri grandi Paesi. Esaurito, di fatto, il ciclo dell\u2019automobile, gli svedesi si sono specializzati in prodotti ad alto valore aggiunto, di qualit\u00e0. Sono articoli di nicchia che un segmento ristretto di consumatori americani (e non solo)dovrebbe continuare ad acquistare anche se<b> il dazio del 15% far\u00e0 aumentare il prezzo finale<\/b>. Inoltre i settori digitale ed elettronico potrebbero beneficiare di un legame pi\u00f9 stretto con i produttori statunitensi.\u00a0<\/p>\n<p>    La Polonia vuole altre armi made in Usa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pi\u00f9 o meno sulla stessa lunghezza d\u2019onda si trovano la Polonia e i Paesi baltici. Per i polacchi \u00e8 ancora pi\u00f9 semplice accettare l\u2019intesa: le esportazioni verso gli Usa sono pari <b>solo a 11,6 miliardi di euro, il 12%  sul totale<\/b> del commercio con Stati al di fuori della Ue. Per la Polonia e il fianco Est della Ue la parola chiave \u00e8 la \u00absicurezza militare\u00bb. Varsavia, in particolare, ha accolto con favore l\u2019impegno europeo ad acquistare ancora pi\u00f9 armi dagli Stati Uniti. I polacchi, insieme con i baltici, sono tra i clienti migliori dell\u2019industria militare americana.\u00a0<\/p>\n<p>    La Francia difende l\u2019industria dell\u2019energia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il quartier generale dell\u2019opposizione all\u2019accordo si trova \u00e8 a Parigi. Emmanuel Macron sostiene di avere tanti motivi per essere profondamente insoddisfatto. Sul piano economico non funziona nulla. Oltre al super dazio che incider\u00e0 sui 47 miliardi di esportazioni, i francesi sono contrariati dalle clausole aggiuntive. In particolare Von der Leyen ha impegnato i 27 Paesi Ue ad acquistare gas, uranio per il nucleare e petrolio dagli Stati Uniti per un importo<b> di 250 miliardi di euro all\u2019anno<\/b>. Ma per la Francia, l\u2019energia rappresenta il nerbo dell\u2019identit\u00e0 economica. Per quale motivo una grande azienda come TotalEnergies dovrebbe modificare le sue strategie? Per fare un favore alle concorrenti americane? Per i francesi non se ne parla. Ancora pi\u00f9 delicato l\u2019altro passaggio, quello sulle armi. Trump ha dichiarato che gli europei \u00abcompreranno un enorme quantitativo\u00bb di mezzi e di equipaggiamenti militari \u00abmade in Usa\u00bb. In realt\u00e0 questa affermazione non sembra che confluir\u00e0 nel protocollo, se non altro perch\u00e9 il tema rientra, piuttosto, nelle competenze della Nato. Tuttavia Macron ci vede, e non a torto, un\u2019evidente contraddizione con il piano di riarmo, varato di recente dalla Commissione europea. Tra gli obiettivi di quel progetto c\u2019\u00e8 anche il rafforzamento dell\u2019industria militare europea. Ma come si pu\u00f2 sviluppare la collaborazione tra i diversi Paesi, se bisogner\u00e0 comprare ordigni, aerei, droni dall\u2019America? Sono le domande che stanno alimentando l\u2019irritazione francese.<\/p>\n<p>    L\u2019Olanda teme il blocco di Rotterdam<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In proporzione, i Paesi Bassi sono decisamente pi\u00f9 esposti della Francia nei confronti degli Usa. Nel 2024 le esportazioni ammontavano a 43,4 miliardi di euro, con una quota del 16,5% sul totale degli scambi con Stati al di fuori dell\u2019Unione europea. Eppure il governo olandese non si metter\u00e0 di traverso, n\u00e8 prover\u00e0 a sabotare l\u2019accordo Ue-Usa. Certo, l\u2019aumento dei dazi \u00e8 un colpo anche per questo Paese. Ma l\u2019interesse strategico degli olandesi \u00e8 mantenere aperta anche la rotta transatlantica. Una<b> guerra commerciale a oltranza<\/b> con i partner americani avrebbe messo in crisi la logistica, a cominciare dal porto di Rotterdam, centro vitale dell\u2019economia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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