{"id":153389,"date":"2025-10-08T13:39:12","date_gmt":"2025-10-08T13:39:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153389\/"},"modified":"2025-10-08T13:39:12","modified_gmt":"2025-10-08T13:39:12","slug":"pink-ambassador-la-storia-di-giulia-cirelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153389\/","title":{"rendered":"Pink Ambassador: la storia di Giulia Cirelli"},"content":{"rendered":"<p>\u201cTutti abbiamo due vite: la seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne una sola\u201d. \u00c8 questo oggi il mantra di <a href=\"https:\/\/insieme.fondazioneveronesi.it\/project\/pink-ambassador-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow external\" data-wpel-link=\"external\"><strong>Giulia Cirelli,<\/strong> una delle <strong>Pink Ambassador di Fondazione Veronesi.<\/strong><\/a> L\u2019 iniziativa, nata nel 2014, recluta ogni anno donne provenienti da tutta Italia che, dopo avere <strong>affrontato un tumore tipicamente femminile<\/strong>, scelgono di mettersi alla prova allenandosi, sotto la guida di un team tecnico d\u2019eccellenza, per correre una gara podistica.<\/p>\n<p>                <img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" id=\"imgVideoPlayer\" class=\"\" alt=\"Tumore al seno, le nuove tecnologie per la prevenzione\" title=\"Tumore al seno, le nuove tecnologie per la prevenzione\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/tumore-al-seno.png.webp\" width=\"936\" height=\"572\"\/><\/p>\n<p>\u00abEra l\u2019inizio del <strong>2017<\/strong> quando ho scoperto di <strong>avere un tumore al seno<\/strong> \u2013 racconta oggi Giulia. \u00a0\u2013 Un paio di mesi prima avevo sentito un piccolo nodulo che mi aveva un po\u2019 insospettito ma avendo un seno noduloso e prendendo la pillola, l\u00ec per l\u00ec non avevo dato molto peso alla cosa. <strong>Sotto Natale,<\/strong> sentendo che quel nodulo c\u2019era ancora, <strong>ho pensato fosse meglio approfondire<\/strong> e cos\u00ec ho chiamato il medico di base e mi sono fatta fare un\u2019impegnativa per l\u2019ecografia\u00bb.<\/p>\n<p>Dalla diagnosi all\u2019intervento<\/p>\n<p>A gennaio, dopo aver fatto tutti gli accertamenti necessari, <strong>Giulia riceve la diagnosi e a marzo si sottopone all\u2019intervento.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 stato un momento facile, perch\u00e9 <strong>mai mi sarei immaginata, a 36 anni, di fare i conti con il tumore al seno.<\/strong>\u00a0Il medico che mi ha dato la diagnosi, per\u00f2, \u00e8 stato da subito molto bravo: mi ha<strong> spiegato tutti quelli che erano stati i progressi nella ricerca<\/strong> e quindi <strong>tutto quello che avrei potuto fare per curarmi.<\/strong> Mi ha tranquillizzato molto spiegandomi che quello al seno \u00e8 oggi uno dei tumori coi pi\u00f9 alti tassi di guarigione \u2013 racconta ancora. \u2013 A darmi la forza in quel momento \u00e8 stato anche<strong> il pensiero dei miei figli:<\/strong> all\u2019epoca erano ancora piccoli, il primo aveva appena iniziato le scuole medie e il secondo era ancora alle elementari. Non volevo che questa situazione\u00a0 li scombussolasse o che <strong>cambiasse gli equilibri familiari<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Il periodo della chemioterapia<\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 difficile, per Giulia, arriva per\u00f2 <strong>dopo l\u2019intervento.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando l\u2019oncologo mi ha detto che <strong>avrei dovuto fare 6 mesi di chemioterapia<\/strong> ho avuto\u00a0 un crollo \u2013 ricorda \u2013 quella <strong>\u00e8 stata la notizia che mi ha fatto piangere<\/strong>. Il pensiero \u00e8 andato subito ai capelli\u2026 anche se poi sono diventati la mia ultima preoccupazione. Ricordo che ero molto spaventata, non sapevo a cosa sarei andata incontro: mi <strong>avevano spiegato quali potevano essere gli effetti collaterali<\/strong> ma fino a che non cominci le sedute, non puoi sapere come reagir\u00e0 il tuo corpo\u00bb.<\/p>\n<p>Giulia si trova inoltre costretta a fare i conti con una serie di <strong>problematiche post operatorie<\/strong>. \u00abIl tumore era stato tolto e quella era la cosa pi\u00f9 importante \u2013 ricorda \u2013 ma la parte ricostruttiva, che <strong>non \u00e8 comunque un dettaglio da poco per una donna<\/strong>, si rivel\u00f2 pi\u00f9 complicata del previsto. A causa di una serie di infezioni, <strong>mi sono dovuta sottoporre a sette interventi in tre anni.<\/strong> Anche in quel caso, per\u00f2, ho avuto la fortuna di incontrare un chirurgo plastico che si \u00e8 preso a cuore la mia situazione e mi ha accompagnato in questo lungo percorso facendo tutto il possibile, e anche l\u2019impossibile, per intervenire con quelle protesi che ancora oggi ho\u00bb.<\/p>\n<p>Un viaggio che si affronta un passo alla volta<\/p>\n<p>Nonostante le difficolt\u00e0, Giulia ce la mette tutta per andare avanti e <strong>per cercare di mantenere la vita di sempre.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi alzavo comunque la mattina per preparare la colazione ai ragazzi \u2013 ricorda \u2013 e <strong>a loro ho sempre cercato di raccontare tutto con sincerit\u00e0<\/strong>, senza spaventarli. Ho detto loro anche della <strong>chemioterapia<\/strong>, spiegando che si trattava di un percorso che dovevo fare per guarire\u2026 I capelli? <strong>La prima cosa che ho fatto \u00e8 stata comprarmi una parrucca<\/strong> che poi per\u00f2 non ho quasi mai indossato perch\u00e9 mi dava fastidio. Col tempo ho capito che <strong>ogni donna deve fare ci\u00f2 che la fa star meglio<\/strong> senza focalizzarsi su quello che potrebbero pensare gli\u00a0 altri. Il percorso del tumore \u00e8 <strong>una specie di viaggio, che si affronta un passo alla volta<\/strong>, abituandosi a\u00a0 ricevere notizie non sempre buone.\u00a0 Ci vuole <strong>molta pazienza, tanta forza ma alla fine si affrontano anche gli aspetti pi\u00f9 difficili <\/strong>perch\u00e9 l\u2019obiettivo \u00e8 quello di <strong>guarire e di debellare<\/strong> questo male il prima possibile\u00bb.<\/p>\n<p>Il progetto di Fondazione Veronesi<\/p>\n<p>\u00c8 proprio in uno di quei momenti difficili che Giulia scopre il progetto di Fondazione Veronesi.<\/p>\n<p>\u00abRicordo che <strong>dopo la prima seduta di chemioterapia mi ero spaventata tantissimo<\/strong>: ero sdraiata sul divano in preda a una stanchezza mai provata prima. In quel momento <strong>mi sono domandata se sarei mai tornata quella di prima<\/strong>. Scoprire sui social il <strong>progetto Pink Ambassador di Fondazione Veronesi<\/strong> \u00e8 stato un messaggio di speranza: <strong>erano donne che avevano avuto un tumore femminile<\/strong>, che avevano <strong>affrontato interventi e chemioterapie proprio come me<\/strong> ma che\u00a0 erano riuscite, dopo qualche anno, <strong>a correre una maratona.<\/strong> Grazie a loro <strong>ho capito che anch\u2019io potevo tornare a star bene<\/strong> e cos\u00ec mi sono fatta una promessa: <strong>una volta guarita, mi sarei allenata anch\u2019io per correre una maratona<\/strong> e avrei trasformato anche io la mia esperienza in qualcosa di positivo per me per gli altri\u00bb.<\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Giulia Cirelli con le Pink Ambassador \u2013 Bergamo<\/p>\n<p>\u00abQuando sono diventata Pink Ambassador\u00bb<\/p>\n<p>Nel 2021, finite le terapie, Giulia Cirelli si candida al progetto e <strong>diventa cos\u00ec una Pink Ambassador del team di Bergamo.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo cominciato ad allenarmi e <strong>ho scoperto che correre mi piace tantissimo<\/strong> \u2013 racconta oggi. \u2013 La <strong>corsa<\/strong> in fondo \u00e8 anche un po\u2019 la <strong>metafora del percorso che abbiamo affrontato<\/strong> tutte noi per sconfiggere la malattia. <strong>\u00c8 fatica ma ti allena a raggiungere l\u2019obiettivo<\/strong>. La cosa pi\u00f9 bella? Avere la<strong> possibilit\u00e0 di condividere questa avventura con altre compagne di viaggio<\/strong> che hanno passato la stessa esperienza. Si crea una <strong>tale complicit\u00e0 tra di noi che, a volte, non abbiamo nemmeno bisogno di parlare<\/strong> perch\u00e9 ci basta uno sguardo per capirci. Inutile negarlo: <strong>la paura di potersi riammalare<\/strong> ogni tanto torna a farsi sentire, soprattutto quando arriva il momento di fare dei controlli\u2026 avere la possibilit\u00e0 di <strong>condividere nel gruppo le nostre paure<\/strong> ci permette per\u00f2 di affrontarle in modo pi\u00f9 sereno\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019impegno per la ricerca e la prevenzione<\/p>\n<p>Correre con le Pink Ambassador significa per\u00f2 per Giulia anche <strong>\u2018restituire\u2019 ad altre donne quel messaggio di speranza<\/strong> che ha salvato lei durante le chemioterapie. Sostenendo allo stesso tempo <strong>il ruolo della ricerca e della prevenzione.<br \/><\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 diventata ormai una parte fondamentale del mio percorso <strong>sensibilizzare chi mi sta vicino sull\u2019importanza della prevenzione<\/strong> \u2013 conclude. \u2013 Se quel giorno di 8 anni fa, avessi lasciato perdere e <strong>non avessi approfondito il mio sospetto<\/strong> con una visita, non so come sarebbe andata a finire. I controlli mi hanno permesso di <strong>prendere il tumore per tempo<\/strong> e, grazie alla ricerca, ho avuto <strong>tutte le possibilit\u00e0 per curarmi<\/strong>.\u00a0 Con le mie amiche a volte sono fin troppo insistente ma per me \u00e8 davvero importante ribadirlo: <strong>non bisogna aver paura di fare un controllo perch\u00e9 \u00e8 una semplice azione che pu\u00f2 fare per\u00f2 la differenza<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cTutti abbiamo due vite: la seconda inizia quando ci rendiamo conto di averne una sola\u201d. \u00c8 questo oggi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":153390,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1480],"tags":[1944,239,1537,90,89,240,1942,1943,1940,1941],"class_list":{"0":"post-153389","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute-femminile","8":"tag-femminile","9":"tag-health","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute","14":"tag-salute-femminile","15":"tag-salutefemminile","16":"tag-womens-health","17":"tag-womenshealth"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153389","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=153389"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153389\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/153390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=153389"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=153389"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=153389"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}