{"id":15367,"date":"2025-07-29T06:28:09","date_gmt":"2025-07-29T06:28:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/15367\/"},"modified":"2025-07-29T06:28:09","modified_gmt":"2025-07-29T06:28:09","slug":"elimina-i-marcatori-della-malattia-dal-cervello-non-ha-effetti-collaterali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/15367\/","title":{"rendered":"elimina i marcatori della malattia dal cervello. \u00abNon ha effetti collaterali\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Un nuovo farmaco potrebbe arrestare la progressione del morbo di <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/alzheimer\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alzheimer<\/a>, dando speranza a migliaia di persone affette da questa malattia.\u00a0Gli studi suggeriscono che il Trontinemab potrebbe essere un potente strumento per combattere la demenza.\u00a0I ricercatori stanno ora valutando se utilizzare il farmaco anche su pazienti asintomatici. Le ulteriori ricerche valuteranno se sia in grado di prevenire completamente la malattia.<\/p>\n<p>Alzheimer, il farmaco rivoluzionario <\/p>\n<p><strong>Quali sono i risultati dei test?<\/strong> I risultati ottenuti alla conferenza internazionale dell&#8217;Alzheimer&#8217;s Association tenutasi a Toronto, in Canada, hanno dimostrato che questo trattamento &#8220;rivoluzionario&#8221; elimina le placche nel cervello associate all&#8217;Alzheimer. Nel 90% dei pazienti a cui \u00e8 stato prescritto il Trontinemab si \u00e8 osservata la scomparsa dell&#8217;amiloide entro 28 settimane, il che significa che i marcatori visibili della malattia erano stati elimintati.\u00a0Gli esperti sperano che questi cambiamenti portino anche a un miglioramento della memoria e del funzionamento del cervello. Secondo il\u00a0Telegraph, \u00e8 attualmente in corso una sperimentazione su 1.600 pazienti.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli effetti collaterali?<\/strong> Gli esperti ritengono che potrebbe diventare il primo farmaco contro l&#8217;Alzheimer a essere finanziato dal Servizio Sanitario Nazionale britannico, grazie alle sue propriet\u00e0 e alla mancanza di effetti collaterali. Il professor Sir John Hardy, presidente del dipartimento di biologia molecolare delle malattie neurologiche presso l&#8217;Institute of Neurology dell&#8217;University College di Londra, ha affermato che il farmaco potrebbe essere \u00abrivoluzionario\u00bb. Al Telegraph ha definito questa notizia \u00abassolutamente fantastica, il Trontinemab\u00a0rimuove la placca dal cervello molto rapidamente, molto pi\u00f9 velocemente di quanto abbiamo visto con Lecanemab o Donanemab\u00bb. \u00abNon c&#8217;\u00e8 dubbio &#8211; ha aggiunto &#8211; che questo potrebbe cambiare le carte in tavola. Speriamo che, se dovessimo riuscire a somministrare questi farmaci in una fase iniziale, potremmo arrestare la progressione della malattia, anche prima che i pazienti manifestino sintomi. Ora dobbiamo valutare l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;effetto clinico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;altro farmaco, il Donanemab.<\/strong> \u00abSiamo di fronte a un momento di svolta: anche in Europa viene riconosciuta e autorizzata una ulteriore terapia in grado di modificare il decorso della malattia di\u00a0Alzheimer, rallentando la progressione clinica nei pazienti con accumulo documentato di beta-amiloide\u00bb. Cos\u00ec Alessandro Padovani, presidente della Societ\u00e0 italiana di neurologia (Sin), commenta il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell&#8217;Agenzia europea per i medicinali (Ema) per Donanemab nel trattamento della malattia di\u00a0Alzheimer\u00a0in fase iniziale che rappresenta per gli esperti \u00abun&#8217;ulteriore pietra miliare nella storia della neurologia clinica e della medicina europea\u00bb. La disponibilit\u00e0 di una terapia modificante la malattia, che si aggiunge a quella gi\u00e0 approvata negli Stati Uniti e in Giappone, secondo i neurologi impone ora un ripensamento profondo del modello assistenziale italiano. \u00abAffinch\u00e9 questa opportunit\u00e0 terapeutica non resti riservata a pochi &#8211; osserva Marco Bozzali, presidente della Societ\u00e0 italiana per le demenze (Sindem) &#8211; \u00e8 necessario agire rapidamente su tre fronti: rafforzare la rete della diagnosi precoce, garantire un accesso omogeneo ai biomarcatori (inclusi quelli plasmatici, oggi sempre pi\u00f9 affidabili) e formare i professionisti alla gestione di trattamenti complessi in sicurezza\u00bb.\u00a0Questa approvazione, evidenziano i neurologi, conferma anche l&#8217;importanza della ricerca scientifica su scala internazionale. Donanemab &#8211; ricordano &#8211; \u00e8 frutto di decenni di studi sul ruolo dell&#8217;accumulo di amiloide e tau nella fisiopatologia dell&#8217;Alzheimer, e rappresenta la validazione clinica di strategie mirate a intervenire nelle primissime fasi di malattia. \u00abCome comunit\u00e0 scientifica &#8211; ribadiscono Padovani e Bozzali &#8211; dobbiamo ora garantire che l&#8217;Italia non resti indietro: servono investimenti nella ricerca traslazionale e nella sperimentazione clinica su scala nazionale, perch\u00e9 nuove molecole sono gi\u00e0 in fase avanzata di sviluppo\u00bb. I neurologi di Sin e Sindem si rendono fin d&#8217;ora disponibili a collaborare con l&#8217;Aifa, il ministero della Salute e le Regioni per definire percorsi condivisi di accesso, appropriatezza e monitoraggio. \u00abNon \u00e8 pi\u00f9 il tempo della rassegnazione &#8211; concludono i presidenti &#8211; \u00e8 il tempo della responsabilit\u00e0 e della costruzione. Donanemab non \u00e8 la cura definitiva, ma \u00e8 la prova che l&#8217;Alzheimer\u00a0pu\u00f2 essere rallentato\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Ogni Gioved\u00ec gli aggiornamenti su Salute e Benessere<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un nuovo farmaco potrebbe arrestare la progressione del morbo di Alzheimer, dando speranza a migliaia di persone affette&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":15368,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2998,2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240,18449],"class_list":{"0":"post-15367","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-alzheimer","9":"tag-assistenza-sanitaria","10":"tag-assistenzasanitaria","11":"tag-health","12":"tag-health-care","13":"tag-healthcare","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-salute","18":"tag-trontinemab"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15367","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15367"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15367\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15368"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}