{"id":153798,"date":"2025-10-08T17:57:37","date_gmt":"2025-10-08T17:57:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153798\/"},"modified":"2025-10-08T17:57:37","modified_gmt":"2025-10-08T17:57:37","slug":"27-28-09-2025-metalitalia-com-festival-2025-live-music-club","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153798\/","title":{"rendered":"27-28\/09\/2025 &#8211; METALITALIA.COM FESTIVAL 2025 @ Live Music Club"},"content":{"rendered":"<p>Introduzione di <strong>Luca Pessina<\/strong><br \/>Report di <strong>Alessandro Elli, Andrea Intacchi, Carlo Paleari, Dario Onofrio<\/strong> e<strong> Stefano Protti<\/strong><br \/>Fotografie di <strong>Benedetta Gaiani, Fabio Livoti, Pamela Mastrototaro<\/strong> e <strong>Simona Luchini<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Metalitalia.com Festival 2025 si \u00e8 chiuso con un risultato che rester\u00e0 nei nostri annali: il primo doppio sold-out della nostra storia. Un traguardo che assume un significato ancora pi\u00f9 speciale nell\u2019anno in cui il portale festeggia il venticinquesimo anniversario dalla sua fondazione. Due giornate interamente esaurite non sono solo una vittoria organizzativa, ma il segnale tangibile di come il festival abbia consolidato negli anni una propria identit\u00e0 e un pubblico ampio e variegato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Se \u00e8 vero che il calendario di concerti e rassegne metal in Italia e in Europa non \u00e8 mai stato cos\u00ec fitto, e che il costo della vita rende spesso complessa la scelta di quali eventi seguire, l\u2019affluenza al Live Music Club di Trezzo sull\u2019Adda ha superato ogni nostra aspettativa.<br \/>A colpire non \u00e8 stata soltanto la massiccia presenza di affezionati, ma anche il numero sorprendentemente alto di volti nuovi. Tra il pubblico abbiamo infatti notato diversi spettatori stranieri e non pochi curiosi alla prima esperienza con il nostro evento: un dato che conferma come ci sia ancora margine di crescita e di come la manifestazione stia diventando nel suo piccolo un punto di riferimento per molti di voi.<br \/>In generale, notiamo sempre con piacere come la possibilit\u00e0 di entrare e uscire liberamente dal locale \u2013 senza dover rimanere \u2018sequestrati\u2019 per ore \u2013 sia molto apprezzata, contribuendo a un\u2019esperienza pi\u00f9 comoda e positiva per tutti.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il riscontro \u00e8 stato ulteriormente corroborato dall\u2019ondata di complimenti ricevuti durante e dopo l\u2019evento. Commenti che, al di l\u00e0 del valore simbolico, restituiscono la percezione di un lavoro apprezzato e riconosciuto tanto per la proposta musicale quanto per l\u2019organizzazione. \u00c8 un riconoscimento che apprezziamo enormemente e che rende giustizia all\u2019impegno profuso da staff, collaboratori e volontari, a dimostrazione di come la formula perseguita negli ultimi anni stia funzionando. Una formula che ormai stabilmente ruota attorno a cartelloni tematici \u2013 dove a un headliner di richiamo affianchiamo band pi\u00f9 di nicchia o emergenti, oltre a show speciali, cercando di creare un percorso coerente a livello stilistico e significativo per il pubblico \u2013 alla cura del dettaglio e a un rapporto prezzo\/qualit\u00e0 che, senza falsa modestia, reputiamo raro in contesti di questo livello.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Naturalmente, non tutto \u00e8 filato liscio: a pochi minuti dall\u2019atteso concerto dei Dark Tranquillity, un blackout ha rischiato di compromettere il programma e gettare un\u2019ombra sull\u2019intera serata.<br \/>Sono stati momenti concitati, con un inevitabile brivido di apprensione, ma l\u2019imprevisto \u00e8 stato gestito con prontezza dallo staff del Live Club e superato con successo, consentendo allo show di svolgersi regolarmente. Un episodio che, a posteriori, aggiunge un pizzico di brivido a un\u2019edizione comunque memorabile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un altro elemento che ha contribuito al successo complessivo \u00e8 stato poi il <a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/galleria_fotografica\/metalitalia-com-festival-warm-up-le-foto-del-concerto-al-bloom-di-mezzago\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">warm-up del venerd\u00ec sera al Bloom di Mezzago<\/a>, ormai considerabile parte integrante della proposta del festival. Anche quest\u2019anno l\u2019iniziativa ha raccolto un\u2019ottima risposta, confermando che l\u2019idea di prolungare l\u2019esperienza con una serata introduttiva pi\u00f9 raccolta rappresenta un valore aggiunto e un\u2019occasione per accogliere al meglio il pubblico e per dare spazio sui nostri palchi ad altre interessanti realt\u00e0 del nostro panorama.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Guardando al futuro, la linea \u00e8 chiara: perseverare su questa strada, mantenendo fede a un modello che unisce professionalit\u00e0 e passione, per fare s\u00ec che il Metalitalia.com Festival continui a essere non soltanto un\u2019estensione naturale di un sito che da venticinque anni racconta il metal in tutte le sue sfumature, ma anche un luogo di incontro e di condivisione, dove appassionati vecchi e nuovi possono ritrovarsi, riconoscersi e sentirsi parte di una comunit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-638241\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"876\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/metalitalia-festival-2025-sold-out-totale-700x876.png\"\/><\/p>\n<p><strong>SABATO 27 SETTEMBRE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019arduo compito di aprire l\u2019edizione numero dodici del Metalitalia.com Festival spetta ai <strong>BEDSORE<\/strong> e, chi era presente potr\u00e0 tranquillamente confermarlo, i ragazzi di Roma lo hanno fatto nel migliore dei modi: se qualcuno infatti era alla ricerca di un qualcosa di catalizzante, che andasse a stimolare interesse e attenzione, la band capitolina \u00e8 riuscita sicuramente a soddisfare questo desiderio.<br \/>C\u2019\u00e8 del prog, c\u2019\u00e8 del death nella proposta dei quattro ragazzi romani (divenuti sei in sede live), ma non solo. Utilizzando un\u2019ipotetica macchina del tempo sonora, i Bedsore hanno avuto la capacit\u00e0 di fiondarci nell\u2019habitat prog italiano degli anni Settanta: qualcuno tra il pubblico cita i Goblin, qualcun altro fa il nome del Banco del Mutuo Soccorso, altri ancora, chiamando in causa il versante estremo della loro proposta, li paragonano ai Blood Incantation.<br \/>Abbinamenti tutti giustificati, perch\u00e8 Jacopo Gianmaria Pepe e compagni, palesando la passione nei confronti delle avanguardie musicali, hanno cercato, come in studio cos\u00ec live, di coniugare passato e futuro, esprimendo di fatto il proprio mondo interiore; non \u00e8 un caso che la desolazione\/esortazione vocale declarata dallo stesso Pepe avvenga il lingua madre.<br \/>Tastiere e mellotron hanno premiato l\u2019ultimo \u201cDreaming the Strife for Love\u201d, il quale ha trovato modo di venire in proposto in alcuni frangenti in lunga suite che donato un atmosfera a suo modo spiazzante nella prima mezz\u2019ora di festival. (Andrea Intacchi)<\/p>\n<p>Il Live Club \u00e8 gi\u00e0 quasi a met\u00e0 capienza quando gli <strong>IOTUNN<\/strong> fanno la loro prima apparizione sul palco. Tutti i dubbi che si potevano avere riguardo alla sostituzione di J\u00f3n Aldar\u00e1 con Bering Bryld degli Heidra vengono immediatamente spazzati via da \u201cMistland\u201d, seconda traccia dell\u2019ultima prova in studio \u201cKinship\u201d.<br \/>Una band che dimostra, nonostante il minutaggio da secondo nome in apertura, di essersi gi\u00e0 guadagnata una fanbase agguerrita anche nel nostro paese, stregando anche chi \u00e8 pi\u00f9 propenso a pogare e trasformando questi quaranta minuti di concerto in una specie di rituale collettivo. La canzone successiva, infatti, \u201cKinship Elegiac\u201d, la prima del nuovo disco, cantata da moltissimi presenti specialmente nelle parti delle voci pulite, mentre \u00e8 semplicemente spettacolare vedere suonare le chitarre dei fratelli Gr\u00e4s e lo stranissimo basso brandito da Eskil Rask.<br \/>Chiude lo show \u201cThe Tower Of Cosmic Nihility\u201d, dal primo e fortunato \u201cAccess All Worlds\u201d: rivedremo sicuramente gli Iotunn in Italia, speriamo con uno show che gli consenta di suonare tanti dei loro meravigliosi pezzi! (Dario Onofrio)<\/p>\n<p>Provenienti dal piccolo principato di Andorra, i <strong>PERSEFONE<\/strong> portano in giro da pi\u00f9 di vent\u2019anni il loro progressive death metal che, soprattutto agli inizi, si contraddistingueva per una formula decisamente originale.<br \/>La band si presenta con due brani dell\u2019ultimo EP \u201cLingua Ignota: Part I\u201d dello scorso anno, prima pubblicazione con la line-up che vede Daniel Rodriguez Flys alla voce, come per ribadire la forza della loro nuova identit\u00e0, e si nota subito come, rispetto alla versione da studio, la complessit\u00e0 sia in parte accantonata a favore del groove: l\u2019abilit\u00e0 del nuovo cantante nel dosare growl, scream e voce pulita \u00e8 confermata anche su un palco e le strutture relativamente pi\u00f9 snelle di questi pezzi pi\u00f9 recenti ben si adattano ad un\u2019interpretazione energica.<br \/>Il successivo blocco di canzoni \u00e8 tratto da \u201cAathma\u201d del 2017 e tra queste spiccano sicuramente i riff ed i blast-beat della lunga e schizofrenica \u201cStillness Is Timeless\u201d e le atmosfere eteree della strumentale \u201cCosmic Walkers\u201d mentre, in una sorta di salto temporale, per gli ultimi tre brani in scaletta si arriva a \u201cSpiritual Migration\u201d, probabilmente l\u2019album pi\u00f9 apprezzato degli andorrani, e la qualit\u00e0 di brani quali \u201cThe Great Reality\u201d o \u201cFlying Sea Dragons\u201d \u2013 suonata con il chitarrista Filipe Baldaia in mezzo ad un circle pit chiamato a gran voce per festeggiare il suo compleanno \u2013 non pu\u00f2 che fare la differenza. (Alessandro Elli)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-641209\" class=\"size-large wp-image-641209\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Persefone-Metalitalia.com-Festival-27-09-2025-2-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-641209\" class=\"wp-caption-text\">Persefone \u2013 Metalitalia.com Festival 2025 \u2013 27 settembre 2025 \u2013 foto Benedetta Gaiani<\/p>\n<p>Gli <strong>EQUILIBRIUM<\/strong> rappresentano sicuramente una presenza insolita all\u2019interno di una giornata caratterizzata da un bill pi\u00f9 introspettivo, eppure Fabian Getto ed i suoi sodali riescono a conquistare un parterre ormai gremito, contagiando gli spettatori con melodie dal respiro epico (che non avrebbero stonato nella giornata domenicale del nostro festival) e con tastiere (qui purtroppo solo in versione preregistrata) sfacciatamente ammiccanti.<br \/>In attesa della pubblicazione di \u201cEquinox\u201d, a sei anni dal precedente \u201cRenegades\u201d (2019) e anticipato da una lunga serie di singoli, come \u00e8 ormai \u00e8 prassi, la band sfoggia sul palco un\u2019allegria da Oktoberfest, con brani travolgenti come \u201cBorn To Be Epic\u201d (un irresistibile singolo pop) e \u201cRenegades \u2013 A Lost Generation\u201d.<br \/>Uno show travolgente, in cui spicca il lavoro implacabile di Tuval Refaeli (alias Hati) dietro la batteria. (Stefano Protti)<\/p>\n<p>Dopo nove anni di attivit\u00e0 e quattro album, i<strong> MESSA<\/strong> continuano ad essere una band difficilmente decifrabile: il loro doom metal sembra cambiare coordinate disco dopo disco, assumendo connotati diversi, pur sempre a livelli qualitativi molto alti, e non \u00e8 semplice inquadrare una produzione cos\u00ec mutevole e con la forte tendenza ad incorporare influenze non scontate.<br \/>\u201cThe Spin\u201d, pubblicato lo scorso aprile, rientra in pieno in questo processo, assorbendo elementi tra il dark ed il gothic rock degli anni \u201980, e, poich\u00e9 la maggioranza dei pezzi proposti proviene da quell\u2019album, inevitabilmente anche dal vivo i padovani assumono la medesima direzione: la prova di questa sera, infatti, vede le consuete sonorit\u00e0 doom rock affiancate da diversi episodi dalle tinte tenui e dalle atmosfere malinconiche.<br \/>Brani come \u201cFire On The Roof\u201d o \u201cThicker Blood\u201d sono costruiti su un\u2019alternanza tra un dinamico hard rock e una calma elegante, esaltando quella che \u00e8 l\u2019essenza della band, ossia il contrasto tra la flebile vocalit\u00e0 di Sara e la ruspante attitudine blues di Alberto, vivace ma mai sopra le righe, che trova il suo apice negli arpeggi della splendida \u201cThe Dress\u201d.<br \/>Tra le poche concessioni al passato spicca \u201cRubedo\u201d, da \u201cClose\u201d, con la progressione centrale rimarcata da un caldo assolo, mentre le note delicate di \u201cImmolation\u201d rappresentano il momento pi\u00f9 profondo.<br \/>I Messa calcano da anni i palchi europei pi\u00f9 prestigiosi e la naturalezza con cui ripropongono davanti ad un pubblico le loro ricercate trame sonore \u00e8 indice di questa maturit\u00e0 ormai acquisita: al netto di qualche imperfezione nel bilanciamento dei volumi nei primi minuti, problema risolto con estrema rapidit\u00e0, i veneti ancora una volta dimostrano di aver compiuto il salto definitivo di qualit\u00e0 anche su di un palco. (Alessandro Elli)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-641226\" class=\"size-large wp-image-641226\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Messa-Metalitalia.com-Festival-27-09-2025-2-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-641226\" class=\"wp-caption-text\">Messa \u2013 Metalitalia.com Festival 2025 \u2013 27 settembre 2025 \u2013 foto Benedetta Gaiani<\/p>\n<p>Una delle tragedie della guerra, in ogni sua forma, \u00e8 la spersonalizzazione. Tanto i soldati quanto le vittime diventano figure senza volto e senza nome, statistiche da macelleria, carne da cannone, linee rosse su un grafico di morte e inumanit\u00e0. Non \u00e8 un caso se \u2013 quando si vuole provare ad alzare la consapevolezza dell\u2019immane tragedia della guerra nell\u2019opinione pubblica \u2013 lo si fa provando a dare un volto e un nome a quelle migliaia di persone, per ricordarci che le loro vite importano, tanto quanto le nostre.<br \/>L\u2019anonimato dei <strong>KANONENFIEBER<\/strong>, per quanto abbia una componente di marketing ben riconoscibile, conserva un valore simbolico forte e tutt\u2019altro che scontato: i volti velati di nero dei musicisti, abbinati ai completi da soldati della Prima Guerra Mondiale, rappresentano infatti la perdita di identit\u00e0, trasformandoli in ombre scure riconoscibili soltanto dal colore di una divisa.<br \/>Il leader Noise e la sua compagine di musicisti senza nome salgono sul palco aprendo le ostilit\u00e0 con una potentissima \u201cMenschenm\u00fchle\u201d. L\u2019allestimento \u00e8 semplice ma d\u2019impatto, e la proposta della band ci catapulta immediatamente nel cuore della Grande Guerra: la musica dei Kanonenfieber \u00e8 fiera, marziale, violenta nei suoi tratti black\/death, ma al tempo stesso sorprendentemente melodica, integrandosi perfettamente nel contesto della prima giornata del festival.<br \/>Dopo i primi minuti incendiari, l\u2019atmosfera cambia con \u201cDer F\u00fcsilier I\u201d, il primo brano in cui la componente teatrale del progetto si manifesta con maggiore evidenza. I Kanonenfieber appaiono sul palco in un paesaggio gelido, tremanti, mentre la neve artificiale fluttua sulla scena del Live Club. La musica esplode e Noise imbraccia una sorta di fucile\/estintore, sparando nuvole di ghiaccio secco sulle prime file. In \u201cDer Maulwurf\u201d, invece, la band si presenta in canottiere bianche, sporca di terra e armata di vanghe, quasi a voler scavare centimetri di trincea per avanzare verso il nemico invisibile.<br \/>Ancora una manciata di brani e l\u2019ora a disposizione dei Kanonenfieber si chiude con \u201cAusblutungsschlacht\u201d, confermando le ottime impressioni nei confronti di una band in rapida crescita, forte di un concept curato, di una resa dal vivo notevole e di una discografia ancora ridotta, ma gi\u00e0 sorprendentemente solida. (Carlo Paleari)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-641430\" class=\"size-large wp-image-641430\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Kanonenfieber-Metalitalia-Festival-Live-Club-27-settembre-2025-25-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-641430\" class=\"wp-caption-text\">Kanonenfieber \u2013 Metalitalia Festival \u2013 Live Club \u2013 27 settembre 2025 \u2013 foto Pamela Mastrototaro<\/p>\n<p>I <strong>SOEN<\/strong> hanno suonato per la prima volta in Italia nel 2012, all\u2019Alcatraz di Milano, di supporto ai Paradise Lost: tredici anni che, per chi ha assistito a quell\u2019evento, sembrano un\u2019eternit\u00e0 per quanto la formazione svedese \u00e8 cambiata nel tempo. Quella sorta di supergruppo decisamente influenzato dai Tool e con l\u2019ingombrante presenza di Steve Di Giorgio nella line-up si \u00e8 trasformato in qualcosa di completamente differente, ha trovato una propria stabilit\u00e0 ed \u00e8 ora una live band di tutto rispetto, che pu\u00f2 pescare in un repertorio vasto e di qualit\u00e0.<br \/>Questa sera i cinque si presentano sulle note di \u201cSincere\u201d e la calorosa accoglienza del pubblico \u00e8 un indice significativo di quanto gli scandinavi siano popolari tra gli appassionati di progressive rock, con Joel Ekel\u00f6f che sfoggia fin da subito tutto il suo carisma, circondato da musicisti di valore come l\u2019ex Opeth Martin Lopez alla batteria, i due chitarristi Lars Enok \u00c5hlund e Cody Lee Ford ed il bassista Stefan Stenberg, rientrato da poco nel gruppo dopo cinque anni di assenza.<br \/>Il disco pi\u00f9 saccheggiato \u00e8 ovviamente \u201cMemorial\u201d, quello in assoluto pi\u00f9 basato sui riff, e questa attitudine marcatamente metal \u00e8 evidente anche dal vivo, con brani del calibro di \u201cUnbreakable\u201d e la title-track suonati con particolare veemenza e caratterizzati da assoli notevoli, nonostante le ariose aperture melodiche.<br \/>Il momento pi\u00f9 toccante \u00e8 sicuramente l\u2019esecuzione di \u201cLotus\u201d, con tutti i presenti a cantare in coro, mentre la chiusura, anticipata di una decina di minuti probabilmente per qualche problema di Joel con la voce, \u00e8 affidata a \u201cViolence\u201d.<br \/>I Soen hanno trovato un\u2019invidiabile solidit\u00e0 nelle loro esibizioni dal vivo e lo show di questa sera ne \u00e8 l\u2019ennesima conferma. (Alessandro Elli)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-641443\" class=\"size-large wp-image-641443\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Soen-Metalitalia-Festival-Live-Club-27-settembre-2025-21-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-641443\" class=\"wp-caption-text\">Soen \u2013 Metalitalia Festival \u2013 Live Club \u2013 27 settembre 2025 \u2013 foto Pamela Mastrototaro<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 vero, un concerto dei <strong>DARK TRANQUILLITY<\/strong> in Italia di per s\u00e9 non \u00e8 un evento straordinario.<br \/>La band di Mikael Stanne suona regolarmente nel nostro Paese e pu\u00f2 vantare il supporto e l\u2019affetto di una nutrita schiera di ascoltatori. Eppure, questa data aveva pi\u00f9 di un motivo per essere imperdibile: il primo \u00e8 lo stato di grazia dei Dark Tranquillity, che nell\u2019ultimo periodo stanno vivendo un momento particolarmente felice della propria carriera, sia in studio \u2013 come evidenziato dall\u2019ottimo \u201cEndtime Signals\u201d \u2013 sia dal vivo, con concerti sempre coinvolgenti e curati. Il secondo e pi\u00f9 importante, invece, \u00e8 legato alla scelta della band di celebrare non uno, ma ben due classici della loro discografia: \u201cCharacter\u201d del 2005 e il seminale \u201cThe Gallery\u201d, di cui ricorre il trentennale.<br \/>I Dark Tranquillity non sono una band che vive di nostalgia ed eravamo quindi curiosi di scoprire la forma scelta per questo inedito tour. Quello che ci siamo trovati davanti, quindi, \u00e8 stato uno show perfettamente diviso in tre tronconi, ciascuno dedicato a una fase della storia degli svedesi. La prima parte, per chi \u2013 come chi scrive \u2013 ha conosciuto la band agli esordi, \u00e8 stata la pi\u00f9 potente ed emozionante.<\/p>\n<p>Vedere l\u2019allestimento e il backdrop rosso a tema \u201cThe Gallery\u201d e assistere a un\u2019apertura devastante con \u201cPunish My Heaven\u201d \u00e8 una di quelle cose capaci di polverizzare la stanchezza delle ore precedenti con una scarica di pura adrenalina (gi\u00e0 rinfocolata dal blackout avvenuto pochi minuti prima del concerto, fortunatamente risolto a tempo di record, come gi\u00e0 raccontato nell\u2019introduzione).<br \/>Sono cinque gli estratti di \u201cThe Gallery\u201d, scelti con oculatezza ma osando anche pi\u00f9 del previsto: cos\u00ec, da una parte, abbiamo un classico come \u201cLethe\u201d, con l\u2019introduzione riarrangiata e affidata alle tastiere di Martin Br\u00e4ndstr\u00f6m; dall\u2019altra, dei ripescaggi eccellenti come \u201cThe Dividing Line\u201d, \u201cEdenspring\u201d e addirittura \u201cThe Emptiness From Which I Fed\u201d, che Stanne definisce il suo brano preferito di \u201cThe Gallery\u201d, ma che, a conti fatti, non era mai stato proposto dal vivo prima di quest\u2019anno.<br \/>I Dark Tranquillity sono oggi una band molto diversa da quella del 1995, eppure la resa del concerto \u00e8 eccellente in questa prima fase, con un recupero di quel suono tagliente e aggressivo che inevitabilmente si \u00e8 un po\u2019 perso con la maturit\u00e0.<\/p>\n<p>Un rapido cambio delle grafiche sul palco ed \u00e8 il momento di celebrare invece \u201cCharacter\u201d. Anche qui la scelta cade su cinque canzoni, con pezzi da novanta come \u201cThe New Build\u201d, \u201cMy Negation\u201d e \u201cLost To Apathy\u201d. Si percepisce come i dieci anni trascorsi da \u201cThe Gallery\u201d abbiano fatto evolvere il sound dei Dark Tranquillity, con uno stile pi\u00f9 rotondo e maturo, meno affilato degli esordi ma non per questo meno potente. D\u2019altra parte, parliamo di un album, \u201cCharacter\u201d, che ha avuto un ruolo centrale nel percorso di maturazione degli svedesi e che, non a caso, resta uno dei pi\u00f9 amati da chi ha seguito la band in tutta la sua carriera. Qui i Nostri appaiono totalmente a loro agio, e diventa sempre pi\u00f9 evidente come tutti gli anni passati a macinare palchi su palchi in tutto il mondo li abbiano resi una macchina da concerti perfettamente oliata, capace di mantenere uno standard qualitativo sempre altissimo in ogni occasione.<\/p>\n<p>La terza e ultima parte del concerto, infine, ci riporta su binari ben noti, con una selezione di canzoni pi\u00f9 recenti che ci avvicinano molto di pi\u00f9 alla tipica esperienza che si pu\u00f2 vivere a un concerto tradizionale dei Dark Tranquillity. Canzoni come \u201cAtoma\u201d ed evergreen come \u201cTerminus (Where Death Is Most Alive)\u201d e \u201cMisery\u2019s Crown\u201d funzionano sempre, e anche le composizioni pi\u00f9 recenti, \u201cUnforgivable\u201d e (soprattutto) \u201cNot Nothing\u201d, si stanno rapidamente integrando nella scaletta dei Dark Tranquillity, candidandosi a diventare presto punti fermi.<br \/>Al termine dello show, Stanne e il resto della band ci appaiono visibilmente colpiti dal calore e dall\u2019entusiasmo del pubblico, lasciandoci quella bella sensazione che si prova quando si ha la percezione di non aver semplicemente vissuto una serata qualunque all\u2019interno di un tour, ma uno di quei momenti che si stampano a lungo nella memoria \u2014 del pubblico, senza dubbio, ma anche di musicisti di lunga esperienza. E con la soddisfazione di una prima serata sold-out, lasciamo il campo alla giornata dedicata alle eccellenze del power metal. (Carlo Paleari)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-641233\" class=\"size-large wp-image-641233\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Dark-Tranquillity-Metalitalia.com-Festival-27-09-2025-49-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-641233\" class=\"wp-caption-text\">Dark Tranquillity \u2013 Metalitalia.com Festival 2025 \u2013 27 settembre 2025 \u2013 foto Benedetta Gaiani<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/galleria_fotografica\/metalitalia-festival-2025-le-foto-del-primo-giorno\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guarda tutte le gallerie della prima giornata.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/galleria_fotografica\/metalitalia-festival-2025-le-foto-dei-meetgreet-del-primo-giorno\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guarda le foto dei meet &amp; greet della prima giornata.<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>DOMENICA 28 SETTEMBRE<\/strong><\/p>\n<p>Per la giornata dedicata alle spade e ai sorrisoni, il compito di aprire le danze spetta agli <strong>SKELETOON<\/strong>. Sono le 13.30 precise quando la band ligure mette piede sul palco del Live Club: pronti, via ed \u00e8 \u201cHolding On\u201d ad aprire il pomeriggio del festival.<br \/>La ricetta, per chi conosce un po\u2019 il gruppo, \u00e8 ben definita: divertimento e coinvolgimento. \u201cBuon appetito a tutti\u201c: saluta cos\u00ec il frontman Tomi Fooler, mentre incita una folla che, rispecchiando le numeriche del giorno precedente, fa gi\u00e0 registrare una capienza importante.<br \/>Seguendo la filosofia godereccia e mattacchiona della nerd-voluzione, \u00e8 il pezzo \u2018techno-metal\u2019 \u201c2204\u201d a far saltare la gente: \u201cfate finta di essere ad un concerto di Gigi D\u2019Ag\u201d scherza lo stesso Fooler. Un settaggio di volumi gi\u00e0 buono premia la performance del gruppo il quale riesce nell\u2019immediato a creare il giusto mood, nonostante l\u2019orario d\u2019esibizione sicuramente non ordinario.<br \/>Giornata power da cima a fondo: un concetto ripetuto pi\u00f9 volte dal cantante, ringraziando poi tutte le band che avrebbero suonato dopo di loro \u201cdalle quali abbiamo rubato ad ognuna un membro che ci ha permesso di registrare i nostri album\u201c.<br \/>Scatta quindi il tributo a \u201cRitorno al Futuro\u201d con la carismatica \u201cWe Don\u2019t Need Roads (The Great Scott Madness)\u201d seguita a ruota da \u201cThe Truffle Shuffle Army: Bizardly Bizarre\u201d per la quale, parole di Tomi, \u201cavremmo voluto un ospite qui con noi, in quanto le donne lo vogliono e gli uomini vogliono essere lui\u201c; ogni riferimento ad Alessandro Conti (cantante dei Twilight Force) \u00e8 stato del tutto casuale.<br \/>A chiudere la prima mezz\u2019ora del Metalitalia.com Festival parte II, ci pensa infine la titletrack dell\u2019album \u201cNemesis\u201d, certificando l\u2019ottima prova degli SkeleToon, ormai marchio di fabbrica quando si \u00e8 alla ricerca del genuino divertimento. (Andrea Intacchi).<\/p>\n<p>Il secondo gruppo di giornata sono i <strong>MOONLIGHT HAZE<\/strong>, che da pochi mesi hanno dato alle stampe il loro quarto album \u201cBeyond\u201d. Lo spettacolo parte in modo suggestivo, con la sola Chiara Tricarico ad intonare l\u2019intro dell\u2019ultimo disco, prima che tutta la band salga sul palco per scaldare il pubblico con la rocciosa \u201cTame The Storm\u201d, e prosegue in modo altrettanto convincente, grazie all\u2019alternanza tra brani arrembanti ed altri pi\u00f9 atmosferici.<br \/>Gli accenti folk di \u201cAwakening\u201d, uno degli episodi pi\u00f9 efficaci della produzione recente, si contrappongono all\u2019energia positiva di pezzi anthemici quali \u201cD.N.A (Do Not Apologize)\u201d o ripescaggi dal passato come \u201cTill The End\u201d, in una scaletta che non lascia un attimo di respiro: la risposta \u00e8 calorosa, grazie ai ritornelli contagiosi cantati all\u2019unisono, alla compattezza del gruppo, ad una proposta solida e variegata ed alla capacit\u00e0 della cantante di interagire con il gi\u00e0 numeroso pubblico, come nel simpatico siparietto che precede \u201cThe Rabbit Of The Moon\u201d.<br \/>\u201cWe\u2019ll Be Free\u201d, dal penultimo \u201cAnimus\u201d, \u00e8 la chiusura perfetta per quaranta minuti di musica suadente e trascinante al tempo stesso: gli applausi finali, tra laser e palloncini, sono decisamente meritati per il quintetto del Nordest, da diversi anni una delle realt\u00e0 pi\u00f9 interessanti del panorama symphonic\/power metal europeo. (Alessandro Elli)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-642517\" class=\"size-large wp-image-642517\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Moonlight-Haze-Metalitalia-Festival-Live-Club-28-settembre-2025-9-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-642517\" class=\"wp-caption-text\">Moonlight Haze \u2013 Metalitalia Festival \u2013 Live Club \u2013 28 settembre 2025 \u2013 foto Pamela Mastrototaro<\/p>\n<p>Anche in questa seconda giornata di festival, nonostante siamo solo agli inizi, un Live Club che comincia gi\u00e0 ad essere strapieno esulta quando sul palco salgono gli <strong>ANCIENT BARDS<\/strong>, per il loro ritorno sulle scene.<br \/>Gli antichi bardi, con una line-up ormai storicamente fissa \u2013 salvo la novit\u00e0 dell\u2019assenza di Martino Garattoni al basso (entrato nel 2018 nei Ne Obliviscaris) \u2013 scatenano le orde partendo subito con \u201cThrough My Veins\u201d, da \u201cSouless Child\u201d, dimostrando subito una grinta che far\u00e0 ballare e pogare il Live Club per tutta la durata del loro show; non si pu\u00f2 infatti rimanere indifferenti quando una band tira fuori una prestazione di questo livello con una Sara Squadrani in formissima e pronta ad agitare le folle con i pezzi della scaletta.<br \/>C\u2019\u00e8 sicuramente tempo per suonare almeno un paio di pezzi dall\u2019ultimo \u201cArtifex\u201d, come \u201cSouldbound Symphony\u201d , mentre per il resto si fa avanti e indietro nell\u2019ottima discografia variegata del combo emiliano. Un vero e proprio assalto power metal, un pezzo dietro l\u2019altro, sostenuti come sempre dalle tastiere di Daniele Mazza, mastermind della formazione.<br \/>L\u2019apoteosi si ha ovviamente sui classici come \u201cAcross This Life\u201d, mentre la chiusura dello show \u00e8 affidata a \u201cUnending\u201d, sempre dall\u2019ultima prova in studio: un live che dimostra come il power metal italico abbia ancora parecchio da dire e da fare, con una band perfettamente in armonia che torna sulle scene per spaccare! (Dario Onofrio)<\/p>\n<p>L\u2019hype cresce e le atmosfere si tingono di rosso. E\u2019 questo il colore che accoglie on stage gli <strong>ELVENKING<\/strong>, sinonimo di power\/folk ma soprattutto di garanzia e solidit\u00e0.<br \/>Guidato da un euforico Davide \u2018Damnagoras\u2019 Moras, il sestetto pordenonese ha aperto i battenti con \u201cThroes of Atonement\u201d tratta dall\u2019ottimo \u201cReader Of The Runes \u2013 Luna\u201d, ultima release pubblicata dalla band friulana. Accoglienza calorosa da parte del pubblico, ulteriormente galvanizzato dalla successiva \u201cPagan Revolution\u201d, uno dei brani pi\u00f9 iconici degli Elvenking i quali non badano molto alle parole quanto alla sostanza, cercando di sfruttare al meglio il tempo a disposizione con le migliori cartucce da sparare.<br \/>La pi\u00f9 ritmata \u201cSilverseal\u201d, il cui incedere a mo\u2019 di marcetta \u2018mette in riga\u2019 gli astanti, anticipa \u201cMoonbeam Stone Circle\u201d, non cos\u00ec performante a dire il vero, con lo stesso Moras leggermente in difficolt\u00e0 con le note pi\u00f9 alte del pezzo. Poco male, ci pensa una superba \u201cThe Ghosting\u201d a rimettere in bolla la situazione, confermando il buon tiro gi\u00e0 ascoltato in studio anche in sede live.<br \/>La seconda parte dello show \u00e8 dedicata ai brani storici: \u00e8 la vecchia \u201cNeverending Nights\u201d ad aprire le file, calcando ancor di pi\u00f9 la mano alla voce \u2018carisma\u2019, mettendo nuovamente in mostra l\u2019ottimo connubio chitarre-violino, da sempre un must per la band italiana. Il crescendo emozionale \u00e8 affidato a \u201cThe Divided Heart\u201d e ovviamente a \u201cElvenlegions\u201d contornata dall\u2019intero pit intento a cantare con tanto di braccia alzate. Che gli Elvenking siano ormai una garanzia in sede live \u00e8 assodato: il loro concerto al Metalitalia.com Festival non ha fatto altro che certificarlo. (Andrea Intacchi)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-642534\" class=\"size-large wp-image-642534\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Elvenking-Metalitalia-Festival-Live-Club-28-settembre-2025-8-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-642534\" class=\"wp-caption-text\">Elvenking \u2013 Metalitalia Festival \u2013 Live Club \u2013 28 settembre 2025 \u2013 foto Pamela Mastrototaro<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 moltissima attesa per il ritorno dei <strong>VISION DIVINE<\/strong> con Michele Luppi alla voce e Oleg Smirnoff alle tastiere: probabilmente una delle reunion pi\u00f9 interessanti di quest\u2019anno, grazie anche all\u2019apporto di Matt Peruzzi, gi\u00e0 nei Labyrinth, alla batteria.<br \/>Lasciamo da parte le note polemiche dell\u2019ultimo anno e concentriamoci sullo show che \u00e8 stato assolutamente devastante e dritto al punto, complice anche qualche problemino tecnico che ha visto la band tagliare un paio di pezzi, come ammesso dallo stesso Luppi.<br \/>Bando alle ciance: si comincia subito con \u201cThe Perfect Machine\u201d, dall\u2019omonimo album del 2006, che ci mostra una band in formissima e pronta a non fare prigionieri in un Live Club ormai pienissimo e vicino al sold-out.<br \/>\u00c8 un tuffo nel passato per chiunque sia cresciuta o cresciuto ascoltando il power progressivo italiano: si passa subito a \u201cColours Of My World\u201d e ad \u201cAlpha &amp; Omega\u201d, facendoci capire che la scaletta sar\u00e0 tutta incentrata su \u201cThe 25th Hour\u201d e \u201cStream Of Consciousness\u201d, oltre all\u2019album omonimo della prima traccia suonata. Qualcuno azzarda anche un pogo qua e l\u00e0: d\u2019altronde, come si pu\u00f2 stare fermi quando partono pezzi come \u201cThe Secret Of Life\u201d?<br \/>Ineccepibili, come sempre, anche le performance del mastermind Olaf Th\u00f6rsen e di Federico Puleri alle chitarre, cos\u00ec come quella di Andrea \u2018Tower\u2019 Torricini al basso: il sestetto si mostra determinato e compatto fino alla fine dello show, che non pu\u00f2 che terminare con il classicone \u201cLa Vita Fugge\u201d, capace di mandare in visibilio tutti gli appassionati di prog-power presenti.<br \/>Un concerto davvero eccellente, che ci proietta direttamente nel punto caldo della serata, con una band che sembra ancora quella che mosse i primi passi a inizio duemila. (Dario Onofrio)<\/p>\n<p>Si possono dire tante cose dei <strong>TWILIGHT FORCE<\/strong>, fra i maggiori esponenti del power metal \u2018da fiera del fumetto\u2019, ma non si pu\u00f2 negare che la formazione internazionale con Alessandro Conti alla voce sia in grado di sprigionare allegria e divertimento da tutti i pori, con il loro power sinfonico ultrapompato.<br \/>Guidati dalla voce narrante di Blackwald, dietro alle tastiere, gli svedesi condiscono uno show fra draghi gonfiabili e pizze sacre con una sana base di sinfonia, riff, assoli neoclassici e tanto umorismo.<br \/>Si comincia con la tamarrissima \u201cDawn Of The Dragonstar\u201d, e non si scende mai di tono con le voci sdoppiate di Conti e Krysthara, che pi\u00f9 volte si prende la scena in duetti o intere parti di brani. Scrivevamo appunto di draghi gonfiabili: ci viene richiesto, durante \u201cFlight Of The Sapphire Dragon\u201d, di far volare pi\u00f9 in alto possibile un salvagente con la foggia della mitica bestia, mentre Bramley Underhall, la star di Youtube, dimostra tutta la sua maestria dietro alla chitarra, senza voler mai strafare ma lasciando ampio margine anche agli altri membri della band per prendersi la scena.<br \/>Questa nuova line-up dei Twilight Force dimostra insomma di saper tenere il pubblico in palmo di mano e farlo ballare anche nei momenti pi\u00f9 buffi, come quando Conti deve mangiare i \u2018sacri tarallini\u2019 per riprendere fiato fra \u201cValley Of The Vale\u201d e \u201cTo The Stars\u201d, anche se il pubblico esplode quando partono le finali \u201cBattle Of Arcane Might\u201d e \u201cThe Power Of The Ancient Force\u201d, quest\u2019ultima dal debut della formazione.<br \/>Insomma: forse la band non sar\u00e0 quella che salver\u00e0 il power metal, ma sicuramente salver\u00e0 i personaggi delle loro saghe fantasy e il divertimento smisurato grazie a una batteria martellante e a un combo di chitarre dalla potenza inarrivabile. Alla prossima quest! (Dario Onofrio)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-642563\" class=\"size-large wp-image-642563\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Twilight-Force-Metalitalia-Festival-Live-Club-28-settembre-2025-19-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-642563\" class=\"wp-caption-text\">Twilight Force \u2013 Metalitalia Festival \u2013 Live Club \u2013 28 settembre 2025 \u2013 foto Pamela Mastrototaro<\/p>\n<p>Fa un po\u2019 impressione pensare che siano gi\u00e0 passati venticinque anni dalla pubblicazione di \u201cDawn Of Victory\u201d, il terzo eccellente album in studio dei Rhapsody. Da allora, come \u00e8 noto, la band ha affrontato momenti turbolenti, che hanno portato prima ad una scissione e poi ad una completa rinascita, come <strong>RHAPSODY OF FIRE<\/strong>, grazie alla guida del leader e tastierista Alex Staropoli e alla solidit\u00e0 di un manipolo di musicisti di alto livello che hanno saputo portare avanti con coerenza il percorso della band. Questo difficile percorso di ricostruzione, per\u00f2, \u00e8 stato cos\u00ec efficace e di successo anche grazie all\u2019arrivo di un fuoriclasse come Giacomo Voli, un cantante ed un frontman che ha saputo davvero dare la propria impronta personale alla band.<br \/>Tutto ci\u00f2 appare subito evidente assistendo all\u2019eccezionale concerto cha la band ha messo in piedi per celebrare lo storico album del 2000: sebbene sul palco fosse presente una formazione molto diversa da quella originale, nessuno dei presenti ha avuto mai la sensazione di avere a che fare con una fredda riproposizione del lavoro di altri; merito, evidentemente, di un percorso artistico coerente, che riesce a bilanciare il passato ed il presente della band con naturalezza.<br \/>Cos\u00ec la scaletta del concerto, pur concentrandosi \u2013 soprattutto sul finale \u2013 sui classici di \u201cDawn Of Victory\u201d, concede anche molto spazio alla discografia pi\u00f9 recente della band, con brani come \u201cChallenge The Wind\u201d o \u201cChains Of Destiny\u201d, che vedono comunque una partecipazione entusiasta da parte del pubblico.<br \/>Giacomo si conferma un trascinatore, dialoga col pubblico, ringrazia a pi\u00f9 riprese e si concede anche un bagno di folla, scendendo a cantare direttamente al centro del parterre, dopo aver allestito un circle pit da manuale.<br \/>\u201cThe Magic Of The Wizard\u2019s Dream\u201d \u00e8 l\u2019occasione per ricordare e celebrare il compianto Christopher Lee, mentre \u201cLux Triumphans\u201d segna l\u2019inizio dell\u2019apoteosi con i migliori episodi di \u201cDawn Of Victory\u201d, dalla title-track ad \u201cHoly Thunderforce\u201d, passando la trascinante \u201cThe Village Of Dwarves\u201d o il recupero inaspettato di \u201cDargor, Shadowlord Of The Black Mountain\u201d.<br \/>Al termine dello show, tanto il pubblico quanto la band stessa sembrano davvero felici, consapevoli di aver celebrato nel miglior modo possibile un capitolo importante della storia dei Rhapsody Of Fire. Giacomo, nel salutare la platea, ha gi\u00e0 anticipato che ci saranno presto novit\u00e0 importanti per la band e altre occasioni per festeggiare insieme. Sicuramente non mancheremo. (Carlo Paleari)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-641586\" class=\"size-large wp-image-641586\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Rhapsody-Of-Fire-Metalitalia.com-Festival-28-09-2025-36-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-641586\" class=\"wp-caption-text\">Rhapsody Of Fire \u2013 Metalitalia.com Festival 2025 \u2013 28 settembre 2025 \u2013 foto Benedetta Gaiani<\/p>\n<p>Non poteva esserci chiusura migliore per il nostro festival, con gli <strong>STRATOVARIUS<\/strong> che si rendono protagonisti di un concerto eccellente sotto ogni punto di vista. L\u2019allestimento del palco \u00e8 molto semplice, senza maxischermi o visual, ma solo con un telo bianco drappeggiato, davanti al quale viene appeso il simbolo a stella della band.<br \/>Il concerto si apre alla grandissima con una potentissima \u201cForever Free\u201d, seguita a ruota da \u201cEagleheart\u201d e la cadenzata \u201cThe Kiss Of Judas\u201d. Basta gi\u00e0 questo trittico per rendersi conto del taglio scelto dagli Stratovarius per questo concerto, che vedr\u00e0 la band sbilanciarsi molto pi\u00f9 del solito verso il suo materiale classico, quello dell\u2019\u2019era Tolkki\u2019 per intenderci.<br \/>La band, che \u2013 come ci racconta lo stesso Timo Kotipelto \u2013 \u00e8 arrivata in Italia dopo una nottata di vicissitudini aeroportuali che hanno impedito loro di dormire, non si arrende alla stanchezza e, anzi, si lancia in uno show energico, potentissimo da un punto di vista strumentale e con una resa vocale di Kotipelto anche superiore a quello che abbiamo ascoltato in altre occasioni. Sentire il cantante affrontare materiale difficilissimo con questa efficacia (ed esperienza), alla bellezza di cinquantasei anni, \u00e8 una cosa tutt\u2019altro che scontata.<br \/>Il concerto prosegue in maniera eccellente, alternando episodi pi\u00f9 recenti (\u201cWorld On Fire\u201d), classici senza tempo (come \u201cParadise\u201d e \u201cBlack Diamond\u201d), e qualche gradito ritorno, come lo strumentale \u201cHoly Light\u201d, con il chitarrista Matias Kupiainen sugli scudi, o l\u2019epica \u201cEternity\u201d, da quel capolavoro di \u201cEpisode\u201d.<br \/>Il culmine della serata, per\u00f2, arriva sul finale del set principale, con la riproposizione della lunga \u201cDestiny\u201d, una suite maestosa che rappresenta un po\u2019 la chicca di questo tour e che ha mandato in visibilio i fan storici della band. Anche in questo caso la resa \u00e8 ottimale, anche se nei passaggi pi\u00f9 arditi abbiamo visto Kotipelto un po\u2019 in difficolt\u00e0, cosa pi\u00f9 che comprensibile vista la difficolt\u00e0 delle parti vocali del brano.<br \/>La chiusura del concerto, con l\u2019eccezione di \u201cUnbreakable\u201d, \u00e8 un\u2019altra carrellata di classici, dall\u2019acustica \u201cForever\u201d, cantata a squarciagola da tutti i presenti come da tradizione, passando per la devastante \u201cSpeed Of Light\u201d, fino ad arrivare a quella \u201cHunting High And Low\u201d che \u00e8 diventata uno dei pezzi simbolo della band.<br \/>Con le luci del Live Club che si accendono sui volti soddisfatti del pubblico, raccogliamo solo entusiasmo e apprezzamenti nei commenti a caldo, segno di come gli Stratovarius stiano vivendo una fase particolarmente felice della loro carriera.<br \/>Da parte nostra, come dicevamo in apertura, non potevamo davvero chiedere di meglio e, mentre il sipario cala sulla dodicesima edizione del Metalitalia.com Festival, gi\u00e0 non vediamo l\u2019ora di rivedervi tutte e tutti il prossimo anno. (Carlo Paleari)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-642599\" class=\"size-large wp-image-642599\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Stratovarius-Metalitalia-Festival-Live-Club-28-settembre-2025-28-700x467.jpg\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-642599\" class=\"wp-caption-text\">Stratovarius \u2013 Metalitalia Festival \u2013 Live Club \u2013 28 settembre 2025 \u2013 foto Pamela Mastrototaro<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/galleria_fotografica\/metalitalia-festival-2025-le-foto-del-secondo-giorno\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guarda tutte le gallerie della seconda giornata.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/galleria_fotografica\/metalitalia-festival-2025-le-foto-del-secondo-giorno\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Guarda le foto dei meet &amp; greet della prima giornata.<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Introduzione di Luca PessinaReport di Alessandro Elli, Andrea Intacchi, Carlo Paleari, Dario Onofrio e Stefano ProttiFotografie di Benedetta&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":153799,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-153798","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=153798"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153798\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/153799"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=153798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=153798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=153798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}