{"id":153923,"date":"2025-10-08T19:15:23","date_gmt":"2025-10-08T19:15:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153923\/"},"modified":"2025-10-08T19:15:23","modified_gmt":"2025-10-08T19:15:23","slug":"yuko-mohri-ecosistemi-nellhangar-aurelio-andrighetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153923\/","title":{"rendered":"Yuko Mohri: ecosistemi nell&#8217;Hangar | Aurelio Andrighetto"},"content":{"rendered":"<p>Nelle opere dell\u2019artista giapponese Yuko Mohri natura e artificio si compenetrano con effetti cinetici, acustici e visivi. In Flutter\u00a0(2018-2025) dei sensori posti in un acquario captano le variazioni di luce generate dai movimenti dei pesci e delle alghe, parte di un sistema meccanico ed elettromagnetico complesso i cui input innescano segnali elettrici intermittenti, che a loro volta attivano un armonium Yamaha. Mohri, a cui \u00e8 dedicata la mostra Entanglements, in corso a Pirelli HangarBicocca (a cura di Fiammetta Griccioli e Vincente Todol\u00ec),\u00a0 \u2018orchestra\u2019 le relazioni tra i diversi elementi che compongono le sue sculture cinetiche e musicali, attivate da forze gravitazionali ed elettromagnetiche, dal calore e dall\u2019umidit\u00e0, dal movimento dell\u2019aria e dalla fluttuazione della luce. Le sue opere sono ecosistemi organici che invitano a riflettere sulla crisi ambientale e sulla coesistenza sociale, con riferimenti a una curiosa teoria cosmologica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"75a614f3-39f8-4848-90f5-6050da0eaa38\" height=\"583\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/01_36.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nYuko Mohri,\u00a0Flutter, 2018. Veduta dell\u2019installazione\u00a0\u201cVoluta\u201d, Camden Arts Centre, Londra.\u00a0Courtesy dell\u2019artista.\u00a0Foto Damian Griffiths.<\/p>\n<p>L\u2019opera You Locked Me Up in a Grave, You Owe Me at Least the Peace of a Grave\u00a0(2018) s\u2019ispira al visionario opuscolo astronomico L&#8217;Eternit\u00e9 par les astres. Hypoth\u00e8se astronomique con il quale Louis-Auguste Blanqui (1805-1881) teorizza un rinnovamento dell\u2019universo attraverso delle conflagrazioni: \u00abTutte queste terre si inabissano, una dopo l&#8217;altra, nelle fiamme rinnovatrici, per rinascere e ricadervi ancora, monotono deflusso della sabbia di una clessidra che si gira e si svuota eternamente\u00bb (L\u2019eternit\u00e0 attraverso gli astri, a cura di Fabrizio Desideri, traduzione di Giulia Alfieri, SE, Milano, 2005, p. 75). In questa concezione cosmologica, influenzata dagli studi di Pierre-Simon Laplace, sembra riecheggiare l\u2019ekp\u00fdrosis (ecpirosi) dello stoicismo, una conflagrazione universale detta anche \u201cgrande incendio\u201d, che pone fine all\u2019universo per farlo rinascere come prima, ma il Cosmo di Blanqui non prevede una dottrina dei cicli e la presenza della necessit\u00e0, che invece caratterizza la cosmologia dello stoicismo. Vi \u00e8 piuttosto un tumultuoso e atomistico cozzare nel quale il curatore dell\u2019edizione italiana dell\u2019Hypoth\u00e8se astronomique, sulla scorta degli studi di Miguel Abensour e Valentin Pelosse, ravvisa il \u00abdesiderio \u201cdi mettere l\u2019energia rivoluzionaria al diapason dell\u2019energia naturale\u201d: tentativo di trovare confermata nel cosmo l\u2019anarchie reguli\u00e8re che definiva il suo comunismo\u00bb (p. 95). L\u2019opuscolo di settanta pagine scritte da Blanqui nel 1871 durante la sua prigionia in totale isolamento a Fort du Taureau in Bretagna, dove scontava una pena detentiva a causa delle sue idee, non \u00e8 un pamphlet politico ma un trattato di astronomia metafisica, che filtra l\u2019idea di una governance politica non statuale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"086431dd-038a-4435-9587-6078550bd572\" height=\"1015\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/02_32.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nYuko Mohri,\u00a0You Locked Me Up in a Grave, You Owe Me at Least the Peace of a Grave, 2018.\u00a0Veduta dell\u2019installazione, \u201cEntanglements\u201d, Pirelli HangarBicocca, Milano.\u00a0<\/p>\n<p>Nelle opere di Yuko Mohri possiamo vedere riflettersi l\u2019idea di un ordine basato sull\u2019accordo reciproco tra le parti, un\u2019anarchia reguli\u00e8re piuttosto che una circolarit\u00e0 (suggerita dagli elementi rotanti che compongono You Locked Me Up in a Grave, You Owe Me at Least the Peace of a Grave), se consideriamo l\u2019aspetto atomistico e democriteo che caratterizza l\u2019ipotesi astronomica di Blanqui. L\u2019universo che descrive non ritorna, come quello di Nietzsche che aveva letto L\u2019\u00e9ternit\u00e9 per le astres, ma fluttua moltiplicandosi in innumerevoli varianti. Un multiverso senza gerarchie e una societ\u00e0 senza padroni.<\/p>\n<p>Bisogna rinunciare ad essere padroni dei propri pensieri nell\u2019atto artistico e lasciarli svolgere, come in Decomposition\u00a0(2021-in corso) si svolgono le imprevedibili sonorit\u00e0 e luminosit\u00e0 generate dall\u2019elettricit\u00e0 prodotta dalla decomposizione di alcuni frutti, collegati a device elettronici tramite degli elettrodi. Decomporre anzich\u00e9 \u2018comporre\u2019, mettendo in discussione il concetto di composizione musicale contro il quale si scagli\u00f2 Giuseppe Chiari a suo tempo. A cavallo tra gli anni \u201960 e \u201970 l\u2019artista fluxus intraprese una serie di azioni attraverso le quali liberare i suoni dalla gerarchia imposta dalla divisione sociale del lavoro, che separa il compositore dall\u2019esecutore e dall\u2019ascoltatore nel fare e ascoltare musica. Liberare il suono dalle forme convenzionali d\u2019ascolto e gli oggetti dalle categorie d\u2019uso \u00e8 anche il proposito di Mohri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"4a196a4a-e102-4dfc-9cee-b21b4240cacc\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/03_30.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nYuko Mohri,\u00a0Decomposition, 2022. Veduta dell\u2019installazione, \u201cEntanglements\u201d, Pirelli HangarBicocca, Milano.<\/p>\n<p>L\u2019influenza di Chiari sulla sua opera non \u00e8 diretta, mentre lo \u00e8 quella di John Cage e di Erik Satie. Dal musicista francese riprende l\u2019idea di\u00a0musique d&#8217;ameublement (&#8220;musica d&#8217;arredamento&#8221;), una musica integrata all\u2019ambiente come lo sono i mobili, un\u2019idea che ha anticipato quella di sottofondo che oggi arreda acusticamente ristoranti, palestre, negozi e centri commerciali. Da Cage riprende invece la casualit\u00e0, l\u2019errore e l\u2019idea di processo: \u00abmolti compositori non impiegano pi\u00f9 strutture musicali. Al loro posto creano dei processi [\u2026] un processo \u00e8 simile alle condizioni atmosferiche [\u2026] non sappiamo dove cominciano e dove finiscono\u00bb (trascrizione di una conferenza di Cage allo YMHA di New York nel 1974 \u2013 John Cage, John Cage, \u201cRiga\u201d, Marcos y Marcos, Milano, 1998, p. 121). Le opere di Mohri sono altrettanto atmosferiche: \u00abdesidero mostrare un\u2019atmosfera instabile\u00bb, dichiara l\u2019artista nel corso della conferenza stampa. Sono degli ecosistemi sensibili al calore, alla gravit\u00e0, all\u2019umidit\u00e0. \u00abPercepisco le mie installazioni come uno spazio organico, contorto e intrecciato attraverso le parole chiave: &#8216;errore&#8217;, &#8216;improvvisazione&#8217; e &#8216;feedback&#8217;\u00bb.<\/p>\n<p>Queste opere cariche di vita si evolvono nel tempo e nello spazio in modo imprevedibile, come\u00a0I\/O\u00a0(2011 \u2013 in corso) la cui forma mutevole e metamorfica \u00e8 determinata dalle condizioni ambientali che si verificano nello spazio espositivo. Un lungo foglio di carta per stampante drappeggia dal soffitto, mentre l\u2019umidit\u00e0 e la polvere accumulata ne fanno variare il peso. Queste variazioni vengono registrate da un sensore e convertite in segnali elettrici, che attivano vari meccanismi con effetti acustici e luminosi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"01f720df-a88d-49bc-a13a-c1729aeccb63\" height=\"1117\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/04_32.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nYuko Mohri,\u00a0I\/O,\u00a02011\u2013in corso. Sullo sfondo, da sinistra\u00a0:\u00a0Mor\u00e9 Mor\u00e9 (Leaky) Variations (Flow #2)\u00a0e\u00a0Mor\u00e9 Mor\u00e9 (Leaky) Variations (Flow #1), 2018. Veduta dell\u2019installazione, \u201cEntanglements\u201d, Pirelli HangarBicocca, Milano.<\/p>\n<p>Da circa un decennio l\u2019interdipendenza dei sistemi, la loro complessit\u00e0 e imprevedibilit\u00e0 caratterizzano anche il fronte biotecnologico della ricerca artistica. In\u00a0Echoes of the Arachnid Orchestra with Cosmic Dust\u00a0(2017) di Tom\u00e1s Saraceno, il lavorio di un ragno (Nephila senegalensis) che tesse una ragnatela \u00e8 amplificato da microfoni che captano le vibrazioni e le restituiscono in suoni; al tempo stesso lo spostamento dell\u2019aria causato dal suono degli altoparlanti stimola gli spostamenti del ragno. L\u2019opera After A Life Ahead\u00a0realizzata a M\u00fcnster da Pierre Huyghe per la manifestazione\u00a0Skulptur Projekte\u00a02017, era un habitat biotecnologico la cui mutazione sfuggiva al controllo dell\u2019artista. Gli organismi di Mohri sono altrettanto imprevedibili ma, a differenza della repulsione che gli aracnofobici possono provare per la Nephila senegalensis, o il senso di pericolo che si avvertiva esplorando l\u2019habitat creato da Huyghe, dove un algoritmo ricavato dalla texture della conchiglia di un mollusco velenoso determinava l\u2019illuminazione e l\u2019oscuramento del suo acquario, mentre la mutazione di alcune cellule cancerogene in un incubatore guidava il comportamento di forme generate da un software di realt\u00e0 aumentata, le opere di Mohri sono divertenti e giocose. Includono oggetti d\u2019uso quotidiano utilizzati in modo inusuale: pentole, ombrelli, tubi, piumini da spolvero, bottiglie di plastica, guanti di gomma, mollette&#8230;<\/p>\n<p>Questa ricontestualizzazione degli oggetti richiama il readymade di Marcel Duchamp, valorizzandone l\u2019aspetto ironico e giocoso, anzich\u00e9 la prevalente \u00abindifferenza visiva\u00bb che caratterizza il gesto di prelievo e ricontestualizzazione. \u00abNel 1913 ho avuto la felice idea di fissare una ruota di bicicletta su uno sgabello da cucina e di guardarla girare\u00bb, racconta l\u2019artista nel corso di una conversazione che ha avuto luogo il 19 ottobre 1961 al Museo d\u2019Arte Moderna di New York. Allo stesso modo possiamo guardare i movimenti degli oggetti utilizzati da Mohri, alcuni molto buffi come quello del piumino da spolvero in I\/O. Le opere della serie Mor\u00e9 Mor\u00e9 (Leaky): Variations (Flow #1, Flow #2, Flow #3) sono composte da oggetti domestici che la co-curatrice definisce \u201cinstabili\u201d, segnalando il rapporto che questi meccanismi hanno anche con l\u2019opera di Jean Tinguely.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"2da5c29a-d432-413a-be3e-fc161a6781a4\" height=\"553\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/05_27.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nYuko Mohri,\u00a0Mor\u00e9 Mor\u00e9 (Leaky) Variations (Flow #3)\u00a0\/\u00a0Yuko Mohri, Mor\u00e9 Mor\u00e9 (Leaky) Variations (Flow #2), 2018. \u201cEntanglements\u201d, Pirelli HangarBicocca, Milano.<\/p>\n<p>Concepite come ecosistemi complessi e imprevedibili, le opere di Mohri sono definite \u201cassemblaggi\u201d, \u201csculture cinetiche site-specific\u201d, \u201cinstallazioni\u201d. Da tempo abbiamo abbandonato ogni idea precostituita su cosa sia un\u2019opera d\u2019arte, tanto che Zasha Colah, curatrice della 13th Berlin Biennale, dichiara che \u00abl&#8217;atto di impedire alla polizia segreta di bruciare i documenti o l&#8217;atto di salvare un lago potrebbero essere la rivendicazione artistica dei nostri tempi\u00bb.<\/p>\n<p>Le opere di Mohri sono delle \u00abconversazioni con l\u2019ambiente circostante\u00bb, interazioni che non hanno fine: \u00abimmagino di voler fare in un certo modo, ma l\u2019acqua ha una pressione, una forza, un movimento e cambia di forma in rapporto alla temperatura o ad altro, cosicch\u00e9 la mia ricerca con questo tipo di materiale \u00e8 una conversazione non-stop\u00bb. L\u2019artista modifica le sue opere nel tempo, adattandole di volta in volta ai luoghi in cui vengono esposte: \u00abVoglio sempre valorizzare l&#8217;ispirazione ricevuta dal luogo e dall&#8217;incontro con esso\u00bb, come fece Claude Monet con l\u2019isola bretone di Belle-\u00cele. Attraverso la proiezione di un video che rappresenta l\u2019isola, Mohri incorpora in Piano Solo: Belle-\u00cele\u00a0(2021-24) l\u2019esperienza di Monet sovrapponendola a quella da lei maturata nel corso di un suo soggiorno in una foresta, dove ha registrato i suoni ambientali: il fruscio delle foglie, lo sciabordio di un ruscello, il cinguettio degli uccelli, poi convertiti e utilizzati come input per un\u2019esecuzione musicale automatica al pianoforte.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"l\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"96d21420-f64b-4139-937d-4432a385dfdd\" height=\"597\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/06_20.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nYuko Mohri,\u00a0Piano Solo: Belle-\u00cele,\u00a02024. Veduta dell\u2019installazione, \u201cEntanglements\u201d, Pirelli HangarBicocca, Milano.<\/p>\n<p>Piano Solo: Belle-\u00cele\u00a0\u00e8 un luogo da abitare. L\u2019uomo \u00absi sente protetto dalla bianchezza della calce pi\u00f9 che da forti mura\u00bb, scrive Gaston Bachelard in La poetica dello spazio. Abitare un luogo \u00e8 un\u2019esperienza complessa, determinata dalle nostre rappresentazioni interiori, oltre che dalle relazioni sociali, economiche e culturali all\u2019interno delle quali si formano e ri-formano le identit\u00e0 e il senso di appartenenza. Le opere di Mohri esprimono anche il carattere instabile dei luoghi nell\u2019et\u00e0 della globalizzazione e delle grandi migrazioni, evidenziando quel tropo dello spazio che nella contemporaneit\u00e0 si \u00e8 imposto come flusso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pirellihangarbicocca.org\/mostra\/yuko-mohri\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Yuko Mohri, Entanglements<\/a>, a cura di Fiammetta Griccioli e Vincente Todol\u00ec.<br \/>Pirelli HangarBicocca, Milano, fino all\u201911 gennaio 2026.<\/p>\n<p>In copertina, Yuko Mohri,\u00a0Decomposition, 2022. Veduta dell\u2019installazione, \u201cEntanglements\u201d, Pirelli HangarBicocca, Milano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nelle opere dell\u2019artista giapponese Yuko Mohri natura e artificio si compenetrano con effetti cinetici, acustici e visivi. 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