{"id":153939,"date":"2025-10-08T19:24:08","date_gmt":"2025-10-08T19:24:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153939\/"},"modified":"2025-10-08T19:24:08","modified_gmt":"2025-10-08T19:24:08","slug":"musk-dichiara-guerra-a-netflix-in-nome-della-liberta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/153939\/","title":{"rendered":"Musk dichiara guerra a Netflix in nome della libert\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>La decisione del magnate dopo aver visto sulla piattaforma un cartone animato per bambini che propagandava il gender.Accanto all\u2019ambiguit\u00e0 della piazza e del suo uso politico esiste un altro strumento il cui significato politico ed il cui uso hanno assunto un ruolo nuovo ed un oggettivo rilancio grazie alle dinamiche social: il boicottaggio. La storia dei boicottaggi, nati nel 1880, ha conosciuto negli ultimi anni una svolta decisiva grazie alla viralit\u00e0 che determinati messaggi possono assumere attraverso le dinamiche social. Recentemente si sono segnalati casi particolarmente significativi: la birra Bud pubblicizzata dal trans Dylan Mulvaney il cui boicottaggio ed il conseguente crollo delle azioni \u00e8 divenuto un caso studio che ha portato al ritiro della campagna pubblicitaria ed alle dimissioni dei responsabili, la Biancaneve woke della Disney e l\u2019episodio di Star Wars della regista lesbica che ha dichiarato di voler girare un film \u00abche mettesse a disagio il maschio bianco\u00bb, le cui produzioni sono state rinviate a data da destinarsi, oppure il recente caso, opposto negli effetti ma altrettanto indicativo, dei jeans America Eagle la cui campagna pubblicitaria volutamente impostata su temi culturali anti woke \u00e8 divenuta un esempio di successo di marketing, moltiplicando il valore di un brand di nicchia. Esistono per\u00f2 casi tipici di boicottaggi falliti: da quello contro Uber del 2017, alle varie campagne che si sono susseguite negli ultimi dieci anni sia contro Amazon sia contro Facebook, sino al recente caso studio del fallito boicottaggio sui prodotti israeliani lanciato negli Stati Uniti. Ma la chiave per interpretare le dinamiche sociali che stanno alla base del successo o dell\u2019insuccesso di queste azioni collettive ci viene dall\u2019iniziativa lanciata la settimana scorsa da Elon Musk contro Netflix. A seguito della presenza all\u2019interno dell\u2019offerta della piattaforma di streaming di un cartone animato fortemente orientato alla propaganda trans e gender sui bambini dal titolo \u00abThe baby sitters club\u00bb, Musk ha lanciato l\u2019iniziativa \u00abCancel Netflix\u00bb finalizzata a spingere le persone a disdire il loro abbonamento, ottenendo in pochi giorni enormi risultati, probabilmente i pi\u00f9 alti in assoluto per una campagna di boicottaggio social. I numeri reali delle disiscrizioni non sono stati diramati da Netflix ma da quando la campagna \u00e8 stata lanciata il volume di ricerche su Google per la frase \u00abcome disdire Netflix\u00bb, nelle varie lingue, \u00e8 aumentata globalmente del 525% in una settimana. A ci\u00f2 si deve aggiungere un ripiegamento in Borsa del titolo Netflix che ha portato ad una perdita di capitalizzazione pari a circa venti miliardi di dollari solo a causa delle \u00abcancellazioni rapide\u00bb, e ad un calo continuato di cinque giorni consecutivi del titolo, per una perdita complessiva del 5%. Occorre dire che non \u00e8 la prima volta che gli utenti hanno dimostrato insofferenza per le scelte woke di Netflix ma se, per esempio, nel caso delle proteste nei confronti del film \u00abCuties\u00bb del 2020 si pu\u00f2 parlare di danno d\u2019immagine grave ma limitato ad un singolo prodotto, questa volta il rigetto nei confronti dell\u2019impostazione woke pare stia rivelando un pi\u00f9 ampio cambio di clima culturale e le implicazioni sono molte e di grande interesse. Innanzitutto, grazie alla tecnologia che consente l\u2019immediatezza delle scelte suggerite nelle campagne di boicottaggio, \u00e8 da notare come il contagio delle dinamiche social si proietti in tempo reale su quelle borsistiche: un boicottaggio che funziona \u00e8 in grado di influenzare un titolo nel giorno stesso in cui nasce.Altro aspetto fondamentale consiste nell\u2019effetto moltiplicatore dato dal rispecchiamento del successo della campagna stessa: pi\u00f9 funziona, pi\u00f9 viene documentata come funzionante sui social e pi\u00f9 attira adesioni. Importante appare inoltre la possibilit\u00e0 di concentrare le azioni contro un prodotto specifico e non di declinarle in generale su battaglie morali vaghe che non riescono a concretizzare l\u2019attenzione del pubblico: la \u00abfame nel mondo\u00bb di novecentesca memoria non funziona pi\u00f9, mentre l\u2019identificazione di un preciso prodotto con una precisa scelta ideologica risulta subito evidente, cos\u00ec come il suo rifiuto. Il senso di comunit\u00e0 che un boicottaggio riuscito riesce a creare non \u00e8 una novit\u00e0, avveniva anche nell\u2019Ottocento, ma la \u00e8 nel momento in cui esso viene proiettato a livello globale e si nutre di continue conferme. Infine il fattore determinante: il boicottaggio oggi assume il significato di smascheramento, fuoriuscita e contrasto alla narrazione dominante, costituendosi cos\u00ec come gesto qualificante e di appartenenza concreta ed efficace ad un\u2019azione culturale. Ecco dunque come spiegare gli incessanti e sempre pi\u00f9 invasivi tentativi di limitare la libert\u00e0 online e di aumentare il controllo su ogni espressione di libero pensiero, dagli arresti in Gran Bretagna alle proposte dell\u2019Unione europea finalizzate al controllo dei contenuti di ogni singola chat privata di ogni cittadino. Non ci stupisce, peraltro, constatare che le istituzioni hanno pi\u00f9 a cuore la protezione delle narrazioni ufficiali, pubbliche e private, piuttosto che la libert\u00e0 dei cittadini e dei mezzi a loro disposizione per esprimerla.\n<\/p>\n<p>\n        Iil presidente di Confindustria Energia Guido Brusco\n    <\/p>\n<p>Alla Conferenza annuale della federazione, il presidente <strong>Guido Brusco<\/strong> sollecita regole chiare e tempi certi per sbloccare investimenti strategici. Stop alla burocrazia, realismo sulla decarbonizzazione e dialogo con il sindacato.<\/p>\n<p>Visione, investimenti e alleanze per rendere l\u2019energia il motore dello sviluppo italiano. \u00c8 questo il messaggio lanciato da Confindustria Energia in occasione della Terza Conferenza annuale, svoltasi a Roma l\u20198 ottobre. Il presidente <strong>Guido Brusco<\/strong> ha aperto i lavori sottolineando la complessit\u00e0 del contesto internazionale: \u00abIl sistema energetico italiano ed europeo affronta una fase di straordinaria complessit\u00e0. L\u2019autonomia strategica non \u00e8 pi\u00f9 un concetto astratto ma una priorit\u00e0 concreta\u00bb.<\/p>\n<p>La transizione energetica, ha proseguito <strong>Brusco<\/strong>, deve essere affrontata con \u00abrealismo e coerenza\u00bb, evitando approcci ideologici che rischiano di danneggiare la competitivit\u00e0 industriale. Decarbonizzazione, dunque, ma attraverso strumenti efficaci e con il contributo di tutte le tecnologie disponibili: dal gas all\u2019idrogeno, dai biocarburanti al nucleare di nuova generazione, dalle rinnovabili alla cattura e stoccaggio della CO2.<\/p>\n<p>Uno dei nodi principali resta quello delle autorizzazioni, considerate un vero freno alla competitivit\u00e0. I dati del Servizio Studi della Camera dei Deputati parlano chiaro: nel primo semestre del 2025, la durata media di una Valutazione di Impatto Ambientale \u00e8 stata di circa mille giorni; per ottenere un Provvedimento Autorizzatorio Unico ne servono oltre milleduecento. Tempi incompatibili con la velocit\u00e0 richiesta dalla transizione.<\/p>\n<p>\u00abNon chiediamo scorciatoie \u2014 ha precisato <strong>Brusco<\/strong> \u2014 ma certezza del diritto e responsabilit\u00e0 nelle decisioni. Il Paese deve premiare chi investe in innovazione e sostenibilit\u00e0, non ostacolarlo con inefficienze che non possiamo pi\u00f9 permetterci\u00bb.<\/p>\n<p>Per superare la frammentazione normativa, Confindustria Energia propone una legge quadro sull\u2019energia, fondata sui principi di neutralit\u00e0 tecnologica e sociale. Uno strumento che consenta una pianificazione stabile e flessibile, in linea con l\u2019evoluzione tecnologica e con il coinvolgimento delle comunit\u00e0. Una recente ricerca del Censis evidenzia infatti come la dimensione sociale sia cruciale: i cittadini sono disposti a modificare i propri comportamenti, ma servono trasparenza e dialogo.<\/p>\n<p>Altro capitolo centrale \u00e8 quello delle competenze. \u00abNon ci sar\u00e0 transizione energetica senza una transizione delle competenze\u00bb, ha ricordato <strong>Brusco<\/strong>, rilanciando la necessit\u00e0 di investire nella formazione e nel rafforzamento della collaborazione tra imprese, universit\u00e0 e scuole.<\/p>\n<p>Il presidente ha infine ringraziato il sindacato per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore energia e petrolio, definendolo un esempio di confronto \u00abserio, trasparente e orientato al futuro\u00bb. Un modello, ha concluso, \u00abbasato sul dialogo e sulla corresponsabilit\u00e0, capace di conciliare la valorizzazione del lavoro con la competitivit\u00e0 delle imprese\u00bb.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>\n        Mario Venditti. Nel riquadro da sinistra: Maurizio Pappalardo, Silvio Sapone e Antonio Scoppetta (Ansa)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La decisione del magnate dopo aver visto sulla piattaforma un cartone animato per bambini che propagandava il gender.Accanto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":153940,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,13520,95264,95265,95263,95262,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-153939","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-elon-musk","11":"tag-elon-musk-bezos","12":"tag-elon-musk-netflix","13":"tag-elon-musk-social","14":"tag-elon-musk-twitter","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153939","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=153939"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/153939\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/153940"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=153939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=153939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=153939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}