{"id":154046,"date":"2025-10-08T20:37:14","date_gmt":"2025-10-08T20:37:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154046\/"},"modified":"2025-10-08T20:37:14","modified_gmt":"2025-10-08T20:37:14","slug":"anche-le-donne-vanno-per-mare-e-se-sono-scrittrici-lo-raccontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154046\/","title":{"rendered":"Anche le donne vanno per mare. E se sono scrittrici, lo raccontano"},"content":{"rendered":"<p>Queste riflessioni nascono dall\u2019acquisto, in una piccola libreria di un piccolo paese di mare, di un\u2019antologia.<br \/>Il libro in questione \u00e8 Racconti di vento e di mare, una raccolta di racconti e stralci di romanzi accumunati da un unico tema, che ne \u00e8 poi anche l\u2019ambientazione: il mare. Dentro, autori come <b>Pessoa<\/b>, <b>Moitessier<\/b>, <b>Pavese<\/b>, <b>Montale<\/b>, <b>Melville<\/b>. <\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che \u00e8 scritto sul mare, se sa restituire anche solo un barlume della magia del suo simbolismo, vale la pena d\u2019esser letto. \u00c8 quindi di certo anche il caso dell\u2019antologia in questione, uscita per <b>Einaudi <\/b>quest\u2019estate e curata da Giorgio Bertone. Purtroppo, ogni tanto anche i bei libri vantano nel novero dei loro lettori delle acquirenti rompipalle. \u00c8 il caso di chi scrive. Passiamo dunque alla prima persona singolare. <\/p>\n<p>Compro questo bel libro, prima ne sfoglio l\u2019indice. M\u2019infastidisco rilevando la completa assenza di autrici. Neanche una. Sperando nella complicit\u00e0 della libraia, vado alla cassa e accompagno l\u2019acquisto con un\u2019osservazione pronunciata in tono carbonaro, sbadatamente convinto che trover\u00e0 complicit\u00e0: \u00abLo compro pure se non c\u2019\u00e8 manco una donna\u00bb. Sorrido &#8211; sbaglio. <\/p>\n<p>La libraia (che peraltro ha la mia et\u00e0, e da questi due semplici attributi per cos\u00ec dire cosmetici, superficiali, cio\u00e8 l\u2019appartenenza a una generazione e a un genere che ritengo femministi di default, mi lascio ingannare), la libraia, insomma, rompe l\u2019incantesimo del mio pregiudizio (positivo, ma pur sempre un pregiudizio, dunque stupido) e mi fa il regalo di sorprendermi. Dice: \u00abMa sono gli uomini che vanno per mare!\u00bb. <\/p>\n<p>Esco dal piccolo negozio, giro per il piccolo paese, guardo proprio lui (o lei, diceva Hemingway): il mare. Non poco confusa.<\/p>\n<p>Poi leggo il libro e lo trovo bello, come trovo bella il novantanove per cento della produzione letteraria marittima e\/o marinaresca. Per\u00f2 la domanda continua a girarmi in testa: davvero solo gli uomini scrivono di mare? E sul serio solo loro navigano? Eppure ricordavo che il pirata con la flotta pi\u00f9 grande di tutti i tempi fu una donna, la vedova Ching, che agli uomini della ciurma che stupravano, riservava la morte per mare\u2026<\/p>\n<p>\u00c8 passato un mese da questi fatti, dalla lettura del bel libro un po\u2019 troppo maschio e dalle domande che ne sono scaturite. <\/p>\n<p>La risposta alle due questioni di cui sopra, infine, \u00e8: assolutamente no. All\u2019obiezione della libraia &#8211; che ha a che fare con la realt\u00e0 pi\u00f9 che coi libri &#8211; risponde per l\u2019appunto la realt\u00e0; si pensi all\u2019equipaggio di certo non solo maschile della Global Sumud Flotilla, sulla bocca di tutti nelle ultime settimane. <\/p>\n<p>Ma anche alle piratesse (si dice \u201cle pirate\u201d, pare, e nel dubbio porto entrambe le forme: piratesse o pirate, dunque), di cui racconta Nei mari dei pirati Nicol\u00f2 Carnimeo; si tratta di guerrigliere nigeriane che, per opporsi al disastro ecologico dovuto a grandi realt\u00e0 petrolifere europee e alla loro complicit\u00e0 con dirigenti locali, hanno scelto tra le forme di lotta e soprattutto di sopravvivenza proprio la pirateria. Parliamo del MEND (Movimento per l\u2019Emancipazione del Delta del Niger), e di donne che si arrampicano sulle catene delle ancore delle navi ormeggiate di rada. <\/p>\n<p>E oltre la realt\u00e0? Le donne scrivono di mare? Eccome. Un articolo non pu\u00f2 raccoglierle tutte, ma qualche esempio \u00e8 comunque possibile e, spero, ben accetto. <\/p>\n<p>Con L\u2019isola di Arturo <b\/>Elsa Morante vinse il Premio Strega. Il romanzo \u00e8 splendido, la lingua cesellata, l\u2019affresco psicologico del protagonista (un piccolo misogino mai definito come tale n\u00e9 giudicato, solo descritto) \u00e8 affilatissimo, impeccabile. Quanto al mare, \u00e8 tutt\u2019intorno e dentro. In passaggi in cui Morante azzarda la menzione del bove marino sembra anche regalarci qualche pennellata di una sorta di realismo magico amalfitano. Mare ovunque. L\u2019isola di Arturo diventa la nostra isola; e con lui, alla fine, l\u2019abbandoniamo. Seguendo la scia di una qualche barca.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi Gita al faro di <b>Virginia Woolf<\/b>. E <b>Matilde Serao<\/b>, che pi\u00f9 e pi\u00f9 volte torn\u00f2 sul mare, la cui Partenope (sirena, Napoli) d\u00e0 del filo da torcere a quella di Sorrentino. <\/p>\n<p>Non mancano poi le poesie, come quelle di <b>Elizabeth Bishop<\/b> raccolte in Il mare e la sua sponda (componimenti pubblicati tra il 1937 e il 1938 su svariate riviste). <\/p>\n<p>Citando il realismo magico non si pu\u00f2 non menzionare <b>Isabel Allende<\/b> (Lungo petalo di mare, L\u2019isola sotto il mare); anche la sua quasi-sirena nel pi\u00f9 noto La casa degli spiriti era una creatura esemplificativa di un linguaggio marino fatto di simboli, di inconscio collettivo e individuale che interagiscono senza sforzo, di prodigi.<\/p>\n<p>Continuando l\u2019elenco in modo ancora pi\u00f9 rapido: <b>Antonella Cilento<\/b>, <b>Karen Blixen<\/b>, <b>Anna Maria Ortese<\/b>, <b>Annie Dillard<\/b> (vincitrice di Pulitzer), <b>Tania Aebi<\/b> (che a diciotto anni circumnavig\u00f2 il globo in solitaria), alcune poesie di <b>Marina Cvataeva<\/b>, <b>Antonia Pozzi<\/b>, <b>Emily Dickinson<\/b>. Sono, in realt\u00e0, cos\u00ec tante da non poter essere menzionate in un solo articolo. E di certo sono abbastanza per essere prese in considerazione da un\u2019antologia. La rappresentazione \u00e8 importante, non si pu\u00f2 non ricordare che le donne sono il 52% della popolazione. <\/p>\n<p>Mare e Male sono due parole legate, nell\u2019antologia Einaudi in questione, e forse questo \u00e8 interessante, \u00e8 una chiave possibile. Uno dei passaggi pi\u00f9 belli e pi\u00f9 noti di Il vecchio e il mare \u00e8 questo:<\/p>\n<p>Se le antologie che comprendono solo uomini si aprono con la comparazione tra Mare e Male, il fatto che escludano le donne \u00e8 in continuit\u00e0 allora &#8211; seguendo Hemingway, che mare e donne non si pu\u00f2 dire che non am\u00f2 &#8211; e non in contraddizione. E dunque, che streghe e sirene continuino a cantare di quello a cui appartengono (unica appartenenza mai possessiva, quella a un qualche mare), e che lascino gli uomini da queste impauriti o affascinati a cantarle, cantando il mare stesso. Se cos\u00ec \u00e8, senza vergogna. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Queste riflessioni nascono dall\u2019acquisto, in una piccola libreria di un piccolo paese di mare, di un\u2019antologia.Il libro in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":154047,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-154046","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154046"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154046\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/154047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}