{"id":154235,"date":"2025-10-08T22:39:28","date_gmt":"2025-10-08T22:39:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154235\/"},"modified":"2025-10-08T22:39:28","modified_gmt":"2025-10-08T22:39:28","slug":"sanita-8-italiani-su-10-spinti-a-scegliere-strutture-private","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154235\/","title":{"rendered":"SANITA&#8217;, 8 ITALIANI SU 10 SPINTI A SCEGLIERE STRUTTURE PRIVATE"},"content":{"rendered":"<p>La combinazione fra\u00a0<strong>attese infinite<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>prestazioni sanitarie offerte anche oltre i 100 chilometri di distanza<\/strong>\u00a0sta costringendo un numero crescente di italiani \u2013 fino all\u2019<strong>80% in alcune aree del Paese<\/strong>\u00a0\u2013 a rinunciare alle cure o a rivolgersi, a proprie spese, al settore privato. Lo segnala\u00a0<strong>Unimpresa<\/strong>, che denuncia una\u00a0<strong>progressiva diseguaglianza nel Servizio\u00a0sanitario\u00a0nazionale<\/strong>\u00a0e un rischio concreto di\u00a0<strong>sanit\u00e0 a due velocit\u00e0<\/strong>. In molte regioni, i\u00a0<strong>tempi medi per una visita specialistica superano i limiti di legge<\/strong>, arrivando fino a\u00a0<strong>150 giorni per una risonanza magnetica<\/strong>,\u00a0<strong>120 per una colonscopia<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>oltre 90 per una visita oculistica o ortopedica<\/strong>. A questo si aggiunge la cosiddetta\u00a0<strong>mobilit\u00e0 forzata<\/strong>, che obbliga i pazienti a spostarsi anche di\u00a0<strong>centinaia di chilometri<\/strong>\u00a0per accedere alla prima prestazione disponibile.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u00abUn paradosso che tradisce il diritto costituzionale alla salute e trasforma la prossimit\u00e0 in un privilegio\u00bb osserva il <strong>consigliere nazionale di Unimpresa con delega alla sanit\u00e0, Marco Massarenti<\/strong>.\u00a0\u00a0<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Secondo Unimpresa, le\u00a0<strong>famiglie a reddito medio-basso<\/strong>\u00a0risultano le pi\u00f9 penalizzate: per chi non pu\u00f2 permettersi una visita privata, la rinuncia alle cure \u00e8 spesso l\u2019unica alternativa. Oltre il\u00a0<strong>40% degli italiani<\/strong>\u00a0ha rinunciato almeno una volta a una prestazione sanitaria per motivi economici o logistici. Questa deriva verso il privato non \u00e8 pi\u00f9 episodica ma\u00a0<strong>una tendenza strutturale<\/strong>, alimentata da\u00a0<strong>divari territoriali, carenza di personale e disomogeneit\u00e0 nell\u2019utilizzo delle risorse regionali<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019impatto economico \u00e8 pesante: la\u00a0<strong>spesa sanitaria privata \u201cout of pocket\u201d<\/strong>\u00a0ha superato i\u00a0<strong>40 miliardi di euro l\u2019anno<\/strong>, mentre la fiducia nel sistema pubblico continua a calare. \u00c8 urgente ristabilire il diritto di prossimit\u00e0, garantendo cure nel territorio di residenza, in tempi certi e con standard di qualit\u00e0 omogenei in tutto il Paese.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u00abIl cittadino non pu\u00f2 essere costretto a scegliere tra aspettare mesi o percorrere centinaia di chilometri per una visita. La sanit\u00e0 pubblica deve garantire tempi certi e cure vicine a casa, non un sistema che, di fatto, spinge verso il privato. Esprimo forti perplessit\u00e0 sugli interventi episodici, come il recente stanziamento di\u00a0<strong>10 milioni di euro in Lombardia<\/strong>destinato all\u2019acquisto di prestazioni dai privati accreditati per ridurre le liste d\u2019attesa. Se queste risorse non vengono vincolate a prestazioni realmente urgenti e territorialmente accessibili, rischiano di diventare un palliativo temporaneo, utile solo a spostare il problema, non a risolverlo. Questi fondi devono essere g<strong>estiti con criteri di equit\u00e0<\/strong>, privilegiando le aree pi\u00f9 carenti e introducendo indicatori di prossimit\u00e0 che misurino la distanza media tra paziente e struttura sanitaria\u00bb osserva Massarenti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Per garantire trasparenza e tutela dei cittadini, Unimpresa rilancia la proposta di introdurre, in tutta Italia, l\u2019obbligo per i\u00a0<strong>Centri unici di prenotazione (Cup)<\/strong>\u00a0di rilasciare una\u00a0<strong>ricevuta Formale di Prenotazione<\/strong>\u00a0che riporti data, classe di priorit\u00e0 e sede esatta di erogazione.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u00ab\u00c8 una misura di civilt\u00e0. Se la prestazione viene fissata fuori tempo massimo o in una sede irraggiungibile, la ricevuta deve permettere al cittadino di attivare il Percorso Tutela, cio\u00e8 di rivolgersi al privato a carico del Servizio sanitario nazionale. La causa strutturale della crisi del sistema sanitario \u00e8 la\u00a0<strong>carenza di personale<\/strong>. Non possiamo ignorare \u2013 afferma Massarenti \u2013 che la carenza cronica di medici, infermieri e tecnici, aggravata da\u00a0<strong>stipendi non competitivi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>sprechi nella spesa sanitaria<\/strong>, sia la radice del problema. Finch\u00e9 non si interverr\u00e0 su questo fronte, le liste d\u2019attesa resteranno un muro invalicabile. Il\u00a0<strong>Ministero della Salute<\/strong>\u00a0e le\u00a0<strong>regioni<\/strong>\u00a0potrebbero introdurre un\u00a0<strong>fattore distanza<\/strong>\u00a0nella Piattaforma nazionale liste d\u2019attesa (Pnla), vincolare i fondi regionali alla prossimit\u00e0 delle cure e rendere obbligatoria la Ricevuta Cup in tutte le strutture pubbliche. La risposta alla crisi del Ssn non pu\u00f2 essere un ulteriore spostamento verso il privato, ma un piano strutturale di riequilibrio territoriale, trasparenza amministrativa e valorizzazione del personale sanitario. Solo cos\u00ec potremo restituire ai cittadini il diritto costituzionale alla salute, vicino a casa e in tempi ragionevoli\u00bb conclude Massarenti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p> <a href=\"https:\/\/www.unimpresa.it\/author\/vincent-dimaggio\" class=\"url\" title=\"Ufficio Stampa Unimpresa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/unimpresa_bigger.jpg\" class=\"photo\" width=\"250\" alt=\"Ufficio Stampa Unimpresa\"\/><\/a><\/p>\n<p>E-mail stampa@unimpresa.it<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.unimpresa.it\/author\/vincent-dimaggio\" class=\"url\" title=\"Ufficio Stampa Unimpresa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/unimpresa_bigger.jpg\" class=\"photo\" width=\"250\" alt=\"Ufficio Stampa Unimpresa\"\/><\/a>Latest posts by Ufficio Stampa Unimpresa (<a href=\"https:\/\/www.unimpresa.it\/author\/vincent-dimaggio\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">see all<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La combinazione fra\u00a0attese infinite\u00a0e\u00a0prestazioni sanitarie offerte anche oltre i 100 chilometri di distanza\u00a0sta costringendo un numero crescente di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":154236,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-154235","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154235"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154235\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/154236"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}