{"id":154502,"date":"2025-10-09T02:06:33","date_gmt":"2025-10-09T02:06:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154502\/"},"modified":"2025-10-09T02:06:33","modified_gmt":"2025-10-09T02:06:33","slug":"live-report-opeth-paatos-alcatraz-milano-06-10-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154502\/","title":{"rendered":"Live Report: Opeth + Paatos @ Alcatraz, Milano \u2013 06\/10\/2025"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n            &#13;<br \/>\n                Progressive            &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p class=\"article_disclaimer\">Truemetal vive grazie al suo pubblico. Quando compri qualcosa dai nostri link, potremmo guadagnare una commissione. <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/privacy-policy\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Scopri di pi\u00f9<\/a><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p>                                <img decoding=\"async\" class=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-copertina-576x384.jpeg\" alt=\"Live Report: Opeth + Paatos @ Alcatraz, Milano \u2013 06\/10\/2025\"\/>                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<\/p>\n<p>Live Report: Opeth + Paatos @ Alcatraz, Milano \u2013 06\/10\/2025<br \/>\nPhoto report completo: <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/live\/photo-report-opeth-paatos-alcatraz-milano-06-10-2025-1206882\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Photo Report: Opeth + Paatos @ Alcatraz, Milano \u2013 06\/10\/2025 \u2013 truemetal.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Milano, 6 ottobre 2025: \u00e8 di nuovo luned\u00ec, ma questa volta l\u2019inizio settimana \u00e8 decisamente dei migliori: dopo tre anni di assenza dai palchi italiani, gli <strong>Opeth<\/strong> tornano nel nostro Paese per un\u2019unica data, in un Alcatraz pronto a sfiorare il soldout.<\/p>\n<p><strong>Paatos<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Con loro sul palco un\u2019altra band svedese, i <strong>Paatos<\/strong>, guidati dalla cantante Petronella Nettermalm: la sua voce sembra effettivamente essere il collante di una serie di strumenti presenti sul palco, alcuni anche insoliti, come il gong, che riproducono un genere musicale piuttosto simile al progressive anni \u201970, psichedelico allo stesso modo.<\/p>\n<p data-insertion=\"1\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206869\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paatos-4.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1331\"  \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La band \u00e8 attiva dal 1999 con una discografia composta da sei album studio, l\u2019ultimo dal titolo <strong>Ligament<\/strong> uscito lo scorso aprile. Alcuni dei brani presentati sono proprio tratti da quel disco, come \u201cChemical Escape\u201d, \u201cBeyond The Forest\u201d, registrata con la partecipazione di Mikael \u00c5kerfeldt, \u201cLast One Of Our Kind\u201d e la stessa \u201cLigament\u201d che d\u00e0 il nome al disco. Il viaggio psichedelico continua anche con brani pi\u00f9 datati, come \u201cGone\u201d, \u201cWon\u2019t Be Coming Back\u201d e \u201cT\u00e9a\u201d, cantata in svedese: la parti strumentali sono atmosferiche e introspettive, a volte anche in crescendo, e sorprendentemente catturano l\u2019attenzione del pubblico che risponde a proprio modo, battendo le mani a tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Una band d\u2019apertura che a primo impatto pu\u00f2 sembrare una scelta azzardata, che non solo incontra riscontro positivo e partecipe, ma scalda gli animi al punto giusto per le due ore di spettacolo successive dei padroni di casa della serata.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" data-insertion=\"1\">Martina L\u2019insalata<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206880\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paatos-19.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1333\"  \/><\/p>\n<p>Opeth<\/p>\n<p><strong>MC\u00b2 Live<\/strong>\u00a0riporta nel nostro Paese gli alchimisti prog-metal svedesi <strong>Opeth<\/strong>, con il tour a supporto dell\u2019ultimo album <strong>The Last Will and Testament<\/strong> (leggi <a href=\"https:\/\/www.truemetal.it\/recensioni\/the-last-will-and-testament\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a> la nostra recensione).<br \/>La band guidata da <strong>Mikael \u00c5kerfeldt<\/strong> si \u00e8 esibita luned\u00ec 6 ottobre 2025, in un Alcatraz di Milano, completamente gremito di fan desiderosi di sentire come suonasse l\u2019album dal vivo, e noi di <strong>TrueMetal<\/strong> eravamo tra questi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206884\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-3.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1333\"  \/><br \/>Il tour del loro quattordicesimo lavoro in studio, iniziato lo scorso febbraio in Finlandia, nel corso dei mesi ha visto via via aggiungersi nuove date, tra le quali fortunatamente questa attesissima tappa italiana.<br \/>Questo album ha ricevuto un importante riconoscimento ai Grammis svedesi 2025, aggiudicandosi il premio per la categoria \u201cBest Hard Rock &amp; Metal\u201d. Atteso da molti anche per il ritorno di Mikael \u00c5kerfeldt al growl dai tempi dell\u2019ormai lontano <strong>Watershed<\/strong> del 2008, viene celebrato a dovere in questo tour, senza tralasciare il resto della loro discografia, ben rappresentata nella scaletta di questa sera.<br \/>Gli Opeth vengono da un\u2019altra dimensione, non ci sono storie. Potenti e al contempo precisi, alternano nuovo e vecchio repertorio per la gioia di tutti i fan che hanno riempito fino all\u2019orlo il locale di via Valtellina.<br \/>Piacendo cos\u00ec sia ai seguaci della vecchia che della nuova scuola, la band ha scelto di proporre dal vivo al suo pubblico, tre brani dall\u2019ultimo disco: \u201c\u00a71\u201d, in apertura al concerto, \u201c\u00a73\u201d, \u201c\u00a77\u201d e poi alcune perle estratte dai loro precedenti lavori, delle vere e proprie chicche; leggendo questo live report scoprirete a quali mi riferisco in particolare.<br \/>Andiamo con ordine per\u00f2, e addentriamoci insieme nella lettura di parte di questo testamento del tutto particolare, che in sede live trova la giusta sede di espressione, grazie anche alle incredibili doti interpretative, quasi teatrali, di \u00c5kerfeldt.<br \/>\u00c8 la terza volta quest\u2019anno che vedo gli Opeth, imprevedibili quanto magistrali nell\u2019esecuzione in sede live dei propri brani che dal vivo sono perfetti come ascoltarli su cd. Nel corso della loro trentennale carriera, si sono affermati come pionieri del \u201cprogressive metal\u201d, creando un\u2019eredit\u00e0 che prospera grazie alla reinvenzione e all\u2019esplorazione audace di cui sono capaci. Noti per la loro perfetta fusione tra l\u2019aggressiva intensit\u00e0 del death metal e l\u2019eleganza del prog, le leggende svedesi continuano a sfidare ogni rigida categorizzazione, regalandoci concerti strepitosi.<br \/>Quando i Paatos hanno terminato il loro set, l\u2019aria all\u2019interno del locale di via Valtellina si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 densa, e la tensione era pi\u00f9 che palpabile, in attesa di quello che sarebbe stato a breve. Dopo averli visti a febbraio a Berlino e ad agosto al Brutal Assault, rieccomi al cospetto di questo colosso del death progressive metal svedese, e non vedevo l\u2019ora.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206908\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-32.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1333\"  \/><br \/>La transizione tra la fine della prima esibizione, la giusta pausa nel mezzo, e l\u2019inizio del live degli Opeth, \u00e8 quasi eterea, come se l\u2019intero locale stesse trattenendo il respiro. Le luci si abbassano mentre viene rivelato il palco allestito per loro, in questa atmosfera di silenziosa riverenza con un leggero brusio di fondo.<br \/>Tutt\u2019ad un tratto il silenzio viene interrotto bruscamente, poi ci pensano i rumori sinistri e gli scricchiolii che introducono il primo singolo \u201c\u00a71\u201d a scuotere gli animi dei presenti. Mikael \u00c5kerfeldt appare tra l\u2019ombra e la luce come una figura quasi spettrale, con inquietanti sonorit\u00e0 di linee di chitarra e le malinconiche tastiere a fare da sfondo.<br \/>Fin da subito si capisce come i suoni saranno praticamente perfetti per tutta la serata, con i visual alle loro spalle a creare ulteriormente quel fascino aristocratico ed allo stesso tempo oscuro che permea tutta la loro musica. L\u2019aura di mistero, oscurit\u00e0 e dramma che avvolge in particolar modo quest\u2019ultimo, il mood sinistro che sta alla base di molti dei loro brani, \u00e8 stata a mio avviso purtroppo rovinata troppe volte da un pubblico non troppo rispettoso. Chiacchiericcio continuo, risate, versi e grida a sproposito, per non parlare dei cori da stadio, li ho trovati davvero fuori luogo per un gruppo come gli Opeth. Che poi, Mr. \u00c5kerfeldt ci abbia scherzato su, raccontandoci aneddoti della sua non troppo fortunata carriera calcistica, ok, ma davvero, \u00e8 stato un po\u2019 troppo. Come non centravano assolutamente i poghi venutesi a creare nel pit, e che hanno certamente infastidito i molti fan che volevano godersi il concerto in santa pace. Chiusa la polemica sul pubblico, veniamo al live vero e proprio.<br \/>Il palco \u00e8 immerso in ombre scure e scene di una immaginaria casa vittoriana che danzano alle spalle di questi cinque musicisti che, come sempre, sembrano \u201cuna cosa sola\u201d. Talmente tanta la chimica tra loro da lasciarci tutti quanti sbalorditi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206898\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-21.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1333\"  \/><br \/>Il protagonista del palco \u00e8 spesso il carismatico frontman \u00c5kerfeldt: il suo growling \u00e8 feroce, mentre con la voce pulita riesce ad essere versatile ed espressivo. Prende molta attenzione durante lo spettacolo con le sue pungenti freddure, e lo amiamo anche per questa sua ironia del tutto singolare, ma dobbiamo anche elogiare gli altri musicisti della band. Martin Mendez al basso, il tastierista Joakim Svalberg, che ha gestito le parti degli archi con il suo mellotron, Fredrik \u00c5kesson alla chitarra e il fenomenale Waltteri V\u00e4yrynen, completamente a suo agio nel combo svedese, dopo questi ultimi due anni trascorsi insieme dietro la batteria. Avendo solo 30 anni, \u00e8 pi\u00f9 giovane della band stessa, ma si adatta perfettamente e questa differenza di et\u00e0 oltre che di esperienza non si nota affatto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206900\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-23.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1333\"  \/><br \/>Nonostante le numerose battute di \u00c5kerfeldt sul fatto di essere un gruppo \u201cvecchio\u201d con brani datati, il quintetto progressive metal \u00e8 in perfetta forma, e ci ha regalato ancora una volta una performance sopra le righe.<br \/>Dall\u2019apertura di basso di Martin M\u00e9ndez in \u201c\u00a71\u201d, dove il growl di \u00c5kerfeldt diventa spesso un modo per esprimere i passaggi pi\u00f9 cupi delle ultime volont\u00e0 del patriarca lette ai tre figli superstiti, due gemelli maschi e ragazzina affetta dalla poliomielite, il set si \u00e8 immediatamente tuffato nelle profondit\u00e0 di \u201cMaster\u2019s Apprentices\u201d da <strong>Deliverance<\/strong> (2002). Le chitarre pesanti e serrate di questo brano scatenano l\u2019headbanging dell\u2019intero Alcatraz, a tempo con la sezione ritmica, in questo rito collettivo quale \u00e8 un concerto vissuto con intensit\u00e0 e passione sia da chi sta sopra il palco che sotto.<br \/>La band, come detto, \u00e8 in perfetta sincronia, passando senza sforzo da una pesantezza schiacciante a passaggi melodici inquietanti. Le luci cambiano spesso, accentuando l\u2019atmosfera cupa e spettrale spesso contenuta nelle loro canzoni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206904\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-28.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1333\"  \/><br \/>La parte di pubblico che resta in riverente silenzio per tutta la durata dello spettacolo, lo interrompe solo per gli applausi. Sui visi di tutti si legge stupore e meraviglia nel guardare gli Opeth destreggiarsi tra gli intricati tempi e le complesse strutture delle loro canzoni con una semplicit\u00e0 quasi imbarazzante.<br \/>Con un profondo senso di irrequietezza che aleggia perennemente nell\u2019aria, le melodie di \u201cThe Leper Affinity\u201d da <strong>Blackwater Park<\/strong> (2001), ci travolgono toccandoci in profondit\u00e0 nell\u2019anima: improvvise esplosioni di aggressivit\u00e0 prima di scivolare in passaggi pi\u00f9 calmi e malinconici, questa \u00e8 l\u2019essenza degli Opeth e della loro produzione.<br \/>Un loro concerto \u00e8 un perfetto connubio tra ferocia death metal e grandiosit\u00e0 progressive, accompagnato e supportato dall\u2019ottimo uso delle luci, coinvolgendo sempre pi\u00f9 il pubblico che ha riempito l\u2019Alcatraz di Milano in questa data organizzata da MC\u00b2 Live.<br \/>Arriva il momento di \u201c\u00a77\u201d, un altro brano tratto dall\u2019ultimo lavoro, con le sue melodie di basso che sembrano vibrare nell\u2019aria con una sensazione sinistra, quasi spettrale. Un brano che suona come tre diversi messi insieme. \u00c5kerfeldt, con la sua solita ironia, riflette ad alta voce insieme a noi su come questo sia un brano difficile da suonare, non riuscendo a capire perch\u00e9 l\u2019avesse scritto proprio in questa maniera. Una sezione ritmica potente che ben rende l\u2019idea del senso di maligno menzionato nel testo della canzone. Ian Anderson, anche qui, presente su disco con i suoi flauti e a volte anche la voce, a impreziosire ulteriormente la resa finale del brano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206896\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-19.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1333\"  \/><br \/>Si fanno poi strada tra noi ormai completamenti persi in questa bellissima atmosfera, le note di \u201cThe Devil\u2019s Orchard\u201d, dal pi\u00f9 che controverso <strong>Heritage<\/strong> (2011), con i suoi riff vorticosi e i ritmi ipnotici, che dal vivo funziona perfettamente, meglio ancora che su disco a mio parere. L\u2019interpretazione di \u00c5kerfeldt, completamente in pulito come nell\u2019intero album, ancora una volta risulta essere impeccabile.<br \/>Segue a ruota \u201cTo Rid the Disease\u201d, da <strong>Damnation<\/strong> (2003), con la sua atmosfera cupa ad accompagnarla. Una quasi ballata mi verrebbe da definirla, disperatamente dolce e lugubre allo stesso tempo, con la bellissima voce di \u00c5kerfeld come fil rouge, a contribuire ulteriormente alla creazione di sentiti brividi lungo la schiena di molti dei qui presenti, io ed il mio compagno Luca in primis.<br \/>\u201cThe Night and the Silent Water\u201d, da <strong>Morningrise<\/strong> (1996) suona invece pi\u00f9 come una minaccia, sembra quasi che in queste atmosfere temporalesche una sventura si stia per abbattere sul locale di via Valtellina. \u00c5kerfeldt ricorda con piacere la prima volta in Italia, in quel tour di supporto i <strong>Cradle of Filth<\/strong>, nominando un locale con le bare appese ai muri (era il caro vecchio Transilvania di Milano). Eppure, caro il nostro Mikael, in quel tour avete suonato al Rainbow, e ci sono video su YouTube a riprova di questo. Probabilmente ha fatto confusione con altri concerti, visto che gli Opeth sono poi tornati in Italia, proprio al Transilvania, ad esempio nel 2001 con Novembre e Katatonia e nel 2003 con i Madder Mortem.<\/p>\n<p>Segue a ruota l\u2019inquietante \u201c\u00a73\u201d, il terzo brano tratto da <strong>The Last Will and Testament<\/strong>: bagliori bianchi e blu ad aggiungere un tocco quasi ultraterreno a questo ennesimo splendido brano riproposto dai nostri in maniera magistrale, dove non si sente affatto la mancanza del growl di \u00c5kerfeldt compensata, se vogliamo cos\u00ec dire, da un\u2019impressionante sezione ritmica.<br \/>\u201cHeir Apparent\u201d da <strong>Watershed<\/strong> (2008) \u00e8 stata una vera chicca. Molto intensa, con un\u2019introduzione minacciosa, furiosa come tipico nel death metal, che lascia poi spazio alle aperture classiche del progressive. Un brano che rappresenta in pieno questa loro enorme capacit\u00e0 e bravura nel mischiare sapientemente, come il migliore degli alchimisti, questi due generi cos\u00ec distanti tra loro, che con la loro musica si fondono invece alla meraviglia. Il tocco potente e personale di \u00c5kerfeldt nell\u2019interpretazione dei testi \u00e8 poi la ciliegina sulla torta.<br \/>Non abbiamo tempo di riprenderci da un\u2019emozione che ne arriva subito un\u2019altra, potentissima e fragorosa, come solo un brano monumentale che ha fatto la storia che va sotto il nome di \u201cGhost of Perdition\u201d, dal monolitico album <strong>Ghost Reveries<\/strong> (2005) sa regalarci. Senza soluzione di continuit\u00e0 si alternano momenti di caos ad altri di pura bellezza. L\u2019illuminazione cambia ancora una volta, oscillando tra il rosso e il blu, proiettando lunghe ombre inquietanti sul palco mentre la canzone raggiunge il suo apice e il nostro godimento con essa. Altro aneddoto raccontato da \u00c5kerfeldt su questo incredibile brano riguarda Gene Hoglan, che sembra abbia imparato questo brano in circa tre ore sul tour bus degli Opeth provando con un cuscino, il che \u00e8 tutto dire sulle sue note capacit\u00e0 di batterista.<br \/>La mastodontica \u201cDeliverance\u201d, ed i suoi intensi 14 minuti, \u00e8 stata la chiusura perfetta della serata. La potenza devastante di questa canzone rappresenta in pieno la maestria musicale degli Opeth, che questa sera, qualora ce ne fosse bisogno, hanno dimostrato ancora una volta la loro capacit\u00e0 di spingere oltre i confini del metal.<br \/>Sono le 23 quando siamo purtroppo costretti a risvegliarsi da questo sogno incantato durato ben due ore durante il quale il tempo sembra quasi essersi fermato, come intrappolato dalla musica degli Opeth, in grado di trascinarci nelle sue complesse e vorticose melodie che vorremmo non finissero mai.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206894\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-16.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1331\"  \/><br \/>Un\u2019esperienza tanto cerebrale quanto viscerale, in grado di alterare le nostre anime in maniera irreversibile; un flusso costante di nuove emozioni che ci ha tenuto coi piedi sollevati da terra per tutta la durata del concerto.<br \/>Due ore di musica eseguita in maniera magistrale, con inframezzi scherzosi grazie all\u2019humour singolare del frontman, chiamato pi\u00f9 volte dai fan italiani Michele, cosa che sembrava tutto sommato divertirlo.<br \/>Un Akerfeldt che non manca di omaggiare alcune delle band fondamentali del prog italiano, per conosce e per cui ammette un amore sconfinato.<br \/>La lettura di questo testamento si conclude qui, con contrasti e ad accostamenti che solo gli Opeth riescono ad esprimere con una grazia senza eguali: death metal, progressive, piano e flauti si uniscono alla perfezione nella loro musica, non facile certo, ma che rappresenta da sempre la cifra stilistica di questi giganti svedesi dalla personalit\u00e0 assolutamente peculiare.<br \/>Era chiaro fin dall\u2019inizio che questa sarebbe stata una serata speciale, una storia oscura ed enigmatica raccontataci da un oratore d\u2019eccellenza attraverso melodie intricate che sanno catturare l\u2019attenzione in maniera continuativa senza annoiare mai. Raramente capita di assistere ad un\u2019esibizione live che duri pi\u00f9 di 90 minuti, e gli Opeth anche in questo stupiscono, con una durata media dei loro concerti di quasi due ore e mezza.<br \/>Grazie alla loro immensa padronanza tecnica riescono a riprodurre fedelmente anche in sede live le loro intricate composizioni, fondendo abilmente l\u2019aggressivit\u00e0 del death metal con l\u2019introspezione del rock progressivo, con una facilit\u00e0 disarmante.<br \/>La giustapposizione tra riff progressive ed il potente ringhio di \u00c5kerfeldt ha sempre reso questa band speciale per i tantissimi fan e per il mio compagno Luca, che ringrazio per avermeli fatti scoprire ed apprezzare. Gli Opeth con il loro stile inconfondibile e le eccellenti doti prog rock messe in mostra ad ogni occasione, mi hanno aperto un mondo completamente nuovo, facendomi capire che si pu\u00f2 fare metal anche con i flauti, per semplificare il concetto.<br \/>Album come <strong>Blackwater Park<\/strong>, <strong>Deliverance<\/strong> e <strong>Ghost Reveries<\/strong> fino ad arrivare a quest\u2019ultimo <strong>The Last Will and Testament<\/strong>, hanno confermato come gli <strong>Opeth<\/strong> siano una delle band pi\u00f9 innovative e venerate nel mondo del metal, con pieno diritto.<br \/>Una serata che rimarr\u00e0 impressa per molto tempo ancora nel cuore e nella mente di tutti noi presenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1206881\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Opeth-33.jpg\" alt=\"\" width=\"2000\" height=\"1333\"  \/><br \/>Ci si rivede prestissimo, sempre tra queste righe.<br \/>Stay tuned and Stay Metal.<\/p>\n<p>Lineup<\/p>\n<ul>\n<li>Mikael \u00c5kerfeldt \u2013 voce, chitarra<\/li>\n<li>Fredrik \u00c5kesson \u2013 chitarra<\/li>\n<li>Mart\u00edn M\u00e9ndez \u2013 basso<\/li>\n<li>Joakim Svalberg \u2013 tastiere, piano<\/li>\n<li>Waltteri V\u00e4yrynen \u2013 batteria<\/li>\n<\/ul>\n<p>Setlist<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a71<\/li>\n<li>Master\u2019s Apprentices<\/li>\n<li>The Leper Affinity<\/li>\n<li>\u00a77<\/li>\n<li>The Devil\u2019s Orchard<\/li>\n<li>To Rid the Disease<\/li>\n<li>The Night and the Silent Water<\/li>\n<li>\u00a73<\/li>\n<li>Heir Apparent<\/li>\n<li>Ghost of Perdition<\/li>\n<\/ol>\n<p>Encore<\/p>\n<ol>\n<li>Deliverance<\/li>\n<\/ol>\n<p>                            &#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                            &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; Progressive &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Truemetal vive grazie al suo pubblico. Quando compri qualcosa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":154503,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-154502","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154502","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154502"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154502\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/154503"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154502"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154502"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154502"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}